domenica 25 luglio 2010

A CHI GIOVA SPUTTANARE IL TENENTE COLONNELLO FABIO CAGNAZZO? SARA' UN'INCHIESTA, SPERIAMO VELOCE E SCRUPOLOSA, A STABILIRLO

Fabio Cagnazzo, tenente colonnello dei carabinieri, capo della sezione catturandi dell'Arma del Gruppo di Castello di Cisterna, ha arrestato assieme ai suoi colleghi decine di camorristi. Molti di questi camorristi erano latitanti da anni, facevano parte dello speciale elenco dei trenta criminali più pericolosi. Molti erano del clan degli scissionisti. Fabio Cagnazzo lo conosco da anni. Persona schiva, riservata, attaccato alla divisa, con un senso dello Stato che ha servito finora fuori dal comune. Apprendere che c'è un rapporto di polizia giudiziaria sul tavolo di un magistrato che lo accusa di essere stato troppo tenero con un clan della camorra (lo scrive oggi il Corriere del Mezzogiorno) mi intristice, sconcerta, sgomenta. Se fosse vero, accertato, stabilito da un giudice, non ci crederei. Siccome siamo a livello di accuse, di iscrizione del tenente colonnello nel registro degli indagati come atto dovuto, e, siccome mi pare di capire che si tratta di accuse che arriverebbero da chissà quali collaboratori di giustizia, allora mi viene da pensare. E se ci fosse un piano per eliminare un investigatore che, numeri alla mano, è tra i migliori in circolazione? Per me Cagnazzo è una persona perbene. Spero esca da questo incubo quanto prima. E spero che se, come penso, verrà stabilito che quanto detto dai pentiti sono tutte fandonie, si cerchi di capire a chi giovava sputtanare Cagnazzo. Siamo oramai all'assurdo. Il generale Ganzer del Ros accusato di essere un narcotrafficante, Mori amico di Totò Riina e magari Provenzano, Cagnazzo addomesticato dai camorristi. Ma che paese è questo?

lunedì 19 luglio 2010

LA CRICCA ROMANA E LA MELMA NAPOLETANA. C'E' UN GIUDICE CHE PUO' FINALMENTE FARE PULIZIA...

Cari amici, riprendo a scrivere sul mio blog approfittando di qualche giorno di vacanza. Riposare ti consente di guardare con occhio più critico e però con maggiore serenità la realtà che ti circonda. In tempi di cricche, camorristi, imbroglioni, truffatori, gente meschina in doppiopetto e presunte persone perbene della Napolibene è sempre più complicato districarsi in questo ginepraio della melma, occorre fare attenzione a certe frequentazioni, evitarne altre. Qualche giorno fa, a proposito di scelleratezze e forme delinquenziali nostrane, ho letto uno splendido servizio di una collega-amica del Mattino, Rosaria Capacchione, che ha descritto con grande maestria in quale ambiente mefitico la cricca napoletana faceva sentire il suo insopportabile lezzo. Avrete letto i nomi dei soliti delinquenti, alcuni dei quali, sebbene passati per le patrie galere e rimastici troppo poco tempo, continuano a frequentare con consuetudinaria arroganza gente in toga che amministra la giustizia in nome del popolo italiano, fa arrivare a certe toghe ogni ben di dio di regali a Natale, Pasqua, Ferragosto, compleanni e altre feste comandate. Ecco, questi personaggi riescono a passare indenni da una stagione melmosa all'altra, da un quadro politico-affaristico all'altro, restando a galla o comunque sulla linea di galleggiamento. Ci riescono perchè sono professionisti della menzogna, abili confezionatori di dossier anonimi, denunce apocrife e sottili operazioni di disonformazione e sistematica denigrazione di coloro che ritengono essere nemici per il solo fatto che non sono suoi amici. Signori che sono di destra o di sinistra, fanno affari con Berlusconi ma ammiccano con Bersani, si dicono comunisti ma sono anche amici di Di Pietro. Ecco questa tipologia di signori, questi tipi, sono la plastica rappresentazione di Napoli. Una città farsa dove ognuno recita il ruolo di comparsa. Una città morta alla mercè di questi delinquenti. Che ci sia davvero un magistrato senza macchia e senza paura che finalmente riesce a mettere un po' di ordine anche a costo di mettere in imbarazzo qualche toga che spesso sbaglia frequentazioni? Giudici che dovrebbero sapere che non solo occorre essere onesti ma anche sembrarlo. Credo sia giunto il momento, o almeno lo speriamo. Se Roma indagando la cricca arriva a Napoli, come pare sia successo, vorrà dire che....

Ultimissime

IL TESORO DEI CASALESI TROVATO DALL’ANTIMAFIA IN TRANSILVANIA

Sono due fratelli. Sono  originari di Aversa, bellissima città che conobbe i suoi fasti in epoca di dominazione normanna. Si chiamano Nìcola...