mercoledì 23 aprile 2008

VOLGARITA' IN CLASSE, DENUNCIATI CINQUE RAGAZZINI E LA LORO INSEGNANTE

Atti osceni in luogo pubblico: sono le accuse che la polizia del commissariato di Frattamaggiore, in provincia di Napoli, intende contestare a tre dodicenni, due tredicenni e alla loro insegnante, una signora quarantenne colpevole, secondo gli inquirenti, di aver consentito ai ragazzini, in preda evidentemente ad una crisi ormonale di misurarsi davanti a tutta la classe, in orario di lezione, gli attributi sessuali. Messa così la storia, l’accusa di concorso in atti osceni per l’insegnante, non si capisce, visto che lei dice di non aver visto i ragazzini fare le volgarità di cui sono accusati. Quello che è certo, per ora, è che quella che a qualcuno può sembrare una ragazzata, viene invece dipinta dalla polizia come una brutta storia che potrebbe avere anche ulteriori sviluppi, anche se a Sant’Antimo, il grosso centro del Napoletano dove si trova la scuola, in tanti si dicono stupefatti da tanto baccano. E' distrutto, amareggiato, il preside della scuola, Andrea Cuozzo, che pare rischi anche lui chissà quali sanzioni da parte dei poliziotti, perché pare che sapesse di queste volgarità in classe, in quanto denunciategli più volte dalla mamma di un alunno, ma nonostante ciò non avrebbe mai preso provvedimenti, almeno sino a quando la polizia non è intervenuta.
Ma quali sono le prove che la polizia ha raccolto per formulare queste accuse? Una denuncia anonima, qualche chiacchierata fatta con qualche ragazzino che ha confermato certe pratiche in classe o in bagno (sempre all’insaputa dell’insegnante) e non si sa cos’altro. Basta tutto ciò per contestare reati penali così gravi a ragazzini di 13 anni? Per la polizia sì, per il preside, invece, è troppo, davvero troppo, pur riconoscendo la gravità della situazione. I cinque ragazzini sporcaccioni, in ogni caso, sono stati sospesi dalle lezioni.

martedì 22 aprile 2008

ADDIO MIA BELLA NAPOLI, SON DOLORI DI PANSA

Confesso: non ho capito quello che dice il prefetto di Napoli Alessandro Pansa intervistato dal quotidiano il Mattino. Anzi, a dire il vero l'ho capito ma non ho compreso l'utilità del suo ragionamento. Dice Pansa al Mattino: io giro per Napoli spesso e vedo le forze dell'ordine che non fanno il loro dovere. Ottimo. Dunque che fa il Prefetto? Mica va da quei pelandroni nullafacenti che magari vedono passare il motorino con cinque persone a bordo senza battere ciglio, si presenta e magari li invita (li incita) a fare il loro dovere? No, lui riprende i poliziotti e i carabinieri con il videofonino e manda il filmato al questore e al comandante provinciale dei carabinieri. Ottimo. Ma che bravo il Prefetto! Ed un povero cristo di cittadino napoletano che magari non ha il videofonino e che forse non ha più nemmeno la voglia di indignarsi per quelle cose che nemmeno il Prefetto di Napoli è in grado di far funzionare meglio, che cosa dovrebbe fare rispetto allo spettacolo quotidiano delle illegalità che si vedono in giro per Napoli? Faccio un esempio: chi deve occuparsi dei parcheggiatori abusivi a piazzetta Carolina, sotto la Prefettura? E di quelli che esercitano davanti alla Questura? E dei signori che fanno i pacchi davanti alla Stazione Marittima ai turisti appena sbarcati a Napoli? E delle puttane lungo via Marina? Delle prostitute parcheggiate davanti al Tar? Boh

lunedì 21 aprile 2008

PELE': MARADONA? TOGLIETEGLI I TITOLI PERCHE' SI DROGAVA


Secondo Edson Arantes do Nascimento, in arte Pelè, Diego Maradona dovrebbe perdere i titoli che ha vinto “per essere risultato positivo a controlli anti-doping”. ‘O Rei', il fenomeno del calcio che divide con Maradona il primato del più grande di tutti i tempi, in una lunghissima intervista al quotidiano brasiliano “O Estado de S.Paulo”, in cui “celebra” il cinquantenario della conquista del primo titolo mondiale da parte del Brasile, attacca duramente il campione argentino. “Perchè tanti sportivi olimpionici perdono la medaglia quando sono presi ai controlli antidoping e lui no?”, si è chiesto un insolitamente polemico Pelè, che ha ricordato come il suo vero nome, Edson, gli sia stato dato dal padre Dondinho in onore del geniale inventore americano Thomas Edison. “Maradona è stato un ottimo giocatore - ha detto provocatoriamente Pelè sull'ex “Pibe de Oro” - però non dribblava con la gamba destra, non colpiva di testa, quindi non era completo. A me piaceva molto il suo connazionale Alfredo Di Stefano. Era meglio di Maradona. Più completo, più rapido, e segnava piu' gol”. Maradona, campione del mondo a Messico 1986 e vincitore di due scudetti italiani, di una Coppa Italia e di una Coppa Uefa con il Napoli, era risultato positivo per efedrina al controllo anti-doping durante i mondiali di Usa 94. Era poi stato trovato positivo anche a un controllo in Italia, nel 1991, e alla fine della sua carriera in Argentina, entrambe le volte per cocaina. “Per questo ora dovrebbero revocargli i suoi titoli”, ha affermato Pelè, che ha lodato Zico e definito Ronaldo “un buon giocatore, ma niente a che vedere con i fenomeni che hanno indossato la maglia della Selecao in questi anni.

domenica 20 aprile 2008

GRULLI O COGLIONI? SONO ELETTORI E VOTANO, NON SONO SUDDITI DI VELTRONI E BERLUSCONI

Ma perché questi grulli d’italiani hanno votato Berlusconi? I grulli, per intenderci, sono gli elettori coglioni di berlusconiana memoria, quelli che nel 2006 votarono “inspiegabilmente” la sinistra. Ebbene, agli analisti interessati, a quelli che sui giornali “indipendenti” e in televisione non si spiegano il successo di Berlusconi, a quelli che non digeriscono il trionfo della Lega, non capiscono perché gli operai iscritti a Fiom e sindacati confederali hanno dato fiducia al centrodestra, o premiato chi diceva basta alla solidarietà pelosa e tolleranza zero verso clandestini-criminali, basterebbe osservare poche cose essenziali. Ad esempio: nel profondo Nord (Est e Ovest) il Pd ha candidato il falco dei confindustriali Calearo e il figlio del signor Olivetti (il baby-Colaninno). Perché mai la classe operaia avrebbe dovuto votare la sinistra di governo? Potremmo continuare con il disastro rifiuti in Campania. La micro-criminalità dilagante in alcune regioni del Nord. Scrivere della questione morale che in Calabria tocca il centro-sinistra. Ma ci fermiamo ad una semplicissima constatazione: le elezioni sono finite ed è poco equilibrato definire cretini gli elettori solo perché non hanno votato come qualche analista desidera nel 2006 con Berlusconi, nel 2008 con Veltroni. Facciamocene una ragione: è la democrazia. Anche quando sono grulli o coglioni, gli elettori sono i padroni della democrazia e il voto va rispettato. Pure quando risulta indigesto a quegli analisti che si dicono indipendenti.

sabato 19 aprile 2008

CAVE CAVEM DI CHIAIANO, QUALCUNO PENSA DI POTERLE USARE PER L'EMERGENZA RIFIUTI

Se ne parla. Da mesi se ne parla. Nelle cave di Chiaiano, quartiere periferico di Napoli, ci finirà la monnezza di Napoli. Se ne parla. Da mesi se ne parla. Le cave di Chiaiano, molte cave di Chiaiano sono passate di mano. Il signor X ha venduto al signor Y, che a sua volta ha venduto all'azienda Z, che è controllata da un'altra società. Un tourbillon di passaggi di proprietà in poche settimane di cave dismesse che all'apparenza sembrano inutili per qualunque causa e che invece potrebbero tornare utili per stoccare o smaltire rifiuti. Si sa, nell'emergenza "ogni buco è pertuso" dicono a Napoli. Non v'è certezza alcuna, siamo al chiacchiericcio, ma c'è chi è certo che con grande anticipo qualcuno ha fiutato il possibile business della monnezza ed ha investito nell'acquisto di cave. Qualcuno dirà: e che c'è di male? Ah, niente per carità! Ma se i nuovi proprietari hanno cognomi che richiamano alla mente gesta camorristiche e fedine penali lunghe quanto la ferrovia transiberiana credo ci si debba preoccupare, magari porsi il problema. O no?

giovedì 17 aprile 2008

ISOLA DI ISCHIA, CASTELLO ARAGONESE E RISTORANTE COCO'


ISCHIA, IL CASTELLO ARAGONESE DEL BORGO DI CELSA


Quella che vedete è un'altra bella immagine di Ischia Ponte. In questo caso sullo sfondo potete ammirare il Castello Aragonese, isolotto collegato alla terraferma.

ISCHIA, IL CASTELLO ARAGONESE DEL BORGO DI CELSA

Quella che vedete è un'altra bella immagine di Ischia Ponte. In questo caso sullo sfondo potete ammirare il Castello Aragonese, isolotto collegato alla terraferma.

ISCHIA, LO SCORCIO DI UN''ISOLA INCANTEVOLE


Quello che vedete in questa foto è solo uno scorcio di Ischia Ponte. Immagini di rara bellezza che fanno riconciliare chiunque con una regione, la Campania, crocifissa dal disastro rifiuti. In questa isola incantevole della Campania l'emergenza rifiuti non sanno nemmeno che cosa sia.

ISCHIA PONTE, IL BORGO DI ISCHIA PONTE IN TUTTO IL SUO SPLENDORE

Quello che vedete in questa foto è solo uno scorcio di Ischia Ponte. Immagini di rara bellezza che fanno riconciliare chiunque con una regione, la Campania, crocifissa dal disastro rifiuti. In questa isola incantevole della Campania l'emergenza rifiuti non sanno nemmeno che cosa sia.

DISASTRO RIFIUTI: DE GENNARO NON HA RISOLTO IL PROBLEMA, I CAMPANI SPERANO DI POTER CANTARE "MENO MALE CHE SILVIO C'E'"



C'è ottimismo in Campania, fiducia nel fatto che il futuro premier Silvio Berlusconi davvero sarà capace di dare una sterzata in direzione di una risoluzione definitiva dell'annoso problema rifiuti. Un disastro che però non è mai stato risolto. Oggi i soliti beninformati, quelli che avendo qualche ruolo nell'informazione o dovendone assumere uno nel prossimo Parlamento, si affacciano dagli schermi televisivi, e senza aver mai fatto una passeggiata a piedi per la periferia di Napoli o nei comuni del Napoletano e del Casertano, spiegano che la missione di ripulire le strade della Campania affidata a De Gennaro può dirsi compiuta. Evidentemente si parla di due problemi diversi. Io vedo tutti i giorni strade di comuni come Casoria, Casalnuovo, Sant'Antimo, Cercola, Sant'Anastasia e potrei andare avanti con tanti altri nomi di centri delle due province più popolose della Campania ancora sepolti sotto migliaia di tonnellate di spazzatura. Credo che De Gennaro, se e quando andrà via (12 maggio?), potrà essere ringraziato perchè è riuscito ad evitare che il disastro si trasformasse in tragedia. Ma il problema dei rifiuti è lì, in attesa che qualcuno se ne occupi seriamente. In attesa che qualcuno lo risolva, come dicono i politici e i cosiddetti intellettuali a busta paga o meglio a contratto di consulenza ben remunerato dei politici responsabili della sciagura, in maniera strutturale. E allora sotto a Berlusconi. Ma stavolta è davvero l'ultima spiaggia, altrimenti la Campania diventerà davvero "Monnezzopoli".

PANE E CAMORRA: CHI INDAGA SULL'ULTIMO BUSINESS DEI CLAN?


Il business del pane in mano alla camorra non è una novità. Così come non lo è il lavoro d’indagine che da qualche mese stanno effettuando, con discrezione e serietà, i carabinieri del Comando Provinciale di Napoli e gli specialisti del Nas.
Che dietro la vendita abusiva di pane, prodotto in forni di proprietà di personaggi equivoci e comunque spesso in condizioni igieniche che è eufemistico definire disastrose, ci fosse anche la camorra l'ha denunciato a più riprese l’assessore alla provincia di Napoli, Francesco Emilio Borrelli. Che è autore non solo di una segnalazione politica, che lascia il tempo che trova, ma ha fornito agli investigatori indirizzi di panificatori abusivi, video di panificazione abusiva, prove più o meno concrete dei condizionamenti mafiosi nel settore della produzione del pane. Ora, dopo che i carabinieri hanno chiuso oltre 500 forni abusivi negli ultimi otto mesi, denunciato un migliaio di persone e preparato un’informativa alla magistratura napoletana che disegna un settore dove sono pesanti le intromissioni della camorra, si scopre che la polizia sta facendo lo stesso tipo di indagini. Almeno questo è quanto emerge da voci che si rincorrono in via Medina, sede della questura di Napoli, dove più volte è stata vista una giornalista con troupe televisiva del Tg1 che starebbe riprendendo i poliziotti all’opera mentre chiudono forni (già chiusi dai carabinieri) con alla testa il capo della squadra mobile, Vittorio Pisani, che a favore di telecamera risponde alle domande su questo fenomeno inquietante. Delle due l’una, o è solo un’operazione pubblicitaria per lustrare l’immagine della polizia napoletana (che non ne ha bisogno) oppure siamo in presenza dell’ennesimo scarso coordinamento delle iniziative delle forze di polizia sul territorio. Se è vero che i carabinieri già indagano sul fenomeno dei forni abusivi a che serve l’intervento della polizia? Misteri napoletani.

martedì 15 aprile 2008

DISASTRO RIFIUTI, LE PERIFERIE DI NAPOLI E CASERTA ANCORA RIDOTTE AD IMMONDEZZAI


Quelle che vedete sono solo alcune immagini della vergogna in ancora ci si imbatte girando per la periferia di Napoli e Caserta. Con l'aggravante, però, che da qualche settimana a questa parte di emergenza rifiuti non se ne occcupa più nessuno. Prima c'erano televisioni pubblica e private e i giornaloni nazionali, quelli con nomi di editori impuri altisonanti. Oggi non si vede un giornalista in giro nemmeno a pagarlo.

PROSTITUTE AL LAVORO SOTTO CASA DEL SINDACO IERVOLINO E PERSINO DAVANTI AL PORTONE D'INGRESSO DEL PALAZZO DEL TAR IN PIAZZA MUNICIPIO


C’è uno spettacolo poco edificante che Napoli potrebbe, anzi dovrebbe risparmiarsi. Il fenomeno della prostituzione che assume ogni giorno di più proporzioni davvero inimmaginabili ed inquietanti. Chi pensava che il mestiere più antico del mondo fosse esercitato dalle cosiddette mignotte nelle bettole della zona della Ferrovia oppure in qualche loft dell’area flegrea o meglio ancora chissà quale vecchio palazzone signorile di nobili quartieri un po’ decaduti come Posillipo e Vomero, potrà ricredersi facendosi una bella passeggiata dopo mezzanotte nella zona del Porto, via Marina, piazza Municipio. Troverà una puttana ogni 50 metri. Prostitute sistemate in auto parcheggiate su marciapiedi, nelle rientranze di portoni, persino davanti ai cancelli chiusi di edifici pubblici. Donnine di facili costumi che vendono il loro corpo, che esibiscono “la merce” ai clienti da adescare alla luce della luna o della scarsa illuminazione pubblica. Ma dove è possibile assistere all’arte del meretricio? All’incrocio tra via Marina e via Duomo, praticamente sotto casa del sindaco Rosa Russo Iervolino. Davanti al portone d’ingresso del vecchio Hotel Des Londres, sede del Tar, in piazza Municipio. Sempre in zona Municipio, nelle tante strade prospicienti, da via Verdi a via San Carlo, vicino al Regio Teatro ci sono poi i femminielli. In pratica in questi punti, che si trovano a pochi passi dal Comune di Napoli, a pochi metri dalla questura di Napoli e del comando provincia della guardia di Finanza, ci sono decine di prostitute al lavoro. Il lavoro più antico del mondo. E siccome nessuno crede alla favoletta che la camorra non se ne fotte della prostituzione, è più che probabile che queste signore trascorrano la notte ad aspettare (i mariti delle altre) e che magari poi dividano buona parte degli incassi con i magnaccia della malavita.
Ma la prostituzione è reato? E se non lo è più, parcheggiare la vettura davanti al portone del Tar non è forse una violazione del codice della Strada? Intralciare il traffico per contrattare una prestazione sessuale lungo una strada, non è anche questa una violazione? E se tutto ciò davvero non bastasse a chi potrebbe o meglio dovrebbe fare qualcosa per Napoli, il decoro di una città già sputtanata da monnezza e camorra, non è un buon motivo per controllare che cosa ci fanno queste donnine seminude che ogni tanto discutono per strada con maschietti pervertiti sul quantum da pagare per i servizietti offerti? Qui nessuno è tanto fesso da non aver capito che il questore di una città non ha l’appalto per separare il bene dal male, ma controllare almeno la decenza e dividerla dall’indecenza, sarebbe già un buon servizio offerto ai napoletani. E allora?

LE IMMAGINI DI VILLA LUCIA, PROBABILE RESIDENZA DEL PREMIER BERLUSCONI A NAPOLI


SILVIO BERLUSCONI RISIEDERA' A VILLA LUCIA AL VOMERO. IL CONSIGLIO DEI MINISTRO SI FARA' A PALAZZO REALE


Potrebbe essere Villa Lucia, pregevole residenza borbonica ubicata in un magnifico parco verde nel cuore del quartiere collinare del Vomero, la casa napoletana di Silvio Berlusconi. La Villa, appena ristrutturata, è di proprietà di Diana De Feo, giornalista della redazione cultura del Tg1, moglie del direttore del Tg4 Emilio Fede, neo-senatrice eletta proprio in Campania nelle fila del Popolo della Libertà. Non c’è ancora una conferma ufficiale ma è una di quella residenze napoletane che il Cavaliere ama particolarmente e che già alle scorse elezioni voleva acquistare, vedendosi però opporre un cortese ma netto rifiuto dalla signora Fede. La Villa domina l’intera città di Napoli, con vista anche su Ischia, Procida e Capri. È lì che il futuro premier potrebbe stare “tre giorni a settimana”, dove preparerà anche il primo Consiglio dei ministri del suo governo. Riunione che si terrà a Palazzo Reale, in piazza del Plebiscito, con un solo punto all’ordine del giorno: avviare a soluzione il disastro rifiuti in Campania. Anche in questo caso Villa Lucia, verrebbe concessa in comodato d’uso gratuito e non venduta. Quella è casa della famiglia De Feo, ci sono i ricordi d’infanzia e di famiglia della signora Diana, che mai la venderebbe, dopo aver peraltro speso una fortuna per rimetterla in sesto con costosissimi lavori di ristrutturazione che le sono anche costati l’amarezza di una denuncia, poi cassata dai giudici, per presunti lavori eseguiti in maniera difforme. All’epoca, siamo nel 2006, i controlli dei vigili urbani di Napoli, con tempismo degno di peggiore causa, scattarono non appena si seppe in città che Silvio Berlusconi era intenzionato ad acquistare Villa Lucia.

lunedì 14 aprile 2008

ARRESTATO IL PIRATA DELLA STRADA CHE HA UCCISO IL TECNICO DELLA SEDE RAI DI NAPOLI

Ha 29 anni, non ha un’occupazione stabile, fa lavoretti saltuari, ed è sotto choc. Dopo aver negato ha ammesso di essere il pirata della strada che domenica mattina, alle 9, ha investito ed ucciso il 50enne Salvatore Laureto, tecnico della sede Rai di Napoli. Ai carabinieri che lo interrogavano ha detto tra le lacrime: “Mi sono fermato, ho visto che non si muoveva più a terra, sono stato preso dal panico e sono scappato” è la confessione dell’uomo che ora è in carcere accusato di omicidio colposo e omissione di soccorso dal magistrato della procura di Nola titolare dell’inchiesta.
I carabinieri sono riusciti a rintracciarlo grazie ad alcune testimonianze anonime ed alle immagini di queste telecamere di sorveglianza. Le ammaccature, il deflettore e il paraurti rotti e le macchie di sangue trovate sulla Matiz di colore grigio che non è di proprietà dell’uomo indagato sono compatibili con il tragico impatto mortale verificatosi lungo questa strada che collega San Giorgio A Cremano a San Sebastiano al Vesuvio, nel Napoletano. La vettura, sotto sequestro, è di proprietà dello zio dell’arrestato. Per fotuna ha tutti i documenti e assicurazioni in regola. E’ la prova principe che secondo i carabinieri, assieme ad altri indizi e certezze, inchioda il 29 enne alle sue responsabilità.

domenica 13 aprile 2008

IN MIGLIAIA AI FUNERALI DI GIANNI, IL 17ENNE SCHIACCIATO SOTTO LE RUOTE DI UN CAMION MENTRE TENTAVA DI SEDARE UNA RISSA TRA AMICI

Una folla di parenti ed amici di Giovanni, il 17enne travolto e ucciso da un camion a Torre del Greco, dopo aver tentato di sedare una rissa tra alcuni compagni di scuola, si è radunata nell'oratorio San Domenico Savio di Ercolano, per assistere ai funerali celebrati dal parroco, don Pasquale Incoronato, amico di vecchia data della famiglia. C'era uno striscione, collocato a pochi metri da luogo dei funerali, con su scritto:"Per sempre nei nostri cuori, ciao Gianni". Quel Gianni che non potrà più ritornare, quel ragazzo rimasto ucciso tragicamente e che ora vede cinque dei suoi amici indagati.

FORCELLA, QUARTIERE DI CAMORRA E CONTRABBANDO. DOPO LA FUGA DI DON MEROLA I PICCIOTTI DI MALAVITA INFESTANO I VICOLI E MINACCIANO ANCHE I GIORNALISTI

Non c'è peggior cieco di chi non vuole vedere. E non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire. Basta andare per i vicoli di Forcella per scoprire che le cose sono nuovamente cambiate. Il sogno di riscattarsi, affrancarsi dalla camorra è svanito, s'è squagliato come la neve al sole. La camorra è di nuovo regina del quartiere, i suoi picciotti si fanno vedere dappertutto. Carabinieri e poliziotti, da quando Don Luigi Merola se n'è dovuto andare, non si vedono più. E così tornano le bancarelle del contrabbando di sigarette. Si spaccia cocaina e kobrett alla luce del sole. Non c'è bisogno di fare particolari denunce per svelare la gravità della situazione. Basta fare una passeggiata per il quartiere per scoprire quello che si vuole negare.

sabato 12 aprile 2008

A CHI VA IL VOTO DELLA CAMORRA? SANTI, VERGINELLE E I COSIDDETTI ESPONENTI DELLA SOCIETA' CIVILE SI SQUAGLIANO NELLE URNE

Piaccia o no, la camorra vota. In Campania, poi, dove l'election day prevede anche il rinnovo di sei comuni sciolti per infiltrazioni camorristiche, l'attenzione per come si svolgeranno le operazioni di voto è sicuramente maggiore. Certo, a giudicare dalla composizione delle liste elettorali in alcuni di questi comuni, c'è poco da stare allegri. Ma è la democrazia, bellezza! Comuni sciolti per camorra, purtroppo, non sempre ha poi significato condanne per quei politici o funzionari comunali giudicati collusi o comunque in rapporti stretti con clan della camorra. Ed ecco dunque che riappaiono, più forti e più collusi di prima, quei politici che invece di essere espulsi dai partiti dal meccanismo democratico del consenso vengono riproposti in lista. E vengono eletti. Eletti perchè, come spiega con una semplicità impressionante un carissimo amico (Vincenzo Coppola, direttore di Canale 9), la cosiddetta società civile alla quale demandiamo sempre un compito quasi salvifico quando le cose vanno come vanno (e cioè uno schifo), non sono altri che uomini e donne che rappresentano la faccia (ri)pulita di certi delinquenti che diventano sindaci, consiglieri comunali, deputati, senatori. Vi prego, martedì 15 aprile, quando aprirete i giornali e leggerete i nomi degli eletti (di tutti gli schieramenti, nessuno escluso), fatemi sapere che cosa vi suggerisce il vostro stomaco. Ah, un consiglio: la lettura fatela prima di mangiare.

venerdì 11 aprile 2008

RIFIUTI PERICOLOSI, SEQUESTRATI IN ALTA IRPINIA CINQUE CARICHI PERICOLOSI. CINQUE PREGIUDICATI NAPOLETANI DENUNCIATI E RISPEDITI NEI COMUNI DI ORIGINE


I carabinieri di Chiusano S. Domenico, nell'Avellinese, nel corso di specifici controlli, hanno intercettato, in due diverse occasioni lungo la statale Ofantina bis, due autocarri che trasportavano in sovraccarico rifiuti speciali e di risulta, tra cui materiale ferroso e batterie per auto esauste. A bordo degli automezzi c'erano cinque pregiudicati provenienti dal salernitano e dal napoletano, ai quali venivano contestate gravi irregolarità e violazioni in relazione al trasporto ed alla raccolta non autorizzata di rifiuti pericolosi e nocivi e pertanto venivano deferiti in stato di libertà per aver effettuato la raccolta ed il trasporto di rifiuti pericolosi senza le prescritte autorizzazioni. I veicoli e tutto il materiale per un peso complessivo di oltre 40 quintali del valore di oltre 120 mila euro venivano sottoposti a sequestro.
Infine, considerati i numerosi precedenti penali a carico delle persone fermate, i carabinieri ne hanno anche proposto il foglio di via obbligatorio, in modo da impedirne altre future trasferte in alta Irpinia.

TORRE DEL GRECO, 17ENNE SCHIACCIATO DA UN CAMION PER SEDARE UNA RISSA TRA I SUOI COMPAGNI DI LICEO


Il reato contestato sarà quello di omicidio preterintenzionale. E’ questa l’ipotesi di reato su cui lavorano i magistrati della procura di Torre Annunziata. E potrebbero essere almeno tre i ragazzi indagati per la morte del 17enne di Ercolano spinto sotto un camion per aver tentato di mettere pace tra alcuni sui amici studenti del Liceo Nobel di Torre del Greco. Ma il quadro investigativo non è ancora del tutto chiaro anche perché sono tante le contraddizioni che emergono dagli interrogatori sia dei ragazzi che litigavano che di quelli che hanno poi assistito alla terribile tragedia. Quanto all’autista del camion che ha investito il 17enne, l’incriminazione potrebbe essere quella di omicidio colposo.

MADRE E FIGLIO DI 10 ANNI INVESTITI E UCCISI A SCAMPIA, IL CONDUCENTE DELLA VETTURA RISCHIA IL LINCIAGGIO


Angela De Rosa, 52 anni, e il figlio Umberto, di 10 anni, sono le ultime vittime del terribile incidente mortale di Scambia, quartiere alla periferia nord di Napoli. Madre e figlio sono stati investiti e uccisi in viale della Resistenza, a pochi passi da un mercatino rionale, da Ciro De Angelis, uomo di 39 anni, che ha rischiato anche il linciaggio. Al De Angelis la patente era stata ritirata nello scorso mese di marzo in quanto, da un controllo dei vigili urbani, era emerso che l'auto era priva di assicurazione e non revisionata.

MADRE E FIGLIO INVESTITI E UCCISI MENTRE ATTRAVERSANO LA STRADA NEL QUARTIERE DI SCAMPIA, AUTOMOBILISTA SALVATO DAL LINCIAGGIO

Angela De Rosa, 52 anni, e il figlio Umberto, di 10 anni, sono le ultime vittime del terribile incidente mortale di Scampia, quartiere alla periferia nord di Napoli. Madre e figlio sono stati investiti e uccisi in viale della Resistenza, a pochi passi da un mercatino rionale, da Ciro De Angelis, uomo di 39 anni, che ha rischiato anche il linciaggio. Al De Angelis la patente era stata ritirata nello scorso mese di marzo in quanto, da un controllo dei vigili urbani, era emerso che l'auto era priva di assicurazione e non revisionata.

"MONNEZZOPOLI-LA GRANDE TRUFFA" PRESENTATO DA GUIDA A PORT'ALBA DA ENZO COPPOLA E LUIGI NECCO


C'era l'editore di Monnezzopoli, Tullio Pironti, Mario Guida, padrone di casa e animatore del cenacolo culturale di Port'Alba, e un po' di gente interessata alla problematica dei rifiuti e l'autore del libro "Monnezzopoli - La Grande Truffa", Paolo Chiariello. A moderare e a partecipare al dibattito c'era un ironico, sardonico Luigi Necco, e il direttore di Canale 9, Enzo Coppola. Chi pensava alla solita serata "pallosa", spesa tra letture di testi e chiacchiere in libertà, s'è dovuto alfine ricredere, perchè l'argomento (la monnezza) e la verve di Coppola e Necco hanno animato serata e dibattito.

MONNEZZOPOLI SBARCA SULLA WEB TV ROMANEAPOLIS

C'è un bel servizio ed alcuni approfondimenti sul caso Monnezzopoli e sui risvolti negativi determinati dall'emergenza rifiuti. La Campania, però, come spiegano giustamente i colleghi Katiuscia Laneri ed Espedito Pistone, non è solo monnezza e i campani stanno bene in salute. Vi segnalo lo speciale http://www.romaneapolis.tv?content_id=178
E vi segnalo anche la Web Tv. Non è male web tv: romaneapolis

CONSEGNATE AL QUIRINALE 630 TESSERE ELETTORALI DI CITTADINI DI MARIGLIANO CHE CONTESTANO L'APERTURA DELLA DISCARICA


L’unica cosa certa è che a Marigliano, comune del Napoletano, almeno 630 cittadini non eserciteranno il diritto al voto. Le loro tessere elettorali, infatti, sono state consegnate al Quirinale da una delegazioni di cittadini dei comitati civici antidiscariche.
La loro è una provocazione, una forma di protesta estrema che hanno deciso di attuare da quando nei mesi scorsi il prefetto Gianni De Gennaro, commissario straordinario all’emergenza rifiuti, scelse di realizzare un sito di stoccaggio provvisorio dei rifiuti. Quel sito sta accogliendo già da una quindicina di giorni rifiuti impacchettati provenienti dai centri di tritovagliatura della spazzatura, dopo le contestazioni ed anche gli scontri dei primi giorni. A Marigliano in pochi hanno digerito quella decisione, letta come l’ennesima mortificazione, un affronto ad un comprensorio già devastato da discariche legali e illegali, dove i cittadino sono però tra i più virtuosi d’Italia. Nell’area Nolana, infatti, la raccolta differenziata dei rifiuti si aggira mediamente sul 50 per cento. E certo non si aspettavano in regalo dalle istituzioni che si occupano dell’emergenza rifiuti, la realizzazione di un’altra discarica.

CASERTA, SCARPE DELLA TOD'S CONTRAFFATTE: MAXI-SEQUESTRO DELLA GUARDIA DI FINANZA


Merce contraffatta: prosegue senza sosta la lotta delle Fiamme Gialle di Caserta. A distanza di pochi giorni dall’ultimo sequestro di un laboratorio artigianale, attrezzato per la produzione su vasta scala di scarpe contraffatte del marchio Hogan, le Fiamme gialle hanno individuato un nuovo laboratorio-deposito attrezzato per l’illecita attività manifatturiera. Si tratta di un immobile di circa 300 metri quadrati a San Marcellino,nel Casertano, al cui interno vi erano numerose attrezzature per la produzione di calzature. I finanzieri militari hanno sequestrato i macchinari ad alta tecnologia utilizzati per la produzione su scala industriale di scarpe contraffatte della Hogan, centinaia di scarpe già pronte per essere immesse sul mercato, oltre centomila semilavorati ed accessori, nonché 3 clichè della Hogan in ottone. Sul luogo delle operazioni è intervenuto anche l’Ispettore Commerciale della Tod’s Spa, proprietaria e distributrice del marchio Hogan che ha evidenziato anche l’altissima qualità dei prodotti in sequestro e, quindi, l’elevato rischio di una loro immissione nei regolari canali di vendita, in danno degli ignari acquirenti. In effetti l’accuratezza della riproduzione della merce falsa era destinata a poter facilmente trarre in inganno i consumatori circa la genuinità delle scarpe. Nel corso del blitz sono stati sorpresi anche 15 lavoratori in nero (uomini e donne), di nazionalità italiana, intenti alla produzione delle scarpe contraffatte.

C’era la regia dei gruppi ultrà e dei clan della camorra dietro la guerriglia scatenata a Pianura all’epoca delle contestazioni antidiscarica. Più che un sospetto è la certezza che i magistrati della Direzione distrettuale antimafia di Napoli hanno acquisito in questi mesi di indagini che hanno portato all’identificazione di una ventina di persone indagate nell’ambito di un procedimento penale che promette clamorosi sviluppi. Per gli inquirenti, infatti, il clima di guerriglia nel quartiere non era il frutto avvelenato della rabbia della gente perbene per la riapertura della discarica, ma un piano orchestrato a tavolino da chi preparava regolamenti di conti con le forze dell’ordine (i gruppi ultrà) e chi invece voleva tranquillità nel quartiere per poter continuare a costruire abusivamente e a utilizzare illegalmente discariche dove venivano sotterrate sostanze d’ogni tipo. I magistrati stanno raccogliendo prove sugli scontri con le forze dell’ordine. Su come il quartiere fu messo a ferro e fuoco. Sugli attentati incendiari e le devastazioni di autobus dell’Azienda napoletana di mobilità. Sulla distruzione di mezzi dei vigili del fuoco e il sabotaggio di ambulanze. Sul danneggiamento e il saccheggio di un distributore di benzina di proprietà di un parente di un politico reo di non aver detto no alla discarica. Insomma, i magistrati stanno riscrivendo, con tanto di prove, la storia delle proteste anti-discarica di Pianura. Proteste roventi in buona parte condotte in prima linea, a viso aperto, da gente onesta, da quanti in maniera dura ma pacifica diceva no alla riapertura di una discarica che aveva già ricevuto per decenni oltre 20 milioni di metri cubi di rifiuti, ma negli occhi di tanti sono rimaste le immagini dei tanti incappucciati che usavano le contestazioni contro la riapertura della discarica per mettere in pratica tecniche di guerriglia contro uomini in divisa.

QUARTIERE DI MIANO, FOTOROMANZO IN CLASSE PER DIRE NO ALLA CAMORRA E ALLA VIOLENZA


In tempi di Internet e You Tube, il mezzo è sicuramente un po’ retrò, un fotoromanzo, ma per i ragazzi della scuola media napoletana “Salvo D’Acquisto” del quartiere di Miano, è lo strumento migliore per leggere la difficile realtà in cui vivono.
Fotoromanzo e fumetto in classe hanno reso più interessante l’attività didattica ed aiutano i ragazzi a studiare la storia, ma anche a capire meglio il presente e il futuro nel loro quartiere, dove da anni è in corso una sanguinosa faida di camorra e dove la legalità è una chimera.
I messaggi dei fotoromanzi sono di ripudio della camorra, di denuncia delle estorsioni, di contestazione radicale di ogni forma di illegalità. Basta leggerle le storie: ragazzini che denunciano i boss della camorra, il giovane che aiuta la madre a ribellarsi allo strozzino e altre storie del genere.

mercoledì 9 aprile 2008

PRODI-SINISTRA ARCOBALENO, LA BATTAGLIA POLITICA E LEGALE SULL'INCENERITORE DI ACERRA SI SPOSTA A BRUXELLES



La denuncia è politica, prim’ancora che penale. Una cosa è certa però: qualcuno ne uscirà con le ossa rotte dalla strana vicenda della costruzione del termovalorizzatore di Acerra. L’Ordinanza del premier Romano Prodi di consentire l’incenerimento nel costruendo impianto di Acerra anche di quelle ecoballe che i magistrati napoletani, Giuseppe Noviello e Paolo Sirleo, hanno definito con tanto di certificati di laboratorio eco-truffe, è andata di traverso al sindaco della cittadina a nord di Napoli, Espedito Marletta. Da qui la presentazione di un esposto all’Unione Europea e la denuncia politica di un comportamento non corretto da parte di Prodi. A dare man forte al sindaco, di Rifondazione comunista- Sinistra Arcobaleno, ora ci sono anche i due eurodeputati della Sinistra, Roberto Musacchio e Monica Frassoni, che stanno seguendo l’iter dell’esposto-denuncia a Bruxelles. Il senatore Tommaso Sodano, presidente della commissione Ambiente in questa legislatura chiusa in anticipo, non ha usato toni concilianti nel definire il provvedimento di Prodi: “Era ed è un regalo alla Impregilo, la società messa sotto inchiesta dalla Procura di Napoli e ritenuta assieme a Bassolino responsabile dello sfascio e del caos nel settore dei rifiuti”. Se e come il provvedimento potrà in qualche modo incidere nel prosieguo del processo in atto per il disastro ambientale di questi 15 anni è ancora presto per dirlo. Una cosa è certa, la partita tra la politica e la magistratura sullo sfascio nel settore dei rifiuti e sul colossale business illegale che c’è dietro, è ancora tutta aperta.

D'ALEMA CERCA VOTI A BAGNOLI E PROMETTE DI PORTARE A NAPOLI L'AMERICAS CUP. MA ALINGHI HA SCELTO PER DUE VOLTE VALENCIA


Un miliardo di euro. A tanto ammontano le risorse finora stanziate per la bonifica di Bagnoli, l’ex area della siderurgia e dell’industria pesante di Napoli. La riqualificazione della zona a nord ovest di Napoli, lo sviluppo per fini turistici dopo anni di industrializzazione, è il sogno, l’aspirazione di una città intera finora repressa per motivi di beghe politiche locali e nazionali. Beghe dietro le quali si nascondono gli affari legati agli appalti per le opere pubbliche da mettere in cantiere nei prossimi anni. In campagna elettorale, non potevano mancare le passerelle dei politici, sulle macerie di Bagnoli. La promessa, da destra come da sinistra, è sempre la stessa: faremo la bonifica, Bagnoli diventerà una cittadella del turismo. Anche Massimo D’Alema, vicepremier e ministro degli Esteri, non ha voluto far mancare la sua voce sul futuro di Bagnoli, dove è andato in visita. Perché Bagnoli è ancora all’anno zero per quel che riguarda la bonifica? Che fine hanno fatto i progetti per la riqualificazione? Dove sono le risorse? “E’ stato il centro destra a ostacolare i progetti di sviluppo, a creare problemi, a rallentare le erogazioni di fondi. E fu sempre la destra, in particolare An, a impedire che si portassero i materiali inerti della bonifica nella cava di Formia, ritardando ulteriormente i tempi” è la spiegazione di D’Alema al fallimentare iter della bonifica. A Roma e in Campania governa il centro-sinistra, ma la colpa è del centrodestra. C’è speranza che si faccia finalmente qualcosa per riprendere un cammino interrotto? Ai giornalisti che gli ponevano questa domanda D’Alema ha risposto: “non ho affatto perduto la speranza che qui si possano ospitare un giorno grandi competizioni di vela, come l’America’s Cup, avendo come cornice naturale non solo Napoli ma anche le isole del Golfo”. Un domani, però, perché per il momento il detentore della Coppa, lo svizzero Alinghi, ha scelto per la seconda volta consecutiva, Valencia.

DIOSSINA NELLA MOZZARELLA? L'ALLARME ERA UNA BUFALA CHE HA PROVOCATO DANNI AL SETTORE LATTIERO-CASEARIO PER 80MILIONI DI EURO

Arrivano i primi risultati degli esami di laboratorio per capire se la mozzarella di bufala campana è avvelenata dalla diossina. I test sono stati eseguiti in un laboratorio di Amburgo, in Germania, così come richiesto dall’Unione Europea che ha preteso controlli random fatti anche da strutture sanitarie non italiane. Ebbene, in 17 casi su 50, i test eseguiti in Germania hanno accertato l’assoluta genuinità del latte usato per produrre la mozzarella col marchio dop campano. Gli altri 33 campioni di latte verranno controllati sempre ad Amburgo nei prossimi giorni. Questi primi controlli, in ogni caso, consentono al settore lattiero caseario campano di tirare un primo sospiro di sollievo, dopo alcune settimane di amarezze. Infatti, una volta resi noti i test, sono stati dissequestrati i primi 30 allevamenti di bufale e una sessantina di caseifici potranno tornare a produrre mozzarella. Si tratta di quei caseifici che erano stati precauzionalmente fermati dai carabinieri del Noe per eseguire indagini sanitarie mirate. Insomma tanto rumore per nulla, anche se resta tutta l’amarezza per la psicosi da diossina nel latte che ha procurato danni economici ingentissimi ad uno dei comparti economici più importanti della regione Campania. I danni sinora accertati al solo settore lattiero caseario regionale dall’inizio della crisi ad oggi sono stimati in almeno 80 milioni di euro. Governo e assessorato regionale all’agricoltura hanno però intenzione di intervenire con aiuti diretti ed indiretti al comparto duramente ed ingiustamente colpito da blocchi alle esportazioni immotivati e dai mancati acquisti da parte dei consumatori impauriti dalle notizie apparse sui media internazionali e nazionali. Da questi primi dati, in effetti, sembra avere ragione chi denunciava la sproporzione dell’allarme lanciato rispetto ai reali rischi sanitari legati alla presenza di diossina nella mozzarella campana. In ogni caso per una visione globale della situazione occorrerà attendere ancora qualche giorno. Giusto il tempo che anche i laboratori di Teramo, Bologna e Porto Marghera assieme a quello di Amburgo ultimino i loro controlli. Solo allora sapremo fino a che punto è stato lecito lanciare o comunque favorire l’allarme diossina sui mezzi d’informazione.

MANIFESTO SELVAGGIO, ECCO COME HANNO RIDOTTO LA CITTA' GLI ESPONENTI DEL PARTITO DEI ZOZZONI TRASVERSALI

A nulla servono i cosiddetti spazi elettorali, quelle lamiere messe in ogni angolo della città dal Comune per consentire ai partiti e ai loro candidati di bersagliare i poveri elettori con i loro slogan ricchi di luoghi comuni, con poche idee e spesso anche confuse. Alla fine le facce dei candidati, le loro poche idee, le loro manifestazioni, ce le vediamo sempre appiccicate nei luoghi più impensati: palazzi, monumenti, chiese, pensiline degli autobus, edifici pubblici, all'esterno di bar e cessi pubblici, ovunque si possa illegamente affiggere un pezzo di carta elettorale. Per fortuna c'è chi pensa a ripulire la città anche dallo scempio che ad ogni consultazione elettorale il partito dei zozzoni trasversale attua in maniera sistematica.

martedì 8 aprile 2008

BASSOLINO TIRA FUORI LE RISORSE PER ALLESTIRE LE DISCARICHE DI SAVIGNANO E SANT'ARCANGELO E PER COMPLETARE IL TERMOVALORIZZATORE DI ACERRA





Vertice a palazzo Santa Lucia tra il presidente della Regione Campania Antonio Bassolino e il commissario per l'emergenza rifiuti Gianni De Gennaro. Si è fatto il punto sull’emergenza e De Gennaro ha illustrato al Governatore lo stato dei lavori di allestimento delle discariche di Savignano Irpino, nell’avellinese, e Sant'Arcangelo Trimonte, nel Beneventano. L’apertura in tempo brevi delle due discariche consentirebbe, con una rapida ed efficace realizzazione di altre infrastrutture nel ciclo dei rifiuti, di traghettare la regione fuori dalla più lunga ed acuta crisi nel settore dei rifiuti. De Gennaro ha chiesto a Bassolino un ulteriore sforzo economico, per la precisione si è discusso di un sostegno della Regione per circa 15 milioni di euro al Commissariato. Bassolino ha ovviamente confermato la piena disponibilità e ha dato mandato agli uffici regionali di effettuare celermente tutte le procedure necessarie per stanziare i fondi richiesti da De Gennaro. Risorse che si vanno ad aggiungersi a ulteriori 20 milioni che la Regione proprio in queste ultime settimane, sta mettendo a disposizione sempre del Commissariato di Governo per la realizzazione dell'impiantistica necessaria all’uscita dall'emergenza. Insomma si lavora alacremente per accelerare la realizzazione degli impianti necessari al completamento del ciclo industriale dei rifiuti. In questa direzione vanno i 25 milioni di euro stanziati a favore del commissario liquidatore della struttura emergenziale, il prefetto Goffredo Sottile, che dovrebbe impiegarli per completare il termovalorizzatore di Acerra. Mentre altri 75 milioni serviranno per il realizzare il termovalorizzatore di Salerno. Così come altri 100 milioni saranno utilizzati per finanziare i piani per la raccolta differenziata dei comuni campani.

EL PAIS E FINANCIAL TIMES: ISCHIA E' BELLISSIMA


El Pais scopre Ischia: "Una bellissima e scoscesa isola termale". Il Financial Times svela le bellezze di Napoli. Non capita più così spesso che qualche giornalista straniero decanti le meraviglie della Campania. E' successo però che grazie al ministro degli Esteri, Massimo D'Alema, in campagna elettorale in Campania, dove è capolista alla Camera dei Deputati, alcuni giornalisti sono arrivati in Italia (a gratis), hanno soggiornato in alcuni alberghi a cinque stelle ed hanno avuto la carineria di scrivere qualcosa di buono che questa regione offre sui loro giornali. Insomma dopo il "monnezza tour" organizzato tempo fa dall'Assise di Palazzo Marigliano sui luoghi del disastro con i rappresentanti della stampa estera, riprendono i Grand Tour sui luoghi delle bellezze. Che cosa è cambiato? Niente! La monnezza c'era prima e c'è ancora oggi in Campania. Ischia era meravigliosa e senza monnezza prima e lo è ancora oggi. Il centro antico di Napoli era pulito prima e lo è anche oggi. E' tutto il resto della provincia di Napoli e il Casertano che facevano schifo prima e fanno schifo ancora oggi. Nonostante i tour guidati dal ministro D'Alema. Ma facciamoci coraggio, prima o poi "adda passà 'a nuttata".

domenica 6 aprile 2008

MONNEZZOPOLI SBARCA NEL NORD-EST, IL LIBRO-VERITA' SULLO SCANDALO DEI RIFIUTI PRESENTATO A BASSANO DEL GRAPPA


Un pubblico attento e preparato quello che ha fatto da cornice al primo appuntamento del ciclo "Incontri senza censura" organizzato dalla libreria "La Bassanese" di Bassano del Grappa. "Monnezzopoli" di Paolo Chiariello è stato il primo libro presentato: ovvero il Sud che incontra il Nord-est. Le ragioni di una crisi che ha messo in ginocchio la Campania e che ha provocato seri danni d'immagine sono stati analizzati dallo scrittore-giornalista napoletano in un dibattito serrato con il folto pubblico che ha occupato la galleria teatro degli incontri. Chiariello ha spiegato la grande truffa dei rifiuti a Napoli e in tutta Italia, quali sono le vere responsabilità e quale parte ha avuto il Nord nell'intera vicenda. Dopo il successo nella serata che ha unito di più l'Italia grazie al libro del giornalista di Sky- Tg 24 Paolo Chiariello, il ciclo inaugurato alla Bassanese, fortemente voluto da Marco Bernardi -Direttore della libreria che è una delle più rinomate dell'intero Nord-est-, prosegue con altri appuntamenti di altissimo livello. Nell'arena della galleria di Bassano, davanti ai lettori, si alterneranno gli autori di altri best-sellers scomodi: si discuterà di transessualità con Maurizia Paradiso, di '68 senza censura con Marcello Veneziani. Tonina Pantani parlerà della morte di suo figlio Marco, il pirata del nostro ciclismo. Non mancherà una serata su un argomento particolarmente controverso: le stigmate di Padre Pio. Santo o piccolo chimico? Altro argomento di grande attualità: Aldo Moro, l'inchiesta sul delitto a trenta anni dalla morte dello statista. Se ne discute a La Bassanese con Toni Capuozzo e Sandro Provvisionato, ideatori e conduttori del programma Terra! di Canale 5. Più di 20 incontri ad alta tensione e...senza censura. Per chi volesse saperne di più o partecipare agli appuntamenti: http://www.labassanese.com/

DUPLICE OMICIDIO BARRA, ANCORA IN FUGA GLI ASSASSINI


E' ancora caccia aperta agli assassini di Barra. La squadra omicidi conosce nomi e nascondigli dei killer che l'altra sera hanno ammazzato i fratelli Vincenzo e Mariano Capasso. A rivelare la loro identità è stato il diciassettenne Vincenzo Capasso un istante prima di morire. Nelle prossime ore i presunti assassini potrebbero essere acciuffati o potrebbero costituirsi per chiarire la loro posizione.

sabato 5 aprile 2008

IN FUGA I KILLER DEI FRATELLI DI BARRA, LA POLIZIA SCIENTIFICA INCHIODA GLI ASSASSINI ANCHE GRAZIE ALLA TESTIMONIANZA DI UNA DELLE VITTIME

Prima di entrare in camera operatoria, ha fatto alla polizia i nomi degli assassini. Lui non potrà più testimoniare perchè è morto, ma le parole del 17enne Mariano Capasso, costituiscono un elemento prezioso per gli investigatori della squadra mobile che indagano sul duplice omicidio avvenuto a Barra, alla periferia orientale di Napoli. Nell'agguato di via Serino sono stati ammazzati Mariano Capasso, incensurato, e il fratello Vincenzo,
21 anni, pregiudicato. Vincenzo morto all'istante, colpito dai proiettili alla testa, il fratello minore, pur gravemente ferito da colpi di pistola al torace e al bracciodestro, avrebbe invece avuto quegli attimi di lucidità per svelare alla polizia i nomi degli autori dell'agguato. Un duplice omicidio che ha per gli investigatori una chiara matrice camorristica.
I due giovani, residenti nel vicino quartiere di Ponticelli, sarebbero stati visti litigare con alcune persone in un cortile davanti a un'abitazione tra le case popolari di una zona ritenuta dalle forze dell'ordine roccaforte del clan Aprea. Una lite, forse per motivi di droga o per uno sgarro, prima dell'omicidio. Mariano Capasso era incensurato mentre il fratello Vincenzo aveva precedenti per lesioni personali, stupefacenti e rapina.
La polizia scientifica ha eseguito oggi un sopralluogo (nelle immagini potete vedere gli agenti all'opera ) nell'abitazione in via Serino di Lena Aprea, sorella dei boss del clan camorristico di Barra e moglie di Ciro Prisco, indicato come "reggente" dell'organizzazione camorristica . E' in questa strada che si è svolta parte dell'azione criminale. A dimostrarlo sarebbero le tracce di sangue rilevate nel corso degli accertamenti. Il coinvolgimento del clan appare dunque certo per gli inquirenti. Dal sopralluogo in corso emerge dunque che i due giovani - che forse svolgevano attività illecite per conto degli Aprea - si trovavano proprio nell'abitazione di Ciro Prisco, marito di Lena Aprea, nell'imminenza del duplice omicidio. Prisco è da ieri sera irreperibile. Sua moglie, invece, interrogata dalla polizia, ha sostenuto di non essere in casa al momento dei fatti.

ARIANO IRPINO, TOPI IN CLASSE PER NON ESSERE INTERROGATO: 17ENNE DENUNCIATO DAI CARABINIERI E CONDANNATO DAL PRESIDE A RIPULIRE L'ISTITUTO

Topi in classe per marinare le lezioni. La trovata aveva già funzionato altre volte. Fino a quando i carabinieri della Compagnia di Ariano Irpino, non hanno pescato lo studente monello e l'hanno denunciato alla procura presso il Tribunale per i Minori di Napoli. Si tratta di un diciassettenne, che aveva introdotto alcuni topi nelle classi dell’istituto comprensivo di Scuola Superiore per non far svolgere le lezioni. Era impreparata e temeva di essere interrogato. I militari sono risaliti all’autore della bravata dopo essere stati allertati dagli alunni e dai professori della scuola. I topolini erano stati trovati all’interno in uno scatolone e nel cestino gettacarte. Erano troppo piccoli per essere finiti lì da soli. A quel punto è bastato raccogliere un po' di testimonianze, studiare gli attimi precedenti l’ingresso degli alunni per lo svolgimento delle lezioni e ricostruire l’intero accaduto. Così hanno scoperto che il diciassettenne aveva acqusitato i quattro topolini la sera prima e li aveva portati nella scuola chiusi in un sacchetto di carta. Il giovane, che si è detto già pentito, dovrà rispondere di interruzione di servizio pubblico. Il preside dell’Istituto, inoltre, dopo un consiglio straordinario dei docenti, ha disposto a carico dell’alunno la sospensione dall’attività scolastica con obbligo di frequenza per cinque giorni, nonchè un periodo da determinare in cui il ragazzo dovrà collaborare a effettuare le pulizie all’interno dell’Istituto e nelle aree esterne, dove dovrà preoccuparsi anche di derattizzazione. Una punizione esemplare che è piaciuta anche ai genitori del ragazzo, che hanno giudicato la punizione un buon mezzo di correzione.

VECCHIETTA SALERNITANA RIVELA: HO VENDUTO 14 MIEI FIGLI

I figli? "Li ho venduti". Nel corso degli anni, 14 dei suoi 15 figli li ha venduti a coppie che non ne avevano perchè, ha confessato ai carabinieri, voleva garantire loro un futuro migliore piuttosto che farli vivere nelle baracche di latta dove ancora abita, nonostante l'età e gli acciacchi. Le rivelazioni choc sono di Caterina Annarumma, 70 anni, di Angri (Salerno) dopo che i carabinieri della compagnia di Nocera Inferiore sono risaliti a lei e a far luce sul fatto, interpellati da una delle figlie cedute alla ricerca della verità.

Ultimissime

IL TESORO DEI CASALESI TROVATO DALL’ANTIMAFIA IN TRANSILVANIA

Sono due fratelli. Sono  originari di Aversa, bellissima città che conobbe i suoi fasti in epoca di dominazione normanna. Si chiamano Nìcola...