martedì 26 maggio 2015

LA FOTO DI PASQUALE SCOTTI, PRIMULA ROSSA DELLA NUOVA CAMORRA ORGANIZZATA CATTURATO A RECIFE, IN BRASILE

Quest’uomo si chiama Pasquale Scotti. In queste immagini lo vediamo in foto segnaletiche quando fu catturato all’età di 24 anni. Queste altre foto invece sono una ricostruzione del suo viso oggi fatta dai tecnici della polizia scientifica di Napoli.

All’alba la polizia brasiliana e quella Italiana l’hanno sorpreso in una abitazione di Recife, nel Nord Est del paese. Era uccel di bosco da 31 anni… qualcuno lo dava per morto… vittima di lupara bianca ai tempi della sanguinosa faida tra nuova camorra organizzata di Raffaele Cutolo e Nuova Famiglia, la cosca avversaria che raggruppava tanti clan federati che si opponevano allo strapotere del padrino di Ottaviano. Scotti benché giovanissimo era considerato uno dei killer più sanguinari di Cutolo. Quando fu arrestato, il 17 dicembre del 1983, rimase anche ferito in un confitto a fuoco.

LA MAFIA SORRIDE PER LE PAGELLINE DI VERGINITÀ DELLA COMMISSIONE ANTIMAFIA SUGLI IMPRENSENTABILI

La Commissione bicamerale d’inchiesta sul fenomeno mafioso è una cosa seria. Almeno lo è stata. Ha contribuito negli anni bui della Repubblica ad analizzare il fenomeno mafioso, a comprenderne meglio il radicamento nelle istituzioni e nella società italiana, gli scambi e i compromessi con il mondo politico, le connessioni sempre più strette, le compenetrazioni tra ambienti economici sani e sistema finanziario criminale. Non sto a ripetere la frase di Giovanni Falcone sulla mafia come fenomeno transeunte destinato ad essere sconfitto ma che in Italia sembra essere immortale. Scrivo queste poche banalità per avanzare qualche dubbio sulla nostra reale volontà di eradicare il cancro mafioso. E comincio da chi ha la titolarità dell’azione di impulso legislativo per battere le mafie: la Commissione Antimafia. Il Parlamento. Chi rappresenta il popolo italiano. Oggi questa Commissione Antimafia distribuirà una lista di impresentabili (che cosa significa?) alle elezioni regionali, esponendo questi signori e signore dichiarati impresentabili al ludibrio pubblico. Saranno persone che candidate in alcune liste non hanno quella patina di verginità che si presume debba possedere chi si candida a rappresentare il popolo nelle istituzioni. In questo caso nei consigli regionali. Ora, che la Commissione Antimafia si occupi di questa storia penosa di candidature pelose che avete letto sui giornali prim’ancora che le liste elettorali fossero presentate dai partiti, accettate dai candidati presidenti, validati dalle Corti d’Appello è pressapoco ridicolo a poche ore dal voto. Ha più il sapore di becera  battaglia politica qualunquista che di seria opera di prevenzione delle istituzioni dalle infiltrazioni di personaggi poco raccomandabili. In Campania, ad esempio, chi può convincermi che è meno squallido sapere che c’è in lista un rinviato a giudizio per violenza sessuale piuttosto che un candidato presidente già condannato per abuso d’ufficio e dunque candidabile, eleggibile ma subito sospeso in caso di elezione? E chi può dire quanti figli, mogli, fratelli, amanti e portaborse di questo o quel trombone politico sarano eredi dell’impero elettorale dell’impresentabile mafioso che non può candidarsi? Ecco, questa pagella di verginità o se volete di impresentabilità che oggi rilascerà la Commissione Antimafia è poco più che un gioco politico che a nulla serve riguardo la pulizia della politica e della classe dirigente di questo Paese.  Se a questi giochetti della politica sull’impresentabilità di Tizio e Caio aggiungiamo il fatto i professionisti dell’antimafia stanno squalificando il movimento volontario che è il vero argine contro le mafie e lo Stato sta mostrando la corda nella gestione dei beni tolti ai mafiosi per affidarli a volontari poco raccomandabili (ci sono dei casi) o riaffidarli a mafiosi (è capitato), capirete che comincia a diventare una barzelletta persino la lotta alla mafia. È un rischio che stiamo correndo e di cui  dobbiamo parlare.

martedì 19 maggio 2015

LA BANALITÀ DEL MALE CHE ABITA LE NOSTRE VITE, LE POSSIEDE E SE NE VA

Quante vite abbiamo? Quanto viviamo delle nostre vite e quanto invece ci immedesimiamo o ci insinuiamo in quelle di altri? Chi siamo in realtà? Siamo realmente quello che sembriamo? Siamo capaci di esprimere con sincerità pubbliche virtù difficilmente verificabili o siamo più impegnati a nascondere i nostri privati difetti? Che cos’è il male? E perché lo abitiamo tutti i giorni assieme alla menzogna?

mercoledì 13 maggio 2015

“MONNEZZA DI STATO“, FINE SETTIMANA DI PRESENTAZIONI AL SALONE INTERNAZIONALE DEL LIBRO DI TORINO E IN ALTRE CITTA'

Quando trovai il titolo “Monnezza di Stato” per il libro scritto assieme al professor Antonio Giordano sul dramma dell’interramento dei rifiuti e delle morti di migliaia di persone per neoplasie in un pezzo della Campania, tutti mi chiedevano se “monnezza” fosse un aggettivo oppure un sostantivo. Ancora oggi non so rispondere a questa domanda.

martedì 12 maggio 2015

SE LA MORTE È UNA LIVELLA CHE DIFFERENZA C’È TRA I 32 MORTI DELLA CONCORDIA AL GIGLIO E I 40 MORTI DEL BUS AD AVELLINO?

Il 13 gennaio del 2012 la Costa Concordia fa naufragio davanti al Giglio. Ieri ha iniziato l'ultimo viaggio. Da un estremo all'altro del porto di Genova. Lascia il molo dove è stata alleggerita di tutto e va nel bacino di carenaggio per lo smantellamento definitivo.

lunedì 11 maggio 2015

WHIRPOOL VUOLE LASCIARE CARINARO? LO DICA AL GOVERNO CON CUI SI IMPEGNÒ A NON CHIUDERE LO STABILIMENTO

La vertenza Indesit? Congelata. La Whirpool non intende cambiare il piano industriale che prevede la chiusura dello stabilimento di Carinaro. I sindacati non ne vogliono manco sentire parlare. I lavoratori che rischiano di perdere il posto sono disposti a tutto pur di scongiurare la decisione degli americani di spostare a Varese la produzione di frigoriferi. Il Governo?

Ultimissime

IL TESORO DEI CASALESI TROVATO DALL’ANTIMAFIA IN TRANSILVANIA

Sono due fratelli. Sono  originari di Aversa, bellissima città che conobbe i suoi fasti in epoca di dominazione normanna. Si chiamano Nìcola...