lunedì 24 marzo 2014

MAZZETTE MILIONARIE PER L'APPALTO SISTRI, ANCORA ARRESTI E SEQUESTRI DI BENI

Le accuse sono quelle di associazione per delinquere e corruzione. Gli indagati che sono stati arrestati a l’alba e posti ai domiciliari dai militari del Nucleo di Polizia Tributaria di Napoli sono Lorenzo BORGOGNI, ex Direttore Centrale Relazioni Esterne di Finmeccanica, Stefano CARLINI,  ex Direttore Operativo della Selex Service Management S.p.a. (società controllata del Gruppo Finmeccanica), e  gli imprenditori romani Vincenzo Berardino ANGELONI (anche ex parlamentare del Pdl) e Luigi MALAVISI
E’ un filone di indagini di un’inchiesta molto delicata e ampia che coinvolge il colosso Finmeccanica ed alcune aziende controllate, e che nell’aprile del 2013  consentì alla procura distrettuale antimafia di Napoli di richiedere altri 22 provvedimenti di custodia cautelare, 3 in carcere e 22 ai domiciliari… Tra gli indagati c’era anche l’allora sottosegretario a Palazzo Chigi, con Mario Monti Premier, il professor Carlo Malinconico. Gli inquirenti indagano sul Sistri, acronimo di Sistema di Tracciabilità dei Rifiuti… appalto stimato in circa 400milioni di euro del Ministero dell’ambiente  …  mai entrato in funzione e diventato - a giudizio dei magistrati dell’Antimafia di Napoli - fonte di corruzione sia nella fase di aggiudicazione dell’appalto che in quella di esecuzione delle opere. Appalto su cui è stato difficile indagare perché -incredibile ma vero - era stato apposto il segreto di Stato. Ulteriori indagini dopo quegli arresti hanno consentito ai finanzieri di accertare che, attraverso un articolato sistema di false fatturazioni e sovrafatturazioni nei rapporti tra la Selex Service Management S.p.a. e le molteplici società affidatarie compiacenti, erano stati creati cospicui “fondi neri”, destinati, secondo la ricostruzione della procura di Napoli, al pagamento di tangenti,  anche mediante la costituzione di società estere in paradisi fiscali del Delaware (Stati Uniti d’America) e l’apertura di conti correnti cifrati in Svizzera.
In tale ambito, sulla base degli esiti investigativi, Angeloni viene descritto dai finanzieri che l’hanno intercettato e pedinato come una sorta di braccio operativo dei vertici di Finmeccanica, occupandosi della richiesta e dell’esazione delle somme di denaro illecitamente accumulate, per recapitarle ai vertici del gruppo industriale. L’imprenditore risultava  anche destinatario di ulteriori somme originate da false fatturazioni, emesse a fronte di fittizi contratti di consulenza, predisposti a nome di una società cartiera appositamente costituita attraverso prestanomi.
Le investigazioni riguardano anche un episodio di corruzione per 4 milioni di euro, parte dei quali consegnati per contanti direttamente negli uffici di Finmeccanica, celati all’interno di due borsoni della società sportiva Valle del Giovenco.

In tale contesto investigativo, sono in corso numerose perquisizioni. 

mercoledì 5 marzo 2014

ESERCITO SCHIERATO A DIFESA DELLA DISCARICA DI CHIAIANO IN MANO ALLA CAMORRA? ECCO COSA SCRIVONO I MAGISTRATI DELL'ANTIMAFIA DI NAPOLI

PROCURA DELLA REPUBBLICA PRESSO IL TRIBUNALE DI NAPOLI
Direzione Distrettuale Antimafia 

COMUNICATO STAMPA


A conclusione delle indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Napoli–Direzione Distrettuale Antimafia, nelle prime ore di oggi i Carabinieri del Reparto Operativo del Comando Provinciale di Caserta e quelli del NOE di Napoli hanno dato esecuzione a 17 ordinanze di custodia cautelare - 8 in carcere e 9 arresti domiciliari - nei confronti di altrettante persone indagate, a vario titolo, di associazione a delinquere di stampo camorristico, attività di gestione di rifiuti non autorizzata, attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti, truffa, frode nelle pubbliche forniturefalsità ideologica commessa da pubblico ufficiale, con l’aggravante della finalità agevolatrice del sodalizio “dei Casalesi”, fazione Zagaria. 
L’attività di indagine - incentrata sugli interessi economici e imprenditoriali della criminalità organizzata nel settore dei rifiuti e, in particolare,  nell'ambito dei lavori di realizzazione e  gestione della discarica di Chiaiano (NA) - ha avuto inizio nel 2008 e si è conclusa nel dicembre del 2013. 
Si è sviluppata, in particolare, su tre filoni investigativi: l'infiltrazione camorristica negli appalti della suindicata discarica cittadina, le modalità di gestione della stessa e le false attestazioni redatte dai funzionari pubblici, che hanno consentito agli amministratori delle Società IBI IDROBIOIMPIANTI spa e EDILCAR, riconducibili ad alcuni degli indagati, di proseguire senza interferenze i lavori all’interno della discarica, conseguendo nel tempo illeciti profitti.
Le investigazioni, condotte dai Carabinieri anche attraverso attività d’intercettazione e riscontrate da dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia, hanno consentito di ricostruire il legame dell’indagato CARANDENTE TARTAGLIA GIUSEPPE con esponenti apicali delle organizzazioni camorristiche dei NUVOLETTA di Marano e dei MALLARDO di Giugliano prima e, successivamente, dei POLVERINO di Marano. 
Il legame criminale più forte è stato senz’altro quello che l’indagato ha instaurato con la famiglia ZAGARIA, per cui gli è stata contestata la partecipazione al sodalizio dei Casalesi, fazione Zagaria, capeggiata da Michele e Pasquale ZAGARIA. Sulla base della ricostruzione accusatoria, avvalorata dal GIP, il suddetto Carandente, in qualità di imprenditore operante nello strategico settore della gestione del ciclo legale e illegale dei rifiuti, ha fornito ad esso un rilevante contributo, consentendo, tra l’altro, agli esponenti del sodalizio camorristico di partecipare alle attività imprenditoriali del settore attraverso la copertura delle sue aziende.
In tale contesto, le attività investigative hanno evidenziato che, nel periodo lunghissimo dell’emergenza rifiuti, la FIBE ha sottoscritto, con società riconducibili alla famiglia CARANDENTE TARTAGLIA ben 63 contratti per il trasporto ed il movimento terra, nonché per la realizzazione di lavori vari, molti dei quali puntualmente subappaltati dalla Ibi Idroimpianti.

Le dichiarazioni rese in merito dai collaboratori di giustizia hanno confermato quello che il quadro probatorio aveva già reso evidente: un consistente rapporto imprenditoriale esistente tra le imprese dei fratelli CARANDENTE TARTAGLIA e la FIBE. 
Tale rapporto ha rappresentato il presupposto necessario a che la FIBE-FISIA operasse con relativa tranquillità nel territorio, in assenza di eclatanti conflitti tra i gruppi criminali locali e le imprese impegnate nel settore. 
La possibilità di assicurare alla criminalità organizzata, attraverso le imprese del CARANDENTE TARTAGLIA, una parte delle risorse ottenute da FIBE-FISIA, ha evidentemente enfatizzato il ruolo del CARANDENTE (longa manus di ZAGARIA Michele) quale interfaccia con la pubblica amministrazione.

Sono state altresì ben delineate le connessioni esistenti tra le società IBI IDROBIOIMPIANTI spa (della famiglia D’Amico e colpita in data 15.12.2010 da interdittiva antimafia emessa dalla Prefettura di Napoli, impresa leader nel settore che ha lavorato anche per la realizzazione e gestione della discarica Bellolampo di Palermo) e la  Edilcar Srl della famiglia Carandente Tartaglia. 
Le attività di indagine hanno riscontrato le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia, che avevano individuato nel duo IBI IDROBIOIMPIANTI-EDILCAR un binomio già da anni legato alla famiglia Zagaria. Le attività di intercettazione hanno, fra l'altro, evidenziato che i Carandente Tartaglia erano sicuri di essere destinatari di lavori per la realizzazione della discarica di Chaiano molto prima della conclusione della procedura di gara. 

Ultimissime

IL TESORO DEI CASALESI TROVATO DALL’ANTIMAFIA IN TRANSILVANIA

Sono due fratelli. Sono  originari di Aversa, bellissima città che conobbe i suoi fasti in epoca di dominazione normanna. Si chiamano Nìcola...