lunedì 12 marzo 2012

E A DUBAI L'AL ALHI, LA SQUADRA DI FABIO CANNAVARO, BATTE L'AL WASL, QUELLA DI DIEGO

Niente finale di Etisalat Cup per l'Al Wasl: la formazione allenata da Diego Armando Maradona e' stata battuta per 1-0 dall'Al Alhi, squadra in cui Fabio Cannavaro ricopre il ruolo di dirigente. Il gol decisivo e' stato siglato da Khalil. "Mi dispiace molto per il mio amico Diego Maradona, ma la mia squadra Al Ahli e' in finale", il commento di Cannavaro su Twitter.

MARADONA VS FISCO, AGENZIA DELLE ENTRATE: NESSUN CONTATTO COL CAMPIONE ARGENTINO

Nessun incontro in vista tra Maradona (o il suo legale) e il direttore dell'Agenzia delle Entrate, Attilio Befera. Nessun contatto, inoltre, sarebbe al momento in corso con i vertici di Equitalia che stanno gestendo il recupero del credito vantato dallo Stato italiano nei confronti del campione, che si aggirerebbe ora attorno ai 40 milioni di euro. E' quanto si apprende da fonti dell'amministrazione finanziaria che seguono da vicino la vicenda del Pibe de Oro.
Il campione ha con il fisco italiano un forte ''debito'' dovuto agli accertamenti fiscali del passato. Nel 2010, quando gli e' stato pignorato da Equitalia l'orecchino con diamanti che poi e' stato venduto all'asta per 25.000 euro, l'erario vantava nei suoi confronti crediti per circa 37 milioni di euro: 13 milioni di imposte e il rimanente per interessi e sanzioni. Il debito e' pero' lievitato di 3.000 euro al giorno per gli interessi e ora l'ammontare complessivo si aggirerebbe - secondo quanto si e' appreso - attorno ai 40 milioni di euro. Bocche cucite negli ambienti dell'amministrazione finanziaria sull'ultimo intervento del calciatore, ma - come e' avvenuto nel passato - e' facile comprendere che difficilmente ci potra' essere un trattamento diverso da quello di altri contribuenti. Equitalia lo aveva gia' ufficialmente detto nell'ottobre 2010, quando i tifosi - e anche il calciatore Salvatore Bagni (''verra' senza orecchino ed orologio cosi' non possono pignorargli niente'') - avevano cercato di organizzare allo Stadio San Paolo di Napoli una festa per i 50 anni di Maradona ''Le somme che Diego Maradona deve al Fisco perche' ha evaso e che Equitalia tenta di recuperare - scrisse allora la societa' pubblica in un comunicato - sono soldi che l'ex campione argentino deve allo Stato italiano, quindi a tutti i cittadini, compreso il signor Bagni''. Al di la' delle parole, infatti, Maradona ha piu' volte cercato di dribblare quanto dovuto. Nel passato, durante un passaggio in Italia, gli era stato confiscato un orologio, venduto all'asta per undicimila euro ed acquistato da alcuni tifosi napoletano. Inseguito dal fisco, che e' riuscito a pignorargli parte del compenso Rai, aveva nel 2007 interrotto la partecipazione alla trasmissione Ballando con le stelle. Due anni dopo a Merano, durante l'arrivo in Italia, l'unica cosa pignorabile era stato l'inseparabile orecchino con brillanti. Dopo questo episodio il campione, attraverso il suo legale, ha anche tentato senza riuscire nel suo intento di contestare formalmente le cartelle, parlando di difetti di notifica e di prescrizione: un tentativo di fare un gol al Fisco che non avrebbe sortito alcun effetto.

DIEGO MARADONA A SKYTG24: PRONTO AD ACCORDO COL FISCO ITALIANO

''Non sono mai stato condannato dalla Cassazione e voglio chiarire per trovare una pace finale con il Fisco e con tutta l'Italia mettendo fine a tanti equivoci e ingiustizie fatte contro di me''. Diego Armando Maradona dai microfoni di Sky TG24 parla cosi' della sua situazione con il fisco. ''Mi hanno impedito di tornare in Italia fino a oggi e spero che esista giustizia - spiega il Pibe de oro - la legge e' uguale per tutti. Il mio desiderio e' quello di ritornare in Italia e abbracciare i napoletani e tutti i mie amici che vivono in Italia. Mi hanno fatto perdere 20 anni, tanti anni di amore che io ho dato in campo''. ''E' giusto pagare le tasse - ha aggiunto il campione argentino nell'intervista al canale all news di Sky - ma il fisco deve essere piu' umano con i cittadini. Io non sono mai stato un evasore fiscale. Ho sempre pagato tutte le tasse che conoscevo. Come dice anche la sentenza del tribunale italiano del 1994 presentata dal mio avvocato Angelo Pisani ai nuovi giudici. La sentenza dice che io ho ragione e che non ho debiti''. Poi un saluto ai bambini del quartiere Scampia: ''Ciao bimbi, sono Diego, mando abbraccio a tutti voi e a tutta Scampia. Ci vedremo presto. Grazie per l'amore, e per il rispetto. Ci vedremo, spero presto''.

CADE PANNELLO AUTOSTRADALE DA GALLERIA A NAPOLI, DONNA FERITA

Dramma ieri mattina intorno alle 6.30, all'interno della galleria di via Masoni a Napoli: alcuni enormi blocchi di cemento si sono staccati dal soffitto e sono precipitati su un'auto, una Fiat Panda all'interno della quale si trovava una donna. Sono intervenuti subiti i vigili del fuoco che hanno estratto l'automobilista dalle macerie. A bordo di un'ambulanza la donna e' stata trasportata all'ospedale San Giovanni Bosco. Le sue condizioni sono gravi.

ANZIANO RAPINATO CON UN MITRA AD AFRAGOLA STRONCATO DA UN INFARTO

La certezza non c'e' ancora, ma col passare delle ore gli investigatori hanno sempre meno dubbi: Pasquale Accurso, commerciante settantenne di Afragola, nel Napoletano, e' morto d'infarto dopo aver subito la rapina dell'incasso della giornata che custodiva nella vettura, ritrovata solo dopo qualche ora con i vetri in frantumi, lontano dal suo corpo senza vita. Il cadavere di Accurso, 70 anni, titolare di una rivendita di gas, e' stato trovato dal personale del 118 intorno alle 23 di ieri sera sul marciapiede adiacente ad un palazzo di via Salicelle. La sua segretaria ha riferito agli investigatori del commissariato di Afragola di averlo visto uscire dal deposito di gas che gestiva nel comune dell'hinterland napoletano per andare a depositare l'incasso di giornata, operazione che ripeteva sistematicamente due volte al giorno, da ultimo a fine giornata. E' probabile che qualcuno conoscesse i movimenti di Accurso, o forse no: fatto sta che gli investigatori ritengono assai probabile che il commerciante, cardiopatico con quattro by pass, sia stato vittima di una rapina mentre tornava a casa e che l'attacco cardiocircolatorio che ne ha stroncato la vita sia stata una diretta conseguenza dello spavento seguito alla rapina. Rimasto senza la sua macchina, Accurso - sempre secondo la tesi degli inquirenti - avrebbe compiuto un centinaio di metri prima di accasciarsi al suolo nei pressi del ciglio della strada dove poi e' stato ritrovato. La macchina sulla quale viaggiava, una Lancia Lybra, e' stata rinvenuta solo successivamente con i vetri sfasciati. Ma nessuna traccia al suo interno dell'incasso, che non e' stato ritrovato, cosi' come del portafoglio dell'uomo, sparito anch'esso. Saranno le indagini della polizia a fare chiarezza sull'episodio che, se confermato, getterebbe l'ennesimo allarme sul pericolo criminalita' in alcune aree del Napoletano. Anche la procura di Napoli vuole vederci chiaro: il pm ha gia' disposto l' autopsia della salma che verra' eseguita nelle prossime ore al Secondo Policlinico del capoluogo partenopeo.

MINACCE AGLI AMMINISTRATORI PUBBLICI DI CERVINO PER OTTENERE AGEVOLAZIONI, 5 ARRESTI NEL CLAN BELFORTE

Avrebbero intimidito amministratori pubblici e funzionari del comune casertano di Cervino per contringerli a concedere agevolazioni ai loro congiunti, come il cosiddetto reddito di cittadinanza e il contributo per l'affitto. La Squadra Mobile di Caserta - coordinata dalla Procura Antimafia di Napoli e dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere (Caserta) - sta eseguendo cinque ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di altrettanti presunti esponenti del gruppo D'albenzio del clan Belforte, attivo nel Casertano tra Maddaloni, Cervino e comuni limitrofi. I reati contestati sono incendio, tentata estorsione ed estorsione, aggravati dalla metodologia mafiosa.

CLAN MALLARDO, DUE ARRESTI E SEQUESTRO BENI PER 71 MILIONI DI EURO AD INSOSPETTABILI TRA LAZIO E CAMPANIA

La Guardia di Finanza di Napoli, su mandato del gip del Tribunale partenopeo ha eseguito due ordini di custodia cautelare nei confronti di due elementi di spicco del clan Mallardo accusati di associazione a delinquere di stampo mafioso ed estorsione aggravata. I due, padre e figlio, operavano nel settore fornitura di calcestruzzo, distribuzione di caffe' macinato e in strutture turistico-alberghiere per conto della 'famiglia'. Eseguito anche contestualmente il sequestro di beni mobili, immobili, e rapporti finanziari per 71 milioni di euro. Il clan Mallardo e' egemone nell'area nord della Campania e nel basso Lazio.

venerdì 9 marzo 2012

MAZZARRI AI MICROFONI SKY SI RIVOLGE ALLA SUA BANDA: CONTENTO MA ARRABBIATO PER GLI ULTIMI DUE GOL PRESI DAL CAGLIARI

Il cagliaritano Larrivey ha segnato tre reti (tutte di testa), ma sono stato le ultime due a far spazientire Walter Mazzarri. ''Sono contento di come siamo andati all'inizio, ma mi sono un po' arrabbiato perche' bisogna stare piu' attenti nel finale - ha detto a Sky il tecnico del Napoli, vittorioso per 6-3 -, non mi e' piaciuto come abbiamo preso gli ultimi due gol. In area di rigore si marca a uomo, serve piu' attenzione. Bisogna guardare l'avversario, non la palla''. Lavezzi si e' procurato un rigore e lo ha trasformato. ''Per scaramanzia non dico nulla, speriamo che non si fermi ed conservi questa concretezza davanti al portiere. E' una grande soddisfazione vederlo giocare, si e' completato''. Il Napoli mercoledi' e' atteso dalla trasferta di Champions League in casa del Chelsea. Allo Stamford Bridge certe distrazioni sui cross potrebbero costare care, nonostante il vantaggio per 3-1 di partenza: ''Ci dovro' lavorare ancora molto - ha ammesso Mazzarri - bisogna stare sulla corda per tutti i 90 minuti''.

IL NAPOLI ASFALTA IL CAGLIARI AL SAN PAOLO: 6 A 3. MA MAZZARRI CHIEDE ATTENZIONE SUI CALCI PIAZZATI IN VISTA DEL CHELSEA

Quinta vittoria consecutiva in campionato del Napoli (non accadeva dalla stagione 2001-2002) che conferma di avere tutte la carte in regola per poter lottare per la conquista del terzo posto in classifica, obiettivo di stagione degli azzurri. E' un festival del gol, una vittoria limpida, ma con una sola riserva: le tre reti di testa fatte segnare a Larrivey che creano sicuramente un po' di apprensione e preoccupazione nella mente di Mazzarri. Il successo comunque, per come matura, dimostra come i partenopei siano pronti ad affrontare nel migliore stato di forma possibile il durissimo impegno europeo. Il Cagliari offre una relativa resistenza: nei primi trenta minuti i partenopei vanno a segno tre volte e mettono una seria ipoteca sull'esito della gara. Il Cagliari trova prima dell'intervallo il gol del 3-1, ma ai sardi manca la forza per rimettere in discussione il risultato. La ripresa e' per gli ospiti quasi un calvario: il Napoli gioca, si diverte cerca e trova con insistenza il gol ed ai rossoblu non rimane che fare la figura dei comprimari, una sorta di sparring partner capitato al momento giusto di fronte ai padroni di casa per allenarli adeguatamente in vista della Champions League. Mazzarri manda inizialmente in panchina Cavani e Maggio e li mantiene freschi per la sfida di mercoledi' prossimo a Stamford Bridge con il Chelsea. Stessa sorte, sull'altro fronte, tocca a Cossu, evidentemente non ancora in perfette condizioni di salute. Il Cagliari nella prima fase di gioco ha un atteggiamento costruttivo e cerca di tenere in mano il pallino del gioco. Errore gravissimo: i sardi offrono su un piatto d'argento la propria testa al Napoli che e' ghiotto di avversari spregiudicati da passare a filo di spada con le ripartenze dei suoi velocissimi funamboli. Con Cavani in panchina, il ruolo di prima punta e' affidato a Pandev che si piazza a centro area. Ma chi rompe gli equilibri del gioco e scardina quando e come vuole la difesa del Cagliari e', come sempre in questa fase del campionato, l'irrefrenabile Lavezzi che semina sistematicamente il panico nella retroguardia dei rossoblu ogni volta che decide di puntare la porta di Agazzi. Il punteggio assume molto presto una dimensione tale da consentire a Mazzarri di effettuare nella ripresa tre cambi 'mirati' per far riposare alcuni dei protagonisti: cosi' entrano Cavani, Maggio e Vargas ed escono Lavezzi, Hamsik e Gargano. Il tema dell'incontro non puo' mutare: il Napoli segna a ripetizione ed il pubblico si diverte ad ogni nuova ripartenza degli azzurri. Per trovare un neo nella prestazione dei padroni di casa si deve pensare, appunto, ai tre gol fatti segnare di testa a Larrivey al quale la difesa consente di saltare e colpire quasi senza opposizione. Un particolare da non sottovalutare e sul quale Mazzarri dovra' lavorare in questi giorni perche' a Stamford Bridge di spioventi in area di rigore da governare ce ne saranno presumibilmente moltissimi.

IL NAPOLI GIOCA COL CAGLIARI MA DE LAURENTIIS PENSA ALLA "FINALISSIMA" COL CHELSEA

La partita col Chelsea per il ritorno di Champions sara' "come una finalissima". Lo ha detto il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, a Sky Tg 24. "Il Napoli e' stato grandissimo con Maradona e Ferlaino, ma questo Napoli e' nato da zero. Quando sono arrivato io ho trovato solo un pezzo di carta. Abbiamo fatto - dice De Laurentiis che ricorda che comunque stasera c'e' un impegno importante col Cagliari in campionato - fin troppo. Per noi ogni partita sara' come una finale".

SONO I RESTI DEL SINDACALISTA PLACIDO RIZZOTTO QUELLI RITROVATI NEL SETTEMBRE DEL 2009 NELLE CAMPAGNE DI CORLEONE. FU UCCISO DALLA MAFIA 34 ANNI FA

Appartengono a Placido Rizzotto, il sindacalista sequestrato e ucciso dalla mafia nel 1948, i resti scheletrici ritrovati e sequestrati nel settembre del 2009 a Rocca Busambra, nelle campagne di Corleone (Palermo). L'identità dei resti è stata accertata da esami di laboratorio eseguiti dal Gabinetto della Polizia Scientifica di Palermo. I resti dello scheletro ritrovato furono comparati con il Dna di un parente di Placido Rizzotto morto anni fa per per cause naturali. Cosi' e' stato possibile risalire all'identita' del partigiano e sindacalista.Esponente del partito socialista, Rizzotto fu rapito a 34 anni mentre stava andando a una riunione politica. A essere accusato della sparizione di Rizzotto fu il boss Luciano Liggio ma venne assolto per insufficienza di prove. Un pastore bambino, che assistette all'omicidio venne invece ucciso. Ad occuparsi delle indagini fu l'allora giovane capitano Carlo Alberto Dalla Chiesa.

BANCAROTTA FRAUDOLENTA E MANCATO PAGAMENTO IMPOSTE, 22 ARRESTI TRA NAPOLI E CASERTA. C'E' ANCHE L'OMBRA DELLA CAMORRA

Ventiue arresti, di cui 13 ai domiciliati, altre 18 persone obbligate a presentarsi quotidianamente alla polizia giudiziaria. Tutti indagati per associazione a delinquere finalizzata alla bancarotta e sottrazione fraudolenta al pagamento di imposte. Tra i gli arrestati ci sono imprenditori ed affiliati ai clan camorristici Gionta di Torre Annunziata (Na) e La Torre di Mondragone (Ce). Gli arresti sono stati eseguiti tra il Napoletano, il Casertano e il Veneto, la procura che indaga è quella di Padova dove sarebbero stati consumati il maggior numero di reati di bancarotta e mancati pagamento delle imposte…31 quello accertati tra luglio 2009 e luglio 2011, per una evasione fiscale di 39 milioni di euro.
Le società finite nel mirino dei magistrati di Padova sono quelle del gruppo Catapano, con sedi a Milano e Napoli ed operanti nel settore della Finanza, consulenza aziendale, editoria, merchant banking e compravendite immobiliari. Imprese collegate a loro volta con società di diritto anglosassone solo per la domiciliazione e per godere di un regime fiscale meno gravoso. Secondo gli inquirenti i manager del gruppo Catapano in associazione con persone riconducibili ai clan Gionta e La Torre, offrivano a titolari di società in difficoltà o sull’orlo del fallimento aiuti di tipo criminali come lo svuotamento dell’attivo patrimoniale, la distruzione della documentazione contabile, la cessione dell’azienda in difficoltà una volta svuotata da beni mobili, valori, terreni e crediti.

giovedì 8 marzo 2012

CATTURATO IN SPAGNA GIUSEPPE POLVERINO, IL BOSS DELLA CAMORRA CHE CONTROLLA UN IMPERO ECONOMICO DA 1 MILIARDO DI EURO





I carabinieri del Nucleo investigativo di Napoli insieme a personale dell'UCO (Unidad Central Operativa) della Guardia Civil hanno catturato in Spagna un latitante inserito nell'elenco dei ricercati di massima pericolosità: Giuseppe Polverino, 53enne,a capo dell'omonimo clan camorristico che controlla impero da 1 mld.
Quando i militari dell'Arma l'hanno bloccato a Jerez de la Frontera, Polverino, che era insieme a un affiliato di spicco del clan anch'egli ricercato, il 48enne Raffaele Vallefuoco, ha tentato di evitare l'arresto mostrando una carta d'identita' intestata ad altra persona, ma il tentativo e' andato a vuoto. A Polverino e Vallefuoco, che erano ricercati in tutta Europa, i Carabinieri hanno notificato un'ordinanza di custodia cautelare in carcere chiesta dalla Direzione distrettuale antimafia partenopea per associazione di tipo mafioso e associazione finalizzata al traffico e spaccio di stupefacenti aggravata dal metodo mafioso.
Oltre 100 appezzamenti di terreni, 175 appartamenti, 19 ville, 141 tra box auto, negozi e magazzini. E ancora, 43 societa' tra cui alberghi, gioiellerie e aziende agricole oltre a 117 autovetture, 62 autocarri, 23 motocicli. E' il tesoro da circa un miliardo di euro che i carabinieri del Nucleo investigativo di Napoli avevano sequestrato in via preventiva lo scorso maggio a personaggi ritenuti affiliati o prestanome del clan Polverino. La cosca e' egemone nelle citta' di Marano di Napoli, Villaricca, Quarto, Qualiano, Pozzuoli e nel quartiere Camaldoli di Napoli. Sotto il suo controllo attivita' imprenditoriali e commerciali in Italia e in Spagna, in particolare a Barcellona, Alicante e Malaga. Secondo i Carabinieri del comando provinciale di Napoli ''si tratta di attivita' commerciali e imprenditoriali che comprovano la centralita' assunta da Polverino nello scenario criminale campano e la sua pervasiva capacita' di infiltrazione nel mondo economico e imprenditoriale, per il controllo in regime pressoche' monopolistico della produzione e in molti casi la distribuzione in numerose zone della provincia di prodotti alimentari (farine, pane, carni - pollame e bovini-, uova, caffe') nonche' di importanti attivita' nel settore delle costruzioni edili e del calcestruzzo. Tutte attivita' sostenute grazie al riciclaggio del denaro proveniente dal traffico di stupefacenti che vede il gruppo camorristico operare costantemente sull'asse Marano-Spagna meridionale''.

martedì 6 marzo 2012

TRUFFA AL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE, IN CELLA IL PRIMARIO PAOLO IANNELLI, AI DOMICILIARI IL FRATELLO GABRIELE E L'AMMINISTRATORE DI VILLA DEL SOLE

All'ospedale Cardarelli di Napoli o non c'era posto in corsia o la lista d'attesa per essere operati era troppo lunga, così ai pazienti veniva consigliato il ricovero alla clinica privata Villa del Sole. Una pratica che emerge dalle intercettazioni telefoniche accluse agli atti dell'inchiesta …

I carabinieri del Nas e i finanzieri hanno arrestato il primario di ortopedia del Cardarelli Paolo Iannelli (che spesso risultava essere in servizio pur trovandosi in vacanze in Tailandia o in Italia), posto ai domiciliari il fratello medico Gabriele e l'amministratore della clinica privata Villa del Sole, im divieto di soggiorno aNapoli e l'obbligo di firma presso la polizia giudiziaria ad altri 10 tra medici e paramedici… accusati a vario titolo di associazione per delinquere, falso, truffa, abuso d'ufficio…
Tra le pieghe delle indagini emerge un caso, accertato dai pm Francesco Curcio ed Henry John Woodcock, di un paziente 40enne già in precarie condizioni di salute, morto in seguito ad una operazione di bypass gastrico presso al clinica privata, che sarebbe stato trasportato all'ospedale Cardarelli per evitare cattiva pubblicità alla struttura privata. I magistrati hanno sequestrato beni della clinica e degli indagati per oltre 700 mila euro, importo che suppongono sia stato truffato.

Ultimissime

IL TESORO DEI CASALESI TROVATO DALL’ANTIMAFIA IN TRANSILVANIA

Sono due fratelli. Sono  originari di Aversa, bellissima città che conobbe i suoi fasti in epoca di dominazione normanna. Si chiamano Nìcola...