lunedì 30 giugno 2008

BERLUSCONI TORNA A NAPOLI PER FARE IL PUNTO SUL DISASTRO RIFIUTI

Sopralluoghi, incontri, ricognizioni. Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, torna domani a Napoli per fare nuovamente il punto sull'emergenza rifiuti. Arriva quando oltre 6mila famiglie, in città, hanno dato il via alla raccolta differenziata e quando un ricercatore del Cnr lancia un allarme sulla validità del termovalorizzatore. Il Cnr prende le distanze dalle sue posizioni, ma lui intanto dice: "l'inceneritore, anche quello di Brescia, inquina". E dire che il premier, domani, farà il punto sulla situazione proprio ad Acerra, nel cantiere del termovalorizzatore che dovrebbe rappresentare una svolta in questa lunga emergenza. Una logica, quella dell'incenerimento, che viene bocciata senza riserve da Ennio Italico Noviello, primo ricercatore dell'area ricerca del Cnr di Roma dal quale Sesto Viticoli, direttore del Dipartimento progettazione molecolare Cnr, prende le distanze precisando che "non rappresenta la posizione dell'Ente". "L'incenerimento trasforma i rifiuti da solidi in aeroformi, ma restano tossici e nocivi - ha detto Noviello - E, infatti, in Giappone, uno dei primi paesi a utilizzare questa tecnologia, stanno rapidamente facendo marcia indietro". Poi, lancia ancora un altro allarme. Secondo Noviello "Brescia avrebbe proposto di vendere l'intero impianto alla Campania". "L'ho saputo proprio stamattina - ha spiegato Noviello in un incontro a Napoli - La proposta era di cederlo per 25 milioni di euro, cioè meno di quanto serve per completare quello di Acerra". Una proposta "giustificata dal fatto che quell'impianto sta inquinando l'intera Lombardia. A Brescia non c'è un solo allevamento di bovini che sia senza diossina".
Intanto parte dal quartiere dei Colli Aminei, la nuova campagna Porta a porta per la raccolta differenziata a Napoli che coinvolgerà 18.817 abitanti, 6.917 famiglie e 732 utenze non domestiche. Un primo passo che entro il 2008, così come previsto dal piano per l'attivazione della raccolta differenziata, mira a coinvolgere 100mila napoletani. Anche gli alpini saranno impegnati per far fronte all'emergenza. E in attesa che arrivi il premier i cittadini di Bagnoli come di Acerra e di Giugliano, per ragioni diverse, ribadiscono il loro no: ad Acerra, contro il termovalorizzatore, a Giugliano per il non rispetto di alcune norme previste dall'intesa sull'utilizzo del sito di ecoballe di Taverna del Re. E poi a Bagnoli dove alcune centinaia di cittadini oggi hanno protestato contro l'ipotesi di un termovalorizzatore ad Agnano: momenti di tensione quando i rappresentanti dei comitati hanno interrotto la seduta del consiglio della Municipalità.
Un comitato del no che secondo il presidente della Regione Campania, Antonio Bassolino, è comunque in ritirata. "Rispetto al passato, quando tutto sembrava bloccato da veti, paure e proteste, finalmente si intravede una via di uscita - dice Bassolino sul suo blog - Attenzione però. I segnali positivi non implicano che la soluzione sia a portata di mano. La partita è tutta da giocare e coinvolge tutti, istituzioni, cittadini, imprese, chiesa, associazioni. Dobbiamo giocarla con lungimiranza e buon senso".

TAVERNA DEL RE, COMITATO DENUNCIA: NON RISPETTATI ACCORDI SU STOCCAGGIO ECOBALLE A GIUGLIANO

"Mancato rispetto di quanto previsto dall'intesa siglata tra il sottosegretario ai Rifiuti, Guido Bertolaso, e il sindaco di Giugliano, Giovanni Pianese, sulle procedure di utilizzo del sito di Taverna del Re a Giugliano": è quanto denuncia un comitato di cittadini, composto da Vincenzo Tesoro, Vincenzo Gentile, Lucia De Cicco, Salvatore Compagnone, Cerqua Bonaventura, Brunella Testa e Carla Ruggiero, al quale è stato consentito di svolgere attività di monitoraggio delle operazioni e della messa in sicurezza delle opere di bonifica. "Da un sopralluogo effettuato da alcuni componenti del comitato - spiega Carla Ruggiero - non risulta la presenza di materiale inerte antincendio come previsto dal protocollo, non c'è un controllo della radioattività delle ecoballe, come richiesto e non si sta facendo nulla neanche per coprire le ecoballe, che al sito arrivano del tutto scoperte e che procurano un forte cattivo odore". Il comitato ribadisce che "i patti devono essere rispettati altrimenti il comitato si trasformerà in un cavallo di troia".

ISOLATO PER LA PRIMA UN PAPILLOMAVIRUS SIMILE AL TUMORE AL COLLO DELL'UTERO ALLA LARINGE DI UN PAZIENTE

Per la prima volta un particolare tipo del Papillomavirus (Hpv), noto per essere la prima causa del tumore del collo dell'utero, è stata isolata su un tumore della laringe. Il risultato, che sarà presentato nel prossimo convegno della Società di Microbiologia Medica, è stato ottenuto nell'ambito del progetto su Papillomavirus e cancro della Asl Napoli 1, grazie a una nuova tecnica di screening. Autori della ricerca sono Angela Giannattasio, del servizio di Virologia dell'ospedale San Gennaro di Napoli, Salvatore De Maria, della Seconda Università di Napoli e Salvatore Metafora, dell'Istituto di genetica e biofisica del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr). Il progetto viene condotto su biopsie di tumori della prostata (i cui risultati non sono ancora disponibili) e su biopsie di cancri del cavo orale. E' stato così che il genotipo 82 del Papillomavirus (Hpv82), riconosciuto due anni fa per la prima volta dalla stessa Giannattasio in una lesione precancerosa dell'utero, è stato identificato in una biopsia di tumore della laringe. Aumentano così le conoscenze sul Papillomavirus: se fino a non molto tempo fa era considerato il responsabile di uno dei tumori più diffusi nelle donne, recentemente è stato isolato in un tumore molto comune fra gli uomini, quello della prostata. Il risultato presentato oggi conferma ulteriormente che è anche fra i responsabili dei tumori del cavo orale.

E' IL COLONNELLO DEI CARABINIERI LUIGI SEMENTA IL NUOVO COMANDANTE DEI VIGILI URBANI DI NAPOLI


E' il colonnello dei carabinieri Luigi Sementa il nuovo comandante della polizia municipale di Napoli. Il sindaco Rosa Russo Iervolino ha firmato il decreto di nomina questa mattina. Sementa succede al generale Carlo Schettini, in pensione dal 1 luglio, cui è andata la "viva gratitudine" del sindaco. Sementa prenderà servizio il 15 agosto, nel frattempo la funzione di comandante interinale del corpo sarà affidata al colonnello Antonio Sacco. Il colonnello Sementa fino a due anni fa era a capo del Reparto operativo provinciale di Napoli "e quindi è in grado di contribuire in modo determinante ai compiti istituzionali che gli competono - si legge in una nota del Comune - sia per quanto riguarda la regolamentazione e la fluidificazione dei flussi del traffico, sia per quanto riguarda il controllo del territorio". Luigi Sementa lascia dunque la scuola allievi carabinieri di Benevento pe rituffarsi nel lavoro sul territorio in una realtà difficile come quella di Napoli.

BASSOLINO ELOGIA BERLUSCONI, FA L'OCCHIOLINO ALLA NUOVA LEGA DI BOSSI E DICE: IL DISASTRO RIFIUTI PUO' RIENTRARE MA LA PARTITA NON E' ANCORA CHIUSA


"Il difficile lavoro di dialogo con le comunità può procedere senza eccessive strumentalizzazioni politiche - sottolinea Bassolino - e più al riparo da infiltrazioni malavitose. Prima il Governo con un decreto e ora il Parlamento stanno affrontando il problema del giusto equilibrio tra la rapidità di intervento richiesta dall'emergenza e il doveroso rispetto della complessa normativa ambientale. Anche la Lega, e gliene va dato atto, parla del problema rifiuti con toni diversi dal passato. Perchè ora è al Governo e perchè l'apertura di nuovi impianti a Chiaiano e in altre località campane, assieme alla volontà di costruire un termovalorizzatore a Napoli, segnano una più forte assunzione di responsabilità da parte delle istituzioni e delle comunità locali".
"Restano tante difficoltà - dice ancora - ma, da diversi punti di vista, sembra di essere in un altro mondo sia rispetto agli ultimi anni, sia rispetto a quando, da commissario del precedente governo Berlusconi, mi battevo per aprire il cantiere di Acerra, per costruire gli impianti di selezione, per trovare le discariche che servivano. Attenzione però. I segnali positivi non implicano che la soluzione sia a portata di mano. La partita è tutta da giocare e coinvolge tutti, istituzioni, cittadini, imprese, chiesa, associazioni. Dobbiamo giocarla con lungimiranza e buon senso".
"Per completare il ciclo, è decisivo portare avanti la costruzione dei termovalorizzatori, incrementare la raccolta differenziata e, nell'immediato, contare su una disponibilità di discariche che ci garantiscano una capacità di smaltimento superiore alla produzione regionale, in modo - conclude - da gestire i flussi anche in presenza di imprevisti e difficoltà inattese. Altrimenti un solo anello di questa grande catena, venendo meno per una qualsiasi ragione, magari anche solo per un giorno, rischia di mettere in crisi l'intero sistema. Questa è la linea che abbiamo seguito, tra tante difficoltà, in questi anni. Su questa strada intendiamo andare avanti".

TRUFFA ALL'INPS NELL'AREA VESUVIANA, 11 PERSONE DENUNCIATE

La Guardia di Fiannza di Torre Annunziata, nel napoletano, ha denunciato sette persone residenti in comuni della fascia vesuviana (Boscotrecase, Poggiomarino, Torre Annunziata, Boscoreale e Trecase) per aver omesso, per ottenere l'assegno per maternità erogato dall'Inps, di indicare i redditi percepiti dai componenti del nucleo familiare e, soprattutto, i redditi accertati a seguito di verifica fiscale. Altre quattro persone sono state denunciate alla Procura per truffa ai danni dello Stato per l'ottenimento di erogazioni pubbliche con raggiri. Il caso più eclatante ha riguardato un soggetto che ha escluso dal proprio nucleo familiare il coniuge al fine di non indicare i redditi percepiti da quest'ultimo, ha dedotto dal reddito complessivo il canone di locazione che veniva corrisposto proprio al coniuge ed ha indicato dei falsi estremi di registrazione del contratto di locazione. Le indagini sul tenore di vita e sulle reali disponibilità di chi chiedeva il contributo hanno consentito di avvertire l'Inps che ha provveduto al recupero dei contributi pubblici indebitamente percepiti.

SPARATORIA AL VOMERO, POLIZIOTTO SVENTA UNA RAPINA AD UNA COPPIA

Rapina sventata in via Merliani, nel quartiere Vomero di Napoli, da un poliziotto. L'agente ha visto due rapinatori su un motorino che hanno avvicinato un'altra moto con a bordo una coppia di giovani. Uno dei due rapinatori ha estratto la pistola e ha minacciato le vittime per farsi consegnare soldi. L'agente, di passaggio in zona, ha notato la scena e si è qualificato come poliziotto. A quel punto, mentre il conducente del motorino ha tentato di investirlo, il rapinatore armato gli ha puntato contro la pistola. L'agente ha esploso un colpo in aria a scopo intimidatorio e i due sono scappati. Per fortuna non ci sono feriti.

domenica 29 giugno 2008

CAPRI META DI VACANZA PER VIP. ALL'OMBRA DEI FARAGLIONI CANNAVARO, GATTUSO, QUAGLIARELLA E PALLADINO




Non è stato solo il week end della riapertura di Via Krupp e della passerella dei big della politica e dei rappresentanti delle istituzioni. Capri è stata nuovamente presa d'assalto dai volti noti del jet-set, del calcio e dell'imprenditoria. Una notte in Taverna a cantare i classici della canzone napoletana per due calciatori partenopei: Fabio Quagliarella e Raffaele Palladino. Sole, relax e mare a bordo dell'Altair per Diego Della Valle e Carlo Rossella. Anche Rino Gattuso, centrocampista instancabile del Milan, ha scelto lo stabilimento Lido Nettuno ad Anacapri per recuperare le energie dopo la delusione all'Europeo. Fabio Cannavaro ha preferito scatenarsi in discoteca al Number Two e tornare in barca alle prime luci dell'alba. Sui tavoli della Taberna Anema e Core, sulle note di Guido Lembo, performance di Sara Varone e Barbara D'Urso.

RAPITO AL VOMERO DIEGO, UNO SPLENDIDO ESEMPLARE DI JACK RUSSEL. IL PADRONCINO DEL CANE, FABRIZIO, E' DISPERATO E CHIEDE AIUTO A CHIUNQUE PUO' AIUTARLO


"Ridateci Diego" è scritto sulla fotografia del cane e la lauta mancia (2mila euro) ha un valore di molto superiore a quanto pagato da Fabrizio quando, un anno e mezzo fa, ha acquistato il jack russel in un allevamento di Varese come regalo per la maturità. E' stato rapito al Vomero - quartiere residenziale di Napoli - la sera di mercoledì 11 giugno mentre il suo padrone, Fabrizio M., un ragazzo di 19 anni, lo portava ai giardinetti sotto casa. Da una macchina bianca una coppietta di fidanzatini è scesa e ha iniziato ad accarezzare il cagnolino e se lo è portato via. Da allora Fabrizio non si da pace e ha tappezzato la città con mille manifesti plastificati a colori, e-mail spedite a tutti i veterinari di Napoli e provincia, annunci nella cronaca locale del "Mattino" e oggi sulla prima pagina dell'edizione nazionale con l'offerta della ricompensa per chi lo riporta.
"Mio figlio e Diego dormivano insieme, vivevano in simbiosi, è la cosa più cara che ha e per noi quel cane è una vera gioia - spiega il padre di Fabrizio - crediamo che sia a Napoli e speriamo che i genitori dei ragazzi che lo hanno preso vedendo i manifesti e gli annunci dicano ai figli di restituircelo. Diego ha la medaglietta, il collare verde e il microchip di riconoscimento: si vede che è un cane di famiglia, con dei padroni che gli vogliono bene. Stiamo spendendo una fortuna per cercarlo, ma non ci arrendiamo all'idea di non averlo più in casa. Anche stasera non è con noi". "Lo abbiamo chiamato Diego non per Maradona - spiega ancora il padre - ma per Troisi: era uno di quei nomi brevi che aiutava a non farlo crescere scostumato". Il jack russell rapito ha 15 mesi, il pelo ruvido, ed è grande poco più di un gatto: per restituirlo basta chiamare uno dei due cellulari dei proprietari - anch'essi reclamizzati in prima pagina - 333.6086750 e 333.8669635. La ricerca continua, la famiglia di Diego non si arrende. Buona Fortuna Fabrizio. La speranza è che chi ha preso Diego capisca quanto male sta facendo a te e al tuo amico a quattro zampe.

DISNEY LIVE, IL MAGICO SHOW DI TOPOLINO TRA NAPOLI, ROMA E MILANO


La magia Disney porta in scena una nuova produzione itinerante dal vivo, una novità assoluta per la prima volta in Italia, prodotta da Feld Entertainment ed in scena a Napoli, Milano, Torino e Roma. "Disney Live! Il Magico Show di Topolino" accompagnerà il pubblico in un mondo in cui la magia e il divertimento Disney assumono nuovi ed elettrizzanti significati. Una combinazione unica di personaggi Disney e brillanti illusionisti per portare in scena un nuovo spettacolo dal vivo che saprà entusiasmare i bambini di tutte le età. Lo spettacolo riesce a fondere la magia dei film Disney in una rappresentazione unica dal vivo. Gli umili vestiti di Cenerentola si trasformeranno, in un batter d'occhio, in uno splendido abito da sera; la principessa Jasmine di Aladdin si alzerà quasi in volo; e le scope incantate che danzano in "Fantasia" solleveranno Minnie. Il capo dei maghi, Topolino, eseguirà incredibili illusioni con la Fata di Cenerentola; Hatta, il cappellaio matto di "Alice nel Paese delle Meraviglie", e gli illusionisti professionisti Brad Ross e Alex Gonzalez. Il tour italiano dello spettacolo farà tappa al Palapartenope di Napoli dal 12 al 16 novembre; al Palasharp di Milano dal 19 al 23 novembre; al Mazdapalace di Torino dal 26 al 30 novembre ed al Palalottomatica di Roma dal 3 all'8 dicembre.

ISCHIA, RAGAZZO RISCHIA DI PERDERE LA VITA IN OSPEDALE PERCHE' MANCANO I FERRI I SALA OPERATORIA


In ospedale manca uno strumento per fermare l'emorragia e un ragazzo di 20 anni rischia la vita. Ad Ischia, Giovanni Rosario Calise, ricoverato dalla notte di venerdì nella sala di rianimazione dell'ospedale Rizzoli di Lacco Ameno in seguito ad un incidente stradale accaduto a Forio d'Ischia, è in rianimazione ma non puo' essere operato nè trasportato in un ospedale di Napoli. Stamattina le sue condizioni sono leggermente peggiorate: Calise è in rianimazione già da ieri per aver subito nell'incidente una contusione polmonare, fratture al femore ed alla gamba sinistra, trauma facciale e frattura del setto nasale. Secondo l'ultimo bollettino medico il giovane presenta un'instabilità emodinamica ed una contusione cardiaca. Ciò che però preoccupa i sanitari è la frattura alla gamba da cui è scaturita una continua perdita di sangue che ha prodotto una caduta del valore di dieci punti di emoglobina nell'arco di 24 ore: per fermarla Calise dovrebbe essere operato al più presto ma al Rizzoli manca la strumentazione per l'osteosintesi della frattura. Il ragazzo non è trasportabile a Napoli: l'ospedale fa sapere che la strumentazione occorrente per stabilizzare la gamba sarà ordinato e martedì giungerà sull'isola. Intanto, i sanitari della rianimazione stanno profondendo tutti i mezzi e gli sforzi necessari per salvare il ragazzo.

NAPOLITANO NELL'INCANTEVOLE CAPRI PER FESTEGGIARE IL COMPLEANNO, INAUGURARE VIA KRUPP E CHIEDERE ALLA POLITICA "UN CLIMA PIU' SERENO E COSTRUTTIVO"


"Auspico un clima più sereno e costruttivo nella politica italiana e nella vita istituzionale". Parole pesate, centellinate, sincere, quelle usate dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, a Capri, dove festeggiava il suo ottantatreesimo compleanno, alla giornalista di Skytg24, Alessandra Del Mondo, che gli chiedeva che cosa pensasse della situazione di pesante scontro tra maggioranza e oppoiszione in Parlamento e nel Paese. Sono le uniche parole concesse da Napolitano agli affanni della politica in una giornata di gioia e serenità non solo per la sua festa di compleanno ma anche per l'inaugurazione di via Krupp, la strada scavata nella pietra a Capri.
Una inaugurazione rimandata di un giorno a causa della pioggia di sabato sera. Domenica mattina, invece, c'erano le condizioni ideali per riaprire dopo 32 anni via Krupp, la strada che porta il nome del mecenate tedesco che la volle. Un chilometro e trecento metri di tornanti su uno degli scorci più incantevoli dell'isola, rimessa a nuovo dopo l'intervento di messa in sicurezza del prospiciente costone roccioso finanziato dalla regione Campania con 6 milioni di euro. "Via Krupp - ha sottolineato Napolitano - è unica, in un'isola, Capri, che è essa stessa un unico senza possibilità di confronto nel mondo che pure è pieno di cose belle". Napolitano ha apprezzato il lavoro fatto "per restituire al passeggio e all'ammirazione una straordinaria strada" e ha ricordato in un passaggio la ricorrenza del suo 83/mo compleanno: "E' un caso - ha detto - che la riapertura di questa strada a me tanto cara sia coincisa con il mio compleanno e siccome la mia età non è privata ricordo che la prima volta che sono stato a Capri è stato 70 anni fa, nell'estate del 1938. Ero qui - ha proseguito Napolitano - il 12 settembre del 43 quando gli americani liberarono l'isola venti giorni prima di liberare Napoli. A Capri - ha concluso - c'è molto del mio sentimento e della mia famiglia. A voi dico di godervela".

sabato 28 giugno 2008

DISASTRO RIFIUTI, BERLUSCONI TORNA A NAPOLI PER FARE IL PUNTO DELLA SITUAZIONE

Il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, sarà martedì 1 luglio a Napoli dove, accompagnato dal sottosegretario all'emergenza rifiuti Guido Bertolaso, effettuerà una serie di sopralluoghi e di ricognizioni per prendere visione personalmente dello stato dell'emergenza rifiuti. Nel pomeriggio - si legge in una nota - il Presidente del Consiglio incontrerà in Prefettura a Napoli alcuni sindaci dei comuni napoletani. Alle 17.30 è prevista una conferenza stampa a Palazzo Salerno, sede del Comando Logisitico Sud.

CAUSA PIOGGIA RINVIATA A DOMANI L'APERTURA DI VIA KRUPP ALLA PRESENZA DEL PRESIDENTE NAPOLITANO

La cerimonia di apertura di via Krupp, alla quale avrebbe assistito il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, è stata rinviata a domattina a causa di una forte pioggia che cade su Capri. Poco prima delle 19 orario ufficiale della cerimonia, prevista in un'area scoperta di via Krupp, grosse nuvole si sono concentrate su Capri e poco dopo ha incominciato a piovere con intensità. Il presidente Napolitano, che si apprestava ad uscire insieme alla signora Clio dall'Hotel La Palma che l'ospita, ha atteso nella hall per circa mezz'ora che il tempo migliorasse. Alle 19.30 si è deciso di rinviare la cerimonia a domattina.

L'UMBRIA NEGA LA SOLIDARIETA' ALLA CAMPANIA, SORU INVECE INSISTE: ASSURDO LASCIARE CHE SOLO LA SARDEGNA AIUTI CHI IN QUESTO MOMENTO E' IN DIFFICOLTA'

L'Umbria "rossa" dice no ai rifiuti campani . E lo fa mentre infuria la polemica tra destra e sinistra sulla strumentalizzazione della monnezza di Napoli per fini politici. Tutto ciò accade mentre il governatore della Sardegna, Renato Soru, si dice "sconcertato per il persistente ed egoistico atteggiamento di chiusura di tante aree oggi più fortunate che hanno la memoria corta sul fronte di tante emergenze che hanno sempre mobilitato le migliori energie e risorse degli italiani". E ricorda che la Sardegna è stata "la prima ad offrire una solidarietà concreta alla Campania, accogliendo finora 4.400 tonnellate di rifiuti (2.700 a gennaio e 1.700 il 29 maggio).

IL DISASTRO MONNEZZA FU GIA' RICOSTRUITO CON IRONIA DAL REGISTA DANIELE LUCCHETTI NEL FILM "ARRIVA LA BUFERA"

Il rischio vulcanico ipotizzato da alcuni scienziati che metterebbe a rischio il termovalorizzatore di Agnano è già stato raccontato al cinema. Lo fece Daniele Luchetti, nel 1993 nel finale del suo film "Arriva la bufera". "Ma non mi inventai niente, già nel 1993, girando per i dintorni di Napoli si capiva benissimo che la situazione poteva sfociare in una emergenza come quella di oggi".
Nel film Luchetti raccontò degli intrecci tra politica e criminalità nella gestione dei rifiuti. Un intreccio che si concludeva con una immaginario terremoto vulcanico che distruggeva un inceneritore costruito sulle pendici di un cratere e sommergeva di rifiuti l'intera città. "Pensai a questa scena surreale con l'esplosione e la pioggia di immondizia, durante la quale i politici locali venivano cacciati a calci, la gente scappava mentre alcuni abitanti giocavano sui cumuli di rifiuti", ricorda il regista. Una premonizione amara: "Già 15 anni fa - conclude Luchetti - si capiva benissimo che i rifiuti erano manovrati da camorra e politica, che il territorio stava per essere devastato da una gestione sbagliata di rifiuti. La cosa più triste e che da allora le cose sono solo peggiorate".

RAGAZZO 25ENNE NAPOLETANO TRAVOLTO E UCCISO A PONZA DA UN GOMMONE

Aveva 25 anni, ed era di Napoli la vittima dell'incidente che si è verificato a Ponza nelle acque di Frontone. Secondo una prima ricostruzione dei fatti, il ragazzo si trovava a bordo del gommone in compagnia di amici quando è scivolato in acqua ed è stato travolto. Inutili i tentativi di soccorso.
La monnezza di Napoli irrompe nel dibattito politico dell'Italietta del terzo Millennio. Tra un lodo Alfano, un decreto slitta processi e qualche polemicuccia estiva su dibattito sì dibattito no tra maggioranza e opposizione, eccoti servito sul piatto della bilancia il nuovo casus belli: la monnezza. Così anche ripulire Napoli e la Campania, restituire decoro e dignità ad una regione con 5 milioni e 700 mila cittadini, si trasforma in caciara politica. A dare la stura alle polemiche è Walter Veltroni. I rifiuti? "Sono un mezzo di propaganda quando governano gli altri, ma quando governano loro sono un'emergenza" attacca il leader del Pd che accusa Berlusconi e la Lega di aver strumentalizzato la vicenda dei rifiuti come mezzo di propaganda in campagna elettorale, per poi ammettere oggi che si tratta di un problema. Ne è prova, dice Veltroni parlando all'assemblea degli Ecodem, l'appello dei ministri leghisti alle regioni del Nord perché si prendano i rifiuti campani: "Ho visto che Bossi e Calderoli lanciano un appello alle regioni del Nord. Perché oggi? Perché non lo hanno fatto nei mesi passati? Perché non si sono resi disponibili sin dall'inizio a collaborare per alleviare la situazione? Perché la politica ci si è messa di mezzo e i rifiuti sono un mezzo di propaganda quando governano gli altri, ma quando governano loro sono un'emergenza". Difficile dare torto a Veltroni. A dargli ragione, in ogni caso, ci pensa il sottosegretario alle infrastrutture, Roberto Castelli, legista, che ha negato che parte delle 5-6 mila tonnellate di rifiuti di Napoli destinate ad essere smaltite in Lombardia arrivino all'impianto di Dalmine (Bergamo) e ha anche messo in dubbio che all'intera operazione venga dato il via. Gelando così le aspettative di Umberto Bossi. "La notizia che a Dalmine arriveranno i rifiuti di Napoli è destituita di fondamento" ha esordito Castelli in riferimento ad alcuni titoli dei giornali "infatti - ha aggiunto - come già specificato ieri, i rifiuti arriveranno soltanto quando e se nella conferenza Stato-Regioni tutte le Regioni dovessero dare all'unanimità il benestare a farsi carico dei rifiuti campani, cosa che al momento è assolutamente improbabile". "Inoltre - ha precisato - ammesso e non concesso che la Lombardia debba farsi carico delle cinquemila tonnellate previste, nemmeno un chilogrammo arriverebbe a Dalmine, malgrado la presa di posizione del presidente della Provincia Bettoni, al momento meramente propagandistica". "Infatti - ha concluso - gli impianti che dovrebbero farsi carico, lo ripetiamo, in via del tutto ipotetica, dei rifiuti sono già stati individuati a Milano e Brescia. I bergamaschi quindi possono stare tranquilli".
Chi non sta affatto tranquillo è il ministro per la semplificazione, Roberto Calderoli, che se la prende con Veltroni. "Altro che dialogo e senso di responsabilità, Veltroni è uno che si augurerebbe disastri pur di mettere in difficoltà gli avversari. La sua posizione sui rifiuti e le accuse alla Lega sono disgustose": lo afferma, replicando al leader del Pd. "Veltroni dice che la Lega ha cambiato idea? Certo - sostiene Calderoli - perchè all'epoca in cui governava il centrosinistra non era stato fatto nulla e Veltroni dovrebbe pure assumersi le sue responsabilità sulla questione...Adesso il problema della Campania è stato affrontato dal Governo in maniera seria e strutturale e quindi, pur di non far naufragare tutto quando le cose sono state impostate, Bossi, anche a costo di avere delle difficoltà con il nostro elettorato, ha deciso di chiedere alle regioni la disponibilità ad accogliere rifiuti, ponendo tuttavia dei paletti molto precisi". "La posizione della Lega - conclude - è una posizione di responsabilità ed è anche legata al fatto che la cattiva immagine di Napoli che è circolata per il mondo finisce per danneggiate tutto il Paese, comprese le località turistiche del Nord. Perche' se i tedeschi non vengono in Italia la pagano cara tutti, al sud come al nord. Anche per questo abbiamo deciso di fare uno sforzo, l'ultimo, per cercare di risolvere la situazione. Ma Veltroni questo non lo comprende e gioca strumentalmente allo sfascio".

TERMOVALORIZZATORE DI ACERRA PRESIDIATO DAI MILITARI. DA OGGI E' SITO DI INTERESSE STRATEGICO NAZIONALE

Su disposizione del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega alla gestione dell'emergenza rifiuti nella Regione Campania, Guido Bertolaso, è stata avviata, l'attività di presidio del cantiere del termovalorizzatore nel comune di Acerra da parte di militari dell'Esercito Italiano e Forze dell'Ordine. Gli uomini dell'Esercito, circa 60, appartenenti alla Brigata Bersaglieri "Garibaldi" del Secondo Comando Forze Difesa di San Giorgio a Cremano e le Forze dell'Ordine svolgeranno attività di sorveglianza del cantiere del termovalorizzatore che, come previsto del decreto Legge n. 90/2008, acquisisce lo status di sito di interesse strategico nazionale. L'obiettivo dell'operazione e' quello di garantire l'integrità delle opere già realizzate, infatti i lavori del termovalorizzatore sono stati completati per circa il 90%, mentre sono in corso di verifica tutte le possibili ipotesi mirate alla riapertura del cantiere ed alla conclusione dei lavori.

PRETI PICCHIATI DA GENITORI PER AVER SGRIDATO UN BAMBINO

Due sacerdoti sono stati aggrediti in chiesa: è accaduto alla periferia di Napoli e l'aggressione sarebbe stata messa in atto da un genitore di un ragazzino che frequentava la parrocchia della Sacra Famiglia, nel rione Luzzatti, a Poggioreale. Secondo quanto raccontano organi di stampa, i preti, giorni fa, avevano invitato il ragazzino a giocare insieme ai suoi coetanei, lo hanno spinto tirandolo con la maglietta: un gesto che non è piaciuto al minore che ha raccontato ai genitori di essere stato picchiato. Da lì, la vendetta del papà che si è recato in chiesa e ha schiaffeggiato i due preti. Ieri sera il quartiere è sceso in strada con una fiaccolata di solidarietà per i due religiosi.
"Non vogliamo che per un caso isolato venga messo in cattiva luce tutto il quartiere che è pieno di brava gente - racconta padre Rosario - ho ricevuto due schiaffi sulla guancia. Non abbiamo sporto denuncia, siamo innanzitutto sacerdoti, ho pregato per quest'uomo".

IL MINISTRO SACCONI SUL DISASTRO RIFIUTI: DEVONO ESSERE CHIARE LE RESPONSABILITA' DELLA TRAGEDIA DELLA SPAZZATURA


"Ci sono valutazioni che spettano agli amministratori regionali, presto ci sarà una conferenza Stato Regioni dedicata all'argomento". Lo ha detto, sull'emergenza rifiuti in Campania, il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi che ne ha parlato a Mestre, a margine dell'assemblea regionale di Alleanza nazionale. "Tutti sono pronti - ha aggiunto riferendosi allo smaltimento diffuso anche in altre regioni - purchè sia chiaro che la situazione a Napoli deve cambiare, prima deve essere visibile e chiara la responsabilità delle istituzioni napoletane nell'invertire il circolo vizioso che c'è stato fino ad oggi". "Credo - ha concluso - che nei prossimi giorni questa verifica possa essere fatta e ciascuno farà le sue valutazioni".

CADAVERE TRA I BINARI SULLA TRATTA NAPOLI-CASERTA

Il cadavere di una persona è stato trovato sui binari ferroviari della tratta Napoli-Caserta, tra Poggioreale e Casalnuovo. A segnalare la presenza del cadavere è stato il personale di un treno che ha chiamato subito la stazione della Polfer di Cancello. Il traffico, conferma Ferrovie dello Stato, non ha subito forti disagi e rallentamenti. Indagini della Polfer sono in corso per stabilire cosa sia accaduto e l'identità della vittima.

VALENCIA RISCHIA DI PERDERE LA COPPA AMERICA, BERLUSCONI LAVORA PER PORTARLA A NAPOLI CON L'AIUTO DI SOFIA LOREN




La luna di miele tra Valencia e Alinghi è finita. La 33esima edizione della Coppa America non è detto che si farà nelle acque spagnole. Il rapporto d'affari tra la Societè Nautique de Geneve (e cioè Bertarelli, il patron di Alinghi) e il Golden Gate Yacht Club (parliamo degli sfidanti di Alinghi, Oracle) sembra impantanarsi e consumarsi tra estenuanti battaglie legali e sfide regolamentari che hanno già portato allo scioglimento dell'accordo siglato un anno fa. Che cosa prevedeva l'accordo? Che AC Management, società che organizza l'Americas Cup e le istituzioni iberiche (Governo Zapatero, regione Valenciana e la città di Valencia) avevano già stabilito che anche la 33esima edizione della più prestigiosa delle regate veliche si facesse ancora a Valencia. Cambiate le regole del gioco, rinvii ed incertezze sul format hanno fatto saltare ogni accordo. Valencia, dunque, rischia di essere messa fuori gioco e la probabilità che Alinghi possa spostare il suo quartier generale in un'altra città del Mediterraneo non è più fantasia. Sembra una boutade, forse è solo una trovata pubblicitaria, ma a Valencia si dice che el senor Berlusconi, in maniera subdola, sotto banco, stia trattando con Bertarelli per spostare l'Americas Cupa nel Golfo di Napoli. Ve l'immaginate il campo di gara tra Capri e Ischia? E il ritorno di immagine per la povera città devastata dalla follia dell'emergenza rifiuti? Berlusconi, che conta di risolvere entro la primavera del 2009 l'emergenza rifiuti in Campania, avrebbe così a portata di mano la possibilità di rilanciare anche l'immagine del Belpaese strappando la Coppa America ai cugini spagnoli. Al progetto ci lavorano, per ora in maniera informale, Mario D'Urso e Sofia Loren. La signora Loren è amica del patron di Alinghi. D'Urso spierà le mosse degli spagnoli che stanno cercando di ricucire con Alinghi. E' questione di soldi. E Berlusconi, pur di passare alla storia di Napoli e fare uno sgarbo agli spagnoli, non bada a spese.

RE JUAN CARLOS DI SPAGNA VISITA IL CIRCOLO VELICO ITALIA E SNOBBA IL SAVOIA DI PIPPO DALLA VECCHIA


Tappa al Circolo Italia di Napoli per Juan Carlos di Borbone, socio onorario del sodalizio con sede a Santa Lucia. Il re di Spagna, prima di recarsi a palazzo Reale per il vertice del Cotec, si è ritagliato venti minuti, raggiungendo a piedi il circolo dopo essere uscito dall'albergo sul lungomare che lo ospita.
Spazio all'amarcord per il re che, accompagnato dal presidente del circolo, Roberto Mottola di Amato, ha visitato la sala dei trofei, ha ricevuto in regalo la pubblicazione sui 100 anni del circolo e, scrutando il mare, ha riconosciuto nel "Capricia" la barca che fu dell'avvocato Agnelli e che lui stesso ha timonato. Juan Carlos ha ricordato i tempi in cui, da velista, partecipò a bordo del Dragone, un 24 metri ormeggiato a Santa Lucia, alle Olimpiadi del 1960 nelle acque di Napoli.
Ma il re era atteso anche in un altro prestigioso circolo partenopeo, il confinante Real Yacht Canottieri Savoia, dove tutto era pronto per accoglierlo a bordo della "Spina", l'imbarcazione realizzata nel 1929 in un cantiere di Varazze e acquistata da un appassionato socio del Savoia che l'aveva trovata abbandonata nel cantiere spagnolo di Villanueva. Ma il re, probabilmente pressato dagli impegni, uscito dall'Italia ha tirato dritto, infilandosi in macchina e snobbando il circolo distante solo pochi metri.
Delusione al Savoia dove la notizia che Juan Carlos non sarebbe passato è giunta intorno alle 17. "E' stato il senatore Mario D'Urso - racconta il presidente del circolo, il vulcanico Pippo Dalla Vecchia - ad avvisarmi che il capo del cerimoniale della Farnesina aveva previsto che andasse prima all'Italia. A quel punto era chiaro che da noi non sarebbe venuto e io non mi sarei mosso neanche per Carlo V, il più grande re spagnolo".
Pronta la vendetta, che sarà di natura calcistica ma con riti tutti partenopei. "Poco male - dice Dalla Vecchia - ho dato disposizione a tutti gli equipaggi di tifare per i tedeschi domenica. Germania uber alles".

venerdì 27 giugno 2008

ANCORA UNA DICHIARAZIONE D'AMORE DEL PRESIDENTE NAPOLITANO: NAPOLI E' UNA CITTA' A ME COSI' CARA


"Napoli è una città a me cosi cara che ha purtroppo i suoi affanni...", ha detto Giorgio Napolitano accogliendo a Palazzo Reale il re di Spagna Juan Carlos e il presidente portoghese Anibal Cavaco Silva al Simposio Cotec per l'innovazione tecnologica. "Ma Napoli - ha aggiunto - è chiamata a svolgere un ruolo sempre più vitale" visto che si affaccia sul Mediterraneo, che storicamente è stato canale per scambi non solo commerciali, ma anche di idee e di prospettive di sviluppo.
Lo sviluppo, ha ricordato il presidente della Repubblica si inscrive nella cornice dell'Unione Europea, "prima potenza commerciale, maggior donatore di aiuti allo sviluppo, la più grande fonte di investimenti esteri". La globalizzazione, ha detto, è un dato "ineludibile", richiede regole e pone nuove sfide, a cominciare dalla richiesta di lavoratori più qualificati e di flussi migratori "ancor più massicci, che pongono complessi problemi di integrazione alle nostre società e , in generale, il timore di affievolimento delle idendità nazionali e di perdita delle antiche certezze".
Tra le opportunità offerte dalla globalizzazione, Napolitano ha indicato la crescita delle esportazioni dell'UE sul totale del commercio mondiale, negli ultimi dieci anni, e la stabilità dell'euro.

DISASTRO RIFIUTI, LA CONFERENZA STATO REGIONI SI OCCUPERA' DI AIUTARE LA CAMPANIA QUANDO BERLUSCONI LO CHIEDERA' UFFICIALMENTE

"Sul tema dell'emergenza rifiuti in Campania, e su un eventuale nuovo coinvolgimento di altre Regioni per contribuire ad affrontare la questione, non esiste ancora alcuna comunicazione o proposta da parte del Governo e di questo prendo atto". Lo ha dichiarato il presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani. "Vi sono singole dichiarazioni - ha aggiunto - Per cui non posso non esprimere una preoccupazione. Si tratta di una materia molto delicata, che sollevò problemi di notevole allarme, ed anche strumentalizzazioni politiche, allorquando venne affrontata dal precedente Governo, e le Regioni si espressero in modo differenziato. Dunque servirebbe una seria attenzione istituzionale, mentre considero le approssimazioni ed i protagonismi inutili ed anche dannosi".

LA LEGA NORD MODENESE SI RIBELLA AL SENATUR BOSSI CHE HA CHIESTO DI ACCOGLIERE RIFIUTI DELLA CAMPANIA


Quando uno dice che la politica in Italia è incomprensibile e a volte immorale. Ora che la Lombardia di Formigoni smaltisce la monnezza di Napoli, chi è che si tira indietro in quella che dovrebbe essere una gara di solidarietà per salvare la Campania dal disastro? La rossa Emilia. Sconcertante. Lo è il tardivo rinsavimento di Formigoni, lo è il recente rincitrullimento degli emiliani. A capeggiare la rivolta antimonnezza è, manco a dirlo, la Lega nord di Modena. Che in disaccordo con i vertici nazionali sui rifiuti della Campania dice "Modena ha già dato". Una frase che incontro tantissime adesioni anche a sinistra.

Questo succede dopo la decisione, oggi in Consiglio dei ministri, di "verificare la disponibilità di tutte le regioni di farsi carico, per un brevissimo periodo, di una quota parte dei rifiuti campani", resa nota congiuntamente dei ministri leghisti Umberto Bossi e Roberto Calderoli. Eravamo tutti increduli, pensavamo tutti "vuoi vedere che...." e invece nulla è cambiato. In Italia persino la monnezza ha un colore politico. Era di sinistra ai tempi del governo Prodi, ora che c'è il Cavaliere la monnezza è di destra. Roba da pazzi. Persino l'oscuro segretario provinciale Giorgio Barbieri della Lega e il consigliere regionale modenese Mauro Manfredini, tirati in ballo dal consigliere regionale modenese del Pd, Giancarlo Muzzarelli, gli replicano: "Noi siamo coerenti. Se i rifiuti della Campania, targati Pd, erano con il Governo Prodi, giudicati una schifezza irricevibile, oggi con il Governo Berlusconi la Lega Nord ribadisce il suo netto rifiuto". E "nella malaugurata ipotesi che venissero nuovamente destinati a Modena, faremmo le stesse barricate". "Modena ha già dato", concludono, i rifiuti campani "dovranno essere dirottati in altre province".
Negli anni e nei mesi scorsi, in base ad accordi tra le due Regioni, più volte diverse quantità di rifiuti campani sono state smaltite in Emilia-Romagna.

DISASTRO RIFIUTI, LA LOMBARDIA DA' FINALMENTE UNA MANO. BERLUSCONI ORDINA A FORMIGONI DI SMALTIRE 6MILA TONNELLATE DI MONNEZZA NAPOLETANA


La Regione Lombardia smaltirà 5-6 mila tonnellate di rifiuti della Campania. La richiesta del governo è stata accolta dalla giunta regionale che, secondo quanto ha detto il presidente Roberto Formigoni, ha preso atto di alcune situazioni nuove in Campania.

"Ci è stata chiesta - ha esordito Formigoni - solidarietò per la Campania. La posizione della Lombardia è sempre stata coerente e lo è anche oggi. In Campania è cambiato qualche cosa e noi ne prendiamo atto". Il presidente della Lombardia ha quindi spiegato che il no ai rifiuti campani era stato dato perchè gli stessi non potevano essere accolti negli impianti lombardi: "Avevamo sempre messo come condizioni il problema sanitario e ambientale. Prendiamo atto che in Campania ci sono fatti nuovi e che è stata avviata un'attività che consente di accogliere questi rifiuti". In particolare Formigoni ha spiegato che il governo ha garantito la ripartenza dei lavori per il termovalorizzatore di Acerra e l'inizio di quelli per la discarica di Chiaiano: "Di fronte a queste novità e all'impegno del sottosegretario Bertolaso noi siamo pronti ad un atto di solidarietà". Formigoni ha precisato che i rifiuti non dovrebbero superare le 5-6 mila tonnellate che potranno essere smaltite nell'arco di una quindicina di giorni e che saranno trasportate in Lombardia da 250 camion. Formigoni ha quindi spiegato che sarà la conferenza stato-regioni, con ogni probabilità la prossima settimana, a dare il via all'operazione.

APPELLO DI SOFIA LOREN AI SUOI CONCITTADINI: SALVATE NAPOLI E POZZUOLI DALLA MONNEZZA


Sofia Loren scende in campo contro l'emergenza rifiuti nella sua Campania, con un'intervista-appello pubblicato da Repubblica: "Vi prego a mani giunte di moltiplicare gli sforzi, per porre rimedio a questa sciagura", chiede l'attrice e racconta. "Ormai seguo con profonda angoscia questa autentica tragedia dei rifiuti sparsi in tutta la Campania: nella nostra Napoli e nella mia Pozzuoli, in quelle stesse strade della mia città natale nelle quali correvo da bambina, in una situazione certo drammatica (c'era la guerra), ma spalancata alla speranza. Oggi mi chiedo se abbiamo diritto almeno alla speranza. Sento questi racconti, resto attonita di fronte allo scempio di oggi, in tempo di pace. Come è potuto accadere tutto questo? Come si è potuto lasciare che venissero offese la dignità, la bellezza, l'antica cultura di una delle zone più belle del mondo? E la vita stessa dei miei concittadini, dei napoletani e di tutti i campani, non avrebbe meritato maggiore rispetto?"
"Collaborate. Collaborate con le autorità - dice ancora Sofia - affinchè vengano adottate presto le soluzioni più opportune. E' un nostro problema, e dobbiamo essere noi a risolverlo. O almeno a contribuire a risolverlo".

GIUGLIANO, CITTA' DISTRUTTA DALLA CAMORRA DEI RIFIUTI E ABBANDONATA DALLO STATO CON ALTRE 70MILA TONNELLATE DI MONNEZZA DA METTERE A TAVERNA DEL RE




E' da quando faccio il giornalista che separo i fatti dalle mie opinioni. Quando ne ho qualcuna. In questo caso, chi mi conosce e chi non mi apprezza mi consentiranno per una volta di esprimere un giudizio personale senza dolersene. Il sito di Taverna del Re a Giugliano verrà "chiuso per sempre". Sembra una bella notizia ma ne nasconde un'altra che, a mio avviso, è una vergogna indicibile che ancora una volta si consuma sull'altare dell'emergenza rifiuti. Taverna del Re, infatti, chiuderà solo dopo lo stoccaggio - a partire da oggi - di altre 70 mila tonnellate di ecoballe su un'ultima (Sarà vero? Chi crede più in questo Stato rappresentato nel Giuglianese da nani, ballerine e in qualche caso anche da camorristi travestiti da persone perbene?) piazzola libera. Insomma la città della monnezza che ha già accolto circa 4 milioni di tonnellate di rifiuti impacchettati e incellofanati si arricchisce di un'altra piccola quantità di ecoballe, o eco-truffe come le hanno definite i magistrati napoletani Giuseppe Noviello e Paolo Sirleo. Questo accade perchè è stato raggiunto un accordo tra la struttura del Sottosegretariato ai Rifiuti, il sindaco di Giugliano in Campania Giovanni Pianese e persino rappresentanti di comitati civici. L'intesa verrà sottoscritta oggi. "Almeno, per la prima volta, - si compiace il sindaco Pianese -, otteniamo in cambio degli impegni sul fronte delle bonifiche. Sarà aperto un tavolo tecnico entro 30 giorni per analizzare le nostre esigenze: sistema fognario, idrico e bonifica dei siti inquinati". Insomma il sindaco si fida. L'ha già fatto in altre occasioni in passato. Evidentemente s'è trovato bene. E se va bene per lui va bene anche per i suoi amministrati? Le regole della democrazia ci inducono a dire "sì". Ma a Giugliano, nel comprensorio giuglianese, nell'area nord di Napoli, questo benedetto Stato italiano quando mai ci ha fatto assaggiare la gioia di essere parte integrante di una democrazia? Abbiamo forse dimenticato quanti comuni sono stati sciolti (e per quante volte) in quanto infiltrati da camorristi? Abbiamo dimenticato le centinaia di discariche aperte dai camorristi (Casalesi e loro addentellati anche istituzionali a Nord di Napoli e nella zona flegrea) su sollecitazioni (vi parlo di economia, mercato, domanda e offerta) di imprenditori del Nord Italia che avevano esigenza di smaltire rifiuti tossici, scorie e fanghi industriali a prezzi da saldo nelle terre a nord di Napoli? Abbiamo forse dimenticato che cos'era il comprensorio giuglianese prima che aprissero le discariche dei camorristi, prima che lo Stato italiano (a proposito, sto cercando ancora qualcuno che mi spieghi la differenza di comportamento tra Stato e camorra nell'area nord di Napoli) aprisse Taverna del Re e riducesse quella zona nell'epicentro di un disastro ambientale di proporzioni inimmaginabili? Vogliamo forse parlare della scelta industriale delle aziende del gruppo Impregilo (tutte avallate dai commissari straordinari all'emergenza rifiuti) di allocare nel giuglianese discariche e impianti per il trattamento dei rifiuti sempre vicino a Taverna del Re? E' per questo motivo, non per altri, che mi prendo la libertà (è uno sfogo di cui vi chiedo scusa) di dire che queste 70mila tonnellate di eco-balle che ancora una volta verranno smaltite a Giugliano sono uno schifo, è un modo indegno per lo Stato italiano (anche quando agisce con la faccia pulita e la rettitudine di un generale come Franco Giannini o di un prefetto-sottosegretario come Guido Bertolaso) di andarsene finalmente da Giugliano dopo averla distrutta, devastata. Ripeto: distrutta nel cuore e nella mente. Sarà difficile per qualche centinaia di migliaia di cittadini perbene ricostruire un rapporto di fiducia con lo Stato pur avendo in odio e disprezzo i camorristi. Certo, questo Stato, dovrebbe aiutare questi cittadini, riconquistarli. Con una bonifica seria. Con servizi. Con progetti di riqualificazioni che partano dall'entroterra e arrivino fin sulla costa. Quella costa che venti anni fa era luogo di villeggiatura mentre oggi è zona di prostituzione e spaccio di droga. Auguri, caro Stato Italiano. Io che sono nato a Sant'Antimo, ho studiato a Giugliano e poi me ne sono andato schifato per il modo in cui facevi finta di non vedere la metastasi camorra (quando non ci andavi a braccetto), non ho un granchè fiducia in te. Ma spero di sbagliarmi.

giovedì 26 giugno 2008

IL PRESIDENTE DEL PORTOGALLO CAVACO SILVA DA NAPOLI: CON I FRANCESI ALLA PRESIDENZA UE SUPEREREMO IL NO DEGLI IRLANDESI


Il presidente portoghese Anibal Cavaco Silva è ottimista sulla soluzione della crisi dell'Ue successiva alla bocciatura da parte degli irlandesi del trattato di Lisbona, e vede già con la prossima presidenza francese della Ue una soluzione a portata di mano. Parlando con i giornalisti a Napoli, dove è giunto in serata per partecipare al simposio Cotec di domani sull'innovazione tecnologica, Cavaco Silva ha detto: "Il governo irlandese ha un atteggiamento costruttivo e sta spiegando ai cittadini le ragioni del trattato di Lisbona. Credo di poter dire che con la prossima presidenza francese dell'Ue ci sarà una bozza di soluzione già alla prima riunione del Consiglio".
Cavaco Silva ha richiamato la sua esperienza del 1992, quando era primo ministro portoghese e presidente di turno dell'Ue. "Allora i danesi bocciarono il trattato di Maastricht. Ma sei mesi dopo a Edimburgo facemmo una dichiarazione comune, firmammo un protocollo e poi ci fu il referendum nel quale i danesi dissero sì, e il trattato di Maastricht entrò in vigore. Credo che la stessa cosa succederà adesso". "Il trattato di Lisbona è fondamentale per l'Europa - ha concluso il presidente portoghese -; è così che l'Europa può avere più legittimità democratica, potrà essere più forte e potrà risolvere i problemi che preoccupano i cittadini come la sicurezza, la disoccupazione e la globalizzazione. Il trattato di Lisbona è la risposta possibile per un'Europa più forte in sede internazionale". Il presidente portoghese ha cenato poi in un tipico ristorante del centro storico di Napoli, dove ha prima assaggiato in compagnia della moglie, signora Maria, la classica pizza, ed ha poi espresso un giudizio positivo sulla città: "Sta superando la crisi dei rifiuti". "Conosco poco Napoli, ci sono passato dieci anni fa per andare a visitare gli Scavi archeologici di Pompei, ma ricordo che il presidente Giorgio Napolitano me ne parlava e me la descriveva come una città molto bella. Devo dire, che a quello che vedo, aveva ragione".
Cavaco Silva ha cenato con l'ambasciatore Vasco Valente, ed una dozzina di diplomatici e addetti alla presidenza della Repubblica. Lo chef di "Ciro a Santa Brigida" ha preparato per loro, su espressa richiesta della consorte del presidente, la tipica 'Pizza Oro' con mozzarella di bufala, un antipasto di melanzane, friarielli (tipici broccoli napoletani) ed altre verdure. Come vini, Asprinio di Aversa e Falanghina. Ed infine dolci napoletani: babà, pastiera, ed una crostata di crema ed amarena.

IL DISASTRO RIFIUTI FRENA ANCHE IL MERCATO IMMOBILIARE IN CAMPANIA


L'emergenza rifiuti frena anche il mercato immobiliare. Nella provincia di Napoli le compravendite di abitazioni hanno subito, nel corso del 2007, un calo del 13,65%. Il dato emerge dalle "Note territoriali sul mercato immobiliare" diffuse dagli uffici provinciali dell'Agenzia del Territorio. Se il mercato immobiliare nella provincia di Napoli ha subito un brusco colpo d'arresto - si sottolinea - il motivo non è solo la crisi dei mutui che ha investito il settore, nè il costo del denaro. Il problema dei rifiuti che invadono le strade sta sortendo i suoi effetti anche sul mercato immobiliare. E così, mentre negli anni precedenti la sola provincia di Napoli rappresentava oltre la metà del volume del mercato immobiliare regionale, nel 2007 è stato registrato un calo del 48% dell'indice che misura tale intensità. Per quanto concerne le altre province un calo nelle transazioni immobiliari è stato registrato anche nella provincia di Salerno (-5% rispetto al 2006). "Sostanzialmente stabili" vengono definiti gli affari ad Avellino e Caserta, mentre Benevento è l'unica provincia che ha fatto registrare un aumento delle compravendite con un +8% rispetto all'anno precedente.

DISASTRO MONNEZZA, BLOCCATO CARICO DI RIFIUTI TOSSICI NELLA DISCARICA DI SANT'ARCANGELO TRIMONTE


Un camion con materiale radioattivo, al di sopra della soglia tollerabile, proveniente dalla provincia di Napoli, è stato bloccato dai militari dell'Esercito all'ingresso della nuova discarica di S. Arcangelo Trimonte, in provincia di Benevento. Il mezzo è stato bloccato in attesa delle indagini dei vigili del fuoco e delle decisioni della magistratura, mentre ad altri tre camion dell'Asia di Napoli, che trasportavano pneumatici, è stato vietato la sversamento in discarica. Soddisfatto dell'efficacia dei controlli si è detto il primo cittadino di S. Arcangelo Trimonte, Aldo Giangregorio. "Scoveremo chi sversa materiale radioattivo tra i rifiuti solidi urbani". Lo assicura il generale di divisione, Franco Giannini, capomissione della struttura tecnico-logistica del sottosegretariato per l'emergenza rifiuti in Campania parlando del ritrovamento di alcune sostanze con tracce di radioattivita' in un carico destinato alla discarica di Sant'Arcangelo Trimonte, in provincia di Benevento. "Posso assicurare che la situazione però è sotto controllo - aggiunge Giannini - grazie all'impegno costante dei nostri soldati". I controlli sui rifiuti sono serrati e sono svolti sia dal personale dell'Esercito che dai vigili del fuoco, che dispongono di particolare attrezzature. "Gli addetti alle verifiche lavorano incessantemente - aggiunge Giannini - Un lavoro che viene svolto a garanzia della popolazione".

INTERCETTAZIONI: DAL CDR DEL MATTINO UN APPELLO AL DIRETTORE ORFEO CONTRO I PIANI DEL GOVERNO DI LIMITARE IL DIRITTO DI CRONACA


"Ogni progetto che limiti la possibilità di informare i cittadini sui fatti di cronaca giudiziaria e sulle indagini della magistratura va decisamente respinto". Lo si afferma in un comunicato del Comitato di redazione del quotidiano "Il Mattino" che esprime "pieno sostegno alla mobilitazione annunciata dalla Federazione Nazionale della Stampa per contrastare il disegno di legge sulle intercettazioni". "Il provvedimento annunciato dal governo, se adottato, rappresenterebbe - si legge nella nota del Cdr - una pesante limitazione del diritto di cronaca, con gravi ripercussioni sulla stessa libertà di stampa e sul diritto dell'opinione pubblica ad essere informata su vicende e questioni di pubblico interesse. Esso, tra l'altro, prevederebbe pene detentive per i giornalisti da uno a tre anni. I lettori e l'opinione pubblica devono sapere che se le norme contenute nel disegno di legge, di cui si è finora a conoscenza, fossero state già in vigore, nulla si sarebbe potuto conoscere e pubblicare sullo scandalo Parmalat, sulla vicenda del calcio truccato, sul recente scandalo della sanità in Lombardia. Fatti come questi non si sarebbero potuti apprendere fino alla prima udienza pubblica (e con i tempi della giustizia italiana questo può voler dire anni)". "Fatti come questi - scrive il Cdr - nulla hanno a che vedere con il sacrosanto diritto-dovere al rispetto della privacy di ogni cittadino, da tutelare con rinnovata determinazione. Sono temi, questi, che non possono essere delegati a nessuno e che meritano di essere oggetto di discussione e dibattito. Il Comitato di Redazione del Mattino esorta pertanto il direttore Mario Orfeo a garantire che su tali questioni venga assicurata un'informazione completa e realmente pluralista".

DISASTRO RIFIUTI IN CAMPANIA, SARA' ALBERTO STANCANELLI A "LIQUIDARE" I CARROZZONI DELLA SPESA DEL DEFUNTO COMMISSARIATO PER L'EMERGENZA


Toccherà ad Alberto Stancanelli, già capo di gabinetto del ministro della Funzione Pubblica Luigi Nicolais, provvedere al definitivo scioglimento del consorzio di bacino in Campania, costituiti negli anni passati per la gestione della raccolta differenziata. La nomina è stata ufficializzata oggi a Napoli dal sottosegretario all'emergenza rifiuti Guido Bertolaso che ha incontrato i rappresentanti delle cinque province della Campania. Bertolaso ha inviato anche una nota agli amministratori dei consorzi, invitandoli ad attenersi in questa fase all'adozione solo di atti di ordinaria amministrazione. Si tratta di un passaggio indispensabile proprio in vista degli atti di scioglimento, così come previsto dal decreto legge del maggio scorso. Ogni anno questi carrozzoni in Campania costano decine di milioni di euro solo in stipendi per i dipendenti e per la pletora di politici trombati che sono entrati nei consigli di amministrazione. Senza contare, ovviamente, gli sperperi, le ruberie e le consulenze inutili da assegnare ad amici e amici degli amici.

ALGA TOSSICA NEL MEDITERRANEO, CROLLANO LE VENDITE DEI MITILI A BACOLI


Colano a picco le vendite di mitili nell'area flegrea, accompagnato da cali di presenze nei ristoranti. Il tutto per i timori suscitati dalla presenza di una tossina prodotta da un'alga (la "ostreopsis ovata") che si riproduce soprattutto nelle acque di Miseno. I prelievi dell'Arpac, l'agenzia regionale per la protezione dell'ambiente, ed i riscontri della Stazione zoologica Dohrn, dell'Istituto Zooprofilattico di Portici e dall'Università Federico II hanno segnalato un incremento della presenza di quest'alga nelle acque del litorale flegreo, e il Comune di Bacoli ha subito emesso un'ordinanza per chiedere alla cittadinanza di evitare il consumo dei molluschi. L'iniziativa ha fatto scattare l'allarme e le inevitabili proteste di pescatori e ristoratori. "Così si manda in frantumi un'economia già al collasso per via dell'emergenza rifiuti - hanno reagito all'unisono i commercianti -. Non esiste un pericolo grave. Lo stato di allerta procura solo un allarmismo che produce ulteriori difficoltà al nostro già labile sistema economico". Anche dal mondo della mitilicoltura vengono delle prese di distanza dall'ordinanza sindacale: i responsabili dell'Irsvem, lo stabilimento di depurazione dei mitili a Baia, dicono che "il sindaco ha fatto solo una grande confusione. I nostri prodotti si possono mangiare. Non ci sono pericoli. Ci siamo appellati all'autorità sanitaria che entro domani porterà chiarezza e spiegherà in maniera completa la situazione".

DISASTRO RIFIUTI, IL GENERALE FRANCO GIANNINI OTTIMISTA: ABBIAMO RIPULITO NAPOLI, ORA TOCCA ALLA PROVINCIA


"Nei prossimi giorni ripuliremo anche i comuni della provincia". Lo assicura il generale di divisione, Franco Giannini, uno dei capimissione della struttura tecnica del sottosegretariato all'emergenza rifiuti in Campania. "Fino al mese scorso avevamo ben 40mila tonnellate di spazzatura per strada o nei siti di stoccaggio provvisori della regione Campania - aggiunge Giannini - ora abbiamo 20mila tonnellate. Stiamo proseguendo con le operazioni di smaltimento nonostante la chiusura della discarica di Macchia Soprana nel comune di Serre". Lo smaltimento, al momento, sta avvenendo nelle discariche di Savignano Irpino, Sant'Arcangelo Trimonte, in parte nel sito di Ferrandelle e anche con qualche convoglio diretto in Germania. Secondo quanto riferisce Giannini "nella città di Napoli vi sono appena 50 tonnellate di rifiuti per strada. Ora toccherà ripulire la provincia, e lo faremo in tempi rapidi".

TAVERNA DEL RE A GIUGLIANO RISCHIA DI RIAPRIRE. SAREBBE UNA VERGOGNA PER LE ISTITUZIONI CHE DA ANNI PROMETTONO DI CHIUDERE LA CITTA' DELLA MONNEZZA



Ci riprovano. Vorrebbero di nuovo riaprire Taverna del Re, la città della monnezza, l'esempio del fallimento delle istituzioni, la prova della truffa dei rifiuti in Campania. Alcuni rappresentanti dei Comitati di Giugliano sono andati alla struttura tecnica del sottosegretariato all'emergenza rifiuti, a Palazzo Salerno a Napoli per avere garanzie circa i tempi di esercizio del sito di stoccaggio dell'ecoballe di Taverna del Re, la cui riapertura è stata ventilata in più di un'occasione. Tra i manifestanti c'erano anche Lucia De Cicco, la donna che nei mesi scorsi si diede fuoco e Carla Ruggiero, dell'associazione "Napoli vive, io la difendo". Secondo quanto riferiscono i rappresentanti è stata avanzata la proposta di riaprire di nuovo il sito di stoccaggio utilizzando però solo due piazzole che erano state realizzate nei mesi scorsi e mai adoperate. Una scelta scellerata perchè sarebbe la quarta o quinta volta che le cosiddette istituzioni rappresentative promettono di chiudere la vergogna di Taverna del Re in maniera definitiva per poi di nuovo riaprirla sull'onda dell'emergenza.

NAPOLITANO PRESIEDE A NAPOLI UN VERTICE INTERNAZIONALE A PALAZZO REALE CON TRE CAPI DI STATO




Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, il re di Spagna Juan Carlos e il presidente portoghese Anibal Cavaco Silva interverranno, domani pomeriggio al Palazzo Reale di Napoli, al IV Symposium "Cotec Europa", quarto incontro annuale delle organizzazioni nazionali per l'innovazione tecnologica "Cotec" di Italia, Spagna e Portogallo. I lavori saranno conclusi con gli interventi dei tre capi di Stato, presidenti onorari delle rispettive organizzazioni. Sul tavolo del convegno ci saranno i recenti studi sulla capacita' competitiva, che rivelano dinamiche simili e carenze comuni dei tre Paesi accomunati dall'appartenenza all'area mediterranea e da un sistema produttivo a preponderante presenza di piccole e medie imprese. Accanto a segnali incoraggianti, gli studi indicano un perdurante ritardo rispetto ai paesi più avanzati. Sarà compito dei relatori prospettare la realizzazione di azioni unitarie di sostegno all'innovazione, con politiche nazionali integrate e scambi di esperienze e di idee progettuali. Tra gli altri interverrà il presidente della Fondazione Cotec Italia, Luigi Nicolais. Il vicepresidente della Fiat, John Elkann, illustrerà un documento sulla innovazione come leva per la competitività dei paesi emergenti e sull'esperienza dei paesi del Sud Europa. I tre presidenti si erano già incontrati a luglio del 2007 a Lisbona, in occasione del III Symposium annuale Cotec, che si svolge a turno in uno dei tre Paesi. Nel 2006, a Madrid, l'Italia era rappresentata da Carlo Azeglio Ciampi.

CAMORRA, ALTRI DUE MORTI AMMAZZATI A POZZUOLI IN UN AGGUATO. SALGONO A 32 LE VITTIME DEI SICARI DALL'INIZIO DELL'ANNO


Altri due morti ammazzati nel Napoletano, precisamente a Pozzuoli. L'agguato in via Grotta del Sole, dove i killer hanno giustiziato Gennaro Di Bonito, 33 anni e Michele Iacuaniello, 35 anni. Sale così a 32 il numero delle persone uccise dall'inizio del 2008 nel napoletano. Sono 4 gli omicidi avvenuti nel corso del mese di giugno.

NAPOLETANO ARRESTATO CON L'ACCUSA DI OMICIDIO, AVREBBE CONFESSATO DI AVER ACCOLTELLATO IL SUO AMICO ALGERINO A BOLOGNA

E' stato arrestato con l'accusa di omicidio volontario, Vincenzo Giordano, 39 anni, napoletano, ritenuto responsabile dell'uccisione di Kalivi Manca, l'algerino 44enne accoltellato mortalmente la
scorsa notte nel centro di Bologna. L'italiano, riconosciuto da alcuni testimoni era stato portato in Questura, poco dopo il grave fatto di sangue, e ha confessato l'omicidio. Da quanto emerge dalle indagini la vittima e il presunto omicida avevano avuto un diverbio già nel pomeriggio di ieri. Il Giordano, infatti, aveva attribuito all'algerino la sparizione di un barbecue con il quale intendeva cuocere della carne nel parco vicino al luogo dell'assassinio. Si sono così - affrontati, ciascuno portando a sua difesa un amico e ne era nata una breve rissa. In serata, poi, i due si sono rivisti, in via del Porto, nei pressi della mensa per i poveri. L'arrestato ha raccontato di aver preso un coltello dalla vicina pizzeria (versione poi smentita dallo stesso gestore del locale) per difendersi dagli attacchi dell'algerino armato, invece, di un cacciavite. Nella colluttazione, poi, la vittima è stata colpita da due coltellate mortali all'addome ed è deceduta durante il trasporto all'ospedale. Per l'italiano, invece - che dopo l'omicidio avrebbe trascinato il corpo della vittima sul bordo della strada e si sarebbe liberato dell'arma del delitto, un coltello trovato dagli agenti nella fioriera della pizzeria - solo ferite lievi. La polizia ha anche sentito diversi testimoni dell'accaduto i quali hanno negato l'ipotesi della legittima difesa avanzata dal napoletano, sostenendo invece che sarebbe stato proprio il 39enne a iniziare la colluttazione. Il Giordano, come l'algerino, ha precedenti per furto e spaccio di droga ed è senza fissa dimora. Il fermo è stato disposto dal pm di Bologna Gabriella Tavano.

BRUCIANO GLI STABILIMENTI DEI PASTAI DI GRAGNANO, 23 LAVORATORI IN STRADA

Un incendio ha distrutto lo stabilimento della Cooperativa Pastai Gragnanesi, nel quale sono impiegati venti dipendenti. Le fiamme sono divampate durante la notte scorsa; nell'edificio a tre piani, i vigili del fuoco hanno lavorato dalle 3 del mattino fino alle 11. La sala macchine che produceva sin dal 1980 pasta di alta qualità - esportata anche in Giappone - è stata ridotta in cenere. I danni, comunica Legacoop Campania, sono ingentissimi: al piano terra sono andati distrutti i locali dell'amministrazione, al primo piano le sale occupate dai macchinari, e al secondo piano parte della sala in cui avviene l'essiccamento. Sull'incendio indagano i carabinieri, i quali per ora non escludono l'origine dolosa. " E' una vera tragedia - ha affermato il presidente della Cooperativa, Giovanni D'Avino - senza la sala macchine dovremo fermare la produzione, alla quale lavorano venti persone". La Cooperativa Pastai Gragnanesi ha un fatturato di circa 2 milioni di euro l'anno. Le maestranze degli altri stabilimenti di Gragnano hanno espresso solidarieta' ai lavoratori colpiti dal grave incendio, offrendo aiuto e spazi alternativi per evitare l'interruzione della produzione. I lavoratori chiedono anche sostegno agli enti locali e del mondo del lavoro.

CLAN DEI CASALESI, E' L'ANTISTATO NELLO STATO. HANNO APERTO PERSINO BANCHE PER FARE PRESTITI AI PICCIOTTI. LE ACCUSE DEL PROCURATORE CAFIERO DE RAHO


Il clan dei Casalesi non è "una organizzazione camorristica, una banda criminale, che si muove secondo i modelli tradizionali come le estorsioni e il traffico di stupefacenti, ma è qualcosa di più". Il clan infatti "si infiltra nel territorio attraverso un'apparenza quasi legale: vi è un livello imprenditoriale che riesce a controllare anche una fetta importante delle opere pubbliche". Un aspetto, quest'ultimo, più pericoloso di quello "militare". Lo dice il procuratore aggiunto di Napoli Federico Cafiero de Raho, durante un dibattito a Napoli sul libro "Questa Corte condanna" di Marcello Anselmo e Maurizio Braucci dedicato a Spartacus, il processo contro il clan dei Casalesi nei cui confronti nei giorni scorsi sono stati confermati gli ergastoli inflitti a 16 esponenti di primo piano. Al dibattito - organizzato dalla casa editrice "L'ancora del Mediterraneo" e dalle associazioni "Citta' invisibile" e "Oltre il chiostro" - hanno partecipato, tra gli altri, il giudice Raffaello Magi, estensore della sentenza di primo grado e la giornalista de "Il Mattino Rosaria Capacchione, che vive sotto scorta dopo le minacce subite dal clan. Cafiero, che ha condotto le indagini e ha svolto il ruolo di pm al processo Spartacus di primo grado, ha sottolineato sia l'aspetto "militare" della cosca, responsabile di una lunga serie di omicidi per "affermare il proprio potere", sia l'aspetto economico, che è quello a suo avviso più importante e pericoloso. Ci sono imprese del clan che "riescono a infiltrarsi negli appalti pubblici, che esercitano il controllo assoluto della distribuzione del calcestruzzo, che sono state coinvolte importanti opere pubbliche come i lavori per l'Alta Velocità". Il magistrato ha ricordato come dalle indagini di Spartacus siano emerse "le infiltrazioni del clan nella pubblica amministrazione e il condizionamento esercitato sulle elezioni". Ed ha citato il caso di una banca locale completamente nelle mani del clan che "aveva aperto fidi a tutti i camorristi senza alcuna garanzia". "La difficoltà delle indagini è stata enorme", ha detto Cafiero che ha sottolineato il clima di omertà che ha circondato le azioni della cosca, come l'omicidio del parroco di Casal di Principe don Giuseppe Diana. "Quel giorno in chiesa non c'era nessuno", ha ricordato il magistrato che si recò sul posto poco dopo il delitto.

LA FAMIGLIA DI SANDOKAN IN FUGA DA CASAL DI PRINCIPE. CACCIA APERTA AI SUPERLATITANTI DELLA COSCA MAFIOSA CASERTANA



La famiglia di Sandokan Francesco Schiavone potrebbe lasciare Casal di Principe e dare in fitto la parte ancora non sequestrata del villone costruito a via Bologna dal boss dei Casalesi Francesco Schiavone. La notizia è de la edizione napoletana de la Repubblica. Ne hanno discusso qualche giorno fa in Procura magistrati, funzionari di polizia, ufficiali di carabinieri e finanza. A Casal di Principe ci sono Nicola, 30 anni, e i più giovani Carmine, Ivanhoe, Walter, oltre alle gemelline presenti nelle concitate fasi della cattura di Francesco Schiavone: era il 1990, dopo 13 ore di assedio Guido Longo, capo della Dia, fece staccare l'energia elettrica. Da un interrato inaccessibile e bene arredato, piastrelle griffate e marmi, Sandokan si arrese. Passava il tempo dipingendo figure sacre e controllando i monitor, telecamere nascoste all'ingresso della sua villa. La famiglia di Schiavone è seccata: pochi giorni fa, racconta il quotidiano diretto da Ezio Mauro, durante le nozze di Carmine, in un albergo cinque stelle di Vietri sul Mare, si è infilato il capo della Mobile di Caserta, Rodolfo Ruberti, per identificare i 200 invitati. Lui non lo era affatto. Ma si è presentato con 70 agenti ed ha aggiornato con i nomi raccolti le alleanze tra le famiglie. Un altro segnale: sono saltate tutte le regole non scritte di fair play. Ma da presenze e assenze è stata forse ridisegnata la nuova galassia dei Casalesi.
Ad allontanare la famiglia di Sandokan, dunque, potrebbe essere la nuova offensiva giudiziaria scattata contro il clan più feroce e potente della camorra, con potenza economica pari a quella militare. "La nostra offensiva prevede, ora più che mai, la cattura dei latitanti e la confisca dei patrimoni. Sono stati sempre i nostri obiettivi, lo sono oggi ancora di più", spiega Franco Roberti, capo del pool anticamorra, che dal "Processo Spartacus" in avanti ha ottenuto duemila arresti in provincia di Caserta, sequestri per oltre mille milioni di euro, tra contanti, quote societarie, ville, barche, auto, molte Ferrari tra queste. "Ci dà molta forza - aggiunge Roberti - la vicinanza del Capo dello Stato che in pochi giorni mi ha telefonato due volte: l'ho trasmessa a tutto il mio ufficio, impegnato oltre ogni limite. Anche il ministero dell'Interno ci sostiene, con dirigenti, personale qualificato, mezzi moderni di indagine".
La priorità è la cattura dei latitanti. Nel paese del casertano si vivono notti da coprifuoco, con quaranta auto civette, metà della polizia e metà dei carabinieri, che girano nei paesi degli ergastolani e dei latitanti. E il boss, che non ha alcuna intenzione di pentirsi, è preoccupato. Deve gestire comunque un clan, far controllare l'economia di un paese con ricchi allevamenti di bufale e imprese edili che trovano appalti e vincono gare pubbliche in tutta Italia, ma soprattutto sa che i suoi quattro figli maschi tutti liberi rischiano di inciampare in qualche grana giudiziaria. E la sua detenzione come quella dei Casalesi diventa ora più scomoda: con l'ex suo socio Francesco Bidognetti, Schiavone è all'Aquila. Passeranno in un carcere più duro: Opera, Parma o Tolmezzo.

LA MUNICIPALITA' DI CHIAIANO RIBADISCE IL SUO NO ALLA DISCARICA. MA NELLA CAVA GIA' COMINCIANO LE OPERE DI BONIFICA

A Chiaiano cominciano le operazioni di bonifica della cava dove dovrebbe essere allestita la discarica. Restano i blocchi, con la gente che ribadisce con forza il suo no alla discarica. L'opposizione è contenuta in un documento approvato ieri sera all'unanimità dal consiglio della VIII Municipalità del Comune di Napoli, che comprende anche il quartiere che dovrebbe ospitare nelle cave di tufo esaurite la discarica cittadina. Il documento è stato approvato alla fine di un lungo consiglio di municipalità, aperto ai cittadini che da settimane protestano al presidio: "Il confronto è stato acceso e articolato - spiega il presidente della Municipalità Carmine Malinconico - in cui sono state espresse critiche ma anche apprezzamenti alle scelte del consiglio, ma che alla fine ha prodotto una larga convergenza sul no alla discarica". Nel documento, che sarà portato all'attenzione del sindaco Iervolino e del sottosegretario Bertolaso, si precisa che non sono stati fugati i dubbi tecnici ma anche ambientali della discarica e si esprime la disponibilita' della Municipalità ad attivarsi immediatamente per contribuire alla partenza di una forte raccolta differenziata nel quartiere.

mercoledì 25 giugno 2008

CARTELLE ESATTORIALI PER LE OPERE FANTASMA DEL CONSORZIO DI BONIFICA DEL VOLTURNO, IL CODACONS CHIEDE L'ABOLIZIONE DELL'INGIUSTO BALZELLO

Assemblea pubblica del Codacons a Castelvolturno contro le cartelle del Consorzio di bonifica del Volturno. L'annuncio è di Maurizio Gallicola, presidente provinciale dell’associazione dei consumatori che sa raccogliendo nella sede di via Michelangelo e, attraverso il call center attivato al numero 0823 355241, centinaia di segnalazioni e proteste da parte dei contribuenti che, specialmente sul litorale domizio, hanno ricevuto anche quest’anno la cartella del tributo relativo alle opere del Consorzio.“Faremo un’assemblea pubblica nell’aula consiliare di Castel Volturno giovedì 3 luglio alle 17.30. Ho diramato inviti pubblici a tutti gli amministratori dei Comuni del comprensorio. Fin da ora invito tutti i contribuenti a partecipare per quello che si preannuncia come l’inizio di una battaglia lunga e dura ma che tutti vogliamo sia definitiva. E’ ora che il Consorzio sia condannato alle spese. E’ ora che la Regione obblighi il Consorzio a ridefinire la sua azione: così è semplicemente vessatoria. Mi auguro che la partecipazione sia numerosa. Al Consorzio e in Regione non potranno “fare vacanze tranquille” se saremo in tanti a gridare un sonoro no a questa ingiustizia che si perpetua ogni anno”.

DECRETO RIFIUTI, DURE ACCUSE DEI GRILLINI DI NAPOLI A BERTOLASO: HA RACCONTATO ECO-BALLE AL COMMISSARIO EUROPEO ALL'AMBIENTE STAVROS DIMAS

“E’ vergognoso che il sottosegretario all’emergenza rifiuti, Guido Bertolaso, ieri sia andato fino a Bruxelles per raccontare al Commissario per l’Ambiente, Stavros Dimas, le sue “eco-balle” – così ha dichiarato Roberto Fico, responsabile del “Gruppo di Amici di Beppe Grillo di Napoli”, il Meetup più numeroso di Italia –. Non è assolutamente vero, infatti, quello che ha affermato ieri pubblicamente, ossia che il Decreto Rifiuti è stato emendato in modo da rispondere alla richiesta della Commissione Europea di modificarlo in quei punti che hanno destato viva preoccupazione perché contrari alla normativa europea vigente in tema di smaltimento dei rifiuti e discariche. Gli articoli del Decreto Legge “incriminati”, infatti, ossia l’art. 8, 9 e 18, non sono stati toccati, quindi le rassicurazioni fornite da Bertolaso davanti all’Unione europea sono una clamorosa “bufala”.”
Un duro attacco, quello rivolto da Roberto Fico al sottosegretario Bertolaso, supportato dal comunicato congiunto diffuso ieri dagli europarlamentari Guido Sacconi, Roberto Musacchio e Monica Frassoni. “In risposta ad una nostra interrogazione – si legge nel comunicato - oggi (n.d.r. ieri) la Commissione europea ha confermato l'esistenza di problemi di non conformità del Decreto rifiuti rispetto alla normativa europea. La Commissione – prosegue la nota degli eurodeputati - ha indicato in particolare dei problemi per quello che concerne l'estensione delle deroghe in materia di valutazione di impatto e di discariche. Ha inoltre precisato che non è possibile addurre motivi di emergenza per la salute dei cittadini per andare oltre quelle norme che giustamente sono volte a proteggerla ed ha inoltre ribadito che non esistono ad oggi le condizioni per archiviare o sospendere la procedura di infrazione a suo tempo avviata. Queste risposte della Commissione confermano le nostre preoccupazioni - affermano Sacconi, Musacchio e Frassoni - riguardo alla non conformità e alla non efficacia delle misure decise dal governo italiano. Così abbiamo sollecitato una verifica conclusiva al termine del processo di conversione in legge del Decreto”.
In particolare contro le dichiarazioni di Bertolaso si è scagliata l’europarlamentare dei Verdi, Monica Frassoni : “Il decreto in esame alla Camera anche nella versione emendata non modifica in alcun modo le sezioni palesemente in contrasto con la normativa comunitaria. Pertanto, l’affermazione del sottosegretario Bertolaso, secondo cui ''Il decreto legge sui rifiuti accoglie le modifiche richieste dalla Commissione'' è dunque, allo stato, destituita di ogni fondamento”.
Il “popolo di Grillo”, dunque, si dice pronto a dare battaglia al sottosegretario Bertolaso e al Decreto Rifiuti.
“Le “eco-balle” di Bertolaso hanno i giorni contati - - ha dichiarato Fico - Andremo avanti per smascherare tutte le menzogne che il sottosegretario ai rifiuti e i politici di turno ci stanno propinando su giornali e tv – ha concluso Fico - L’ultima “perla” di Bertolaso a Bruxelles è stata la sua dichiarazione, della quale abbiamo il video, in cui ha affermato di essere riuscito con i fatti a convincere la popolazione di Chiaiano a fidarsi delle scelte operate dalle istituzioni”. E tale proposito preannuncia la prossima iniziativa: “Faremo visionare alla gente di Chiaiano il video dell’incontro fra Bertolaso e Dimas e verificheremo dal “vivo” se i cittadini si fidano di lui e se sono daccordo nell’accettare la discarica”.
Quello che avete letto è un comunicato stampa. Per altri chiarimenti potete collegarti al sito web che leggete sotto.
Meetup Napoli “Amici di Beppe Grillo” http://beppegrillo.meetup.com/10

TASSA RIFIUTI, IL COMUNE DEVE RESTITUIRE IL 60 PER CENTO SOLO IN CASO DI GRAVI DISSERVIZI CHE DURANO NON OLTRE I 30 GIORNI. E' RIVOLTA DEI CONSUMATORI

Era stato approvato due settimane fa in sordina, ma oggi è finito al centro delle polemiche: è il nuovo testo del regolamento sulla tassa rifiuti solidi urbani del Comune di Napoli, dove si prevede che il municipio debba sì restituire ai cittadini in caso di gravi disservizi il 60 per cento del tributo, ma - ed è questa la novità - solo se il problema non viene eliminato entro 30 giorni dalla sua segnalazione. Il che è stato tradotto, da chi critica il provvedimento, come "il Comune si riserva il diritto di svuotare i cassonetti una volta al mese". Il nuovo regolamento è stato varato nella maratona notturna che, due settimane fa, ha visto l'approvazione in Consiglio del bilancio. Avrà effetto retroattivo al primo gennaio, facendo quindi decadere - stima Marco Mansueto, presidente della commissione consiliare bilancio - circa settemila richieste di rimborso già presentate dai cittadini, e motivate con le ben note scene di sfacelo verificatesi per giorni e giorni nelle strade napoletane disseminate di minidiscariche a cielo aperto. L'assessore alle risorse strategiche Enrico Cardillo, "padre" del nuovo regolamento, non accetta però le critiche, partendo da una considerazione di fondo: è vero che il Comune deve rispondere ai cittadini dei disservizi di cui è colpevole, ma i cassonetti stracolmi sono frutto di altre responsabilità. "All'amministrazione - ricorda Cardillo (nella foto) - competono lo spazzamento delle strade, la raccolta dei rifiuti e il loro conferimento negli impianti, gestiti da altri (prima il commissariato straordinario, ora la struttura tecnica del sottosegretariato ai rifiuti). L'emergenza, come ben noto, è determinata unicamente dall'inadeguatezza degli impianti a ricevere e smaltire i rifiuti e mai da disservizi imputabili al Comune di Napoli o alla sua società di gestione, l'Asia".
La modifica al regolamento, quindi, sarebbe servita solo a difendere il Comune da una valanga di ricorsi rispetto ai quali l'amministrazione si ritiene estranea: non a caso, sottolinea l'assessore, anche le richieste di rimborso ricevute in base al vecchio regolamento "erano state respinte, e di esse era stata data comunicazione al commissariato straordinario". In ogni caso il nuovo regolamento susciterà conflitti, in sede politica e legale: Mansueto prepara un ricorso al Tar, mentre il presidente dell'associazione Noiconsumatori, Angelo Pisani, annuncia una "battaglia legale in tutte le sedi competenti contro un atto che offende la dignità e i diritti dei cittadini, già calpestati da anni di irrisolta emergenza rifiuti".

MACCHIA SOPRANA CHIUDE PER PROBLEMI DI SICUREZZA, MA IL SINDACO DI SERRE ACCUSA: E' UNA SCUSA PER APRIRE VALLE DELLA MASSERIA


Interruzione dei conferimenti di rifiuti presso la discarica di Macchia Soprana a Serre. I motivi di questo blocco sono spiegati in un provvedimento a firma del Consorzio Sa2 che "ha provveduto ad eseguire i lavori, la cui progettazione è stata di volta in volta illustrata e discussa in sede di conferenza di servizi indetta dal Ministero dell'Ambiente e le cui conclusioni definitive sono state approvate con decreto a firma del Direttore Generale del Ministero. Il consorzio ha sempre adottato le misure per scongiurare ogni eventuale pericolo per l'incolumità pubblica e per la salubrita' dell' ambiente, lavorando d'intesa con gli organi preposti al controllo (Arpac, Asl, Ministero dell'Ambiente)". Il Consorzio Sa2, prosegue la nota, "pur nelle difficoltà esistenti in un sito ove si è contestualmente garantita l' attività di conferimento (richiesta in tutte le sedi istituzionali) ed i lavori di ultimazione della discarica, ha sempre operato per scongiurare ogni eventuale pericolo per l'ambiente e per l'incolumità pubblica e privata, adottando tute le misure idonee. Inoltre, il Consorzio ha operato nella massima trasparenza evitando gli affidamenti diretti, pur possibili e autorizzati in presenza di una situazione di grave emergenza legata alla mancanza di siti di discarica nell'intera regione, conseguendo significativi ribassi rispetto agli importi da progetto, e sempre d'intesa con tutte le autorità preposte al controllo (Arpac, Asl), le quali hanno costantemente eseguito sopralluoghi e verifiche. Il Consorzio Sa2, in qualità di Ente gestore, pur ribadendo che non sussistono pericoli per l'incolumità pubblica e privata e per la salvaguardia dell'ambiente, resta a disposizione per ogni opportuno sopralluogo da parte dei tecnici del Sottosegretariato di Stato". Il sindaco di Serre Palmiro Cornetta, riferisce che sulla questione "c'è stato detto che c'è un cedimento strutturale, ma a me non risulta. Io ci vado ogni mattina sul sito, mando anche miei collaboratori a verificare le condizioni del sito. A me non risulta niente. Sembra tutto in ordine". A suo giudizio "hanno preso un grande abbaglio. Non riesco a capire, due settimane fa ci è stato chiesto di portare la discarica a un milione di tonnellate ed oggi ci viene detto che il sito è inidoneo". "Non voglio fare dietrologia, non penso che ci siano macchinazioni, ma in questa vicenda c'è una cosa certa, e cioè per me che non si mette in discussione di nuovo Valle della Masseria.

OGNI GIORNO IN VENETO SETTE PERSONE SI AMMALANO DI TUMORE DEL POLMONE. PER IL 2008 SI PREVEDONO CIRCA 2200 DECESSI

Ogni giorno in Veneto sette persone si ammalano di tumore del polmone: le stime dell'Istituto Superiore di Sanità indicano che nel 2008 i nuovi casi di tumore al polmone in Veneto saranno 1919 tra gli uomini e 728 tra le donne. Sempre per il 2008, le previsioni sono di 1587 decessi tra gli uomini e 595 tra le donne. I dati sono stati diffusi nel corso della presentazione della prima Conferenza Italiana di Oncologia Toracica dell'Aiot (Associazione Italiana Oncologia Toracica), in programma a Napoli. "Anche in Veneto - spiega una nota - si conferma il drammatico trend che si registra in tutte le regioni italiane: l'aumento del tumore del polmone tra le donne". I nuovi casi di tumore al polmone tra le donne in Veneto nel 1990 sono stati 476, per balzare ai 728 di quest'anno e alla previsione di 737 nel 2010. Al contrario, il tumore al polmone cala tra gli uomini: i nuovi casi sono stati 2619 nel 1990, 1919 nel 2008, saranno 1763 nel 2010.

DISASTRO RIFIUTI, TUTTA L'ISOLA E' PULITA MA FORIO E' SOMMERSA DALLA SPAZZATURA. IL SINDACO RASSICURA: POCHI GIORNI E SISTEMERO' TUTTO

L'emergenza rifiuti sbarca anche a Forio, sull'isola di Ischia, dove il sindaco parla di una "situazione grave ed insostenibile". "Supererò l'emergenza di questi giorni - spiega Franco Regine - causata dall'apertura a singhiozzo del Cdr di Giugliano e dallo spazio limitato dell'area di stoccaggio che utilizziamo a Cavallaro". Dopo giorni di paralisi, proprio oggi, è ripresa la raccolta sull'arteria principale del Comune di Forio, ma molte le strade ancora invase. "Abbiamo noleggiato 15 cassoni e stamattina ne abbiamo riempiti i primi due che manterremo a Forio in stoccaggio - aggiunge il sindaco - gradualmente raccoglieremo i rifiuti". Il sindaco, per superare l'emergenza ha chiesto "un conferimento straordinario di 40 tonnellate di rifiuti nel Cdr di Giugliano". "Ho chiesto anche ai cittadini di collaborare - ha aggiunto - rilanciando la raccolta differenziata". Regine sottolinea la collaborazione degli altri comuni, che al momento non presentano emergenza. Intanto, la notte scorsa i cittadini della frazione dello Scientone, a Forio, hanno presidiato l'ingresso del campo sportivo contro l'ipotesi di depositare lì i rifiuti. "Volevamo solo parcheggiarli per una notte", precisa il sindaco.

DISASTRO RIFIUTI, APRE IL SITO DI SANT'ARCANGELO TRIMONTE MA CHIUDE SERRE PER PROBLEMI TECNICI. COMINCIA LA BONIFICA A CHIAIANO


Definiti gli ultimi dettagli tecnici, apre la prima vasca della megadiscarica di S.Arcangelo Trimonte (Benevento), ubicata in località "Nocecchia". Via libera dunque allo sversamento dei rifiuti nella vasca, che ha una capacità di circa 150 mila tonnellate, in attesa della realizzazione della seconda, che dovrebbe raccogliere altre 500 mila tonnellate. Con una capacità di ricezione giornaliera di circa mille tonnellate. La brutta notizia del giorno, però, è che contestualmente chiude la discarica di Serre, nel Salernitano, per difficoltà tecniche. I benefici dell'apertura di Sant'Arcangelo, dunque, vengono fiaccati dalla brutta notizia che arriva da Salerno. Da questa mattina, invece, sono cominciati i lavori di bonifica della cava di Chiaiano. Si tratta di liberare il terreno da piombo e antimonio presenti in grosse quantità, eredità del poligono di tiro usato dalle forze dell'ordine.

CORTEO DI AUTO A PASSO D'UOMO SULLA TANGENZIALE. E' IL SOFT WALKING E SERVE A PARALIZZARE IL TRAFFICO CONTRO L'APERTURA DELLA DISCARICA DI CHIAIANO



La protesta del carburante, la sciopero della spesa e i cortei con auto a passo d'uomo per rallentare il traffico sulla tangenziale di Napoli oggi, sul lungomare domani e in centro storico in altri giorni. Sono le ultime novità, pacifiche, sul fronte della protesta contro l'apertura della discarica nella cava dei Cani a Chiaiano, oggi Poligono di tiro delle forze dell'ordine. La manifestazione più fastidiosa per le istituzioni, perchè più visibile rispetto alle altre, è stata attuata da un gruppo di 139 auto che si sono immesse sull'arteria a scorrimento veloce che collega Napoli alla zona flegrea. La bassa velocità delle auto, circ 20 chilometri all'ora, ha causato traffico, ovviamente. Le vetture di proprietà di cittadini di Marano e del quartiere partenopeo di Chiaiano che di fatto paralizzano il flusso di veicoli, espongono bandiere e altri manifesti. Il metodo di protesta è stato definito di Soft-Walking, e vuole dimostrare che anche "con una forma di protesta assolutamente legale si può paralizzare una città se un pezzo dei suoi abitanti comincia a sentirsi calpestato" dicono i comitati che hanno organizzato questa forma di contestazione al piano di Bertolaso di aprire la discarica a Chiaiano. Anche la scelta del numero delle veture che procedono a passo d'uomo non è casuale. I manifestanti vogliono dimostrare, far capire, in questo caso quali sono i problemi di trasporti dei rifiuti che erano uno dei tanti motivi di non idoneità della cava di Chiaiano. 139 sono infatti il numero minimo di autocompattatori che ogni giorno dovrebbero dirigersi a Chiaiano per sversare i rifiuti di Napoli. La polizia stradale si è messa davanti e dietro le auto in protesta, ma ovviamente non può fare altro che accompagnared il corteo. La fila di auto dietro è lunghissima, il traffico intasatissimo. E' un assaggio, un anticipazione di quello che potrebbe accadere col normale funzionamento della discarica. La manifestazione verrà ripetuta anche in centro in tempi e modi che non verranno mai comunicati. Per tutti i partecipanti basterà un sms di convocazione nel luogo e nel tempo stabilito.

AFFARE MONNEZZA,TRE PENTITI ACCUSANO CON DICHIARAZIONI DE RELATO MARIO LANDOLFI. UNO DI QUESTI PIANIFICAVA L'OMICIDIO DEL MAGISTRATO RAFFAELE CANTONE




Tre pentiti accuserebbero Mario Landolfi, già ministro delle Comunicazioni, già presidente della Commissione di Vigilanza Rai, oggi leader di An in Campania e sicuramente uno dei consiglier più ascoltati di Gianfranco Fini, ora presidente della Camera ma pur sempre leader della destra italiana. I tre pentiti di camorra che hanno riferito fatti, date, dati e circostanze sull'affare criminale dei rifiuti in Campania sono Stefano Piccirillo, Mario Sperlongano e Augusto La Torre.
Di questi tre collaboratori di giustizia se ne parla diffusamente nel libro "Monnezzopoli-La grande Truffa" nel capitolo riservato alle pesanti infiltrazioni camorristiche nel ciclo dei rifiuti. I tre collaboratori di giustizia (La Torre era considerato il capo della omonima cosca a Mondragone, centro del casertano dove Landolfi è nato, risiede e viene eletto al Parlamento) sostengono che il clan La Torre avrebbe sostenuto elettoralmente Landolfi nella campagna elettorale del 2001 nella speranza di ottenere benefici giudiziari e altri favori non meglio precisati. Non solo, le accuse mosse dai pentiti al leader di An, sarebbero tutte riferibili a circostanze di cui non sono direttamente protagonisti ma che sono da loro conosciute de relato, e cioè raccontate da altri, assunte dunque per vere e riferite quindi ai magistrati così come sono state apprese. I tre collaboratori di giustizia (La Torre, Sperlongano e Piccirillo hanno avuto un ruolo preminente all'interno della cosca di appartenenza) che accusano Landolfi, alla domanda su quali favori il clan ha poi ottenuto da Landolfi in cambio del sostegno elettorale, riferiscono di non sapere o di non aver ottenuto nulla. Insomma, ammesso che Landolfi abbia chiesto appoggio elettorale a questi camorristi, ammesso che l'abbia ottenuto, poi non avrebbe dato nulla in cambio. Insomma non ci sarebbe stato il do ut des. Ma resta il problema, l'inquietante interrogativo su come un uomo che è stato ed è un esponente di primo piano delle istituzioni prima e di un partito poi possa aver avuto a che fare con questi soggetti. Su questo versante, però, siccome Landolfi non ha meno garanzie di un pentito e come tutti è da considerare innocente fino a prova contraria, non può essere criminalizzato sulla base di dichiarazioni de relato di tre pentiti. Peraltro, uno di questi pentiti, Augusto La Torre, è quello che un paio di mesi fa è stato destinatario di un'ordinanza di custodia cautelare perchè, in concorso con altri pentiti, nella fase in cui collaborava con la giustizia, faceva seguire, pedinare il giudice Raffaele Cantone, i suoi congiunti, in preparazione di un attentato. Insomma, per farla breve, pianificava l'omicidio di Raffaele Cantone, un magistrato coraggioso, un magistrato-simbolo già bersaglio della cosca dei Casalesi per avere negli anni rappresentato e difeso uno Stato rabberciato e spesso connivente (convivente) con la camorra in Terra di Lavoro. Cantone, per inciso, è il magistrato che ha chiuso una serie di inchieste che hanno decapitato i vertici del clan dei Casalesi, tolto loro centinaia di milioni di euro e aperto uno squarcio findamentale nel muro di omertà che circondava l'affare criminale dei rifiuti in Campania. Nelle sue inchieste, tra queste c'è quella fondamentale sulla Eco4 dei fratelli Sergio e Michele Orsi (quest'ultimo ucciso) sono rimasti impigliati anche i La Torre e dunque Landolfi. Ora Landolfi dice: "Sono ultrasereno. Questa gente con me non ha mai avuto il modo di avere contatti. Faccio politica in un territorio difficile e rivendico a me stesso di aver dimostrato con i fatti che si può fare politica con onestà e rettitudine ottenendo risultati importanti". L'augurio è che sia vero quello che dice Landolfi. Certo, per chi fa politica, e per chi la fa al livello in cui è arrivato Landolfi, non è più tanto importante essere onesto ma anche apparire tale. E poi, in situazioni come questa, e cioè quando gli schizzi di fango arrivano dal mondo melmoso e schifoso della camorra dei Casalesi, è difficile dividere i comportamenti penalmente rilevanti da quelli moralmente riprovevoli. E cioè, in terra di camorra, se un giudice va a cena con un camorrista, magari per dabbenaggine o ignoranza, non è meno grave che aiutarlo. Stesso tipo di trattamento merita il politico. Perchè un politico non è più uguale di un giudice davanti alla legge. O no?

Ultimissime

IL TESORO DEI CASALESI TROVATO DALL’ANTIMAFIA IN TRANSILVANIA

Sono due fratelli. Sono  originari di Aversa, bellissima città che conobbe i suoi fasti in epoca di dominazione normanna. Si chiamano Nìcola...