domenica 29 novembre 2009

SPACCIO DI DROGA AL RIONE DON GUANELLA, UN ARRESTO DEI CARABINIERI. E' UN PUSHER

In località Scampia i carabinieri della stazione Marianella hanno tratto in arresto per spaccio di stupefacente Ippolito Umberto, 23 anni,del luogo. I militari hanno sorpreso l’uomo nel rione don Guanella mentre cedeva stupefacente ad acquirenti vari. Nel corso di perquisizione hanno rinvenuto e sequestrato 52 involucri contenenti 52 gr. di marijuana.L’arrestato è stato tradotto nella casa circondariale di poggioreale.

SCAPPA COL MOTORINO, INSEGUITO E ARRESTATO PERCHE' PICCHIA UN CARABINIERE

Nel quartiere Sanità i carabinieri del Battaglione Campania hanno tratto in arresto per resistenza e violenza a pubblico ufficiale Perrotta Giovanni, 23 anni, del luogo. L’uomo è stato sorpreso dai in sella ad un ciclomotore senza casco e con passeggero a bordo, un 20enne del luogo. Al fine di evitare il posto di controllo dei carabinieri Perrotta ha tentato di fuggire, subito inseguito, dopo pochi metri è stato bloccato. Nel corso delle contestazioni rivolte per le infrazioni ha opposto viva resistenza colpendo con calci e pugni un carabiniere. L’arrestato è in attesa di rito direttissimo.

RISSA A COLTELLATE AL VOMERO, ARRESTATO UN 31ENNE

Rosario Acunzo 31 enne napoletano, con numerosi precedenti di polizia, è stato arrestato nel tardo pomeriggio di ieri per il reato di tentato omicidio dai poliziotti dei commissariati San Ferdinando, Vomero, Arenella e da un Finanziere libero dal servizio.
Poco prima delle 19.00, le volanti dei tre commissariati hanno raggiunto Via Domenico Fontana dove era stata segnalata una lite tra giovani ed uno di questi era rimasto ferito.
I poliziotti prontamente intervenuti, hanno accertato che poco prima Acunzo aveva litigato, per futili motivi, con un giovane 21enne ferendolo con un coltello al gluteo ed al torace. Dalle dettagliate descrizioni i poliziotti unitamente al finanziere hanno effettuato un controllo presso uno stabile, di via Domenico Fontana, dove abita il giovane, bloccandolo mentre tentava di raggiungere la sua abitazione utilizzando una scala di servizio. Il giovane è stato arrestato e condotto a Poggioreale.
Il ferito è stato accompagnato al Ospedale Cardarelli, dove è stato medicato e dimesso, con una prognosi di 5giorni.

CASALUCES. PRESIDE DI UNA SCUOLA PRIVATA ADESCAVA E ABUSAVA SESSUALMENTE DI MINORI BULGARI. SCOPERTA ANCHE LA CASA DEGLI ORRORI

Ieri sera, al termine di indagini che proseguivano da circa sei mesi, la sezione specializzata della Squadra Mobile ha arrestato un sessantunenne accusato di violenza sessuale in danno di minori.
L’uomo, Mario D’Angiolella, originario di Villa di Briano (CE), preside del Libero Istituto Accademico di Scienze Sociali, una università popolare con sede a Casaluce (CE), adescava minori stranieri, soprattutto zingari di etnia bulgara, e abusava di loro all’interno di un’abitazione di cui disponeva a S. Maria del Pantano (CE), nei pressi di Ischitella sulla strada statale Domitiana.
Il pedofilo è stato bloccato ieri pomeriggio, al termine di un’attività di pedinamento ed osservazione proseguita per l’intera giornata che ha permesso di individuare l’immobile all’interno del quale si consumavano le violenze.
La casa, uno squallido tugurio sporco e maleodorante, è tutt’ora ispezionato ed oggetto di un accurato sopralluogo finalizzato a reperire reperti scientifici utili alle indagini.
Le due giovani vittime, entrambe quattordicenni, bulgari residenti a Mondragone, dopo una breve sosta presso gli uffici della Squadra Mobile, sono stati riaccompagnati a casa ed affidati ai genitori.
Le indagini proseguono allo scopo di verificare le responsabilità dell’uomo in altri analoghi episodi.

sabato 28 novembre 2009

PRODOTTI FALSI SEQUESTRATI, NON C'E' PIU' SPAZIO NEI DEPOSITI DELLA GUARDIA DI FINANZA

A proposito di prodotti tarocco, di falsi in genere. I depositi della Guardia di Finanza di Napoli sono al collasso. Non ci sta più spazio per poter stivare le centinaia di tonnellate di prodotti con marchi contraffatti sequestrati quotidianamente. E il fitto di altri depositi comporta un esborso di denaro che l'amministrazione non riesce più a sopportare. Come fare per uscire da questo circolo vizioso? Sono allo studio misure per mettere all'asta tutti i beni sequestrati.

RETATA DI NARCOS DELLA POLIZIA DI STATO A BOSCOREALE, ARRESTAE 5 PERSONE E SEQUESTRATI 52 CHILI DI HASHISH

Ieri pomeriggio gli uomini del Commissariato di Polizia di Torre Annunziata hanno arrestato per produzione e traffico illecito di sostanze stupefacenti in concorso tra loro, Salvatore Di Dato 39enne, Domenico Marasca 32enne, Danilo Giannoni 37enne, Daniele Minei 30enne e Giuseppina Anatrella 31enne.
I fatti si sono svolti all’interno di un fondo di Via Promiscua adibito a parcheggio dove i poliziotti hanno proceduto ad identificare e perquisire tutti i presenti trovando nelle tasche di Di Dato un pezzo di sostanza solida di colore marrone successivamente identificata quale hashish.
Dopo di ciò i luoghi e tutte le autovetture presenti sono state sottoposte ad un’attenta attività di ricerca fin quando all’interno di una Renault Kangoo, all’interno del vano bagagli, sono stati rinvenuti numerosi panetti di sostanza simile a quella posseduta da Di Dato. Successivamente ed in seguito agli accertamenti scientifici la sostanza è stata identificata anche essa quale hashish per un peso complessivo di circa 52 chilogrammi.
Da una più attenta analisi dell’autovettura i poliziotti hanno poi riscontrato un’anomalia all’imperiale e dopo averlo rimosso hanno scoperto l’esistenza di un doppio fondo accessibile da uno sportellino sicuramente utilizzato per il trasporto della sostanza stupefacente. L’autovettura era stata infatti vista arrivare poco prima con a bordo Giovannoni, di Dato e la Anatrella e secondo quanto precedentemente accertato, proveniva dalla Spagna. Il rinvenimento a bordo della Renault di alcune ricevute ha poi confermato il tragitto percorso dalla Spagna sino a Boscoreale.
I quattro uomini sono stati pertanto immediatamente associati presso la Casa Circondariale di Poggioreale mentre la donna è stata invece condotta agli arresti domiciliari in quanto madre di due bambine rispettivamente, una di quattro anni ed una di appena 12 mesi.

venerdì 27 novembre 2009

OMICIDIO DI GIOVANNI DI MAURO A SAN SIRO, ARRESTATO A NIZZA UN NAPOLETANO E UN SUO COMPLICE

Nel pomeriggio di ieri gli agenti della Squadra Mobile di Milano hanno arrestato a Nizza (Francia), in collaborazione con la Police Judiciaire francese, un napoletano presunto autore dell'omicidio di Giovanni Di Mauro, avvenuto a Milano il 5 novembre scorso nei pressi dello stadio San Siro. Il 19 novembre era stato fermato anche un presunto complice che ora si trova in stato di custodia cautelare. Ulteriori dettagli dell'operazione saranno forniti nel corso di una conferenza stampa che si terra' alle ore 11 preso la Squadra Mobile della Questura di Milano.

MINACCE E VOLGARITA' CONTRO LE DONNE DELLA CGIL DI AVELLINO CHE SI BATTONO CONTRO LO STALKING E I REATI SESSUALI

Imbrattate con minacce e pesanti volgarità contro le donne, in particolare quelle impegnate nel sindacato contro lo stalking e i reati sessuali, le vetrate esterne della sede della Cgil di Avellino, in via Paolo Manna, per lasciare un messaggio in occasione delle manifestazioni che, anche in città, hanno caratterizzato oggi la giornata internazionale contro la violenza. L'episodio, riconducibile, secondo le prime ipotesi, al gesto di qualche sconsiderato, viene condannato con indignazione e preoccupazione dalla segretria provinciale del sindacato. "Il nostro sostegno alle donne vittime di violenze - spiega Anna Giro, responsabile del coordinamento - non si è mai caratterizzato politicamente. Il nostro impegno è rivolto all'intero universo femminile attraverso azioni di sensibilizzazione, campagne sulle pari opportunita', lavoro e disagio femminile".
Il segretario provinciale del sindacato, Vincenzo Petrozziello, nel ringraziare a nome della Cgil i vertici delle forze dell'ordine per l'immediatezzza con cui sono state avviate le indagini per ririsalire ai responsabili, sottolinea "che il sindacato non si lascerà intimidire da un gesto che comunque desta preioccupazione per le modalità e i tempi con cui è stato consumato".

INCIDENTE STRADALE MORTALE SULLA STATALE SETTE BIS AD ATRIPALDA, MORTO UN 64ENNE. FERITA LA MOGLIE

Incidente mortale nella notte sulla statale 7 bis, nel comune di Atripalda, nell'avellinese. Un 65enne di Montemiletto, Clemente Brogna, per cause ancora in corso di accertamento, avrebbe perso il controllo della sua Renault Megane Scenic andando a impattare contro il guardrail sul lato destro della strada. L'auto è rimbalzata di nuovo sulla sede stradale, compiendo numerosi giri su se stessa per circa 40 metri, e terminando la corsa sul guardrail opposto. L'uomo è deceduto sul colpo. Sul posto, i carabinieri di Atripalda e quelli del nucleo operativo e radiomobile, assieme al 118 che ha soccorso la moglie poco più che 60enne. Al pronto soccorso dell'ospedale San Giuseppe Moscati, la donna è stata riscontrata affetta da un trauma cranico non commotivo e da alcune contusioni guaribili in 10 giorni di prognosi. Per il marito, invece, non c'è stato nulla da fare.

ASSALTO CON RAPINA AD UNA BANCA VICINO VENEZIA, ARRESTATI DUE NAPOLETANI

I carabinieri di Venezia hanno arrestato due campani perche' ritenuti responsabili di una rapina a amano armata ai danni della filiale di Portogruaro (Venezia) del Monte dei Paschi di Siena, avvenuta il 27 maggio scorso. In carcere, su ordinanza del Gip Roberta Marchiori richiesta del pm Emma Rizzato, sono finiti Angelo Ferrara, 38 anni, e Valerio Quagliariello (29) entrambi originari di Napoli. I due arrestati, secondo i militari dell'arma, sono entrati all'interno della banca a volto scoperto e vestiti elegantemente quindi, sotto la minaccia di un taglierino, hanno rinchiuso il personale e alcuni clienti all'interno del bagno, attendendo l'apertura della cassa temporizzata e riuscendo cosi' ad impossessarsi di oltre 50.000 euro in contanti. Al termine della rapina, i due hanno anche fotocopiato il documento di una delle impiegate come minaccia, nel caso qualcuno dei presenti avesse avuto intenzione di collaborare con le forze dell'ordine. .

RETATA ANTICAMORRA A NORD DI NAPOLI, 33 ARRESTI NEI CLAN PUCA, RANUCCI, BIDOGNETTI, MARRAZZO, NUVOLETTA, D'AGOSTINO. IN CELLA ANCHE EX CARABINIERE

Quello che leggete di seguito è il comunicato stampa che spiega compiutamente la retata anticamorra dei carabinieri del nucleo investigativo di Castello di Cisterna nell'area nord di Napoli ordinata dai magistrati dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli



In data odierna, nella Provincia di Napoli, nelle primissime ore della mattinata, i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Gruppo di Castello di Cisterna (NA) hanno eseguito una ordinanza di custodia cautelare a carico di 33 persone di cui all’allegato elenco (per associazione a delinquere di stampo camorristico, estorsione, spaccio di stupefacenti, porto e detenzione illegale di armi, usura, corruzione di P.U. ed altro), emesse dal GIP del Tribunale di Napoli, su richiesta di questa Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli.

L’operazione, convenzionalmente denominata “Scossa”, interessa le organizzazioni camorristiche operanti nei Comuni di Casandrino, Sant’Antimo e Grumo Nevano. Le indagini hanno consentito di evidenziare gli assetti della criminalità organizzata nell’area fino al mese di giugno del 2007 (omicidio del capo clan Verde Francesco, alias “o Negus”). Nel corso delle attività investigative, emergeva la contrapposizione tra i clan:

“Marrazzo”, facente capo al pluripregiudicato Marrazzo Vincenzo, alias “Enzuccio l’elettrauto”, attualmente detenuto (tratto in arresto nel mese di agosto 2008, a Margherita di Savoia, dal dipendente Nucleo Investigativo, dopo essere evaso dalla casa di lavoro di Isili,). Alla vigilia di Pasqua di quest’anno, venne tratta in arresto la moglie convivente del Marrazzo, Petrosino Rosa, “Rosetta”, anch’essa latitante a seguito dell’indagine Rewuind sempre condotta da questo Nucleo Investigativo (proposta per l’inserimento tra i 100 ricercati più pericolosi a livello nazionale), reggente del clan durante la detenzione del marito.

“D’Agostino-Silvestre”, facente capo ai pregiudicati D’Agostino Biagio e Silvestre Antonio, alias “Don Ndò”, inizialmente legati al clan “Ranucci” di Sant’Antimo, poi, con l’acquisizione di una posizione egemonica da parte di quest’ultimo, al clan “Puca” (sempre di Sant’Antimo), da alcuni anni operanti su Casandrino in base ad una “delega” ricevuta da parte dei due citati, potenti clan di Sant’Antimo con i quali aveva stretto un alleanza.

Tra i destinatari di ordinanza, risultano sei elementi di primo piano della criminalità organizzata dell’area il citato Marrazzo Vincenzo, detenuto; Ranucci Stefano, capo clan, attualmente detenuto; Verde Antonio, alias “capariccia”, figlio di Verde Francesco, alias “o’ negus”, deceduto in un agguato di camorra e capo indiscusso del clan “Verde”; Puca Pasquale, alias “Pasqualino o’ minorenne”, elemento apicale del clan Puca, attualmente detenuto, tratto in arresto dal Nucleo Investigativo, nel febbraio del corrente anno, perché ritenuto il mandante dell’omicidio del citato Verde Francesco; D’Aniello Giacomo, alias “mimì ò mister” detenuto, referente del clan dei “casalesi” nel Comune di Aversa e limitrofi.

Infatti nel corso dell’attività, sono emersi collegamenti tra D’Agostino Biagio ed il clan dei Casalesi, finalizzati al reperimento delle armi ed al riciclaggio di assegni provento dell’attività usuraia (ipotesi di reato però non contestata). il citato Silvestre Antonio, alias “Don Ndò”; D’Agostino Biagio, capo dell’omonimo sodalizio criminale.

Nell’ambito dell’attività, vengono acquisite indicazioni utili alla prosecuzione delle indagini inerenti:
- il tentato omicidio Marrazzo Antonio (fratello del capo clan Vincenzo), verificatosi, il 30 dicembre 2006, a Casandrino;
- l’omicidio di Pezzella Alfonso, falegname, responsabile della sezione di “Rifondazione Comunista” di Casandrino (davanti alla quale venne complito), promotore di un’associazione “antiracket” (che non fece in tempo ad avviare), ucciso, il 4 settembre 2006, per questioni legate al circuito delle estorsioni nei confronti del quale aveva assunto una posizione contrastante.

Tra i destinatari di ordinanza, emerge la posizione di un militare già effettivo alla Stazione Carabinieri di Grumo Nevano, in congedo dall’ottobre 2007, residente in Provincia di Caserta , il Brig. Russo Marcello, individuato quale “informatore” del gruppo facente capo a D’Agostino Biagio.

Si segnalano, infine, gli arresti di:

- D’Agostino Santo, figlio del capo clan Biagio, sergente maggiore, artigliere, in servizio presso una caserma dell’Esercito ubicata in Provincia di Salerno;

Bencivenga Antimo Luigi, alias “Puccettone”, figlio di un sottufficiale della Guardia di Finanza di Giugliano in Campania, uomo di fiducia del D’Agostino

giovedì 26 novembre 2009

POLIZIOTTO INFEDELE AVVISAVA IL BOSS GIONTA DEI BLITZ CONTRO IL CLAN, SETTE ARRESTI

I carabinieri hanno notificato 7 provvedimenti di arresto, di cui 6 a persone già detenute, a elementi diversi e affiliati del clan Gionta, egemone a Torre Annunziata e impegnato da tempo in
una faida con i rivali Gallo. Notificato in carcere anche un provvedimento restrittivo a Pasquale Gionta, 32 anni, fino al maggio del 2007 reggente del clan, il figlio del boss Valentino condannato all'ergastolo. L'operazione ha mostrato come il clan avesse una notevole disponibilità di armi da fuoco nascoste per impedirne il sequestro durante numerosi blitz delle forze dell'ordine nella roccaforte della famiglia Palazzo Fienga. In particolare le indagini hanno toccato una guardia giurata, un servizio all'ospedale civile di Boscotrecase, affiliato al clan, che, grazie a un poliziotto infedele ancora di identificare avrebbe rivelato a Pasquale Gionta le date dei blitz.

RETATA CLAN SARNO, ARRESTATO ANCHE ACHILLE DE SIMONE, UN CONSIGLIERE COMUNALE DEL PARTITO DEI COMUNISTI ITALIANI

E' Achille De Simone il consigliere comunale di Napoli coinvolto nell'operazione condotta dai carabinieri contro uomini del clan Sarno che avevano organizzato una serie di estorsioni a tappeto ai danni di imprenditori della provincia. De Simone è stato eletto in Consiglio comunale a Napoli con il Pdci, con un buon successo personale in termini di voti. 69 anni, dipendente della Regione Campania, risiede a Cercola, nel Napoletano, dove è stato consigliere comunale dal '78 al 2001 e assessore comunale in diversi periodi sempre nel comune del Napoletano. De Simone, pur eletto in uno schieramento di sinistra al Comune di Napoli, contemporaneamente ha fatto parte, per un periodo, di una giunta di centro destra a Cercola. E' accusato di violenza privata: era in casa di Patrizia Ippolito, moglie del boss Vincenzo Sarno, collaboratore di giustizia. Nell'abitazione fu convocata una persona che voleva aprire un'associazione antiracket. L'Ippolito, presente De Simone, disse che l'associazione non si sarebbe aperta se l'uomo non avrebbe riferito alla donna tutte le denunce e le iniziative dell'associazione che poi non aprì più.

BLITZ DEI CARABINIERI CONTRO IL CLAN SARNO, 19 ARRESTI. INTIMIDIVANO I PENTITI E LE ASSOCIAZIONI ANTIRACKET

I piciotti del clan minacciavano di morte e compivano attentati contro familiari di un collaboratore di giustizia per indurlo a ritrattare le accuse già rese ai magistrati. La moglie di un boss, assieme ad un consigliere comunale di Napoli eletto nel Pdci, intimidivano alcuni imprenditori per costringerli a desistere dal proposito di istituire uno sportello antiracket oppure di aprirli ma di riferire loro i nomi di quelli che si iscrivevano. E poi usura, estorsioni e traffico di droga. Accuse che i magistrati della Dda di Napoli hanno contestato a 19 presunti affiliati al clan camorristico Sarno egemone nella zona orientale di Napoli anche in alcuni comuni della provincia vesuviana. Tutti finiti in cella nel corso di un blitz notturno dei Carabinieri nel corso del quale è stata bloccata sul nascere anche una protesta molto accesa di alcune donne …
Nel corso della retata, la Dda ha anche sequestrato beni per un milione di euro ad un imprenditore ritenuto legato al clan considerato egemone a Napoli.

INFLUENZA A, UN MORTO ANCHE SULL'ISOLA DI PROCIDA. E' UN 63ENNE CON GRAVI PATOLOGIE PREGRESSE

Un uomo di 63 anni, di Procida (Napoli), è morto nel reparto di rianimazione dell'ospedale Rizzoli di Lacco Ameno, ad Ischia. Aveva patologie gravi pregresse ed è risultato positivo al virus dell'influenza A.

mercoledì 25 novembre 2009

NUMEROSE PROTESTE A NAPOLI, TENSIONE SOTTO PALAZZO SAN GIACOMO

Proteste e tensioni a Napoli per una serie di manifestazioni organizzate in mattinata e ripercussioni negative per il traffico in diverse zone della città. Al Centro Direzionale, davanti all'ingresso della sede dell'assessorato regionale alla Sanità, è in corso un presidio di un gruppo di una ventina di trapiantati. Momenti di forte tensione si sono verificati quando uno di loro ha cercato di entrare negli uffici della Regione. Sul posto è presente la polizia. Davanti a Palazzo San Giacomo, sede del Comune di Napoli, stanno manifestando, per motivi diversi, ambulanti e persone uscite dal carcere grazie all'indulto. In Piazza Carlo III uno striscione è stato esposto sul tetto di Palazzo Fuga da parte di aderenti al sindacato Fillea Cgil mentre addetti alle pulizie protestano davanti all'ospedale San Giovanni Bosco. In Piazza Garibaldi, infine, sono presenti Polizia municipale e le altre forze dell'ordine per consentire di recintare l'area ed avviare i lavori del cantiere stradale. Nella zona dovrà anche essere delimitata l'area per la vendita consentita agli ambulanti autorizzati.

NUMEROSE PROTESTE A NAPOLI, TENSIONE SOTTO PALAZZO SAN GIACOMO

Proteste e tensioni a Napoli per una serie di manifestazioni organizzate in mattinata e ripercussioni negative per il traffico in diverse zone della città. Al Centro Direzionale, davanti all'ingresso della sede dell'assessorato regionale alla Sanità, è in corso un presidio di un gruppo di una ventina di trapiantati. Momenti di forte tensione si sono verificati quando uno di loro ha cercato di entrare negli uffici della Regione. Sul posto è presente la polizia. Davanti a Palazzo San Giacomo, sede del Comune di Napoli, stanno manifestando, per motivi diversi, ambulanti e persone uscite dal carcere grazie all'indulto. In Piazza Carlo III uno striscione è stato esposto sul tetto di Palazzo Fuga da parte di aderenti al sindacato Fillea Cgil mentre addetti alle pulizie protestano davanti all'ospedale San Giovanni Bosco. In Piazza Garibaldi, infine, sono presenti Polizia municipale e le altre forze dell'ordine per consentire di recintare l'area ed avviare i lavori del cantiere stradale. Nella zona dovrà anche essere delimitata l'area per la vendita consentita agli ambulanti autorizzati.

CASA A LUCI ROSSE CON PROSTITUTE SUDAMERICANE CHIUSA DAI CARABINIERI ALLA PERIFERIA DI MERCOGLIANO

Nella serata di ieri, i carabinieri della Stazione di Mercogliano hanno fatto irruzione all’interno di una nuova casa di prostituzione, questa volta situata all’interno di una villetta di via Antonio De Curtis. Per arrivare alla scoperta di questa nuova alcova a pagamento, i carabinieri hanno utilizzato la solita tecnica. Come di consueto sono stati i condomini che, appena qualche giorno fa, sono andati informalmente a lamentarsi dal Comandante di Stazione perché avevano notato un seccante quanto mai strano via vai in quella zona piuttosto periferica e nascosta della loro cittadina.
I militari hanno subito messo in atto alcuni servizi di osservazione e controllo della zona, con personale in borghese e macchine civetta posizionate sotto la villetta, che ospita all’interno vari appartamenti, allo scopo di monitorare ogni movimento. I carabinieri, all’inizio, hanno fermato alcune delle persone che – benché non residenti in quel condominio – uscivano dallo stabile, interrogandoli sul motivo della loro presenza e scoprendo che quanto sospettato dai condomini corrispondeva al vero e che all’interno dell’appartamento vi era una vera e propria casa di appuntamenti.
I carabinieri, infatti, oltre a notare l’effettiva presenza di un eccessivo via-vai, una volta sentiti (come persone informate sui fatti) quegli uomini che scendevano dall’appartamento sospetto, hanno avuto la certezza che in quelle stanze si consumasse un’attività illecita di prostituzione da parte di due giovani donne latinoamericane, al prezzo di 100 euro a prestazione.
Ieri sera è quindi scattato il blitz dei militari che, dopo aver fatto accesso all’interno dell’appartamento, hanno fermato due donne native della Repubblica Dominicana, Iris di 39 anni e Amelia di 26 anni, entrambe regolari in Italia e munite di permesso di soggiorno emesso dalle autorità di Parma. Oltre alla presenza delle donne, come prova dell’effettivo svolgimento del meretricio, i carabinieri hanno rinvenuto la presenza di denaro contante, sicuro provento dell’attività di prostituzione, preservativi e altro materiale erotico chiaramente attinente all’attività stessa. Questa volta però le ragazze non pubblicizzavano la loro attività mediante il solito A.A.A. sui giornali locali, ma mettendo un vero e proprio annunci erotico su un sito internet affiliato al celebre eBay.it. Infatti, andando sul sito Kijiji.it, alla sezione Incontri per adulti, e sfogliando le zone d’Italia inserendo prima la regione Campania e poi la provincia di Avellino, si poteva vedere il provocante annuncio delle due dominicane che, per l’occasione, si pubblicizzavano con un annuncio intitolato “Gloria bellissima venezuelana mora”. Già dal testo dell’annuncio si poteva evincere che l’attività delle due donne, compendiata anche da 3 foto a dir poco esplicite, avveniva con cadenza giornaliera e anche di domenica fino alle ore 22:00. A conferma che quell’annuncio fosse proprio il loro, il numero di telefono dell’annuncio corrispondeva proprio a uno dei telefoni in uso alle ragazze e sequestrato dai carabinieri nel momento dell’irruzione all’interno della casa.
All’esito degli accertamenti, i militari della Stazione di Mercogliano hanno appurato che l’appartamento in cui le due donne esercitavano il meretricio è di proprietà di un professionista nativo della provincia di Avellino ma impegnato per lavoro fuori regione. Inoltre, dalle visure effettuate è emerso che l’appartamento è stato dato in regolare locazione da un’agenzia immobiliare ad una donna 40enne di Avellino appena un mese fa. Le due ragazze dominicane, interrogate dai carabinieri sulle modalità con le quali avevano avuto accesso all’appartamento, hanno dichiarato che le chiavi di quei locali le erano state consegnate all’interno di una discoteca da una loro connazionale, che le aveva invitate a recarsi in quella casa di Avellino. Le due ragazze, che fino a qualche giorno fa erano ancora in quel di Parma si sono quindi accinte a scendere fino ad Avellino, prendere possesso dell’appartamento e iniziare la loro attività di prostituzione, che quindi era in piedi da appena 5 giorni. Nessuno sfruttamento quindi, ma la responsabilità penale per l’affittuaria dell’appartamento, M.A., pluripregiudicata, che è quindi stata denunciata a piede libero dai carabinieri di Mercogliano per il reato previsto dalla legge Merlin e comunemente chiamato favoreggiamento della prostituzione.
L’appartamento, infine, è stato sottoposto a sequestro penale, onde far cessare l’attività di meretricio che veniva consumata al suo interno e permettere alla magistratura di addivenire alle proprie conclusioni in ordine alle indagini effettuate dai carabinieri di Mercogliano. Per le due latinoamericane, che dalla vicenda non potranno subire alcun provvedimento penale, solo l’onere di ritornare fino a Parma.

RICERCA DEL CNR SULLA DIFFUSIONE DI INTERNET IN ITALIA. ANCHE SUL WEB IL SUD E' IN PESANTE RITARDO RISPETTO AL NORD

Quello che leggete di seguito è un comunicato stampa diffuso da Antonio Coviello, Responsabile Ufficio Stampa IRAT-CNR / Consiglio Nazionale delle Ricerche sulla diffusione di Internet nel Belpaese

L'Istituto di Informatica e Telematica del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Pisa (Iit-Cnr) ha elaborato uno studio sulla diffusione di Internet in Italia basato sui dati del Registro .it (l'anagrafe dei domini a targa 'italiana' gestita dall'Iit-Cnr), che mette a confronto i domini .it (1.429.009) con residenti maggiorenni, enti e imprese. L'indice adottato è il tasso di penetrazione (TP), cioè il numero di domini registrati ogni 10 mila abitanti. Mi preme evidenziarti che purtroppo il Sud evidenzia un vero e proprio 'digital divide'. Nella graduatoria a livello generale le ultime 8 regioni sono tutte meridionali: fanalino di coda la Calabria con un TP di 140,50. La differenza per numero e percentuale di domini registrati è rilevante: le prime dieci regioni capitanate dal Trentino Alto Adige raggiungono quasi 1 milione di domini corrispondenti al 69,06% del totale nazionale, mentre le ultime tre (Sicilia, Basilicata e la citata Calabria) non arrivano a centomila, cioè appena il 6,55%. Analoga la situazione per province: il tasso di penetrazione generale vede 20 province settentrionali in testa, prima Bologna, per un totale di 645.078 domini.it, pari al 45,14% del totale; le ultime 20 sono tutte del Mezzogiorno (fanalino di coda Enna) con 98.157 domini, pari al 6,87%. Passando alla distribuzione di internet tra le persone fisiche la situazione è appena meno netta: tra le ultime 8 regioni l'unica non meridionale è il Piemonte, in 14esima posizione: le tre in coda sono Molise, Calabria, e Basilicata. Passando all'analisi per province troviamo Ascoli Piceno, in ventesima posizione, quale provincia più meridionale della top twenty; quasi completamente situata a Mezzogiorno la coda delle ultime venti, chiusa da Crotone, Enna e Caltanissetta.La distribuzione dei domini.it tra le imprese è un indice particolarmente attendibile del livello di sviluppo territoriale, anche perché le aziende registrano a livello nazionale quasi un milione di domini.it, cioè circa due terzi del totale. Purtroppo, anche la penetrazione di internet tra le aziende vede in coda cinque regioni del Sud: Sicilia, Puglia, Molise, Calabria e Basilicata. Tra le province si segnala solo Cagliari, le cui imprese hanno un tasso di penetrazione di 31,21, che si posiziona al quinto posto. Se guardiamo alle ultime 20, troviamo ben 19 province del Mezzogiorno con Nuoro in coda.Analoga la situazione tra i liberi professionisti. Le otto regioni in coda sono del Meridione, ultima la Calabria con un TP di 3,80, circa un terzo di quello della capolista Trentino Alto Adige, 10,79. Tra le province l'unica buona notizia giunge da Caserta, quarta con TP 15,24, che però non consola del monopolio meridionale nelle ultime 20: a chiudere è Crotone con un TP di 3,27.Vi sono alcune categorie nelle quali il divario digitale tra Nord e Sud del paese si riduce. Gli Enti pubblici, intanto: nella classifica regionale il Molise è terzo, seguito da Basilicata e Sardegna, anche se le ultime tre posizioni sono per Campania, Sicilia e Puglia. Tra le province si posizionano bene Potenza, sesta, seguita da Oristano, poi Nuoro, undicesima, Isernia tredicesima e Campobasso, sedicesima. Nelle ultime 20 province, 13 sono del Sud.Anche la distribuzione di internet tra gli Enti non profit offre la buona notizia della Campania, quarta: TP 23,91. Le ultime due regioni sono però Basilicata e Sardegna. Tra le province si distinguono la terza posizione di Frosinone, TP 34,95, la settima di Napoli, 30,78, e la diciannovesima di Salerno, 23,45. Le ultime due province sono Oristano e Nuoro ma tra le ultime 20 ve ne sono 7 del Centro-nordIn allegato troverete il comunicato stampa e le tabelle con tutti i dati pubblicati. Per qualunque informazione o chiarimento potete contattare all'Iit-Cnr l'autore della ricerca Maurizio Martinelli - e-mail maurizio.martinelli@iit.cnr.it, tel. 050 3152087, cell. 348 7981031 - o il collega Luca Trombella, e-mail luca.trombella@iit.cnr.it, tel. 050-3153437, cell. 348/4421488.

Via M. Schipa, 91 - 80122 Napoli Tel: + 39 081 2470964 Fax: + 39 081 2470956 cell. 335 6547171 a.coviello@irat.cnr.it

CHIAIA, UN QUARTIERE ABBANDONATO. PALESTRA DEL "DE AMICIS" ANCORA INAGIBILE NONOSTANTE LE RASSICURAZIONI DELLA IERVOLINO

Nel novembre 2007 successivamente al corteo di protesta promosso dall’associazione “Chiaia per Napoli” i promotori della manifestazione incontrarono a palazzo S. Giacomo sindaco e giunta, e fra le emergenze da risolvere chiesero la ristrutturazione della palestra del III circolo didattico E. De Amicis, inagibile da più di 14 anni. In data 31 gennaio 2008 ebbero inizio i lavori che, tuttavia, non furono mai completati per la data prevista del 31 agosto 2008. Ad oggi il cantiere risulta chiuso. I lavori iniziati e mai portati a termine evidenziano allo sguardo dell’osservatore un manufatto abbandonato ed in condizioni pietose, esposto alle intemperie e per il quale nonostante numerose richieste, non è mai stata eseguita la messa in sicurezza dei luoghi in assenza della quale non è possibile escludere rischi di crolli e pericoli per l’incolumità degli alunni.
Ritenendo che questa ennesima manchevolezza del Comune di Napoli sia un grave ed irrispettoso atto che mette a rischio, come sempre, le fasce più deboli della popolazione (nel qual caso 1000 alunni di età compresa fra i 5 ed i 10 anni), l’associazione “Chiaia per Napoli” attraverso i promotori Paolo Santanelli, Nino De Nicola, Antonella Pane e Anna Maria Castellana, indicono una conferenza stampa con SIT-IN di protesta dei genitori che si terrà venerdì 27 novembre 2009 alle ore 11,00 presso l’ingresso della scuola De Amicis in via Bausan.
In tale occasione saranno discussi anche altri temi fra cui l’assenza da ormai 3 anni di un Dirigente Scolastico stabile alla guida dell’istituto, figura questa indispensabile per una seria programmazione didattica su piano triennale.

RETATA DEI CARABINIERI TRA CASERTA E ROMA: 11 ARRESTI NEL CLAN DEI NIGERIANI CHE AVEVANO BASI A CASTELVOLTURNO E SPACCIAVANO NELLA CAPITALE

Dalle prime ore dell’alba, nelle province di Caserta, Napoli, Roma e Frosinone, è in corso una vasta operazione dei Carabinieri di Mondragone per l’arresto di 11 persone ritenute responsabili di associazione per delinquere finalizzata all’importazione, detenzione e spaccio di ingenti quantità di sostanza stupefacente. L’operazione, che conclude una complessa attività d’indagine coordinata dalla D.D.A. di Napoli, ha consentito di individuare un gruppo di nigeriani ed italiani che trafficava ingenti quantitativi di cocaina ed eroina sul litorale domitio ed in particolare nei comuni di Castel Volturno e Napoli, nonché in varie città del Basso Lazio e nella Capitale.
Nel corso dell’attività d’indagine erano già stati sequestrati complessivamente gr. 200. di sostanze stupefacenti e tratte in arresto in flagranza di reato sei persone.

OPERAZIONE "FARAONE": SEQUESTRATO IL TESORO DEI CASALESI. ERA INTESTATO A INSOSPETTABILI. COLPITI BIDOGNETTI, ZAGARIA E BELFORTE










































































































Quello che leggete di seguito è il comunicato stampa della Dia di Napoli relativamente al maxi-sequestro di beni ai clan Belforte e Bidognetti. Si tratta di decreti di sequestro preventivo di beni per un valore di oltre 120 milioni di euro. E' il tesoro del clan dei Casalesi. L'operazione è stata definita convenzionalmente "operazione Faraone" perchè tra i beni sequestrati c'è anche una villa nel Casertano "faraonica" per grandezza, bellezza e costo











































OPERAZIONE “FARAONE”

Nella mattinata odierna, il Centro Operativo della Direzione Investigativa Antimafia di Napoli ha eseguito tre decreti di sequestro di beni e consistenze economiche riconducibili ai capi ed appartenenti di primo piano dell’organizzazione camorristica denominata “Clan dei CASALESI”ed al collegato clan BELFORTE.

I Decreti emessi dalla Sez. Misure di Prevenzione del Tribunale di Santa Maria C.V. su proposta del Direttore della D.I.A., Generale Antonio GIRONE, rappresentano un importante momento di attuazione dell’attività della Direzione Investigativa Antimafia che, attraverso articolate indagini patrimoniali, aggredisce i patrimoni illecitamente costituiti da parte di persone appartenenti ad organizzazioni mafiose.
In particolari sono stati colpiti gli interessi economici dei gruppi BELFORTE e BIDOGNETTI che avevano accumulato proventi di natura illecita, risultati intestati a 19 soggetti, fra prestanomi e “terzi intestatari”, reimpiegati in attività imprenditoriali, immobiliari e finanziarie per un valore complessivo stimato in circa 120 milioni di euro di cui oltre 2 milioni di Euro in contanti o titoli al portatore,
CLAN BELFORTE
Il provvedimento ablativo emesso dal Tribunale ha colpito gli interessi economici del clan BELFORTE alias “Mazzacane”. Da premettere che tale clan camorristico non solo è considerato un gruppo di primo piano nella realtà criminale casertana (con particolare riguardo al territorio di Marcianise e comuni limitrofi con influenza anche nel contiguo comune di Maddaloni) avendo vinto il cruento scontro con la famiglia dei PICCOLO alias dei “quaqquaroni”, ma ha la peculiarità di essere un gruppo camorristico con forte connotato di autonomia anche rispetto al clan dei Casalesi.
In particolare, BELFORTE Salvatore, fratello del capo clan DOMENICO, è sempre stato considerato il braccio armato dell’organizzazione, un vero e proprio killer, violento ed impulsivo, capace di intrattenere rapporti con alcuni esponenti di clan dell’aversano in lotta con i casalesi per accentuarne lo scontro.
Nell’ambito del citato contesto criminale, le attività investigative condotte dalla D.I.A. poste alla base del decreto di sequestro hanno consentito di appurare che l’imprenditore TARTAGLIONE Salvatore, soprannominato “ò sergente”, incensurato, era parte integrante del clan Belforte, tanto da essere il principale referente per il settore degli interessi economici, figurando da prestanome per investimenti di varia natura per conto del clan.
In cambio il TARTAGLIONE aveva ottenuto la protezione per non essere ostacolato da altri sodalizi criminali come evidenziato dalle dichiarazioni rese dal collaboratore di giustizia PETTRONE Giuseppe secondo il quale nel momento in cui i Perreca-Piccolo avevano tentato azioni estorsive nei confronti del TARTAGLIONE, il clan Belforte aveva reagito bloccando per rappresaglia le attività dei cantieri riconducibili al clan Piccolo, presenti sul territorio.
A prova dell’organicità del TARTAGLIONE, l’analisi dei flussi finanziari e degli incrementi economici realizzati, ha permesso di acclarare che questi ha realizzato un significativo e consistente incremento patrimoniale proprio in epoca prossima al consolidamento di rapporti affaristici con il BELFORTE Salvatore ed all’instaurarsi del loro legame “professionale”.
Le iniziative economiche ed imprenditoriali, per lo più in campo immobiliare, portate avanti dal TARTAGLIONE sono da inquadrare, pertanto, nel contesto associativo evidenziato dalle indagini della D.I.A. e dal provvedimento di sequestro. Esse, infatti rappresentano la finalizzazione delle attività illecite della consorteria criminale, avente il doppio proposito di impedire, da un lato l’individuazione di risorse patrimoniali e finanziarie di origine illecita e di renderle al tempo stesso produttive, assicurandosi, in tal modo fonti lecite di ricchezza capaci di dissimulare l’origine delittuosa del capitale investito.
Le indagini patrimoniali eseguite dal Centro Operativo DIA di Napoli, hanno permesso di accertare il possesso ingiustificato di numerosi beni da parte dei predetti. In particolare, gli accertamenti tecnici di natura patrimoniale supportati dalle investigazioni eseguite nella fase delle indagini di polizia giudiziaria, comprovano come il BELFORTE reimpiegasse i proventi di attività criminose in acquisti di beni immobili e di attività commerciali, attribuendo fittiziamente i beni al prestanome TARTAGLIONE Salvatore ed ai suoi familiari per non apparire titolare in proprio e per non correre il rischio di sequestri e di successive confische ad opera dell’A.G., cercando così di eludere le disposizioni in materia di misure di prevenzione patrimoniale.

Tra queste attività si segnalano oltre 80 immobili tra cui interi stabili con decine di appartamenti tra cui l’intero gruppo di stabili sito in Capodrise “Parco Irene 2” consistente in 34 appartamenti, 6 negozi, 13 garage; una villa faraonica sita in Caserta Frazione Vaccheria, Parco delle Vacche, costituita da tre livelli, con ampio parco di circa 3.500 mq e piscina. Tale villa è stata acquistata dal Tartaglione ad una asta pubblica.

CLAN BIDOGNETTI
Il provvedimento di sequestro ha riguardato anche soggetti riconducibili al clan BIDOGNETTI.
L’operatività del gruppo, facente capo a BIDOGNETTI Francesco, detto Cicciotto di Mezzanotte, ed ai suoi più stretti congiunti quali i figli Aniello e Raffaele, dedito ad attività estorsive ai danni di imprenditori e commercianti, al traffico di sostanze stupefacenti, è sancita già nei primi provvedimenti giudiziari che si occupano della criminalità casertana.
Nei citati atti giudiziari vennero ricostruite le attività delinquenziali del gruppo di Bidognetti e le dinamiche interne, descrivendo l’ascesa di Bidognetti Domenico, cugino di Francesco, e dei figli Aniello e Raffaele, che avevano assunto il comando del gruppo, durante il lungo periodo di carcerazione del congiunto, soffermandosi anche sulla guerra intestina che da ciò era scaturita verso la metà degli anni 90 tra gli stessi, i quali potevano contare sull’appoggio di affiliati fedelissimi come Giuseppe Setola e Giuseppe Dell’Aversano, detto il diavolo, e Salvatore Cantiello, Apicella Pasquale, stretti collaboratori di Francesco Bidognetti, che ritenevano di essere più legittimati a sostituire il capo, i quali erano coadiuvati dai fratelli Luigi ed Alfonso Diana e dalla famiglia Tavoletta di Villa Literno.

Il recente sequestro operato dal personale della D.I.A. ha interessato TAMBURRINO Luigi, cugino di BIDOGNETTI Raffaele, tratto in arresto il 25.01.2008 in esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere n. 46383/06 R.G.N.R., n. 2564/07 R. G.I.P. e n. 47/08 o.c.c., emessa, in data 18.01.2008, dal G.I.P. del Tribunale di Napoli, per il reato di concorso in estorsione con l’aggravante di cui all’art. 7 D.L. 152/91. Tra i destinatari di tale provvedimento figurano, tra gli altri, esponenti di primissimo piano del clan del Casalesi quali BIDOGNETTI Raffaele, cl.1951 figlio del capo clan Francesco ed il latitante ZAGARIA Michele.
Tra i compiti del TAMBURRINO si trova anche quello di convocare gli imprenditori da sottoporre ad estorsione al cospetto del capo Clan o del suo reggente, Luigi GUIDA alias “u’drink”, dopo l’arresto di francesco BIDOGNETTI.
Tra i beni sequestrati vi è la concessionaria Honda sita in Parete via Vittorio Emanuele n. 230, con all’interno oltre 70 motociclette di grossa cilindrata della casa giapponese. La concessionaria “Tamburrino Motors” risulta essere, per volume di affari e numero di vendite, la prima concessionaria di motoveicoli Honda in Campania. Inoltre, di fianco alla predetta Tamburrino Motors, è stata sequestrata la concessionaria di autovetture “D’Alessio Luigi” operante con insegna “Autoccasioni Tamburrino di D’Alessio Luigi” al cui interno sono state sequestrate circa 50 autovetture di grossa cilindrata di varie marche automobilistiche.
Altro provvedimento di sequestro beni ha colpito SANTAMARIA Antonio, quale associato al gruppo camorristico dei Zagaria. Infatti, dalle indagini poste in essere dalla D.I.A. è emerso che anche questi è parte integrante dell’associazione di tipo mafioso in questione, della quale condivide da tempo gli scopi, la strategia e l’azione, assolvendo a compiti prettamente esecutivi.
La continuità e la frequenza dei rapporti da lui intrattenuti con gli altri membri del clan - segnatamente Nobis Salvatore e Ianuario Biagio - sono stati ampiamente documentati da vari controlli sul territorio, nonché da numerosi contatti telefonici intercorsi con altri coindagati.
Su tali spunti - che attengono a situazioni di contorno, non decisive, ma che ritraggono un quadro di grave sospetto - si calano molteplici elementi di prova che documentano in maniera quanto mai nitida la responsabilità di Santamaria Antonio sia per il reato associativo, sia per altre condotte illecite che promanano direttamente dal primo.

martedì 24 novembre 2009

HA 32 ANNI ED E' DI CESA, LA DONNA UCCISA DAL VIRUS H1N1. E' MORTA AL MONALDI

L'influenza H1N1 ha fatto un'altra vittima la 35esima in Campania: aveva 32 anni ed è morta all'ospedale Monaldi di Napoli. Precedentemente era stata colpita da una polmonite bilaterale

BAMBINI NEOMELODICI, DOPO L'INDIGNAZIONE E LE POLEMICHE LA POLIZIA POSTALE DICE: NULLA DI PENALMENTE RILEVANTE NEI VIDEO SCANDALO

"Sgomento" e "indignazione" di fronte alle risposte avute dalla Polizia postale in merito al video neomelodico dei due bambini che parlano di avere rapporti sessuali. Il presidente del Corecom Campania Gianni Festa ha affermato, nel corso di una conferenza stampa, di "non aver proprio capito le risposte che abbiamo avuto: 'Non ci sono profili penali"'. Dopo la diffusione del video in cui canta Giuseppe Junior, che aveva 9 anni quando il filmato e' stato registrato, con espliciti riferimenti al sesso tra minorenni, il Corecom ha avviato tutte le procedure affinche' fosse fatta chiarezza sul fatto. "Abbiamo interessato dell'accaduto la Polizia postale di Napoli - ha detto Festa - e la loro risposta e' stata che non ci sono profili penali, motivo per il quale non sara' avviata alcuna inchiesta". Il Corecom aveva anche chiesto l'oscuramento del video su You Tube. "Anche in questo caso - ha proseguito - ci hanno detto che dopo aver esaminato il contenuto del filmato non hanno ravvisato alcuna ipotesi di reato. Esiste la Carta di Treviso che regola il rapporto tra informazione e minori che ha valore su tutto il territorio nazionale, perche' Napoli dovrebbe essere considerato un territorio neutrale?". La vicenda del video dei due bambini, fa sapere infine Festa, e' stata sottoposta anche all'attenzione del Garante della Privacy e quello dei Minori ed e' stata presentata anche una denuncia alla Procura della Repubblica di Napoli. "A tutti - ha concluso - abbiamo evidenziato gli innumerevoli aspetti negativi della vicenda".

RAFFAELLA FICO INTERVISTATA DA "DIVA E DONNA" INSISTE: SONO STATA CON CRISTIANO RONALDO, CI SONO ANCHE LE FOTO

"Io con Cristiano Ronaldo? Non e' una bugia o una bufala, perche' ci sono foto che lo provano. Sara' il tempo a dare risposte, non voglio espormi". Raffaella Fico ribadisce il suo legame con il calciatore piu' pagato del mondo in un'intervista al settimanale "Diva e donna", diretto da Silvana Giacobini, in edicola domani. Intanto la showgirl campana sta facendo impazzire il pubblico maschile con i suoi sexy stacchetti nel quiz di Enrico Papi "Prendere o Lasciare" (Italia 1): "A 21 anni lo posso fare, poi il ruolo e' divertente", dice la showgirl. Ma il sogno di Raffaella, che vive ancora con i genitori a Casalnuovo di Napoli, e' fare l'attrice e rivela di aver ricevuto proposte "per fiction tv e film cinematografici". E', invece, lontana la ex gieffina che mise all'asta la sua verginita' per un milione di euro: "Allora ero una ragazzina, appena arrivata nel mondo dello spettacolo. Magari non ho pensato alle conseguenze che poteva portare: mi era stata consigliata e non ho fatto altro che dire di si'. Ma alla fine e' stata una trovata pubblicitaria".

RICERCA DELLA FONDAZIONE CIVIUM: IL COMUNE DI NAPOLI POTREBBE RISPARMIARE OGNI ANNO 293 MILIONI CHE VENGONO INVECE SPERPERATI

Sono sempre i bolognesi - con 601 euro a testa - a guidare la non invidiata classifica dei contribuenti più tartassati d’Italia. In fondo alla scala ci sono i catanzaresi, con 235 euro. Ma gli abitanti di Trento e Bolzano (con 333 e 362 euro a testa, rispettivamente) seguono paradossalmente a ruota. La palma di cittadini maggiormente “puniti” dai Vigili Urbani spetta invece ai fiorentini (140 euro di multe per abitante), quasi nove volte più di Potenza, i cui abitanti spendono mediamente “solo” 16 euro a testa. Sono solo alcune delle stranezze che emergono dalla nuova analisi dei bilanci comparati dei maggiori Comuni italiani. Le bizzarrie aumentano quando si affronta il capitolo dedicato ai costi del Moloch comunale. Gran parte delle risorse ingoiate dai Comuni viene infatti bruciata nella grande fornace che alimenta la macchina amministrativa. La ricerca condotta dal Politecnico di Milano per Civicum dimostra infatti che Napoli, da sola, potrebbe risparmiare a questo riguardo 293 milioni di euro ogni anno. Ma anche l’efficientissima Milano (con un risparmio potenziale di 170 milioni di euro) presenta indiscutibili possibilità di miglioramento. L’analisi dei bilanci dei principali Comuni italiani ha l’obiettivo di aiutare i cittadini a comprendere le scelte della propria amministrazione, “superando” la mancanza di trasparenza nelle informazioni disponibili. La missione di Civicum non è cambiata negli anni. L’obiettivo resta quello di radicare nelle istituzioni e nei cittadini il principio che l’amministrazione pubblica è “Cosa Nostra” – nel senso buono, s’intende -. L’altro principio su cui il martello di Civicum non cessa di battere, è quello della trasparenza, contro cui nel nostro Paese ancor oggi torreggia il muro di speciosi “segreti d’ufficio”, gelosi riserbi di casta e, a volte, interessate cortine fumogene. Oltre ai capoluoghi di Regione, l’analisi del Politecnico, che sarà presentata dal professor Giovanni Azzone, ha toccato quest’anno altri Comuni che fanno parte dell’Accountability Club promosso da Civicum con il Dipartimento della Funzione Pubblica e l’Innovazione del ministro Brunetta. Il programma del seminario “Indicatori di bilancio CIVICUM e le performance dei maggiori Comuni italiani”.

PRESO MANUEL BRUNETTI, 18ENNE EVASO DAL CARCERE DI AIROLA LO SCORSO 26 OTTOBRE

Manuel Brunetti, 18enne napoletano, era evaso dal carcere di Airola (BN) il 26 ottobre scorso ed è stato rintracciato ed arrestato, alle prime luci dell’alba, dagli agenti della Squadra Mobile della Questura di Napoli. Le incessanti ed articolate indagini, condotte dai poliziotti, hanno consentito di individuare, in località Villaggio Coppola Pineta mare, in Viale delle Camelie l’abitazione dove l’evaso aveva trovato rifugio.

CIBI SICURI, ANCORA CONTROLLI E SEQUESTRI DEI CARABINIERI DEL NAS A NAPOLI

Controlli e sequestri nei quartieri Stella e Sanità da parte dei Carabinieri del Nas di Napoli. Sono 2 i quintali di frutti di mare e preparazioni a base di pesce privi di etichettatura sequestrati. Elevate sanzioni amministrative per 15mila euro. Ai controlli amministrativi, seguiranno ispezioni da parte delle Autorità sanitarie.

PIRATI DELL'AMBIENTE, CINQIE DENUNCE DEI CARABINIERI DEL NOE TRA CASERTA E NAPOLI

I Carabinieri del Noe hanno denunciato 5 persone nel corso di tre distinte operazioni, a Napoli e Caserta. I militari del Noe di Napoli, in seguito a un controllo presso una discarica di r.s.u. e rifiuti speciali pericolosi esaurita nel 1996, gestita da una società in liquidazione, hanno denunciato quattro persone per aver smaltito illecitamente 450.000 mc di percolato immettendolo nuovamente nell'invaso attraverso tubazioni predisposte per la captazione di biogas. I carabinieri del Noe di Caserta hanno denunciato, a Maddaloni, il legale rappresentante di una ditta per emissioni in atmosfera in assenza della prescritta autorizzazione e deposito incontrollato di rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi, costituiti da barattoli di vernici e diluenti, inerti da demolizione, rottami ferrosi, oli minerali esausti, imballaggi in plastica e cartone. Contestualmente i militari hanno sequestrato l'area, di circa 150 mq, dove erano stoccati i predetti rifiuti.

SEQUESTRATO IL TESORO DEI BOSS DI MADDALONI FARINA-D'ALBENZIO, GLI ALLEATI DEI CASALESI: E' UN PATRIMONIO DA 5O MILIONI DI EURO

I carabinieri di Caserta hanno eseguito un decreto di sequestro di beni mobili, immobili, quote societarie e conti correnti ritenuti nelle disponibilità di capi e gregari del clan camorristico Farina- Martino-Micillo, operante a Maddaloni, comune poco distante da Caserta, e nelle zone limitrofe. Il provvedimento è stato emesso dal gip del Tribunale di Napoli, su richiesta dei pm della Direzione distrettuale antimafia di Napoli, Federico Cafiero de Raho e Raffaello Falcone. Le indagini, condotte dai carabinieri del reparto operativo di Caserta, diretto dal maggiore Alfonso Pannone e dal Nucleo investigativo, diretto dal capitano Costantino Airoldi e coordinate dalla DDA partenopea, costituiscono un ulteriore filone alle attivita' che hanno portato, nel tempo, alla disarticolazione del sodalizio maddalonese, con l'esecuzione di 14 fermi nel novembre 2006, di oltre 30 ordinanze di custodia cautelare in carcere nel marzo 2009. Ad esse è poi seguita la cattura del latitante Clemente D'Albenzio, a lungo reggente del gruppo, e la scorsa settimana l'esecuzione di cinque fermi nei confronti di altrettanti affiliati al clan, che tentavano di ricostruire l'organizzazione. Alcuni beni sequestrati sono ritenuti nella disponibilità di elementi legati ai clan dei casalesi e ai Belforte di Marcianise, alleati nel tempo con il gruppo maddalonese.

venerdì 20 novembre 2009

CLAN DEI CASALESI, IL TRANSESSUALE BRENDA UCCISO E L'AFFARE MARRAZZO CHE DIVENTA SEMPRE PIU' INQUIETANTE

Come si è arrivati all'Affaire Marrazzo? Come è morto Cafasso, il pusher che sapeva delle frequentazioni dell'oramai ex governatore della Regione Lazio? E Brenda, la trans trovata morta a casa sua, è stata uccisa? E da chi? Tanti, troppi misteri dietro questo sporco affare giudiziario. Che cominciò, se non lo ricordate, con alcuni arresti effettuati dai carabinieri a Roma per un traffico di cocaina gestito dal clan dei Casalesi.

ALESSANDRA MUSSOLINI, ANNUNCIO SHOCK A NAPOLI: IN VENDITA SU EBAY I RESTI DI MIO NONNO

Il cervello del duce in vendita su Ebay? Possibile che sia successa una cosa del genere? Per Alessandra Mussolini l'annuncio shock c'era, anzi ha presentato denuncia ai carabinieri di Napoli, città dov'era da qualche giorno per seguire la conferenza nazionale sull'infanzia. L'inchiesta è aperta, gli accertamenti verranno effettuati dai militari dell'Arma e dalla polizia che si occupa di criminalità informatica, ma le autorità sanitarie di Milano, dove fu eseguita l'autopsia sul cadavere del duce, dicono: non esistono resti biologici dell'autopsia. Dunque non ci sono resti commerciabili on line. Epperò la Mussolini chiede che venga fatta chiarezza.

ROMA, TROVATA MORTA CARBONIZZATA BRENDA. È IL TRANS DEL CASO MARRAZZO

mercoledì 18 novembre 2009

BERTOLASO APRE LA DISCARICA DI TERZIGNO E SPIEGA COME LA CAMPANIA STA PER USCIRE DEFINITIVAMENTE DALL'EMERGENZA RIFIUTI

Oggi Guido Bertolaso,accompagnato da un po' di giornalisti, aprirà la discarica di Terzigno, nel parco del Vesuvio. E' uno degli ultimi passi del piano del Governo che nel maggio del 2008 fu lanciato per tirare fuori la Campania da una drammatica emergenza rifiuti.

GIAMPAOLO TARANTINI INTERROGATO IN PROCURA A NAPOLI DAI MAGISTRATI DELL'INCHIESTA SU ALFREDO ROMEO

Giampaolo Tarantini, l'imprenditore barese che avrebbe accompagnato ragazze a palazzo Grazioli del premier Silvio Berlusconi, agli arresti domiciliari a Roma perchè indagato in altro procedimento penale, è stato ascoltato ieri dai magistrati della procura di Napoli Vincenzo D'Onofrio, Pierpaolo Filippelli e Raffaello Falcone, titolari della maxi-inchiesta sul presunto reticolo di potere e malaffare messo in piedi dall'immobiliarista Alfredo Romeo. Inchiesta che ha portato in cella a Napoli assessori comunali, provveditore alle opere pubbliche e anche ufficiali della Dia.

CLAN DEI CASALESI, NUOVO ORDINE DI ARRESTO PER SETOLA E ALTRI SUOI PICCIOTTI. SONO ACCUSATI DI MOLTI OMICIDI E IN PARTICOLARE DEL VECCHIO GRANATA

Nuovo ordine di arresto per quattordici componenti del cosiddetto gruppo di fuoco del boss Giuseppe Setola. Per undici di loro l'ordinanza è stata notificata in carcere, per altri tre invece sono scattate le manette. Sono tutti accusati di far parte del clan dei Casalesi, ala Bidognettiana, e di aver eseguito numerosi omicidi. Tra questi anche l'assassinio del povero vecchietto di 71 anni, Raffaele Granata, padre del sindaco di Calvizzano, titolare di un lido (La Fiorente) a Castelvolturno. Era colpevole di non aver pagato il pizzo.

martedì 17 novembre 2009

OPERAIO EDILE MUORE NEL CANTIERE DEL LICEO MERCALLI DI NAPOLI, L'ATTO DI ACCUSA DELLA CGIL

“Ieri un altro lavoratore edile ha perso la vita in un cantiere di ristrutturazione del Liceo Mercalli a Napoli". A renderlo noto il segretario generale Fillea Campania Giovanni Sannino."Ciò - continua Sannino - avveniva proprio mentre il Ministro Sacconi teneva un convegno sulla flessibilità e la formazione"."Ed è proprio la flessibilità, o meglio la precarietà - denuncia Sannino - che si dovrebbe mettere sotto accusa di fronte al dramma degli infortuni mortali e non, sui cantieri edili"."Sono necessari al fine di sconfiggere il dramnma delle morti bianche - conclude Sannino - controlli sistematici e coordinati, formazione e informazione, responsabilità delle istituzioni/committenze, dei direttori dei lavori e coordinatori della sicurezza e soprattutto meno precarietà ed incertezza del diritto.”

lunedì 16 novembre 2009

BERTOLASO PORTA I GIORNALISTI A VISITARE QUELLI CHE ERANO I LUOGHI DEL DISASTRO RIFIUTI IN CAMPANIA

La possiamo anche chiamare la guerra della monnezza. Tanto nessuno ci dice niente. Guido Bertolaso che ha quasi del tutto risolto quel vergognoso stato di prostrazione in cui era caduta la Campania, dopo alcuni attacchi prima de l'Espresso e poi, a ruota, come capita spesso, dai giornali stranieri che copiano quelli italiani, che poi riprendono quelli stranieri, sempre schizzando fango sull'ex Belpaese, ha deciso di mostrare il vero volto della Campania oggi. Dopodomani con un bel po' di giornalisti al seguito il capo della Protezione Civile farà visitare discariche, il termovalorizzatore e alcuni luoghi simbolo dell'uscita della Campania dall'emergenza rifiuti in cui affondò tra il 2006 e il 2007.

PRESO CARMINE FONTANELLA, ELEMENTO DELLA MALA DI FUORIGROTTA-BAGNOLI: DEVE SCONATRE 6 ANNI DI CARCERE

Un elemento di spicco di una organizzazione malavitosa della zona di Cavalleggeri D'Aosta, a Napoli, è stato arrestato stamattina dagli agenti del Commissariato di Polizia San Paolo.
Si tratta di Carmine Fontanella, 38enne, arrestato in esecuzione di un provvedimento di cumulo pene della Procura Generale della Repubblica di Napoli, emesso lo scorso 9 giugno per l'espiazione di 5 anni e 11 mesi di carcere per associazione a delinquere di stampo camorristico. A questo va aggiunto un ulteriore provvedimento per l'esecuzione della misura di sicurezza della casa di Lavoro per la durata di anni 1 in sostituzione della misura della libertà vigilata. L'uomo è stato bloccato mentre osservava a distanza l'ingresso dei figli a scuola.

WWW.CANIDIPOMPEI.COM, ECCO L'INDIRIZZO PER SAPERE COME ADOTTARE I CANI CHE SVERNANO NEGLI SCAVI ARCHEOLOGICI E CHE DA OGGI SONO RIFOCILALATI E CURATI

I cani randagi di Pompei, per anni simbolo del demosaico del cane alla catena e della scritta 'cave canem' - il randagismo aveva dato di Pompei una immagine pessima, i cani non devono essere eliminati ma curati, non restare negli scavi per sempre. Il nostro obiettivo è infatti far trovare loro una famiglia". La prima fase del progetto è già partita con l'anagrafe canina: gli animali sono stati dotati di microchip, collare grado e dell"abbandono dell'area archeologica, diventano adottabili in tutto il mondo. Su iniziativa del commissario delegato Marcello Fiori è partito il progetto (C)Ave Canem, destinato a risolvere definitivamente uno problema piu' antichi degli scavi, coniugando la tutela degli animali con la sicurezza pubblica con la promozione di una campagna per l'adozione dei cani, in collaborazione con le associazioni animaliste Lav, Enpa e Lega Nazionale per la difesa del cane e con il sostegno del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali. "Una iniziativa di legalità e di civiltà - ha detto Fiori presentando il progetto nella casa del Poeta Tragico, quella del famoso e medaglietta di riconoscimento ed eventualmente curati e poi sterilizzati. Gia' allestite aree con cucce e cibo a cura dei volontari. Meleagro, Odone, Plautus, Vesonius, Polibia, Menade, Licinio, Eumachia, Caio sono alcuni dei nomi scherzosamente scelti in base alle aree o al personaggio storico proprietario della domus nel cui territorio il cane ama maggiormente girovagare. I cani saranno adottabili in tutto il mondo grazie al sito www.canidipompei.com. Con la soprintendente, Mariarosaria Salvatore, hanno partecipato il sottosegretario ai Beni e alle Attivita' Culturali Francesco Giro ("Una azione contro il randagismo - ha detto - che attendevamo da anni, anche questo conferma che il commissariamento di quest'area era un atto dovuto"), Gianluca Felicetti, presidente LAV, Carla Rocchi, presidente Enpa, Laura Porcasi Rossi, presidente Lega nazionale difesa del cane. (ANSA).

SESSO MERCENARIO NEL SALERNITANO CON CLIENTI CHE PAGAVANO ANCHE IN NATURA: PRODOTTI TIPICI LOCALI. ARRESTATI DIECI SFRUTTATORI DI RAGAZZE DELL'EST

Cento euro per ogni prestazione sessuale, decine di case di appuntamenti e stanze di alberghi dove i clienti incontravano giovani ragazze dell’est che vendevano il proprio corpo. E’ il bilancio dell’operazione eseguita dai carabinieri di Salerno che ha permesso di smantellare una banda di criminali che gestiva il mercato del sesso nel salernitano. Dieci arresti, sei persone sottoposte all'obbligo di firma e il divieto a svolgere attività per un albergatore. Dovranno rispondere a vario titolo di associazione per delinquere, induzione e sfruttamento della prostituzione. In manette cittadini stranieri che minacciavano e costringevano ragazze giovanissime provenienti da Romania, Bulgaria e Ucraina a prestazioni sessuali. Dalle carte dell’inchiesta emergono anche particolari sconcertanti…c’era anche qualche cliente che faceva sesso con le prostitute e invece di pagare in euro offriva in cambio prodotti tipici locali.

venerdì 13 novembre 2009

STRAGE DI CASTELVOLTURNO, SETOLA E I SUOI AMICI KILLER SUL BANCO DEGLI ACCUSATI PER LA CARNEFICINA DI IMMIGRATI SULLA DOMIZIANA

E' in corso davanti alla Corte d'Assise del tribunale di Santa Maria Capua Vetere (Caserta) il processo contro Giuseppe Setola, capo del gruppo di fuoco dei Casalesi, e altri cinque affiliati, accusati della strage di Castel Volturno (Caserta) del 18 settembre 2008 quando furono uccisi a colpi di pistola e kalashnikov sei immigrati africani e due rimasero gravemente feriti.
Dopo una lunga camera di consiglio, la corte, presieduta da Elvira Capecelatro, giudice a latere Maria Francica e sei giurati, ha accolto le richieste di costituzione di parte civile nei confronti degli imputati. Sono stati ammessi alla parte civile i parenti delle vittime, il Comune di Casal di Principe (Caserta) roccaforte del clan, l'associazione "Mo' basta" che raggruppa associazioni, sindacati, Agrorinasce e la Camera di commercio di Caserta presieduta da Francesco Marzano di Confindustria Caserta; il Centro Sociale 'Ex Canapificio' di Caserta, che da anni opera a favore degli immigrati. Non è stata accettata, invece, la richiesta di costituzione di parte civile della Giunta regionale della Campania per una carenza nella legittimiazione nella nomina del sostituto processuale, mentre la corte si è riservata sulla richiesta del Comune di Castel Volturno (Caserta) che sarà discussa e probabilmente sanata alla prossimo udienza del processo, prevista per il prossimo 23 novembre. Rigettata anche la richiesta di costituzione di parte civile di altri ghanesi che hanno affermato di essere familiari di alcune delle vittime della strage, non essendo stato documentato il legame di parentela.
Il pm dell'antimafia è Alessandro Milita. In aula, dietro le sbarre, c'erano oggi due degli imputati: Davide Granato e Antonio Alluce. Collegati in videoconferenza, invece, Giuseppe Setola e Giovanni Letizia dal carcere di Opera di Milano e Alessandro Cirillo da quello di Cuneo. In aula, protetto dalle forze dell'ordine e con il volto parzialmente coperto da un cappuccio, c'era anche uno degli immigrati rimasto gravemente ferito nella strage e che si trova ora sotto protezione insieme con la moglie. I cinque imputati, che hanno chiesto e ottenuto di non essere ripresi durante l'udienza, insieme con Oreste Spagnuolo, pentitosi subito dopo l' arresto, sono stati rinviati a giudizio dal gup di Napoli perchè ritenuti gli autori della cosiddetta strage di San Gennaro, avvenuta a Castel Volturno (Caserta) il 18 settembre di un anno fa. Setola e gli altri coimputati sono, in particolare, accusati di avere ucciso sei immigrati africani che si trovavano all'interno e all'esterno di una sartoria, la 'Ob-Ob Exotic Fashion' gestita da cittadini del Ghana. Il pm ha depositato un supplemento di indagine che sara' oggetto di valutazione della difesa alla prossima udienza. Tra le richieste avanzate dal pm alla corte, quelle di acquisire anche alcuni cosiddetti atti non ripetibili. Il pentito Oreste Spagnuolo, sara' invece giudicato con un diverso processo in quanto e' stato ammesso al rito abbreviato.

VILLETTA ABBATTUTA NEL QUARTIERE DI PIANURA TRA LE PROTESTE ESTREME DI DECINE DI PERSONE. LA GUERRA DEI VIGILI URBANI
























































Due giorni fa il primo tentativo di abbattere un fabbricato abusivo nel quartiere di Pianura era andato a vuoto per le proteste di una donna che si era chiusa in una vettura con i suoi bambini cospargendosi di benzina. Questa mattina alle 3.30 i vigili urbani con il generale Luigi Sementa in testa, sono arrivati con le pale meccaniche per procedere alla demolizione della costruzione di 150 metri quadrati su cui grava un ordine di abbattimento dell'autorità giudiziaria. E ci sono riusciti tra mille difficoltà, dato che tutta l'area che circonda la villetta è stata resa impraticabile con alberi sradicati e messi sulla carreggiata in modo da impedire l'accesso ai veicoli, ostacoli sono stati creati in un viale che porta alla struttura anche con auto posizionate di traverso cosparse di benzina, mentre una trentina tra uomini e donne hanno minacciato con bombole di gas e accendini di dare fuoco a tutto, e i loro bambini, impauriti e infreddoliti, erano seduti sui tettucci delle vetture. La polizia municipale è stata anche bersaglio di lancio di benzina, che una donna ha
addirittura ingerito e per questo è stata trasportata dal 118 all' ospedale "San Paolo". I vigili urbani hanno spostato i veicoli a mano per consentire l'accesso alle ruspe, hanno bloccato le persone , messo in sicurezza i bambini e l'intera area con estintori e creato una barriera umana mentre le ruspe abbattevano tutto.

NICOLA COSENTINO DICE: MI CANDIDO IN CAMPANIA, HO LA SOLIDARIETA' DI BERLUSCONI. MA IL PREMIER NON HA ANCORA DATO IL VIA LIBERA. TORNA LETTIERI

Non c’è il via libera di Silvio Berlusconi alla candidatura di Nicola Cosentino alla Regione Campania. La solidarietà del premier, sì, quella c’è. Ed è quanto basta ad un rinfrancato sottosegretario all’economia, accusato da sei pentiti di camorra di essere legato al clan dei Casalesi, per dire ai giornalisti all’uscita da un breve incontro a Palazzo Grazioli col premier: Berlusconi è con me, io resto candidato del Pdl in Campania. Un po’ poco per Cosentino, il cui percorso politico è sempre più accidentato, quasi una missione impossibile. Il presidente della Camera Gianfranco Fini è nettissimo: non è opportuno che si candidi. Altri fedelissimi di Fini chiedono addirittura che faccia un passo indietro anche lasciando il Governo… mentre spuntano altri candidati possibili per il Pdl. Tra questi c’è anche il presidente di Confindustria Napoli Gianni Lettieri…. Una prima scelta per lo stesso Silvio Berlusconi… Tutto questo mentre si discute sulla richiesta di 34 parlamentari del Pdl del possibile invio a Napoli di ispettori da parte del ministro Guardasigilli Angelino Alfano per capire che cosa accade negli uffici giudiziari vesuviani che stanno per concludere una decina di inchieste sui rapporti tra clan e istituzioni, politica e malaffare. Sullo sfondo dell’inchiesta sul sottosegretario c’è la camorra casertana e l’affare milionario dell’emergenza rifiuti…E storie ai limiti del paradosso come la presenza di latitanti in consorzi pubblici per la raccolta dei rifiuti, imprenditori mafiosi che sponsorizzavano economicamente e raccoglievano tessere di partito per rafforzare politici …ed anche un episodio in cui un altro pentito, Carmine Schiavone, spiega come la cosca avesse contribuito economicamente (pagando il cemento) alla costruzione della chiesa di don Peppino Diana, il parroco martire della lotta alle mafie… che in più di un’occasione avrebbe aiutato elettoralmente l’allora giovane assessore alla provincia di Caserta Nicola Cosentino.

UCCISO SUL LUNGOMARE DI SALERNO DA UN PAZZO DI 24 ANNI. L'ASSURDA MORTE DEL POVERO MARIO CASOLARO, 73 ANNI


Ha trovato la morte nel modo più cruento e assurdo possibile. Mentre passeggiava sul lungomare Tafuri di Salerno, come faceva tutte le mattine in cui c’era bella giornata. Mario Casolaro, 73 anni, un vecchietto che amava guardare il mare non si è accorto che alle spalle arrivava un 24enne, dimesso cinque giorni prima da una casa di cura per sofferenti psichici, che all’improvviso l’ha alzato di peso e l’ha lanciato sulla scogliera sottostante, uccidendolo sul colpo. Una scena raccapricciante cui hanno assistito atterriti dalla paura decine di persone e tra questi un maresciallo dei carabinieri che era di passaggio su una moto. Il militare è sceso dalla sua moto ed ha rincorso e bloccato, non senza problemi, usando le sole mani, il 24enne psicopatico assassino. Pochi minuti dopo sono arrivati altri carabinieri ed il 24 enne, già ammanettato, è stato portato in caserma per sottrarlo alla folla che avrebbe voluto linciarlo. Per Mario Casolaro, purtroppo, non c’è stato niente da fare. Era morto sul colpo per l’impatto sugli scogli. Ed ai soccorritori non è rimasto altro da fare che recuperare il cadavere…tra la disperazione dei congiunti e tanti conoscenti allibiti per l’assurda tragedia.

giovedì 12 novembre 2009

NON ABBANDONATE LA BELLA CASAMICCIOLA, CHIAMATA AD UNA TERZA RINASCITA

Quello che leggete di seguito è uno scritto di Giuseppe Mazzella che volentieri pubblico perchè rappresenta l'ennesimo atto di amore verso l'isola d'Ischia

di Giuseppe Mazzella*

Già nel XVIII secolo Casamicciola, questa ridente “cittadina delle terme” dell’ isola d’ Ischia, era presente nella guidistica del tempo per la bontà delle acque termali, per il dolce clima delle sue colline e per “ le buone abitazioni e belli casini per comodo di coloro che vogliono servirsi dei bagni” e veniva annoverata “ tra le più ricche stazioni balneari d’ Europa”.
L’ “ ospedale termale” dell’ Ente Morale napoletano Pio Monte della Misericordia costruito nel 1604 proprio sulla sorgente minerale del Gurgitello decantata da Julio Jasolino, il medico calabrese del ‘500 che con la sua opera “ De Rimedi naturali che sono nell’ isola di Pithecusa hoggi detta Ischia” aveva fatto conoscere le capacità terapeutiche delle acque termali, alla fine del ‘700 era al massimo dell’ espansione ed aveva determinato la nascita di altri stabilimenti termali e di alberghi.
Agli inizi del XIX secolo Casamicciola era la più nota stazione di cura, soggiorno e turismo dell’ isola d’ Ischia.
Poi – come se la natura volesse compensare tanta ricchezza endogena e tanta bellezza all’ occhio umano – cominciarono i terremoti. Nel XIX secolo Casamicciola fu colpita da ben sei terremoti.
I due più importanti si registrano il 6 marzo 1881 ed il 28 luglio 1883. Quello del 1881 fu nel IX grado della scala Mercalli ed ebbe come epicentro la zona a valle del centro urbano di Piazza Majo detta Purgatorio .Morirono 126 persone di cui 108 cittadini di Casamicciola. Fra quei 108 cittadini anche il padre del bisnonno di chi scrive questa nota, Antonio Mazzella, 63 anni, “ marinaro”, che aveva la propria abitazione proprio in Via d’ Aloisio al Purgatorio, l’ epicentro del sisma.
Ma il terremoto terribile fu quello del 28 luglio 1883. Fu dello XI grado della scala Mercalli. Tutto l’ abitato fu distrutto. I morti furono 2333. 762 i feriti. Il Ministro dei Lavori Pubblici , Genala, arrivato ai primi di agosto come primo provvedimento voleva ricoprire tutto il Paese di calce valutando impossibile una ricostruzione con nuovi insediamenti.. Ma i cittadini superstiti si opposero.
Il terremoto di Casamicciola del 1883 fu la prima grande catastrofe dell’ Italia post-unitaria. Il giovane Stato unitario misurò tutta la sua efficienza. La gara di solidarietà internazionale per i terremotati e la ricostruzione di Casamicciola fu incommensurabile. La storia di quel terremoto terribile e quindi della nuova ricostruzione di Casamicciola è tracciata mirabilmente nella monumentale monografia a cura del Servizio Sismico Nazionale pubblicata nel 1999 dall’ Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato ed alla quale hanno partecipato 15 studiosi diretti da Roberto De Marco, capo del Servizio Sismico Nazionale, fra i quali i napoletani Giuseppe Luogo, che ne è stato anche il coordinatore scientifico, Ilia Delizia, Ugo Leone, Ugo Vuoso, Elena Cubellis.
Nel 1884 Casamicciola aveva già il suo nuovo piano regolatore della ricostruzione ed ancora pochi anni dopo il suo regolamento edilizio. Nacquero i Rioni baraccati – due alla Marina, uno a Perrone ed un altro alla Sentinella ed il paese si spostò dalla collina alla marina.
L’ Ente Pio Monte della Misericordia – che era stato il protagonista della nascita del termalismo sociale in Europa – non si tirò indietro per la Rinascita di Casamicciola.Il suo stabilimento di Piazza dei Bagni del Gurgitello fu distrutto ma l’ Ente costruì “ in più ferma sede” cioè nell’ area della Marina il nuovo maestoso complesso termale che divenne il centro della rinascente cittadina anche per la sua attività civile e fu inaugurato 12 anni dopo il sisma cioè nel 1895 “ lo stesso giorno dello stesso mese”. Rinacquero gli stabilimenti termali e gli alberghi.
Ai primi del ‘ 900 Casamicciola era già risorta e già catturava l’ attenzione dei fotografi Brogi ed Alinari.La “ prima Rinascita” era già avvenuta.
Ma come la terra profonda , che dona l’ acqua termale miracolosa , intimorisce e distrugge con i suoi movimenti anche le colline che danno alla cittadina “la più salubre aria dell’ isola” che Enrico Ibsen, il grande drammaturgo norvegese che qui soggiornò nel 1867 scrivendo i primi tre atti del suo “ Peer Gynt”, riferisce in una lettera all’ amico Bergsoe, nascondono pericoli.
Così il 24 ottobre 1910 Casamicciola fu colpita da una terribile alluvione. Morirono 12 persone. L’ intero bacino termale di La Rita fu distrutto così distrutti furono tutti gli stabilimenti termali di Piazza dei Bagni.
Anche questa volta ci fu una gara di solidarietà e ci fu efficienza da parte dello Stato. In pochi anni furono ricostruiti tutti gli stabilimenti termali e - cosa di enorme importanza - fu avviata dal Genio Civile una vasta azione di costruzione di canali di scolo delle acque piovane nelle zone a monte di Piazza Majo e di Piazza dei Bagni affinché un evento del genere non si ripetesse perchè “ i terremoti non si possono prevedere ma le catastrofi sì” come sostenne il grande vulcanologo polacco naturalizzato francese Haroun Tazieff nel corso di un convegno sul rischio sismico che si tenne a Casamicciola nel 1983 nel centenario del terremoto per iniziativa della Provincia di Napoli.
Fu avviata e completata in pochi anni una “ Seconda Rinascita” di Casamicciola.
Poi anche Casamicciola dagli anni ’60 del ‘900 non fu esclusa da quella che Ilia Delizia definisce la “ mercificazione dell’ ambiente” con la proliferazione dell’ abusivismo edilizio al pari di tutte le altre località dell’ isola d’ Ischia senza avere mai un Piano Regolatore Generale “ in vigore”.
Ma negli anni ‘ 70 chiude il complesso Pio Monte della Misericordia per la crisi finanziaria di quel Ente Morale che addirittura rischia di essere sciolto per effetto della legge 382/76 e con la nascita del “ nuovo termalismo” con i giardini termali , le moderne piscine e gli alberghi dotati di beauty center chiudono anche altri 11 stabilimenti termali ottocenteschi.
Casamicciola – che dal 1956 ha aggiunto il termine “ Terme” alla propria denominazione – perde il primato di località termale per eccellenza di tutta l’ isola d’ Ischia.
Comunque – sulla scia del successo turistico dell’ intera isola d’ Ischia – la sua economia turistica, che si “ trasforma” con il nuovo porto per il diporto nautico, tiene.
Oggi Casamicciola conta 67 alberghi per complessivi 3.577 posti letto ed altri 165 posti letto nei 17 esercizi di fittacamere autorizzati. Ma le “ ferite” – nel suo assetto urbanistico e nel suo sviluppo sociale ed economico - restano e si incancreniscono. Il complesso Pio Monte è un ammasso di rovine che costituisce orrore al paesaggio proprio sul mare. Altre strutture termali sono dismesse a Piazza dei Bagni e nel bacino di La Rita sono chiusi i 9 stabilimenti termali ottocenteschi dove in uno di questi – quello di Michele Castagna- Arturo Toscanini nel 1953 aveva effettuato un ciclo di cure. Viene anche sottovalutata la difesa dai rischi ambientali e di quel piano di difesa dalle inondazioni messo in atto dal Genio Civile dopo l’ alluvione del 1910 non vi è più traccia e memoria perfino storica nell’ attuale Ufficio Tecnico Comunale dove vi lavorano due ingegneri, 3 geometri,3 impiegati amministrativi e 3 operai.
Martedì 10 novembre alle 8.05 del mattino dopo una notte molto piovosa dalle colline dell’ Ombrasco e del Mortito viene giù una terribile lava di acqua e fango che invade Piazza dei Bagni, si incanala lungo la strada provinciale Pio Monte della Misericordia, dove fino a 40 anni fa c’ era un ruscello chiamato “ la Lava” ricoperto dalla strada,e va a sversare al’imbocattura del porto distruggendo tutto quello che incontra. E’ morta una ragazza di 15 anni, Anna De Felice, i cui genitori Aurora e Claudio stavano accompagnando a scuola, all’ Istituto Alberghiero di Ischia.
Il padre Claudio dirà in Ospedale che “ non me lo perdonerò mai. Forse potevo fare qualcosa per salvarla. Le ho detto di rimanere in macchina, pensavo forse più sicuro”. Poteva essere un’ ecatombe.
Alle 8 o qualche secondo o minuto in meno – cinque minuti prima della catastrofe - stavo anch’io con la mia seicento accompagnando a scuola mia moglie Tullia ma al lavoro alla segreteria della scuola elementare su a Viale Paradisiello. Il passaggio per via Pio Monte della Misericordia e poi per Piazza dei Bagni è obbligato. Sotto una pioggia battente a Piazza dei Bagni mia moglie mi ha consigliato di fermarci: “ Aspettiamo che spiovi un poco non si vede niente”.
“ No – ho risposto- andiamo avanti – piove troppo”. Quella decisione di andare avanti in salita con la marcia in prima senza fermarmi all’ edicola per comprare il giornale come faccio oggi giorno ha salvato la vita a me e mia moglie. Saremmo stati travolti dalla potenza della lava.
La decisione di andare avanti e di non fermarmi l’ ho presa in pochi secondi perché in pochi secondi è giunto imperativo il ricordo della considerazione che mi diceva sempre il mio amico Giuseppe Iacono ( 1923-1991) , che è stato Presidente della Provincia di Napoli dal 1975 al 1978 e poi sindaco di Casamicciola dal 1981 al 1985,che era proprietario dello stabilimento termale Lucibello a Piazza dei Bagni ed era profondo conoscitore della storia locale e che mi ha trasmesso la passione e l’ orgoglio per la Storia del mio Paese.
“ Piazza dei Bagni è una bomba atomica quando piove. Sono terrorizzato ogni volta che piove.Lo scolo delle acque da Cava Fontana non è sicuro. Sotto questa strada c’è un sottoservizio che da anni non viene pulito. Non sappiamo in che condizione sta”.
“ Bastava fare la manutenzione” titola a tutta pagina l’edizione napoletana di “ La Repubblica” di giovedì 12 novembre 09 ed il sommario dice che gli “ alvei ostruiti a Casamicciola, le ragioni di una catastrofe” ed ancora il prof. Ugo Leone, ordinario di scienze ambientali alla Federico II, afferma nell’ editoriale di apertura che se “ qualcuno ha parlato di calamità naturale e di imprevedibilità dell’ evento non c’è niente di più falso”.
“ L’ evento era annunciato – sostiene Leone – e si poteva evitare e la natura non ha alcuna colpa”.
Il pastore evangelico Leonardo Magrì sulla bara di Anna nel piccolo cimitero di Casamicciola che Edoardo Nicolardi definì nella sua celebre poesia “ chiu’ nu’ ciardino che nu Camposanto” ha detto perentorio che “ la morte di Anna è un dito puntato contro di noi, contro la mancanza di responsabilità che spesso muove l’ umanità”.
Oggi Casamicciola piange ed è in ginocchio da ogni punto di vista: umano, sociale, economico e buon ultimo – ma non per importanza – politico.
Deve rialzarsi per una “ terza rinascita” ed ha bisogno di una nuova classe dirigente della politica e dell’ economia . Ha bisogno di una grande solidarietà da parte dello Stato – nelle sue varie articolazioni – come già è avvenuto nel passato, da parte del mondo culturale e civile e dei suoi affezionati ospiti.
Non lasciateci soli.

* Giornalista
Già direttore del Museo Civico di Casamicciola Terme ( 2000-2004)
Già presidente del Centro Studi su l’ isola d’ Ischia ( 1999-2008)
Segretario generale dell’ Osservatorio sui fenomeni socio-economici dell’ isola d’ Ischia ( OS.I.S)

ESEGUIVANO UNO SBANCAMENTO VICINO AL LUOGO DELLA FRANA KILLER DI CASAMICCIOLA, DENUNCIATI IN QUATTRO DAI CARABINIERI

Sbancamento abusivo di un terrapiano. L'hanno scoperto i carabinieri a Casamicciola, sull'isola di Ischia (Napoli), vicino al luogo in cui si è verificato lo smottamento che ha provocato la morte di Anna, la vittima 15enne, e il ferimento di altre 17 persone.
I carabinieri hanno denunciato i legali rappresentanti di una ditta di costruzioni del luogo e altre due persone. Nel corso di un intervento su un'area sovrastante all'alveo naturale chiamato 'Cava Pozzillo', i militari hanno scoperto che i quattro avevano eseguito, senza alcun titolo, opere di sbancamento di un terrapieno di circa 300 metri cubici su un terreno di proprieta' di uno dei quattro denunciati. Un'area di circa 200 metri quadrati e numerosi attrezzi da lavoro sono stati sottoposti a sequestro.

COMPRAVANO EROINA A SCAMPIA E LA SPACCIAVANO AD ARIANO IRPINO, 4 ARRESTI DEI CARABINIERI IRPINI











I Carabinieri della Compagnia di Ariano Irpino, nell’ambito di indagini svolte sin dal mese di maggio di quest’anno, hanno arrestato quattro persone, resesi responsabili di concorso continuato nella vendita, offerta, commercializzazione e illecita detenzione di sostanze stupefacente del tipo eroina. Gli arresti sono il frutto di indagini, dirette dal Procuratore Capo Dott. Luciano D’Emmanuele e dal Sostituto Procuratore Dott. Arturo De Stefano della Procura di Ariano Irpino, che hanno consentito di far luce su quello che avveniva nei principali luoghi di aggregazione frequentati dai giovani di Ariano Irpino.
L’attività investigativa, svolta mediante intercettazioni e classiche investigazioni (servizi di osservazione, controllo e pedinamento …), ha consentito al G.I.P., Dott.ssa Gelsomina Palmieri, di emettere un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per due indagati, tra cui una ragazza di 22 anni, e agli arresti domiciliari per altre due persone.
All’alba di oggi, i Carabinieri della Compagnia di Ariano Irpino hanno tratto in arresto, su ordinanza emessa dal G.I.P. del Tribunale di Ariano Irpino Dott.ssa Gelsomina Palmieri e richiesta dalla Procura della Repubblica arianese, il 30enne Corsano Carmine, la 22enne La Nera Noemi, il 25enne Sabino Vincenzo e il 30enne De Paola Antonello.
I primi due sono stati tradotti rispettivamente presso le Case Circondariali di Ariano Irpino e Bellizzi Irpino, mentre gli altri due presso il proprio domicilio in regime di arresti domiciliari.

ANCORA UN MORTO PER INFLUENZA A AL CARDARELLI DI NAPOLI. E' UN 49ENNE TRAPIANTATO DI FEGATO

Nicola Velardi, aveva 49 anni, Napoletano, è l'uomo morto al Cardarelli nel centro trapianti di fegato del nosocomio napoletano per insufficienza respiratoria acuta. E' risultato positivo al test del virus A H1N1. Trapiantato alcuni mesi fa di fegato a Genova, lo scorso giugno era stato rioperato al Cardarelli per insufficienza epatica. Al Cardarelli restano stazionarie, benchè gravi, le condizioni di altri due trapiantati di fegato risultati positivi al virus dell'influenza A.

IL PRESIDENTE GIORGIO NAPOLITANO TESTIMONE "DEL MAGNIFICO ESEMPIO DI ITALIANITA'" DEL COMPIANTO E INDIMENTICATO MAURIZIO VALENZI

"La vita di Maurizio Valenzi è un magnifico esempio di italianità, di attaccamento a ideali di pace, di giustizia e di progresso sociale, nel segno della democrazia e della Costituzione, e di politica vissuta senza odii e senza fanatismi (come dovrebbe essere vissuta da tutti in un Paese civile)". Si chiude così la prefazione del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano al volume "Maurizio Valenzi. Testimonianze per una vita straordinaria", edito dalla Tullio Pironti Editore, da domani nelle librerie italiane. Il volume sarà presentato il 15 novembre a Napoli nel corso della commemorazione per i cento anni dalla nascita di Maurizio Valenzi, organizzata dalla Fondazione Valenzi in collaborazione con la Fondazione Premio Napoli, a cui interverrà anche il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta e che sarà conclusa dal Presidente Napolitano. Il volume, curato da Lucia Valenzi e Roberto Race, rispettivamente presidente e segretario generale della Fondazione Valenzi, presenta le testimonianze dei tanti amici di Valenzi, politici, intellettuali, imprenditori e artisti nazionali e internazionali dellex parlamentare italiano ed europeo sindaco delle prime giunte di sinistra a Napoli dal 1975 al 1983. Amici e anche avversari che hanno raccolto, senza esitazioni, l'invito a fermare impressioni e ricordi su una personalita' che non ha rifiutato impegni e responsabilit, ma sempre stata aperta al confronto, all'osservazione curiosa e all'umorismo. Da questi contributi come si evidenzia nell'introduzione della Valenzi e di Race la figura di Maurizio Valenzi emerge come quella di un intellettuale dalla grande apertura internazionale, un politico raffinato amante delle arti e artista in prima persona, e uno statista prestato allamministrazione. I cento anni di Maurizio Valenzi rappresentano in pieno il secolo breve con tutte le sue contraddizioni, le grandi sofferenze e i successi di una generazione che ha vissuto due guerre e la difficile ricostruzione morale ancor prima che materiale del Paese. Una vita, quella di Valenzi, che si svolta tra Tunisi e Parigi, nella primissima fase, e poi a Napoli, città a cui ha dedicato la maggior parte del suo impegno.

mercoledì 11 novembre 2009

SGOMBERATA LA CITTADELLA ABUSIVA MAROCCHINA DI SAN NICOLA VARCO DI EBOLI. ALL'ALBA IL BLITZ DELLE FORZE DELL'ORDINE. ESPULSI IN 200. ARRESTI

Sgomberata all’alba la baraccopoli di immigrati a San Nicola Varco di Eboli, nella piana del Sele, zona agricola del Salernitano. Erano 600-700 gli extracomunitari che da anni lavorano, sfruttati, nel bracciantato illegale. Il campo, però, nella notte era stato già in parte svuotato dalle organizzazioni sindacali e dai volontari dei centri sociali che hanno aiutati i poveri disperati a trovare altri alloggi in un centro di accoglienza a Sicignano degli Alburni. Altri ancora saranno ospitati da amici e parenti. La baraccopoli, la scorsa estate era stata anche oggetto di un intervento di bonifica della Regione Campania che aveva creato scuole, docce e un capannone. Nell’accampamento spesso sono stati effettuati arresti per spaccio di droga.

 

 

lunedì 9 novembre 2009

RICATTAVANO ESTETISTA MINACCIANDO DI PUBBLICARE SUL WEB IMMAGINI DI UN RAPPORTO SESSUALE, ARRESTATI DUE GIOVANI INCENSURATI

Nel quartiere San Giovanni a Teduccio i carabinieri della stazione di Poggioreale hanno arrestato in flagranza per estorsione 2 incensurati del luogo, un 23enne ed una 25enne, responsabili in concorso di estorsione ai danni di una estetista 22enne del quartiere Poggioreale. I 2 sono stati bloccati dai militari dell’arma immediatamente dopo aver ricevuto dalla vittima 200 euro: nel corso di indagini è stato accertato che da alcuni mesi costringevano la giovane a consegnare settimanalmente 200 euro nonchè, saltuariamente, ad atti sessuali con il 23enne. Il tutto minacciando la vittima della divulgazione sul web di un video contenente immagini di un rapporto sessuale tra la parte offesa ed il ragazzo ora arrestato. Un personal computer dell’arrestato è stato sottoposto a sequestro. I 2 ricattatori sono stati tradotti nelle case circondariali di Poggioreale e Pozzuoli.

UCCISERO IN PIAZZA A PAGANI IL MAROCCHINO ABDEL AZIZ E SANDRO CASCETTA, IN TRE ARRESTATI DAI CARABINIERI DI SALERNO

Nelle prime ore della mattinata di oggi 9 novembre, in Pagani, i Carabinieri del Reparto Operativo diretti dal Ten.Col. Francesco Merone e della Compagnia di Nocera Inferiore diretta dal Ten.Col. Massimo Cagnazzo, coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Salerno diretta dal Procuratore Franco Roberti, hanno inferto un durissimo colpo al clan Fezza, egemone nella zona, arrestando tre elementi di spicco responsabili in quanto esecutori materiali del duplice omicidio di Mahmoud Abdel AZIZ e di Sandro CASCETTA nonché del ferimento di una terza persona, avvenuto nel tardo pomeriggio del 18 agosto 2008 nella centrale piazza Corpo di Cristo di Pagani. L’omicidio è maturato per controversie sorte nel controllo dello spaccio di stupefacenti sul mercato locale, storicamente controllato dai FEZZA-D’AURIA allorquando l’Aziz ha tentato di inserirsi approvvigionando stupefacente a condizioni più competitive.Ulteriori particolari verranno resi noti nella tarda mattinata.

TANGENTI PER REALIZZARE UN SUPERMERCATO, IN CELLA FUNZIONARIO REGIONALE. AGEVOLAVA IL CLAN DEI CASALESI

Dalle prime ore dell’alba, in Napoli e Casal di Principe (CE), i Carabinieri della Compagnia di Santa Maria Capua Vetere hanno eseguito tre ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di soggetti indagati, a vario titolo, per “millantato credito, tentata estorsione aggravata dal metodo camorristico e riciclaggio di assegni”. In manette un funzionario in servizio presso l’Ufficio Urbanistica della Regione Campania, un fiancheggiatore del clan dei Casalesi ed il titolare di una nota ditta di traslochi con sede in Castelvolturno (CE). Vittima dei tre arrestati un imprenditore laziale che, per costruire il supermercato “EUROSPIN” nei pressi dell’uscita autostradale di Santa Maria Capua Vetere, era stato costretto a versare una tangente di 50.000 Euro. Soltanto grazie alla sua denuncia, l’imprenditore è riuscito ad evitare di pagare ulteriori 80.000 Euro a titolo estorsivo.

domenica 8 novembre 2009

IN CELLA LUIGI ESPOSITO, ERA TRA I TRENTA SUPERLATITANTI. PRIMA DI LUI SONO STATI PRESI ANCHE I FRATELLI SALVATORE E PASQUALE RUSSO

Un altro boss della camorra inserito nella lista dei most wanted è finito in cella. Luigi Esposito, personaggi di spicco del clan Nuvoletta, è stato arrestato dai carabinieri. Si nascondeva in una villa di Posillipo, dove si era trasferito da qualche tempo e dove si spacciava per tale signor Caliendo. Ad ammanettarlo i carabinieri del comando provinciale di Napoli. In poco più di una settimana solo a Napoli la polizia e i carabinieri hanno arrestato i fratelli Pasquale e Salvatore Russo e Luigi Esposito. Erano tutti e tre nell'elenco dei supericercati.

Ultimissime

IL TESORO DEI CASALESI TROVATO DALL’ANTIMAFIA IN TRANSILVANIA

Sono due fratelli. Sono  originari di Aversa, bellissima città che conobbe i suoi fasti in epoca di dominazione normanna. Si chiamano Nìcola...