martedì 23 aprile 2019

Consegnate ai messicani opere d'arte rubate e ricettate in Italia

L’occasione era di quelle importanti e meritava dunque una cornice ideale. Nella Sala della Crociera del Ministero per i beni e le attività culturali, il Ministro Alberto Bonisoli alla presenza del Comandante Generale dell’Arma dei CarabinieriGenerale di Corpo d’Armata Giovanni Nistri, ha restituito alla Segretaria di Cultura degli Stati Uniti Messicani,  Alejandra Frausto Guerrero, ben 594 dipinti ex voto databili tra il XVIII ed il XX secolo, illecitamente trafugati al patrimonio culturale messicano ed esportati illegalmente in Italia.  Il recupero è il frutto di un’indagine, finalizzata al contrasto del traffico illecito internazionale di beni culturali, condotta dal Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Monza (un reparto di eccellenza dell’Arma) e scaturita da un controllo alla mostra “Dacci oggi il nostro pane quotidiano/tavolette votive dedicate al tema della Terra”, svoltasi a Milano. Purtroppo capita che tesori d’arte trafugati diventino oggetto di commercializzazione o peggio di esposizione in gallerie o mostre.

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La cerimonia di restituzione dei tesori d’arte messicani con il ministro Bonisoli, la segretaria di Stato alla Cultura Alejandra Frausto Guerrero e il comandante generale dell’Arma Nistri
Le opere, che sono state asportate tra il 1960 ed il 1970 da vari luoghi di culto del Messico, sono state individuate e sequestrate, nel giugno del 2016, su disposizione della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Milano, in due musei, uno lombardo e l’altro piemontese, ove erano giunte a seguito di una donazione da parte di un noto collezionista milanese, nel frattempo deceduto. Grazie all’esperienza dei Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, supportati dagli esperti del Ministero per i beni e le attività culturali, è stato possibile, sulla base dell’analisi iconografica e delle iscrizioni presenti, ricondurre i dipinti al Messico.
I successivi accertamenti, esperiti sul canale diplomatico, hanno permesso di acquisire, dall’Istituto Nazionale di Antropologia e Storia del Segretariato della Cultura messicana di Città del Messico, la conferma dell’appartenenza degli ex voto al patrimonio culturale del Paese centroamericano. 
Da qui la cerimonia, che segue quelle avvenute nel 2014 e nel 2016 in cui sono stati restituiti agli Stati Uniti Messicani parecchi reperti archeologici provenienti da scavi illegali, testimonia anche non solo gli eccellenti rapporti diplomatici e di amicizia tra i due paesi ma anche la consolidata collaborazione tra l’Italia e il Messico nella lotta al traffico illecito di beni culturali, ulteriormente qualificata dall’istituzione, nel marzo 2018, della “Unidad de Tutela del Patrimonio Cultural” della Divisione di Gendarmeria della Policía Federal de México. Parliamo di un reparto della polizia federale messicana che replica in tutto e per tutto il modello dei Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale. Questa forma di collaborazione nasce anche a seguito della sensibilizzazione prodotta, in ambito internazionale, dall’iniziativa italiana della Task Force “Unite4Heritage”, che si occuperà di tutelare il ricchissimo patrimonio culturale di quel Paese spesso saccheggiato.

La creazione di un’unità di polizia specializzata, con compiti esclusivi di tutela del patrimonio culturale, ha costituito un grande successo per l’Italia e, in particolare, per l’Arma dei Carabinieri che, a seguito dell’accordo di cooperazione firmato il 18 gennaio 2017, dal Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri e il Comandante della Polizia Federale messicana, garantisce supporto all’addestramento della Policía Federal.
La collaborazione, inoltre, è stata ulteriormente sviluppata grazie a cicli formativi – condotti anche da personale dell’Istituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro – sulle tecniche di salvaguardia e messa in sicurezza dei beni culturali in situazioni emergenziali, che hanno visto impegnato il personale del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, tratto dalla Task Force italiana “Unite4Heritage”, sin dal novembre del 2017, a seguito degli eventi sismici che hanno colpito il Messico nel precedente mese di settembre.

giovedì 12 aprile 2018

IL TESORO DEI CASALESI TROVATO DALL’ANTIMAFIA IN TRANSILVANIA

Sono due fratelli. Sono originari di Aversa, bellissima città che conobbe i suoi fasti in epoca di dominazione normanna. Si chiamano Nìcola e Giuseppe Inquieto, 43 e 48 anni. Sono due imprenditori. Grossi investimenti immobiliari nell'Est Europa. Case, ristoranti, grande distribuzione, centri benessere in Romania. Un patrimonio di qualche decina di milioni di euro. Tutto sequestrato. Gli Inquieto sono stati arrestati all'alba dagli uomini della Dia (Direzione investigativa antimafia) di Napoli assieme ai loro colleghi rumeni. Sono ritenuti dai magistrati della

Procura antimafia gravemente indiziati di appartenere al clan dei casalesi, quella che fa capo al boss Michele Zagaria, l'ultimo dei padrini mafiosi casertani in cella al 41 bis da anni.