venerdì 22 novembre 2013

MANFELLOTTO CONTRO DE MAGISTRIS, DUE CAUSE PERSE SULL'ACQUA DI NAPOLI E I GIORNALISTI NOVELLI GESU' CRISTO DEL TERZO MILLENNIO

Ai giornalisti capita di scrivere sciocchezze. Di difenderle pensando trattarsi di idee sane. Idee utili per una causa. E capita persino di innamorarsene di queste idee. Poi quando scopriamo che quelle che propaliamo non sono idee, non servono una causa ma contribuiscono a perdere una causa, intelligenza vorrebbe che uno le rivedesse, cominciasse a chiamarle col nome giusto e cioè sciocchezze, e chiedesse scusa per rimediare l’errore fatto. Non c’è nulla di male nel cambiare idea quando ci si accorge che è sballata. I giornalisti non sono novelli Gesù Cristo del terzo Millennio che offrono verità rivelate. Capita di sbagliare. E cambiare idea  è segno di intelligenza. Perciò caro direttore dell’Espresso Bruno Manfellotto, napoletano doc, dica che quella copertina su “Bevi Napoli e poi muori” è sbagliata, è eccessiva,  non giustifica il contenuto dell'inchiesta e la chiuda lì la polemica. Il sindaco di Napoli ha fatto bene a difendere la città di Napoli. E lo ha fatto, finora, anche con intelligenza e serenità. Ho un’idea, che a me pare buona. Il direttore  Manfellotto si capacita di aver sbagliato copertina, ne fa una migliore, risarcisce così Napoli che è stata danneggiata da quel “Bevi Napoli e poi muori” e il sindaco si comporta da galantuomo qual è!. Niente risarcimento danni miliardario. Anche questa non è una di quelle idee di cui andare fieri.

martedì 19 novembre 2013

ADDIO A MARCELLO D'ORTA, DIVENTO' FAMOSO CON "IO SPERIAMO CHE ME LA CAVO". IL RICORDO DEL FIGLIO GIACOMO E DI DON LUIGI MEROLA

 Giacomo D’Orta, giovane vice-parroco della Basilica di San Francesco e Paola, ricorda il suo papà, Marcello D’Orta, morto a 60 anni, alla fine di una lunga e dolorosa malattia nella sua casa del Vomero, quartiere borghese di Napoli, come un buon cristiano che alla fine del suo percorso terreno ha voluto scrivere un libro per riassumere le sue emozioni, il suo affetto per Gesù. Marcello D’Orta è stato ucciso da quello che a Napoli chiamano un brutto male o male incurabile.

lunedì 18 novembre 2013

ASSEGNATO IL PREMIO DI GIORNALISMO INTITOLATO A FRANCESCO LANDOLFO, INDIMENTICATO VICE DIRETTORE DEL QUOTIDIANO "ROMA"

Cerimonia di consegna del Premio di giornalismo “Francesco Landolfo” presso la sede dell’Istituto di cultura meridionale, in via Chiatamone 63 (Palazzo Arlotta), Napoli.

PAPA FRANCESCO TELEFONA A SUORA TERESA DI CASAL DI PRINCIPE: PREOCCUPATO PER I BIMBI DELLA TERRA DEI FUOCHI. PATRICIELLO LO INVITA A VISITARE I LUOGHI DEL DISASTRO

Coltivare e custodire il Creato. Fu il primo appello di Papa Francesco nella Omelia della Messa per l'inizio del suo Pontificato. Per la Terra dei Fuochi, questo pezzo d’Italia dove la camorra ha interrato rifiuti tossici e nocivi, avvelenato la terra e inquinato le falde acquifere il Pontefice ha parole di attenzione e di amore, si preoccupa per la sofferenza della gente che abita in queste zone che gli hanno spedito migliaia di cartoline.

domenica 17 novembre 2013

CENTOMILA IN PIAZZA A NAPOLI PER DIRE NO ALLA CAMORRA DEI RIFIUTI E RICORDARE CHE CI SONO ANCHE I BAMBINI CHE MUOINO DI CANCRO E TUMORI GRAZIE AI MAFIOSI CASALESI E AL SILENZIO DELLE ISTITUZIONI

La pioggia battente non fa fermato il fiume di persone che sono arrivate a Napoli per dire no alla camorra dei rifiuti interrati, per dire stop al biocidio. Erano in 70mila, forse 100mila, hanno sfilato da piazza Mancini fino a piazza del Plebiscito per  chiedere bonifiche, spegnere i roghi tossici e per ricordare a tutti i morti ed assicurare un futuro ai bambini. Un corteo variegato - un fiumeinpiena  - composto da mamme e bambini, da uomini delle istituzioni, dello spettacolo, da rappresentanti dei vari comitati della Terra dei fuochi e da uno sparuto gruppo di contestatori che ha urlato contro tutti, anche quando, quasi al termine della manifestazione, padre Maurizio Patriciello (il sacerdote antiroghi di Caivano) ha nominato il Capo dello Stato e il cardinale Crescenzio Sepe, per ricordare il loro impegno per i cittadini napoletani. I manifestanti hanno detto ''vogliamo vivere'' e chiesto subito la bonifiche delle aree inquinate ritenendo pero' che lo strumento della legislazione speciale non sia quello piu' adeguato. La priorita', hanno detto, ''deve essere quella della mappatura''. 
''Mi sento come un padre al quale hanno stuprato un figlio'', ha detto don Patriciello dal palco denunciando che oggi ''tutti si nascondono dietro la camorra ma alla camorra qualcuno ha dato i veleni affinche' venissero smaltiti in questa terra''. Ad aprire il corteo lo striscione con la scritta 'No al biocidio'. Nessuna bandiera di partito. Ed alcuni manifestanti hanno chiesto, in maniera anche abbastanza decisa, che anche i gonfaloni dei Comuni - ad iniziare da quello di Napoli - sfilassero nelle seconde file. 'Unfiume in piena' che ha attraversato la citta' per ''chiedere giustizia per i morti (i bimbi deceduti sono stati ricordati con un minuto di silenzio) e un futuro per i bambini'', come hanno detto i manifestanti. Toccante la testimonianza dal palco, il ricordo di una mamma che ha perso il suo bimbo di due anni. Parole, ha detto che ''non vogliono essere la fiera delle emozioni al buon mercato'' ma che hanno rappresentato un monito a fare presto. Anche il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, e' sceso in piazza, facendo un breve tratto del corteo, ''come un semplice cittadino e senza fascia tricolore''. Tra gli amministratori anche alcuni di Comuni del nord di Italia, oltre a diversi primi cittadini della Campania, per dare solidarietà agli abitanti di una terra che, come ha detto, don Patriciello ''e' moribonda ma non vuole morire''. 

mercoledì 6 novembre 2013

BASSOLINO PROSCIOLTO DA TUTTE LE ACCUSE NEL PROCESSO SUL CICLO DEI RIFIUTI

Ho fatto errori politici: quello di essermi ricandidato alla presidenza della Regione nel 2005, perchè non si può restare in carica, tra città e Regione, per oltre sedici anni'', e ''anche di non essere riuscito a uscire rapidamente dall'emergenza dei rifiuti che ancora oggi incombe su Napoli. Pero' nessuno puo' mettere in dubbio la mia onesta'''. 

Ultimissime

IL TESORO DEI CASALESI TROVATO DALL’ANTIMAFIA IN TRANSILVANIA

Sono due fratelli. Sono  originari di Aversa, bellissima città che conobbe i suoi fasti in epoca di dominazione normanna. Si chiamano Nìcola...