giovedì 29 maggio 2008

L'INSIPIENZA DEGLI ANTIFASCISTI MILITANTI E DEI NEONAZISTI NELL'UNIVERSITA' LA SAPIENZA

A me Forza Nuova non piace. Non mi piace assolutamente nulla di quello che i militanti di quel gruppo politico neo-fascista pensano, dicono e fanno. Cionondimeno trovo insopportabile la canea di falsi democratici antifascisti militanti che si nascondono dietro i valori fondanti della democrazia repubblicana per tappare la bocca a quelli di Forza Nuova (a proposito, ma è quel partito che ha partecipato alle ultime elezioni poliitche e che ha mandato un rappresentante a Bruxelles?) e magari anche criminalizzarli oltre i loro demeriti. Non so come è andata a Roma, chi ha sprangato chi, che cos'è successo realmente. Sarà la giustizia a decidere chi tra fascisti e antifascisti meriterà la maglia nera della democrazia in questa Italietta anormale. Ma comincia ad essere fastidioso, proprio per la democrazia di cui tutti ci riempiamo la bocca, quello che accade all'Università La Sapienza. Quelli di destra non possono parlare e fare convegni perchè sono fascisti, quelli di Forza Nuova non possono respirare e meno che meno organizzare dibattiti nel tempio sacro della cultura romana perchè sono nazisti, il Papa non può nemmeno entrare nel perimetro universitario perchè è un portatore insano di valori cattolici e così via dicendo. Ora mi chiedo, e vi chiedo, se persino in una Università non è possibile confrontare opinioni, idee, forme diverse di rappresentazione della realtà in cui viviamo, a che serve tenerla aperta?

PARTE A SORRENTO LA PRIMA EDIZIONE DEL "GOLDEN GOAL". ANNA MARIA CHIARIELLO PRESENTA "MARADONA, MIO PADRE" CON DIEGO JUNIOR E VALTER DE MAGGIO

È tutto pronto. Da oggi e fino al primo giugno, al Parco dei Principi di Sorrento, al via la prima edizione del premio “Golden Goal”, il Gran Gala del calcio italiano. Da un’ idea di Valter De Maggio, in collaborazione con la Città di Sorrento, l’Associazione “Le Mani”, l’associazione “Le Muse”, il patrocinio di Fit e Comune di Sorrento, parte l’imperdibile appuntamento sportivo. Quattro giorni di incontri, forum, dibattiti e sport che si concluderà con la serata di gala di sabato 31 maggio al Parco dei Principi di Sorrento.
Questo il programma di oggi, 29 maggio:
Alle ore 18, Presentazione del libro "Maradona mio padre" di Annamaria Chiariello, al Parco dei Principi. Parteciperanno l’ideatore del meeting, Valter De Maggio, l’autrice del libro, Annamaria Chiariello e Diego Maradona jr.
A seguire, cockatil di benvenuto.
In serata, gli ospiti del “Golden Goal” saranno a cena presso “Villa Eliana”, a Sant’Agata dei due Golfi, con il catering preparato dal prestigioso ristorante, stella Michelin, “I quattro passi”.
Molte, le iniziative collaterali legate alla kermesse, patrocinata dal Comune di Sorrento. All’interno del meeting è previsto un torneo di tennis “Vip”, cui parteciperà, tra gli altri, l’attaccante Amauri, che insieme a Diego Armando Maradona jr, Stefano Tacconi, Roberto Cravero, Pino Taglialatela e tanti altri si contenderà sulla terra rossa sorrentina il “Golden Tennis”.
Queste le categorie di premiati alla serata di gala di sabato 31 maggio:
Golden Goal Miglior calciatore Amauri
Golden Goal Miglior giovane Sebastian Giovinco
Golden Goal Miglior allenatore Cesare Prandelli
Golden Goal miglior presidente Giampaolo Pozzo
Golden Goal Miglior direttore Pierpaolo Marino
Golden Goal Miglior portiere Fernando Coppola
Golden Goal Miglior arbitro Nicola Rizzoli
Golden Goal Miglior giornalista Sandro Piccinini
Golden Goal Miglior format tv Sfide – Simona Ercolani

DISCARICA DI CHIAIANO, AZIONE CRIMINALE CONTRO LA POLIZIA

La calma a Chiaiano, quartiere napoletano che dovrebbe ospitare una discarica a pochi passi dal centro abitato, è stata rotta da un'azione criminale. Ignoti, nella notte, hanno lanciato alcune bombe carta contro i poliziotti a presidio della cava che dovrebbe diventare discarica. Si attende l’esito delle analisi dei tecnici per verificare se la cava tufacea usata finora come poligono di tiro dalle forze dell’ordine sia adatta o meno ad ospitare una discarica. Gli accertamenti tecnici che stanno eseguendo diranno se il sito è compatibile a fungere da discarica di rifiuti solidi urbani o se invece non è possibile perché si rischia di infiltrare e inquinare le falde acquifere. Nel quartiere, dopo i blocchi stradali e gli scontri anche duri con la polizia dei giorni scorsi è tornata la calma. La gente spera che le analisi convincano finalmente Guido Bertolaso a cercare altrove una discarica dove sversare nei prossimi due anni le 700 mila tonnellate di rifiuti che produrrà Napoli.
Ma se a Chiaiano c’è quiete, c'è un altro fronte dove la protesta comincia a muovere i primi passi. Nel comune di Terzigno (siamo in provincia di Napoli), che è tra i siti indicati dal Decreto legge come luogo di discarica, è in programma oggi un'assemblea pubblica. “Le comunità locali continuano ad essere calpestate e avvelenate - si legge in un volantino del Coordinamento dei comitati civici - le decisioni vengono imposte e mai discusse”. “Il decreto legge prevede che a Terzigno siano realizzate due mega discariche - continua il volantino - ed è previsto esplicitamente lo sversamento di rifiuti urbani indifferenziati, scorie, fanghi, in pratica rifiuti pericolosi”. Da qui la convocazione di un’assemblea in serata. Il sindaco della cittadina, Domenico Auricchio, invece, ha più volte ribadito che non si metterà di traverso, anzi aiuterà la gente a capire che nel cuore del parco nazionale del Vesuvio, contrariamente a quello che si dice, il governo non vuole metterci rifiuti pericolosi ma solo frazione organizza stabilizzata utile ad una ricomposizione morfologica del territorio. La speranza, ovviamente, è che prevalga il buon senso e non si ripetano le scene di guerriglia e di scontri tra manifestanti e polizia.

DISASTRO RIFIUTI, 75 PM DI NAPOLI DICONO NO ALLA SUPERPROCURA REGIONALE PER REATI AMBIENTALI. ANCHE BERTOLASO NEI GUAI


A Napoli i magistrati della procura hanno siglato un documento per chiedere al Csm , organo di autogoverno dei giudici, di rigettare il progetto dell'esecutivo Berlusconi di istituire una superprocura regionale che si occupi di reati legati all'ambiente. Hanno firmato 75 dei 107 magistrati in servizio, tra questi anche Giuseppe Noviello e Paolo Sirleo, i titolari delle inchieste più dirompenti in materia di rifiuti e sperpero di risorse pubbliche in questo delicato settore. Una protesta garbata, civile, nessuna contrapposizione frontale ma un'articolta contestazione all'accentramento nelle mani del solo capo degli uffici giudiziari di Napoli delle inchieste sui rifiuti. A proposito di inchiesta, cominciano gli interrogatori dei 25 indagati dell'operazione "rompiballe".
È un copione già visto il trucco delle ecoballe, l’affare milionario dei rifiuti e la truffa della monnezza napoletana che ha portato agli arresti domiciliari 25 persone (tra questi Marta Di Gennaro, la collaboratrice più stretta di Guido Bertolaso) e all’emissione di un avviso di garanzia per il prefetto di Napoli Alessandro Pansa, accusato di concorso in falso ideologico in atti pubblici. L’appalto del ciclo dei rifiuti continua ad essere gestito in regime di proroga (sono passati tre anni circa dalla rescissione del contratto) dalla Impregilo (ieri altra seduta negativa in Borsa). A controllare che tutto funzioni, che l’appalto venga rispettato e che la Campania esca fuori dal disastro sono ancora i tecnici e gli esperti del famoso (o se volete, famigerato) Commissariato di Governo che da 15 anni si occupa dell’emergenza con i risultati che sono sotto gli occhi tutti. Insomma il Commissariato è il controllore, Impregilo sono i controllati. Dalle intercettazioni telefoniche, però, quello che emerge, spiega Rosanna Saraceno, il giudice delle indagini preliminari che ha firmato le richieste di arresto dei pubblici ministeri Paolo Sirleo e Giuseppe Noviello, è che spesso c’è una confusione di ruoli. Ogniqualvolta, ad esempio, i carabinieri del Noe sono andati ad effettuare verifiche negli impianti per il trattamento dei rifiuti gestiti da aziende del Gruppo Impregilo, scattava una sorta di catena di coperture per evitare che fossero scoperte vere o presunte irregolarità. Al di là della singolare ma significativa espressione utilizzata da Ernesto Picarone (funzionario Impregilo ai domiciliari), che in una conversazione intercettata dice al suo interlocutore “siamo la lunga mano del Commissariato di Governo…siamo gli operai e questo è un affare…” ciò che emerge da molte conversazioni, spiega il gip Saraceno, “è un ennesimo dato di conferma del comune uso, del tutto disinvolto, dei codici identificativi dei rifiuti e della casuale destinazione”. In pratica negli impianti di trattamento della spazzatura l’afflusso di rifiuti anche pericolosi era quasi prassi. Così come in alcune discariche “la principale modalità di realizzazione del traffico illecito di rifiuti” scrivono i pm “è stata individuata nel conferimento pressoché esclusivo, di ingenti quantitativi di frazione organica non sottoposta ad alcun trattamento”. Il problema è che chi avrebbe dovuto controllare, spesso copriva le magagne dei controllati. Un po’ quello che accadeva in un’altra inchiesta, la madre di tutte le inchieste sulla truffa dei rifiuti in Campanai, che ha portato alla sbarra quelli che erano i vertici di Impregilo nel 2006 (i fratelli Paolo e Piergiorgio Romiti) e il governatore della Regione Campania Antonio Bassolino. Anche in questo caso sotto la lente d’ingrandimento dei magistrati napoletani ci sono i vertici del Commissariato. Tra questi anche Guido Bertolaso, che a Napoli ha già avuto responsabilità nella gestione della struttura fino a quando non si dimise (nel luglio del 2007) a seguito di pesanti contrasti con l’allora ministro dell’Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio. Quest’ultima inchiesta, però, è stata mal digerita da Bertolaso. A chi l’ha visto è parso un uomo stanco, esausto, demoralizzato e molto scocciato per l’intervento della magistratura. Non tanto per la sostanza, ma per la forma, per i tempi. È furibondo per le intercettazioni telefoniche che lo ritraggono in atteggiamenti spesso poco eleganti, per l’uso di un linguaggio non sempre confacente al tono del civil servant che tutti conoscono. Il sottosegretario con delega ai rifiuti del governo Berlusconi, con una missione impossibile da compiere (ripulire la Campania, restituirle decoro e un ciclo virtuoso dei rifiuti), teme che l’inchiesta che ha portato agli arresti domiciliari la sua più stretta e fidata collaboratrice, Marta Di Gennaro, in qualche modo possa coinvolgerlo. Per ora lo è, ma solo dal punto di vista emotivo. I carabinieri l’hanno interrogato il 20 maggio del 2007 in merito alla gestione del Commissariato, l’hanno ascoltato ancora per capire fino a che punto gli errori, i presunti abusi e illeciti commessi dai suoi collaboratori erano da lui conosciuti e dunque condivisi. Per ora, Bertolaso, che pure sembrava fosse tentato dall’addio, resta al suo posto. Ha la fiducia del premier Silvio Berlusconi. Anzi, oggi alle 14 e 30, assieme al ministro Stefania Prestigiacomo, sarà in Aula in Commissione Ambiente alla Camera per l’avvio dell’esame del Decreto legge sull’emergenza rifiuti in Campania. Un impegno parlamentare importante che cade nel giorno in cui a Napoli cominciano gli interrogatori degli arrestati dell’inchiesta sui rifiuti. Sconcerta molto un capitolo di questa inchiesta, quello che coinvolge l’Arma dei Carabinieri, che nella lotta alle ecomafie in Campania ha schierato il colonnello Sergio De Caprio, il famoso capitan Ultimo che mise le manette ai polsi a Totò Riina, il capo dei capi di Cosa Nostra. Ebbene, in più di un’intercettazione emerge il tentativo di condizionare il lavoro degli investigatori del Nucleo Operativo Ecologico, e tra questi De Caprio, la linea di comando (compreso il comandante generale Pinotti) per evitare che fossero accertate le responsabilità degli indagati.

mercoledì 28 maggio 2008

DIEGO MARADONA A MILANO INCONTRA MASSIMO MORATTI NEL GIORNO IN CUI VIENE LICENZIATO ROBERTO MANCINI E ASSUNTO MOURINHO

Tutti aspettano l'arrivo di Roberto Mancini e, invece, a sorpresa da una delle residenze di Massimo Moratti esce Diego Armando Maradona, accompagnato da Salvatore Bagni.
"Sono venuto a salutare un amico come il presidente Moratti", ha detto Maradona ai microfoni di Sky Sport. Il campione argentino, però, non si è voluto invece sbilanciare sul futuro dell'Inter: "Io non ne so niente, di questo parlate voi giornalisti, io sono amico di Moratti". Pare che Diego abbia discusso con Moratti di alcuni calciatori sudamericani che sta seguendo, consigliandone l'acquisto.

DISASTRO RIFIUTI IN CAMPANIA, ARRESTI E AVVISI DI GARANZIA. NUOVO COLPO ALLA CREDIBILITA' DELLE ISTITUZIONI. NEI GUAI PANSA E ANCHE BERTOLASO

Traffico illecito dei rifiuti, falso ideologico in atto pubblico e truffa aggravata ai danni dello Stato. Sono le accuse più gravi contestate dalla procura di Napoli a 25 tra dirigenti del Commissariato di Governo per l’emergenza rifiuti, dipendenti della Protezione civile, esponenti delle forze dell’ordine e funzionari del gruppo Impregilo, l’azienda di Sesto San Giovanni che nonostante la rescissione del contratto nel novembre del 2005 continua a gestire in regime di proroga il disastroso ciclo vizioso dei rifiuti in Campania.
Tutti gli indagati sono stati arrestati e posti ai domiciliari in attesa degli interrogatori che dovrebbero iniziare nelle prossime ore. Niente arresto, ma un semplice avviso di garanzia per l’attuale prefetto di Napoli, Alessandro Pansa, accusato di concorso in falso ideologico, reato che avrebbe commesso all’epoca in cui fu nominato commissario di governo per l’emergenza rifiuti in sostituzione di Guido Bertolaso, dimessosi nel luglio del 2007 a seguito di pesanti contrasti con l’allora ministro dell’ambiente Alfonso Pecoraro Scanio. Secondo i magistrati titolari di una maxi-inchiesta sul disastro rifiuti in Campania, Paolo Sirleo e Giuseppe Noviello, che hanno già portato alla sbarra i vertici di Impregilo e il governatore della regione Campania, Antonio Bassolino, i responsabili della struttura di governo che avrebbero dovuto mettere ordine nella gestione del ciclo dei rifiuti, hanno invece contribuito ad aggravare una situazione già drammatica. Scrive il giudice delle indagini preliminari Rosanna Saraceno che il modello di gestione dei rifiuti in Campania, ancora oggi è “piegato esclusivamente ad interessi economici e quindi incline, anzi aduso a violare qualsiasi interesse collettivo, persino quelli della salute e dell’ambiente”. Sin qui il quadro accusatorio che coinvolge i soggetti privati, e cioè i funzionari dell’azienda milanese Impregilo che ha subito pesanti contraccolpi in Piazza Affari, con un calo del 3,91 per cento, quando la notizia degli arresti per i suoi manager in Campania è diventata di dominio pubblico.
Ma è sferzante il giudizio del gip Rosanna Saraceno soprattutto nei confronti di chi avrebbe dovuto garantire il rispetto della legge. Con analisi false, infatti, spiegano i magistrati inquirenti, chi avrebbe dovuto controllare che nelle discariche ci finissero solo determinati rifiuti solidi urbani, ometteva di denunciare alla magistratura lo sversamento anche di scorie pericolose. Un contesto criminale che coinvolge anche funzionari come Marta Di Gennaro, persona di stretta fiducia di Guido Bertolaso alla Protezione civile e sua vice quando l’attuale sottosegretario è stato commissario di governo a Napoli tra l’ottobre del 2006 e il luglio del 2007. Alcuni di questi comportamenti moralmente riprovevoli e, secondo l’accusa, penalmente rilevanti, vengono condensati in numerose intercettazioni telefoniche accluse agli atti dell’ordinanza di arresti (ben 643 pagine), in cui spesso compare il nome di Bertolaso. La mazzata giudiziaria arriva nel momento meno opportuno, e cioè quando la protesta sembrava essersi placata, nel giorno della rimozione dei blocchi stradali e l’inizio delle indagini geologiche nel sito scelto come discarica a Chiaiano, il quartiere napoletano che nei giorni scorsi è stato teatro di violenti scontri tra polizia e manifestanti antidiscarica. Bocche cucite in Procura, dove il capo degli uffici giudiziari Giovandomenico Lepore ha però voluto sottolineare che gli inquirenti sono al lavoro per fare chiarezza nello scandalo milionario dei rifiuti ed evidenziare che gli arrestati non hanno più alcun ruolo e competenza nel Commissariato di Governo. Lepore, per la verità, si è spinto anche un po’ oltre, invitando la gente “ad avere fiducia nel sottosegretario Bertolaso che ha preso in mano le redini di questa emergenza” e sperare “che con la collaborazione di tutti si possa uscire da questa grave crisi”. Parole sincere di incoraggiamento, ma non esattamente rispondenti al vero. La principale indagata, Marta Di Gennaro, innocente fino a prova contraria, infatti, era ed è la principale collaboratrice di Bertolaso, al punto che l’ha accompagnato a Napoli il 21 maggio passato ed è uscita assieme a lui, sotto braccio, dal Palazzo del Governo, dove il premier Silvio Berlusconi l’ha investito del difficile compito di chiudere la parentesi più triste della storia di una regione da mesi sommersa dai rifiuti.

CAPITOLO INTERCETTAZIONI TELEFONICHE
Non sono al momento indagati ma i nomi del sottosegretario Guido Bertolaso, di Giacomo Aiello e Angelo Borrelli, rispettivamente i responsabili dell’ufficio legislativo e dell'ufficio economico del Dipartimento della protezione civile, e del responsabile della Direzione generale per la qualità della vita del ministero dell'Ambiente Gianfranco Mascazzini, compaiono spesso negli atti dell'inchiesta napoletana che ha portato agli arresti domiciliari 25 persone. Bertolaso appare in numerose intercettazioni telefoniche con Marta Di Gennaro (tenuta sotto osservazione dai carabinieri del Noe), sua vice quand’era a capo del commissariato per l’emergenza. Quasi tutte le telefonate sono relative alla realizzazione di discariche che ancora oggi dovrebbero essere allestite, almeno in base al decreto legge approvato dal governo Berlusconi. Nelle conversazioni si discute, spesso con toni concitati, qualche volta con espressioni fin troppo colorite, delle discariche di Valle della Masseria, a Serre, nel Salernitano, a poche centinaia di metri dal fiume Sele e accanto ad un’oasi naturalistica del Wwf e del sito di Terzigno, nel Napoletano, nel cuore del Parco nazionale del Vesuvio. A Terzigno, per legge, all’interno della cava scelta, dovrebbe andarci solo Fos (frazione organica stabilizzata), materiale non inquinante frutto della lavorazione dei rifiuti utile a riempire la profonda buca e dunque a ricomporre morfologicamente il territorio. Dalle intercettazioni telefoniche, invece, emerge che al Commissariato per i rifiuti, ci sarebbe stato il tentativo di utilizzare il sito come discarica dove metterci dentro tal quale, rifiuti indifferenziati. Operazione contro la quale si sono battuti i cittadini, gli amministratori locali e gli amministratori del parco del Vesuvio.
Intercettazione telefonica del 28 giugno del 2007, al telefono Marta Di Gennaro e Guido Bertolaso.
Di Gennaro:…. “Sono francamente molto preoccupata perché se proprio devo dirtela tutta, l’utilizzabilità del sito di Terzigno la vedo problematica”
Bertolaso: “Perché, che cosa si deve fare? Ma a noi chi ci impedisce di portare la Fos?”
Di Gennaro: “No, nessuno. Loro (si riferisce a chi si oppone alla discarica) si sono offesi perché noi abbiamo portato un progetto preliminare di discarica…Se lo facciamo corriamo il rischio che arriva il primo cittadino e ci blocca tutto”.
Bertolaso: “Perché ci blocca, sulla base di che cosa ci blocca?”.

martedì 27 maggio 2008

OPERAZIONE "ROMPIBALLE", 25 ARRESTI AL COMMISSARIATO PER L'EMERGENZA RIFIUTI: AGLI ARRESTI ANCHE LA VICE DI BERTOLASO. INDAGATO IL PREFETTO PANSA

E' denominata "rompiballe" l'operazione del Noe dei carabinieri che hanno eseguito stamani 25 ordinanze agli arresti domiciliari nell'ambito di un'inchiesta sull'attività del commissariato dei rifiuti in Campania. A quanto si è appreso, la denominazione trae spunto da un'intercettazione telefonica e fa riferimento all'improprio trattamento delle cosiddette 'ecoballe' di immondizia che, a quanto pare, per un determinato periodo di tempo, sarebbero state frantumate e il cui contenuto sarebbe poi stato sversato in discariche. Titolari dell'inchiesta che ha portato agli arresti domiciliari sono i pm della procura di Napoli Paolo Sirleo e Giuseppe Noviello, coordinati dal procuratore aggiunto, Aldo De Chiara. Si tratta degli stessi magistrati che conducono l'inchiesta sull'attività del commissariato per i rifiuti che ha portato al rinvio a giudizio ed al processo, appena cominciato, tra gli altri, per il presidente della Regione Campania, Antonio Bassolino e per i vertici della società Impregilo. Al prefetto di Napoli, AlessandroPansa (nella foto con Bertolaso), sarebbe stato inviato un avviso di garanzia. Agli arresti domiciliari, invece, sono finiti Marta Di Gennaro, vice di Guido Bertolaso e suo principale collaboratrice sia al commissariato di governo per l'emergenza rifiuti che alla Protezione civile. Agli arresti anche Michele Greco, capo della protezione civile regionale della Campania.

MONNEZZOPOLI, INDAGATO IL PREFETTO DI NAPOLI ALESSANDRO PANSA PER IRREGOLARITA' NELLA GESTIONE DEL COMMISSARIARO PER L'EMERGENZA RIFIUTI

Presunte irregolarità nella gestione del Commissariato di Governo per l'emergenza spazzatura. Con questa accusa è indagato nell'ambito dell'inchiesta sul ciclo dei rifiuti il prefetto di Napoli Alessandro Pansa, che sostituì Guido Bertolaso alla guida della struttura governativa che da 15 anni si occupa dell'emergenza rifiuti in Campania. Un'emergenza che ha ingoiato 2milardi di euro senza risolvere il problema. Uno sperpero di denaro pubblico che non ha pari, se non nella ricostruzione post terremoto sempre in Campania, nella storia della repubblica italiana. L'avviso di garanzia porta la firma di Paolo Sirleo e Giuseppe Noviello, i due giovani e coraggiosi magistrati che hanno svelato il business che ha contraddistinto il disastro rifiuti in Campania.

lunedì 26 maggio 2008

SEXY GIRL IN SLIP A COVERCIANO TRA GLI AZZURRI CHE SI ALLENANO PER GLI EUROPEI


Come nella miglior tradizione anglosassone degli 'Streakers', due giovani ragazze hanno fatto irruzione durante l'allenamento della Nazionale italiana. Partite di corsa dagli spalti, si sono lanciate verso i calciatori spogliandosi nella corsa, per poi essere successivamente bloccate dal servizio d'ordine. Urla di approvazione da parte del pubblico spettatore, incredulo e divertito da questa inaspettata esibizione. Un bello spettacolo, certo meglio degli allenamenti degli azzurri in vista degli Europei.

DIEGO ARMANDO MARADONA JUNIOR AL GOLDEN GOAL DI SORRENTO PER IL TORNEO VIP DI TENNIS CON AMAURI E PER PRESENTARE IL LIBRO "MARADONA, MIO PADRE"


Fervono i preparativi per l'organizzazione della prima edizione del premio 'Golden Goal', il Gran Galà del calcio italiano che si terrà a Sorrento all'Hotel Parco dei Principi dal 29 maggio al 1 giugno, organizzato dal giornalista Mediaset e di Radio Kiss Walter De Maggio. Molte le iniziative collaterali legate alla kermesse, patrocinata dal comune di Sorrento, che culminerà nella serata di gala di sabato 31 maggio in cui saranno attribuiti importanti rinascimenti a sportivi e personaggi del mondo del calcio. Nel corso del meeting verrà presentato anche il libro di Anna Maria Chiariello "Maradona, mio padre".

All'interno del meeting è previsto un torneo di tennis "Vip", cui parteciperà, tra gli altri, l'attaccante Amauri, che insieme a Diego Armando Maradona jr, Stefano Tacconi, Roberto Cravero, Pino Taglialatela e tanti altri si contenderà sulla terra rossa sorrentina il "Golden Tennis".

LA GUERRA DEI RIFIUTI A CHIAIANO, I MANIFESTANTI DISCUTONO SULLA NECESSITA' DI RIMUOVERE FILO SPINATO E CASSONETTI COME SEGNO DI DISTENSIONE


Rimuovere il filo spinato dalle barricate di cassonetti che ostruiscono la via principale di accesso alle cave di Chiaiano, per dare "un forte segnale di distensione, soprattutto alle forze dell'ordine". E' uno dei punti contenuti nella bozza di proposte che verranno sottoposte all'esame dell'assemblea pubblica slittata alle 21.
"Rendere mobili le barricate - spiega Angelo, uno dei membri del presidio - è un passo che vorremmo fare dopo la proposta avanzata ieri da Bertolaso di far svolgere i rilievi tecnici secondo le norme Ue. Diciamo no allo scontro, e sì al dialogo. Una posizione che avevamo anche nei giorni scorsi, quando gli scontri sono stati provocati perchè i manifestanti in prima fila ricevevano calci provocatori da parte della polizia".

APPELLO DI GIGI D'ALESSIO AI NAPOLETANI: BASTA SCONTRI, CALMA E DIAMO UNA MANO ALLO STATO PER RIPULIRE NAPOLI


"Napoletani, ora diamo una mano allo Stato. In questo momento serve solo questo. E' l'unica strada, non c'è altra soluzione. Poi si pensa...". L'appello alla calma viene da Gigi D'Alessio, un napoletano doc. Il cantante ha ricordato che "era prevedibile che ci sarebbero state decisioni impopolari. E adesso non si può che agire così, perchè tra 10 giorni scoppia il gran caldo e allora che si fa? Si rischia di avere una situazione esplosiva dal punto di vista sanitario peggio di quella che ci fu al'epoca del colera. E che vogliamo veramenteritrovarci così a Napoli e dintorni?".
Stop dunque agli scontri in piazza, dice D'Alessio, e da napoletani occorre dare invece un contributo concreto alla soluzione del problema, "in attesa che i termovalorizzatori siano realizzati. Quello di Acerra è certamente insufficiente, bisogna averne degli altri e dobbiamo aspettare che ci siano. Ora bisogna quindi in qualche modo "subire", detto tra virgolette, portare i rifiuti nelle discariche e quando i termovalorizzatori ci saranno, allora recuperare quelle aree e
bonificarle per trasformarle in luoghi vivibili per la comunità".

DISASTRO RIFIUTI, ALLARME COLERA A NAPOLI. MARIA TRIASSI, ORDINARIO DI IGIENE AL POLICLINICO FEDERICO II: ANDIAMO VERSO UN PUNTO DI NON RITORNO


Maria Triassi, ordinario di Igiene presso il Policlinico Federiciano di Napoli, torna a tuonare contro il lassismo e il clima di perniciosa attesa rispetto al dramma dei rifiuti in Campania. "La situazione - ha spiegato la scienziata - è pericolosamente vicina a un punto di non ritorno. Cosa si aspetta? Un altro colera?". A giudizio della Triassi "ormai siamo alla cosiddetta fecalizzazione dell'ambiente. Chi nega il rischio, è un irresponsabile". Di qui, dalla Triassi, un vero e proprio "allarme igienico per Napoli e provincia". "Chi, tra gli addetti ai lavori, ancora nutre dubbi e scetticismi sul grave livello degenerativo della crisi rifiuti, chi insomma sta negando l'evidenza - accusa - se la vedrà con la propria professionalità e la propria coscienza. Apprendo, ad esempio, di dichiarazioni su un allarme topi che viene definito ingiustificato perchè nulla proverebbe che i ratti siano infetti: non so come in coscienza si possa affermare questo. I topi, gli insetti, le blatte, sono viceversa veicoli infettivi ad alto potenziale: chi afferma il contrario, mente spudoratamente". "Scientificamente - conclude - è molto più corretto purtroppo parlare di fecalizzazione dell'ambiente".

TORRE ANNUNZIATA, FUNZIONARIO DEL FISCO ARRESTATO MENTRE DAI FINANZIERI MENTRE INTASCAVA UNA MAZZETTA DA 15MILA EURO

si chiama Antonio Venetucci, ha 42 anni, ed è un funzionario dell’Agenzia delle Entrate di Castellammare di Stabia. I militari della Guardia di Finanza l’hanno arrestato mentre intascava una bustarella di 15 mila euro, prima tranche di un pagamento da 30mila, per addomesticare un accertamento fiscale che poteva portare l’imprenditore a pagare oltre 100mila euro all’Erario. La concussione è tutta in un filmato che costituisce la prova della commissione del reato. Le riprese sono state effettuate dai militari dopo la denuncia dell’imprenditore pochi giorni fa. All’appuntamento fissato con il funzionario dell’Agenzia delle Entrate per pagare la prima rata della mazzetta, nei locali dell’azienda, c’erano anche i finanzieri, che di nascosto hanno filmato tutto, fino alla consegna del pacco con 15mila euro preventivamente siglate dai baschi gialli con inchiostro invisibile. Al momento in cui l’esattore del Fisco infedele ha richiesto ed ottenuto i soldi dall’imprenditore, i finanzieri l’hanno ammanettato. Il magistrato della procura di Torre Annunziata gli ha contestato il reato di concussione ed ora sta verificando se il Venetucci, già dimostratosi infedele, ha tenuto nei confronti di altri contribuenti lo stesso tipo di comportamento.

IL CENTRAVANTI AZZURRO MARCO BORRIELLO: LA CAMORRA? C'E' SEMPRE STATA. LO STATO? E' ASSENTE. SPERO CHE BERLUSCONI FINALMENTE AIUTI NAPOLI


Non vede l'ora di andare a vedere Gomorra, film di Matteo Garrone premiato a Cannes. Marco Borriello, centravanti del Genoa e della Nazionale, nato 26 anni fa a Napoli e cresciuto nel quartiere di San Giovanni a Teduccio, ammette però di non aver bisogno di vedere il film o leggere libri per sapere qual è la drammatica realtà della sua città. A partire dall'emergenza rifiuti. "Ora gli abitanti di Chiaiano protestano - ha detto Borriello - mi auguro però che capiscano che se la situazione non si risolve, ci sarà una sola conseguenza: crescera' l'immondizia di Napoli". L'attaccante ricorda di aver passato tutti gli anni dell'infanzia per le strade del suo quartiere, e ne trae un'amarissima conseguenza. "La camorra c'è sempre stata, sempre ci sarà. Perchè con la camorra la gente vive, la gente mangia. In un certo senso, è costretta. Stato assente? Sì lo Stato manca. Spero che Berlusconi e il suo governo risolvano il problema dei rifiuti. Lui ne ha le qualità". "Non è bello vedere Napoli in queste condizioni - ha aggiunto Borriello - evidentemente chi ha amministrato in questi anni ha commesso degli errori. Credo che a governare siano stati Iervolino e Bassolino. Spero che Napoli si rialzi, un po' come ha fatto la squadra di calcio. Ma per me non c'è bisogno di libri o di film per capire qual è la situazione. Io per quelle strade ho vissuto".

CAMORRA, RETATA NEL CLAN DEI CASALESI. IN CELLA BOSS E COLLETTI BIANCHI DEL CASERTANO

Appalti pilotati, consultazioni elettorali truccate, usura, estorsioni e riciclaggio di denaro sporco: sono solo alcune delle accuse contestate agli indagati finiti in cella nel corso di un blitz dei carabinieri nel Casertano contro boss, gregari e colletti bianchi del clan dei Casalesi. E' l’ultima tranche di una maxi inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Napoli che svela i pesanti condizionamenti e le infiltrazioni della camorra nelle istituzioni locali, soprattutto là dove è forte e radicata la presenza dell’organizzazione criminale. Non solo arresti, ma anche sequestri di beni. I carabinieri hanno infatti notificato agli arrestati (una cinquantina sui 60 provvedimenti firmati dal giudice delle indagini preliminari) un decreto di sequestro di beni per un valore di oltre 80 milioni di euro. Ville e appartamenti a Roma (dove spesso hanno trovato ricovero latitanti eccellenti della cosca) ma anche terreni e aziende agricole del casertano dove il clan riciclava il denaro frutto delle attività illecite.
Tra gli arrestati ci sono anche 4 donne e un cancelliere della procura generale.. quest’ultimo, in cambio di appoggio elettorale in competizioni locali, informava, secondo l’accusa, i camorristi dei procedimenti penali in corso. Dall’inchiesta emerge in maniera chiara quanto inquietante come la cosca dei casalesi si comporti nel Casertano come uno Stato nello Stato… Infatti, tra le scoperte più interessanti dei carabinieri, c’è sicuramente quella dell’esistenza di una sorta di onorata previdenza della camorra. I boss che mensilmente inviano somme di denaro tra i mille e i 2 mila euro alle mogli dei picciotti finiti in cella oppure uccisi per servire la cosca camorristica.

domenica 25 maggio 2008

MARADONA JUNIOR: VADO IN ARGENTINA PER CONOSCERE LA GENTE DI QUEL PAESE CHE AMO E VEDERE MIA SORELLA JANA. MARADONA? E' MIO PADRE E GLI VOGLIO BENE

In Argentina i media hanno rilanciato alla grande la notizia della pubblicazione del libro "Maradona, mio padre" di Anna Maria Chiariello. C'è grande attenzione verso il libro, tutti vogliono capire che cosa si racconta in questo libro, come ne esce l'idolo Diego Armando Maradona, sono incuriositi dai sentimenti del figlio napoletano del pibe. Radio e televisioni argetine cercano il piccolo Diego in Italia, lo intervistano, ne richiedono la presenza in Argentina. Ed è lì che il giovane figlio napoletano del Pibe de Oro andrà a metà giugno. A Buenos Aires, per conoscere gli argentini (che l'hanno sempre amato), per sapere dove viveva il padre e soprattutto per conosdere Jana, un'altra figlia di Diego Maradiona riconosciuta da un Tribunale argentino.

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA GIORGIO NAPOLITANO: SONO STATO TIFOSO E AMMIRATORE DI DIEGO ARMANDO MARADONA



Tra i tifosi del grande Maradona c'è anche il nostro Capo dello Stato. Giorgio Napolitano l'ha confessato ai giornalisti alla finale di Coppa Italia vinta dalla Roma. "Sono stato tifoso e ammiratore di Maradona e del Napoli dell'epoca" ha confessato il Presidente dopo aver commentato il gol di Pelè alla Roma. Insomma, un gol bellissimo quello di Pelè ma niente a che vedere con quelli di Diego Armando Maradona.

RIFIUTI, ANCORA ROGHI E ATTI DI TEPPISMO IN CITTA'. A CHIAIANO INVECE UNA NOTTE TRANQUILLA DOPO SCONTRI E ARRESTI


Non si ferma l'emergenza roghi a Napoli e nella sua provincia: i vigili del fuoco sono stati costretti ad intervenire 20 volte nella notte tra sabato e domenica. Pochi rispetto ai disastri dei giorni scorsi, ma per la prima volta gli incendi sono stati appiccati anche nei luoghi della movida del sabato sera, nel "salotto buono" di Napoli, dove da giorno non c'è emergenza rifiuti. I vigili del fuoco sono intervenuti infatti in via Bisignano, zona di molti locali notturni, pub, bar, disco night affollata da giovani e giovanissimi napoletani. La notte a Chiaiano, ieri quartiere teatro di una battaglia campale tra polizia e manifestanti, è trascorsa tranquilla. Restano però negli occhi le immagini dei violenti scontri . Al presidio della protesta sono rimaste un centinaio di persone, che hanno passato la notte in strada, per monitorare le vie di accesso alla zona individuata dal commissariato per l'emergenza rifiuti in Campania come sito per la discarica. Il territorio è stato controllato dalle forze dell'ordine.

sabato 24 maggio 2008

"MARADONA MIO PADRE", L'ULTIMA FATICA EDITORIALE DI ANNA MARIA CHIARIELLO SBARCA ALLA LIBRERIA FNAC DEL VOMERO E VA A RUBA

Il libro "Maradona mio padre" di Anna Maria Chiariello, Tullio Pironti Editore, 12,80 euro, è esposto in bella mostra anche all'ingresso della Fnac del Vomero.

MONNEZZA TOUR NAPOLETANO, LE FOTO PIU' SIMPATICHE PER SORRIDERE ANCHE DEL DISASTRO RIFIUTI




...Altre foto del Monnezza Tour.....

MONNEZZA TOUR, CARTELLONI E ALTRE AMENITA' PARTENOPEE PER SORRIDERE PERSINO DELL'EMERGENZA RIFIUTI






Foto di cartelloni divertenti partoriti dai napoletani in questa emergenza rifiuti. Fanno sorridere ma esprimono un dramma. Insomma ci sarebbe poco da ridere, ma si sa a Napoli riescono ad esorcizzare pure la peste se è necessario.

APPELLO DI MARADONA PER LA LIBERAZIONE DI AUNG SAN SUU KYI


"Abbiamo un Premio Nobel e la teniamo in carcere? Liberiamola!". E' l'appello di Diego Armando Maradona per la liberazione di Aung San Suu Kyi, premio Nobel per la pace agli arresti domiciliari in Birmania per la sua opposizione alla giunta militare che detiene il potere nel Myanmar. L'ex stella del calcio argentino si è unito alla campagna 'Burma It Can't Wait' (in italiano "La Birmania non può aspettare") promossa da due organizzazioni umanitarie statunitensi. Maradona è apparso in un video sul sito internet dell'organizzazione, www.burmaitcantwait.org. L'ex calciatore definisce "un'ingiustizia" il trattamento riservato a Aung San Suu Kyi, che "non è libera di stare con il suo popolo", e ricorda che il Premio Nobel per la pace è stata "eletta dal popolo e non può essere presidente perchè i governatori della Birmania non glielo consentono e la tengono in carcere". "Il governo della Birmania vuole liberarla, ma dovrebbe lasciare il paese", prosegue El Pibe de Oro. "Lei vuole restare e lottare per quello che ha conquistato con il suo popolo". Prima di Maradona, erano apparsi in video per la campagna "Burma It Can't Wait" molte stelle di Hollywood, fra cui Jennifer Aniston, Sylvester Stallone e Eva Longoria.

MONNEZZOPOLI, SCONTRI E ALTISSIMA TENSIONE A CHIAIANO. MOBILITAZIONE ANCHE A SERRE, NEL SALERNITANO, DOVE E' GIA' OPERATIVA UNA DISCARICA REGIONALE


Scontri durissimi, arresti e denunce a Chiaiano, quartiere scelto come sito dove allestire una discarica. Situazione di grande tensione ancora, con un corteo di protesta che vedrà alla testa politici locali e non di tutti gli schieramenti. Clima di mobilitazione anche a Serre, nel Salernitano. Nella cittadina la gente è pronta a fare le barricate perchè si sente tradita. Dopo aver accettato, non senza tensioni e scontri, di ampliare la discarica di Macchia Soprana, che allo stato è l'unica discarica regionale aperta in Campania, secondo il piano di Bertolaso, dovrebbe accettare anche l'allestimento del sito di Valle della Masseria. Domani, alle 16, il sindaco Palmiro Cornetta, è stato convocato a Napoli al Commissariato di governo per l'emergenza rifiuti. In quella sede gli notificheranno l'avvio dei lavori a Valle della Masseria. Serre sarà la discarica di Salerno e dei comuni salernitani. E in caso di emergenza anche di Napoli. Queste le indiscrezioni. Sia la discarica di Chiaiano che quella di Serre, nelle prossime ore, dovrebbero essere recintate e presidiate dalle Forze Armate.

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"MARADONA MIO PADRE" PRESENTATO A VENAFRO. DIEGO JUNIOR: NON NUTRO RANCORE VERSO PAPA', SPERO SOLO CHE POSSA VIVERE AL MEGLIO LA SUA VITA



"Eravamo a Fiuggi su un campo da golf - ha detto Diego Armando Maradona Junior -, poco distante da me c'era Maradona. Quello era mio padre ed io ero lì perchè volevo conoscerlo. Poi però ho pensato: ma questo è Maradona...". Cosi' Diego junior ha raccontato il primo incontro con il padre qualche anno fa, a margine della presentazione del suo libro "Maradona mio padre", Tullio Pironti Editore, a Venafro (Isernia), scritto dalla giornalista Annamaria Chiariello, inviata del Tg5. "Recuperare il tempo perduto? Io non ho mai portato rancore verso mio padre. Ora sono grande, prima avevo bisogno di lui. Ora voglio solo che lui stia bene. Che pensi prima a lui e pensi a Jana, un'altra sua figlia riconosciuta che vive senza l'amore di un padre". E' Diego Armando Maradona Junior a parlare così di suo padre, il più grande calciatore al mondo mai nato, la leggenda vivente del calcio. Lo ha fatto a Venafro dove lui vive da quasi un anno, perchè gioca nella locale squadra di calcio (Serie D). Diego Junior, che di recente ha giocato anche le qualificazioni mondiali con la nazionale di beach soccer (vestendo, ovviamente la maglia numero 10) non serba alcun rancore verso il padre e con l'autrice ha spiegato che il libro non è contro Maradona, ma è un contributo alla verità su come sono andate le cose tra l'attaccante argentino e Cristiana Sinagra, la madre di Maradona jr e poi la vicenda giudiziaria per il riconoscimento.
"Ho sofferto nell'adolescenza - ha aggiunto Diego jr - perchè in quell'età non si capiscono molte cose, ho sofferto per le tante bugie su mia madre. Ho sofferto perchè ho dovuto aspettare tanti anni per conoscere mio padre". Ha infatti incontrato per la prima volta il 're argentino di Napoli' quando aveva 17 anni, oggi ne ha quasi 22. Insomma Diego jr vive e subisce, come ogni napoletano, il fascino del mito del numero 10 che guidò la squadra verso lo scudetto. "Purtroppo - ha detto ancora Diego jr - quando mi chiedono del carattere di mio padre, dei suoi pregi non so mai che dire. Però chi lo ha conosciuto mi ha detto che è molto generoso". Maradona sa che è stato pubblicato un libro sulla storia della controversa paternità? Annamaria Chiariello, l'autrice del libro che in pochi giorni ha venduto tremila copie solo in Campania, ha detto di avergli anche inviato una copia e spera, con il contribuito di Maradona, di poter scrivere un altro finale, "un finale d'amore. Il mio sogno - ha detto Anna Maria Chiariello alle 200 persone che affollavano la sala congressi del Venafro Palace Hotel per la manifestazione organizzata dall'europarlamentare Aldo Patriciello - è quello di vedere Diego riabbracciare il figlio napoletano e goderselo".

ITALIE DECHETES, TROIS MANIFESTANTS ET SIX POLICIERS SOUFFERENT DE CONTUSION


Des heurts ont eu lieu vendredi soir r Naples entre la police et des manifestants protestant contre l'ouverture d'une décharge prévue par le gouvernement Berlusconi dans le cadre de son plan contre la crise des ordures, a constaté un photographe de l'AFP. Trois manifestants et six policiers souffrent de contusions. Un millier de manifestants se sont rassemblés r Chiaiano (périphérie nord-ouest) et ont bloqué la route menant au site pour empecher son acccs aux forces de l'ordre. Des manifestants ont tenté d'incendier un bus et ont jeté des pierres sur les policiers, qui les ont chargés en faisant usage de gaz lacrymogcne. La situation était revenue au calme vers 23H00 (21H00 GMT), a indiqué r l'AFP un responsable de la police. Sept manifestants ont été interpellés. Un correspondant de la télévision publique RAI Romolo Sticchi a affirmé avoir été frappé par un policier qui lui a confisqué sa caméra, selon l'Ansa. "Une réaction de ce type (de la part de la population, ndlr) était prévisible, je la comprends, mais il est de l'intéret de tous de mettre fin r cette tragédie nationale", a réagi le ministre de l'Intérieur Roberto Maroni. Le nouveau gouvernement de Silvio Berlusconi a annoncé mercredi r l'issue de son premier conseil des ministres r Naples (sud) une série de mesures destinées r régler la crise chronique des déchets dans cette ville et dans sa région, comprenant l'ouverture d'une dizaine de décharges. Chiaiano figure parmi les sites désignés par le gouvernement dont la liste officielle est attendue samedi, écrit l'Ansa. Plusieurs manifestations avaient eu lieu en mai r Chiaiano contre l'ouverture de la décharge, un site déjr retenu par le précédent gouvernement. M. Berlusconi a aussi déclaré mercredi que les sites seraient déclarés "zones militaires" et protégés comme tels.
"Les actions de blocage des minorités organisées ne seront plus tolérées", a-t-il averti, dans une allusion aux nombreuses manifestations, parfois violentes, régulicrement organisées par des habitants qui refusent la création de décharges sur leur commune. Les personnes incitant aux "désordres" contre la création de décharges risqueront jusqu'r 5 ans de prison tandis que ceux empechant leur aménagement seront passibles de trois mois r un an de prison, a averti le nouveau chef de gouvernement.

GARBAGE CRISIS, POLICE AND LOCALS CLASH IN NAPLES TRASH PROTEST




Police clashed with demonstrators in Chiaiano, a poor quarter of Naples on Saturday after a night of riots over the Italian government's attempt to end the chronic rubbish problem by opening new dumps against locals' wishes. Witnesses said two police officers and two protesters were hurt when police tried to remove a bus used as a barricade to block access to a landfill site at a quarry in the Chiaiano neighbourhood. Police said protesters had thrown a petrol bomb. The location of new dumps was being kept secret but clashes erupted overnight in Chiaiano, on the outskirts of the southern port city, after an official said it would be used for some of the trash piling up in the streets of Naples since the end of last year, when almost all dumps were declared full. New Prime Minister Silvio Berlusconi has made the crisis a top priority and passed a decree this week allowing new landfill sites and making them military zones, to dissuade protests.
He held a cabinet meeting in the city on Wednesday to highlight the trash crisis, which he has vowed to treat "exactly as if it were an emergency caused by an earthquake or volcano eruption". Politicians from right and left said they understood locals' sentiments but said landfills were more hygienic than leaving trash to rot or burn in plastic sacks in the street. The dumps are a temporary move while new waste incinerators are built. "The mayors of towns where tips will be opened must make people see that more damage is done to the environment and their health by rubbish tipped on the street and set on fire," said Maurizio Gasparri, from Berlusconi's conservative party. "The exasperation of the people in Chiaiano about being chosen for Naples' urban rubbish does not justify violence," said Ermete Realacci, shadow environment minister for the centre-left opposition. "And this is not dangerous waste." In the election campaign Berlusconi blamed the outgoing centre-left government for a crisis dating back 14 years which has caused illness and scared off tourists. But critics say he should have dealt with it when he was last premier from 2001-2006. The situation is further complicated by the involvement of the Naples mafia, or "Camorra", in the lucrative business of illegally disposing of toxic waste for Italian industry.

FOX NEWS SPIEGA IL DISASTRO RIFIUTI, FA VEDERE LE BELLEZZE DI NAPOLI E APPREZZARE L'OSPITALITA' DEI NAPOLETANI

Qualche giorno fa sono venuti a Napoli due amici carissimi, Greg Burke e Mario Biasetti, giornalista e producer di Fox News, la più importante Cable News Tv degli Usa. Inutile dire che a portarli in città per l'ennesima volta quest'anno è stata la necessità di spiegare agli americani il disastro rifiuti e le misure prese dal Governo per risolverlo. Sono persone senza nessun tipo di pregiudizio, che hanno cercato di capire il dramma e spiegarlo agli americani e quanti nel mondo vedono Fox News nella maniera più lucida possibile. Mi hanno lasciato davvero sbigottito perchè dopo aver spiegato l'emergenza rifiuti con un collegamento in diretta, sono rimasti a Napoli per girare e mandare in onda un servizio sulle bellezze della nostra città e sulla straordinaria ospitalità di cui siamo capaci.
Se volete vedere il servizio, cliccate questo indirizzo internet: http://onthescene.blogs.foxnews.com/2008/05/23/stop-trashing-naples/

REJA FIRMA PER UN ALTRO ANNO AL NAPOLI, EL POCHO LAVEZZI SOGNA UN'ALTRA STAGIONE FANTASTICA AL SAN PAOLO... E PENSA A MARADONA E ALLO SCUDETTO




Edy Reja riconfermato per un altro anno alla guida del Napoli. Ad ufficializzare la firma del trainer uno scarno comunicato stampa della società pubblicato sul sito internet del Calcio Napoli. "Sono contento - ha sottolineato il tecnico - di aver firmato proprio nel giorno del compleanno del Presidente De Laurentiis. Spero sia un segno beneaugurante".
Certo "era una formalità perché da sempre c'era la volontà reciproca mia e della società di proseguire il discorso tecnico avviato da quando sono qui a Napoli. Sono contento di poter dare seguito al progetto azzurro. So anche che avrò sempre maggiori responsabilità ma è soprattutto stimolante e gratificante poter cercare di ambire a risultati ancora più prestigiosi con questa squadra. Non sarà facile ma il nostro obiettivo è portare Napoli sempre più in alto". A portare il Napoli in alto, molto in alto in classifica già il prossimo anno sarà El Pocho Ivan Ezequiel Lavezzi, da sempre entusiasta del Napoli e della torcida azzurra.

"Il San Paolo è la cosa più emozionante che abbia mai visto" ha raccontato Lavezzi al sito ufficiale del Napoli. "La prima volta che ho sentito la gente urlare il mio nome è stato fantastico. Cantavano Pocho-Pocho e mi sembrava un sogno. Ho saputo che non facevano un coro così dai tempi di Maradona. E' stata una sensazione straordinaria. Da quel momento la maglia azzurra è antrata nel mio cuore. Io sono giovane ma giocare al San Paolo è la cosa più bella che possa esistere per un calciatore. Napoli è grande anche perchè questo stadio è unico al mondo. Quando
sali i gradini per entrare in campo senti gi il boato della gente. E' un'emozione che se non la si è mai provata non si può descrivere". Forse neppure lui stesso immaginava di far così bene sin dal primo anno in Italia. "Io sono venuto a Napoli con questo desiderio: essere immediatamente pronto per la squadra. Volevo giocar bene sin da subito e dimostrare che la Società ed il Direttore Marino avevano fatto bene a puntare si di me. Sono contento della stagione che ho disputato ma so anche che posso migliorare ancora tanto. Voglio dare sempre di più a questa maglia".

DISASTRO RIFIUTI, LA MONNEZZA RICOPRE DECINE DI COMUNI MA AI MEDIA INTERESSANO SOLO SCONTRI, BATTAGLIE E ARRESTI INTORNO ALLE DISCARICHE



In attesa della scelta ufficiale dei siti di discariche, delle forze dell'ordine schierate a difesa assieme all'Esercito e degli inevitabili scontri e arresti, della questura assediata da manifestanti che vorrebbero la scarcerazione di chi si è scontrato in strada con uomini in divisa, in pochi parlano della situazione monnezza sul campo. Nessuno parla o scrive di come si vive lontano da Napoli. Nessuno dice in quali condizioni si trovano alcune cittadine del Napoletano. Ai giornali, ovviamente, interessano gli scontri, la guerriglia, gli arresti, le battaglie intorno alle discariche. Ma se andate a Pozzuoli, tanto per fare un piccolo esempio. Se avete la sventura di passare per il lungomare di questa meravigliosa cittadina della costa che ha dato i natali alla bella Sofia Loren e che è una di quelle città che potrebbero fare la fortuna del turismo della Campania, scoprirete scene di disastro ambientale senza precedenti. Una cittadina bellissima dove non si raccoglie la spazzatura da settimane, dove il lungomare è un immondezzaio a cielo aperto, con un fetore insopportabile e seri rischi per la salute dei cittadini. E' l'altra faccia dell'emergenza rifiuti. Ma oramai nessuno ne parla.

RIFIUTI, SCELTE LE DISCARICHE: GUERRIGLIA A NAPOLI NELLA ZONA DI CHIAIANO. ARRESTI, DENUNCE E FERITI



Una cinquantina di persone hanno presidiato per l'intera notte le strade di acceso che conducono alla cava di Chiaiano, scelta come sito di discarica per Napoli. Alla rotonda di Marano, dove sono avvenuti gli scontri più duri con le forze dell'ordine, si è tenuta nel corso della notte una lunga assemblea non solo per decidere le iniziative da tenere nella giornata di oggi ma anche quelle da intraprendere per esprimere solidarietà ai tre manifestanti che sono stati arrestati nel corso della notte. Le forze dell'ordine presenti in zona sono sempre numerose. Gli agenti continuano a vigilare le principali arterie di collegamento della zona compresa tra Marano, Mugnano e Chiaiano. Sotto stretta vigilanza, come accaduto già nella giornata di ieri, la stazione della linea 1 della metropolitana che la scorsa settimana fu occupata da manifestanti. Intanto, al presidio cresce l'attesa per conoscere i nomi dei siti da destinare a discarica che dovrebbero essere indicati nel decreto che sarà pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale. Nel pomeriggio è previsto un corteo che partendo dalle strade di Marano arriverà alla discarica di Chiaiano. Sarà una giornata ad alta tensione. Ma "la scelta è fatta" e là dove sono previste le discariche, verranno aperte le discariche, ha spiegato Guido Bertolaso, sottosegretario all'emergenza rifiuti, che ovviamente non ha ufficializzato la scelta di Chiaiano, in quanto i siti si sapranno solo con la pubblicazione del Decreto legge sulla Gazzetta Ufficiale. Il bilancio di arresti, feriti, denunciati e danni è già da guerriglia metropolitana: 3 arresti (tra questi un leader dei centri sociali), 6 denunce a piede libero e 12 contusi (9 tra le forze dell'ordine).

venerdì 23 maggio 2008

"MARADONA MIO PADRE", NAPOLI IMPAZZISCE PER IL LIBRO SU DIEGO JUNIOR

Napoli impazzisce per il libro confessione di Diego Armando Maradona Junior scritto da Anna Maria Chiariello. Basta gironzolare un po' per Napoli per trovare il libro sia nelle migliori librerie della città che sulle bancarelle.

MONNEZZOPOLI, BERTOLASO TORNA E DETTA L'AGENDA DELLE COSE DA FARE SUBITO PER EVITARE IL DISASTRO: DISCARICHE, DIFFERENZIATA E 4 TERMOVALORIZZATORI






Ogni provincia della Campania avrà una sua discarica. Gli impianti per la raccolta, lo stoccaggio, il trattamento e lo sversamento dei rifiuti, così come i cantieri di importanti opere pubbliche diventano aree di interesse strategico nazionale, siti militari presidiati dalle Forze Armate. Violare questi luoghi significa commettere un reato che comporta il carcere. Le popolazioni che ospiteranno discariche saranno ricompensate dal punto di vista economico con fiscalità di vantaggio e opere pubbliche per la collettività. La Campania avrà quattro termovalorizzatori. Verrà incentivata la raccolta differenziata imponendo ai comuni di raggiungere gli obiettivi di legge, premiando gli enti locali virtuosi e punendo quelli viziosi. Queste ed altre sono le misure che il governo Berlusconi ha varato per fronteggiare il disastro rifiuti in Campania. Ad illustrarle a Napoli è stato il premier dopo aver nominato Guido Bertolaso (nella foto, intervistato dai giornalisti all'ingresso della Prefettura di Napoli) sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’emergenza rifiuti. Spetterà di nuovo a lui il compito di fronteggiare e risolvere quell'emergenza che Berlusconi paragona “ad un terremoto o ad un'eruzione vulcanica”. Per Bertolaso è un ritorno sulla tolda di comando di una macchina che conosce benissimo e che lasciò circa due anni fa in netto contrasto con l’allora ministro dell’ambiente Alfonso Pecoraro Scanio. Il Governo ha scelto lo strumento legislativo del decreto legge, che traccerà la strada maestra da seguire per Bertolaso. Un decreto che si compone di 17 articoli (numero che a Napoli non porta bene, tant’è vero che c’è chi come il ministro Gianfranco Rotondi si è affrettato a dire che sono 16 articoli più uno), tra i quali anche quello che prevede il coinvolgimento della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, che dovrà occuparsi di tutti i procedimenti per reati in materia ambientale e di rifiuti. Decisione che si è guadagnata il plauso del capo degli uffici giudiziari partenopei, Giovandomenico Lepore (nella foto assieme al procuratore generale Galgano).
“Abbiamo adottato un decreto legge che fa piazza pulita delle incertezze e che mira a tutelare la salute pubblica” ha spiegato Berlusconi ai tanti giornalisti presenti nella sala Ercole del Palazzo Reale di Napoli, ringraziando l’ex capo della Polizia, Gianni De Gennaro, per il lavoro svolto (il suo mandato di commissario straordinario all’emergenza scade tra 5 giorni) e di fatto salutandolo. Al posto di De Gennaro, già nei prossimi giorni, potrebbe arrivare la senatrice della Pdl Barbara Contini, che ha avuto esperienze di amministrazione in zone da ricostruire. Fu governatrice di Nassiriya nel martoriato Iraq quando al governo c’era Berlusconi.
“Non saranno più accettate azioni di minoranze organizzate”, ha tuonato Berlusconi, spiegando che le discariche saranno considerate siti militari presidiati dall'esercito e che “chiunque si introducesse abusivamente o impedisse l’accesso sarà punibile con l'arresto da 3 mesi a un anno. I promotori di disordini rischieranno fino a cinque anni”. Un giro di vite che mira a depotenziare o disattivare eventuali forme di protesta anche da parte delle popolazioni locali contro la scelta di siti come discariche. La Campania avrà quattro termovalorizzatori, ha spiegato il premier: quello di Acerra entrerà in funzione a fine anno. Tra trenta mesi invece sarà pronto quello di Salerno, poi ce ne sarà uno a Santa Maria La Fossa e uno nel Comune di Napoli. “Il sindaco di Napoli ha 30 giorni per indicare a Bertolaso il sito dove costruire il termovalorizzatore, altrimenti il neo segretario agirà con poteri sostitutivi”. Il governo, inoltre, ha intenzione, come ha annunciato il premier, di vigilare sulla raccolta differenziata, verificando che siano raggiunti i livelli necessari a contribuire alla soluzione del problema rifiuti: i Comuni della Regione che non raggiungeranno gli obiettivi della raccolta differenziata di rifiuti urbani, 25% per quest'anno, 35% per il 2009, del 50% per il 2010, subiranno un'imposta maggiorata sulla tariffa dei rifiuti conferiti nelle discariche pari rispettivamente al 25%, al 35% e al 50% per ogni tonnellata di rifiuto. Napoli ha un mese di tempo per presentare un piano per la raccolta differenziata. In caso contrario, ha detto Berlusconi, “provvederà autonomamente il sottosegretario Bertolaso”.
Il presidente del Consiglio ha fissato un termine per verificare i risultati dell'azione di governo: “Napoli -ha detto- è una città ospitale e io sarò qui a lavorare anche nel prossimo futuro, ma per tornare alla normalità e uscire dall'emergenza rifiuti dovremo aspettare trenta mesi. Io penso che l'emergenza possa rientrare e che i rifiuti debbano sparire in un tempo molto breve. Su questo punto garantisco che ciò avverrà. Ma per fare tutto questo bisognerà farsi aiutare anche da altre Regioni, e trovare discariche a norma di sicurezza in attesa che entrino in funzione i termovalorizatori, a cominciare da quello di Acerra”.

DIEGO MARADONA E' PRONTO AD INCONTRARE IL FIGLIO CHE HA COMMOSSO L'ITALIA PARLANDO DEL PAPA' OSPITE DI BARBARA D'URSO A MATTINA CINQUE


Diego Armando Maradona vuole rivedere suo figlio. Non ha ancora letto il libro-confessione di Diego Junior scritto da Anna Maria Chiariello, ma molti suoi amici italiani gli hanno raccontato per sommi capi quello che c'è scritto. I sentimenti del figlio napoletano, l'amore, la voglia di reincontrarlo, la passione per l'Argentina e per tutto quello che il papà adora. Tutto questo accade indipendentemente dal rapporto mai avviato con il padre. Il campione argentino, in ogni caso, pare che muoia dalla voglia di rivedere questo ragazzo che ieri ha commosso l'Italia parlando del padre a Mattina Cinque, programma curato da Alessandro Banfi e condotto da Barbara D'Urso e Claudio Brachino.

"MARADONA MIO PADRE", UNA STORIA VERA PIU' AVVINCENTE DI UN ROMANZO: L'ULTIMA FATICA EDITORIALE DI ANNA MARIA CHIARIELLO PER LA PIRONTI EDITORE


Domani, sabato 24 maggio maggio 2008, allle ore 10 e 30, al Venafro Palace Hotel, Anna Maria Chiariello, presenterà il suo ultimo libro "Maradona, mio padre", Tullio Pironti Editore, 12, 80 euro, in vendita da qualche giorno in tutte le librerie d'Italia, distribuito da Messaggerie Milano.
La scelta di Venafro per la prima presentazione ufficiale non è casuale. E' lì che Diego Junior gioca a calcio. E' lì che ha fatto l'ultimo campionato. E' lì che ha realizzato, proprio quest'anno, un gol da antologia. Ieri Anna Maria Chiariello e Diego Junior hanno presentato il libro a Mattina Cinque, ospiti di Barbara D'Urso e a Sky tg 24, in uno degli spazi di approfondimento, con Lavinia Spingardi e Paolo Fratter, i conduttori, a fare da padroni di casa. Sotto c'è l'indirizzo mail, cliccando il quale troverete una bella recensione del libro fatta dalla Gazzetta dello Sport. http://www.gazzetta.it/Libri/Primo_Piano/2008/Maradonajr.shtml

MONNEZZOPOLI-CAMPANIA, RIUSCIRA' SILVIO BERLUSCONI A RIPULIRE LA CAMPANIA?

Occhi puntati sul premier Silvio Berlusconi. Se l’espressione non suonasse blasfema diremmo che i napoletani aspettano l’arrivo del Cavaliere come i cristiani attendevano Gesù di Nazareth. Sarà lui a redimere la Campania sommersa dalla spazzatura e a mondarla dai rifiuti? In tanti sognano di sì, sperano che possa risolvere un’emergenza che da tre lustri offende immagine e dignità del Belpaese. Tifa per ‘o Cavaliere, così chiamano a Napoli Berlusconi, persino il governatore Antonio Bassolino. L’imputato eccellente nel maxi-processo sul disastro rifiuti non ha difficoltà ad ammettere pubblicamente che Berlusconi rappresenta l’ultima chance: “Napoli è allo stremo, l’unica possibilità che abbiamo è legata alla collaborazione con il Governo”.
C’è attesa dunque per il varo del piano del Governo per traghettare la Campania fuori dalla più drammatica delle crisi nel settore della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti. Tutti vogliono capire come e dove Berlusconi allestirà le discariche che la Campania non ha, comprendere se e quando verranno finalmente realizzati i tre inceneritori dei rifiuti progettati, finanziati ed in parte già realizzati ad Acerra (nel Napoletano), Santa Maria La Fossa (nel Casertano) e Salerno. Tutti vogliono sapere che cosa verrà fatto per avviare una seria raccolta differenziata in una regione che quotidianamente produce oltre 7.500 tonnellate di rifiuti e riesce a differenziarne poco più del 10 per cento.
Il premier troverà una città più pulita nel centro antico ma ancora sull’orlo del disastro ambientale nella periferia. Una Napoli che cerca di mettersi alle spalle barricate e incendi, guerriglia urbana e rabbia che nei giorni scorsi l’ha fatta sprofondare nuovamente nell’abisso della vergogna internazionale. Il primo ministro troverà una popolazione stremata, impaurita, allarmata, preoccupata anche per eventuali focolai infettivi causati dai veleni dei roghi e dai miasmi della spazzatura lasciata macerare in strada per giorni. Insomma, la monnezza di Napoli era ed è una tragedia nazionale per la politica e un disastro ambientale senza precedenti per l’Unione Europea che vuole castigarci davanti alla Corte di Giustizia di per violazione delle norme in materia di smaltimento dei rifiuti. La crisi dei rifiuti era ed è un colpo al cuore al turismo e all’economia della Campania che perderà circa un milione di ospiti stranieri nel bienno 2007-2008. L’emergenza infinita continuerà ad essere una grande opportunità di business per la camorra imprenditrice. Le cosche che in questi anni hanno fatto affari con l’emergenza rifiuti, aspettano di capire anche loro come il nuovo governo si muoverà, dove investirà risorse, in modo da poter modulare anche i propri investimenti nel settore. A lanciare un inquietante allarme sono i nostri servizi segreti, che si stanno occupando dell’emergenza rifiuti in Campania. In queste settimane di grande fibrillazione nel settore della raccolta e dello smaltimento della spazzatura, hanno offerto ai nuovi inquilini di Palazzo Chigi uno spunto investigativo, che però è già oggetto di una delicatissima inchiesta della procura di Napoli. Per il Cesis i clan riuscirebbero addirittura a fomentare e condizionare – durante le fasi più critiche dell’emergenza rifiuti o quando si tratta di aprire una discarica in un luogo piuttosto che in un’altro – anche le manifestazioni di protesta che portano in piazza tante persone, spesso inconsapevoli attori di rivolte alimentate da capipopolo al soldo di cosche camorristiche che certo hanno a cuore precisi piani d’affari e non la salubrità dell’ambiente. Quello che è certo, leggendo le relazioni dei Servizi segreti, è il fatto che il settore ambientale era e resta uno dei terreni di maggiore interesse operativo della criminalità organizzata, in particolare di quella napoletana e casertana. Conferma indiretta a questi ragionamenti viene dalle inchieste del coraggioso e super scortato magistrato napoletano Raffaele Cantone, dal 18 ottobre del 2007 trasferito in Corte di Cassazione a Roma per gravissimi motivi legati alla sua sicurezza. Aver osato mettere in discussione lo strapotere della cosca dei Casalesi (organizzazione criminale tra le più potenti d’Europa secondo Europol, ndr) nel business dell’ecomafia gli è costata una condanna a morte. A inizio maggio la scoperta dell’ennesimo piano per ucciderlo, che ha portato all’arresto a Ferrara di un superpentito, Augusto La Torre, che da un lato fingeva di collaborare con la giustizia e dall’altro lato faceva pedinare il magistrato e alcuni suoi congiunti per attentare alla sua vita. Uno dei tanti meriti di Cantone è quello di aver scoperto che i clan della camorra non si limitano più alla semplice realizzazione della discarica abusiva o al trasporto illegale di rifiuti tossici-nocivi, ma aggrediscono il redditizio mercato dei rifiuti con società di prestanome, aziende alla cui testa ci sono facce pulite, teste di legno. Aziende all’apparenza pulite, ma che possiamo senza alcun dubbio definire a prevalente capitale mafioso. Aziende che oggi si candidano anche a partecipare al prossimo grande affare in Campania. La bonifica dei siti inquinati.

giovedì 22 maggio 2008

"NAPOLI NAPOLI NAPOLI", DOCUFICTION DI ABEL FERRARA


E' in post-produzione la docu-fiction diretta da Abel Ferrara, "Napoli Napoli Napoli", progetto nato dall'incontro tra il cineasta newyorchese e Gaetano Di Vaio, ex microcriminale napoletano il quale, una volta fuori dal giro della malavita, inizia il suo impegno sociale nei quartieri malfamati della città, cercando di porre un argine alla criminalità giovanile con la sua associazione "Figli del Bronx", nata per aiutare ragazzi di strada attraverso l'utilizzo di molteplici forme d'arte, per rigenerare il tessuto sociale della zona.
"Napoli Napoli Napoli" non sarà solamente un ritratto della città in se stessa, ma uno sguardo profondo all'interno della sua umanità, così vitale e brutale, appassionata e crudele allo stesso tempo. E' un legame tra due anime oscure, dove il Bronx napoletano incontra il vero Bronx di New York, in cui Abel Ferrara è nato e cresciuto: "Napoli Napoli Napoli" è soprattutto la volontà di narrare la vita, anche in sella d una Vespa, catturando le vere sfaccettature della città", dice Abel Ferrara, che durante una serie di interviste ad un gruppo di donne incarcerate nella Casa Circondarile di Pozzuoli, rimane molto colpito dai loro racconti e affermazioni e decide di partire dalle loro esperienze per concepire tre diverse sceneggiature, scritte da Peppe Lanzetta, Maurizio Braucci, Gaetano Di Vaio e Mariagrazia Capaldo.

CANNES, TYSON E MARODANA MATTATORI ANCHE ALLA PRESENTAZIONE DI SODERBERGH


Applausi, ma non un'ovazione, a Cannes nella sala Debussy a fine della lunga prima proiezione stampa dell'atteso film di Steven Soderbergh che è stata intervallata da una pausa di 15 minuti nella quale sono state offerte acqua e cioccolata per la sopravvivenza. Di diverso tono la proiezione parallela, sempre di 4 ore e 28 nella sala Grand Theatre Lumiere dove alla presenza dell'intero cast, ospiti importanti come Tyson e Maradona, e soprattutto del protagonista assoluto del film Benicio Del Toro sono stati lunghi e sentiti.
Le due parti del film vanno dal primo incontro tra il medico argentino Ernesto Guevara e il fratello minore di Fidel Castro, l'attuale presidente di Cuba Raoul in un appartamento di Città del Messico nel '55 alla sua morte nella giungla boliviana nel '68. Il film di Soderbergh in concorso al Festival di Cannes e' un progetto frutto del lavoro di sette anni fortemente voluto da Benicio Del Toro che è anche produttore insieme al regista e a Laura Bickford.
Il film è una lunga avventura nella giungla, piena di combattimenti, spezzoni di repertorio in bianco e nero ricostruiti dei momenti piu' importanti della vita pubblica del Che ed anche scene in cui il rivoluzionario argentino insegna come fare la rivoluzione. Tra queste frasi: "un rivoluzionario è guidato prima di tutto dall'amore" "noi fuciliamo e continueremo a fucilare, la nostra rivoluzione è a morte".

martedì 20 maggio 2008

RIDOTTA IN FIN DI VITA LA SUOCERA DEL BOSS DEL CAMORRA RAFFAELE CUTOLO



In fin di vita la suocera del superboss della camorra Raffaele Cutolo. Nel pomeriggio i carabinieri della Stazione di Ottaviano sono intervenuti con il 118 in via Rosario San Giovanni di Ottaviano, dove Pasqualina Alaia, 78enne è stata trovata in una pozza di sangue, con una profonda ferita alla testa. Sulla base dei primi accertamenti e dei primi interrogatori dei vicini, è emerso che l’autore dell’episodio poteva essere il figlio, Giovanni Iacone, 48 anni, pregiudicato per estorsione, rapina, omicidio, associazione a delinquere di tipo mafioso ed altro, fratello di Immacolata Iacone, moglie del boss Raffaele Cutolo. Govanni Iacone è stato individuato nei pressi della stazione della circunvesuviana di Somma Vesuviana, dove i carabinieri hanno tentato di bloccarlo. L'uomo, però, dopo aver minacciato i carabinieri è scappato lungo i binari. E' iniziata una lunga fuga, conclusasi nei pressi della stazione dei carabinieri. Iacone è stato arrestato per resistenza e porto abusivo di armi oltre che per aver ridotto in fin di vita la madre. La donna è stata sottoposta ad un delicato intervento chirurgico presso l’ospedale San Giovanni Bosco di Napoli.

HOLA CHICOS, YO SOY EL DIEGO. DIEGO ARMANDO MARADONA COL TATUAGGIO DI ERNESTO CHE GUEVARA SULLA SPALLA SINISTRA


Chi ha avuto la fortuna di incrociarlo a Cannes ha potuto notare un Diego Armando Maradona in splendida forma. Una conferma dell'ottimo stato fisico in cui l'avevamo visto anche all'Olimpico di Roma nella partita di beneficenza. Speriamo abbia davvero un futuro ricco di salute e possa godersi altre cose belle della vita Dieguito. Ad esempio il figlio maschio che ha sempre desiderato, che ha avuto e che ha abbracciato una sola volta: Diego Junior. In questa foto presa dal sito di Indymedia si vede sulla pelle di Diego il tatuaggio del Che. Lo stesso che s'è fatto riprodurre anche Diego Junior.

MARADONA ATTACCA PELE': NON SEI DEGNO DI PARLARE DI ME




"Pelè non ha la dignità per parlare di me". Diego Armando Maradona non è uno che le manda a dire, peggio ancora se c'è Pelè di mezzo. Nelle scorse settimane O 'Rei ha dichiarato che, vista la sua dipendenza dalla droga, l'ex Pibe de Oro dovrebbe restituire tutto quello che ha vinto nel calcio così come succede con gli atleti che risultano positivi ai controlli antidoping, parole che Maradona, oggi al festival di Cannes per la presentazione del documentario-film sulla sua vita girato dal regista serbo Emir Kusturica, non ha certo gradito. "Mi dispiace per lui - ha commentato - Se non avessi fatto le cose che ho fatto nella mia vita non sarei secondo a nessuno. Avevo promesso alle mie figlie che non avrei mai più parlato di Pelè ma è più forte di me. Quando lui parla, parla trattando, ma l'affetto delle persone non si tratta. Dovrebbe stare più vicino ai giocatori che non a Blatter o Havelange". El Diez si pone innetta antitesi con Pelè e ringrazia Kusturica "che mi ha dato il rispetto di cui tutti noi esseri umani abbiamo bisogno. Quello che voglio dire attraverso questa pellicola è che anch'io posso parlare, che anch'io posso essere la voce della gente. Ho vissuto momenti molto duri ma ora sono qui, posso raccontarlo e posso vivere in maniera diversa". Poi una battuta su Julia Roberts, incrociata a Cannes: "sono un suo grande ammiratore, mi piacerebbe poter camminare dietro di lei, mi taglierei la mano per questo. Anche quella con cui ho segnato all'Inghilterra". Per la "Pretty Woman" non c'è "Mano de Dios" che tenga.

GIUGLIANO IN CAMPANIA, IN CELLA LA BANDA DEI VIGILI URBANI CHE INTASCAVA MAZZETTE PER CHIUDERE UN OCCHIO SUGLI ABUSI EDILIZI


Mazzette in cambio del silenzio sulle costruzioni abusive che spuntavano come funghi sul litorale. Così 23 vigili urbani del comune di Giugliano avrebbero macchiato d’infamia le divise e la reputazione del corpo di polizia locale. A dipingerli come una banda di delinquenti i magistrati della procura di Napoli che in una sola retata hanno mandato in galera 23 vigili, 13 imprenditori e 3 funzionari dell’ufficio tecnico comunale con accuse che vanno dall’associazione per delinquere alla concussione, corruzione, falso in atto pubblico ed altri reati ancora. Oltre ai 39 arresti, eseguiti all’alba contestualmente a decine di perquisizioni nelle abitazioni degli arrestati, ci sono altri 180 indagati, per lo più si tratta di proprietari di abitazioni abusive.
L’inchiesta era partita quasi in sordina all’inizio del 2007 quando una donna denunciò alla polizia il ricatto di un vigile urbano che pretendeva prestazioni sessuali in cambio del silenzio dalla proprietaria di un immobile dove erano stati eseguiti lavori senza autorizzazioni.
E’ bastato mettere sotto controllo il telefono del vigile sessuomane per scoprire che al comando c’era un gruppo criminale, è l’accusa della procura, che aveva stabilito un tariffario per non sequestrare immobili abusivi e una cassa comune dove finivano i soldi delle mazzette che venivano poi spartite.
Gli imprenditori palazzinari arrestati conoscendo la banda dei vigili urbani, pagavano per poter costruire tranquillamente. Le accuse, ovviamente, sono tutte da provare… intanto la procura le ha presentate al gip che le ha ritenute fondate tant’è vero che fatto ammanettare la metà del corpo dei vigili urbani di Giugliano.

"MARADONA BY KUSTURICA", IN SCENA A CANNES IL FILM SULLA VITA DEL CAMPIONE ARGENTINO GIRATO DAL REGISTA SERBO



Diego Maradona came to Cannes on Tuesday in a film that celebrates one of the most brilliant and wayward players in soccer history in a tone of near religious devotion. "Maradona by Kusturica" allowed Serbian director Emir Kusturica to indulge his idolisation of a sporting legend. "Nowadays, when popularity is projected through football as a supreme sport on the planet, he is qualified to be a god," Kusturica told a news conference after a screening at the Cannes film festival. Kusturica, two-times winner of the festival's Palme d'Or award, began making "Maradona" in 2005, when the former World Champion was a bloated shadow of his former self, battling health problems and the effects of years of drug abuse. "It wasn't particularly difficult to talk about. What is good is that I've survived to talk about it," Maradona said. Coming after U.S. director James Toback's sympathetic portrait of heavyweight boxer Mike Tyson, the film, showing out of competition, is the second at Cannes to focus on a charismatic but troubled sporting hero. Maradona, 47, went from the tough Buenos Aires suburb of Villa Fiorito to the pinnacle of his sport in a career culminating in a 1986 World Cup triumph that included two of the most famous goals in soccer history. His two strikes against England, one punched in with the aid of what he later called "the Hand of God" and another scored after a run through a mesmerised England defence, summed up Maradona's impudence and genius as a player.
But apart from grainy clips of some of his goals, there is little treatment of his playing career in a film that frequently focuses on the director, who in the opening sequence is introduced as "the Maradona of cinema". There is much denunciation of U.S. President George W. Bush,
shots of Maradona with Cuba's Fidel Castro or meeting members of Kusturica's family as well as footage of anti-globalisation protests and political exposition "We aren't all obliged to think as the Americans do," Maradona said. "We all have the right to think or speak or express ourselves. We all have the right to freedom." A self-proclaimed Church of Maradona, conducting marriages and pseudo-religious services is shown and adoring fans mob the star when he returns to Naples, the poor southern Italian city where he achieved some of his greatest successes. He speaks movingly about missing his daughters' childhoods because of his drug abuse and regrets that he would have been an even better player had it not been for his addictions. But, now looking trimmer, he says he has recovered and he rejected suggestions of a parallel with Tyson, who also went from sporting triumph to drug-induced disaster. "He lives in suffering, I live in joy, that's the
difference," he said.
In copertina il libro della giornalista Anna Maria Chiariello
Maradona, Mio Padre
220 pagine
Tullio Pironti Editore
12, 80 Euro

NAPOLI TRASH, MIGRANT ROWS WAIT FOR SILVIO BERLUSCONI ACTION


A resurgent trash crisis in Naples and squabbling over immigration pose challenges to newly elected Prime Minister Silvio Berlusconi as he finalises a sweeping security and economic reform package. Silvio Berlusconi is moving his cabinet to the troubled port city of Naples on Wednesday to agree on the reforms, the first major initiative of his conservative government since it came to power last month.
The prime minister promised during the election campaign he would base his government in the southern city instead of the capital Rome to resolve the rubbish crisis. The package, according to media reports, may include calling in the army to help clear away Naples' garbage and reimposing border checks to stem illegal immigration, despite Italy's membership in the European Union passport-free Schengen Zone. Berlusconi's attorney, Niccolo Ghedini, complained on Sunday that a bid to make illegal immigration a custodial offence was foiled when a party inside Berlusconi's coalition, the National Alliance, objected.
Ghedini said the cited concerns were that Italy would be seen as "excessively severe in European circles". He said he thought the measure would have been a good deterrent.
"We are very different than other countries ... We're the door to the Mediterranean and we need to defend ourselves." Europe's leading human rights watchdog and Spain both expressed concern last week over episodes of xenophobia and violence against immigrants in Italy. Italian police were forced to evacuate illegal Roma camps in Naples after local people, angry at a suspected baby-snatching incident involving a 17-year-old Roma girl, set fire to Roma shacks repeatedly during the night. Nobody was injured. Il Giornale newspaper, owned by Berlusconi's brother, cited a survey showing most Italians wanted to expel unemployed Roma, known in Italy as "nomads". Some 66.5 percent also said they favoured DNA tests and fingerprinting of all Roma for a census.

HERE COMES THE ARMY?
Naples, a symbol to many Italians of the country's inability to tackle corruption, organised crime and unemployment, again made headlines on Sunday for its inability to clear rubbish.
Residents set putrid piles of garbage ablaze, some of them blocking streets.
The trash problem -- the result of Naples' dumps being full - has been blamed on years of weak governance and organised crime.
Berlusconi was expected, according to one media report, to turn to the army to help restore order in Naples and could create secret trash dumps, presumably so citizens won't protest
when refuse goes to their neighbourhoods. The trash, and illegal tips of household and hazardous waste run by the local mafia known as the Camorra, are blamed for illnesses in local children and carcinogenic dioxins that were found in buffalo-milk mozzarella cheese earlier this year.
Defence Minister Ignazio La Russa said he also favoured calling in the army to join anti-illegal immigrant police patrols. He told Il Giornale their experience in foreign peacekeeping missions had prepared them. "Today the army is professional and has concrete preparation. In Afghanistan, Iraq and Lebanon policing was carried out in much more difficult situations," La Russa said. Also on Wednesday, Berlusconi's cabinet is expected to approve tax cuts that were at the heart of his campaign, including eliminating the tax on a primary residence.

MONNEZZOPOLI, ANCORA ROGHI E PROTESTE NEL NAPOLETANO. IL CENTRO ANTICO DI NAPOLI E' PIU' PULITO IN VISTA DELL'ARRIVO DEL GOVERNO



Siti di stoccaggio provvisori. E’ qui che finisce la spazzatura che stanno raccogliendo in queste ore dalle strade di Napoli e della provincia per alleviare le sofferenze di una popolazione allo stremo.
In questa situazione di disastro ambientale è partito il progetto medici-sentinella: 200 sanitari che controlleranno l’eventuale insorgenza di malattie infettive. Perché resta altissima la preoccupazione delle autorità sanitarie. Il presidente dell’ordine dei medici, Giuseppe Scalera, è allarmato e preoccupato allo stesso tempo. Ma sa che la situazione migliorerà in maniera significativa nelle prossime ore anche perché, oltre ai siti di trasferenza provvisori aperti, sono ripartiti anche i treni della monnezza per la Germania che ogni giorno trasferiscono negli inceneritori tdesci mille tonnellate di spazzatura.
Resta solo il problema dei roghi. L’appello del prefetto di Napoli a non bruciare la spazzatura è rimasto lettera morta. L’esasperazione, purtroppo, continua a generare atti di teppismo.

GIUGLIANO IN CAMPANIA, RETATA TRA I VIGILI URBANI E IMPRENDITORI PALAZZINARI

Associazione per delinquere, concussione, corruzione, falso in atto pubblico ed altri reati ancora. Sono le accuse che il giudice delle indagini preliminari Paolo Itri ha contestato a 39 dei 180 indagati nell’ambito di una delicata inchiesta che ha portato in carcere 23 agenti della polizia municipale di Giugliano in Campania, 13 imprenditori e 3 funzionari dell’Ufficio Tecnico comunale. Gli arresti sono scattati all’alba, contestualmente ad una cinquantina di perquisizioni eseguite negli uffici comunali dove gli indagati prestavano servizio.
Tra gli arrestati ci sono molti vigili urbani in servizio nel distaccamento di Lago Patria, frazione rivierasca di Giugliano, terza città della Campania con oltre 100 mila residenti. Dalle indagini della polizia sarebbero emersi anche contatti con personaggi legati alla locale malavita organizzata che avrebbe lucrato sul business milionario dell’edilizia abitativa privata… In molti casi, avrebbero accertato gli inquirenti, interi complessi edilizi sarebbero stati realizzati in maniera abusiva, e cioè senza alcuna concessione edilizia, oppure in palese difformità rispetto alle autorizzazioni concesse dal comune. I vigili urbani indagati, secondo l’accusa, non avrebbero controllato l’esatto rispetto della legge urbanistica, non sempre e non solo omettendo di fare controlli, ma spesso partecipando allo scempio prendendo bustarelle dagli imprenditori palazzinari. Accuse, ovviamente, che la procura ha presentato al gip che le ha ritenute fondate tant’è vero che ha messo in cella gran parte del comando vigili urbani di Giugliano.

domenica 18 maggio 2008

DIEGO MARADONA JUNIOR IN SPAGNA CON LA NAZIONALE DI BEACH SOCCER. IN ITALIA ESCE UN LIBRO SULLA SUA VITA




"Maradona mio padre" è il titolo di un libro sul difficile rapporto tra Diego Junior e il papà argentino, Diego Armando Maradona. Il libro di Anna Maria Chiariello verrà presentato sabato 24 maggio a Venafro, cittadina molisana dove Diego Junior gioca a calcio, nel campionato di serie D. Dieguito è attualmente in Spagna per partecipare con la nazionale italian di beach soccer alle qualificazioni per i mondiali di Marsiglia.

Ultimissime

IL TESORO DEI CASALESI TROVATO DALL’ANTIMAFIA IN TRANSILVANIA

Sono due fratelli. Sono  originari di Aversa, bellissima città che conobbe i suoi fasti in epoca di dominazione normanna. Si chiamano Nìcola...