mercoledì 26 maggio 2010

AVELLINO, LA CAMORRA VUOLE LA TANGENTE SULLA VINCITA MILIONARIA DEL SUPERENALOTTO DI OSPEDALETTO D'ALPINOLO. CINQUE ARRESTI DEI CARABINIERI

Pretendevano dai vincitori del Superenalotto, baciati dalla dea bendata il 17 gennaio 2008, una parte della vincita, per il mantenimento dei carcerati appartenenti al clan e di conseguenza delle loro famiglie. Avevano vinto 33 milioni di Euro giocando un sistema presso un esercizio commerciale di Ospedaletto d’Alpinolo, ma alcuni dei 30 vincitori, invece di potersi godere serenamente la vincita, avevano ricevuto intimidazioni da appartenenti ai Clan CAVA-GENOVESE che pretendevano una parte della vincita per finanziare il CLAN.
Questo il punto da cui sono partiti i Carabinieri del Comando Provinciale di Avellino che dopo due anni d’indagini sono riusciti ad identificare gli elementi del Clan CAVA-GENOVESE responsabili degli atti intimidatori e delle richieste estorsive in danno degli ignari vincitori.
Questa mattina, i Carabinieri del Nucleo investigativo di Avellino hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal GIP del Tribunale di Napoli, dott. Nicola MIRAGLIA DEL GIUDICE, su richiesta del dott. Francesco SOVIERO, della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, e dal dott. Rosario CANTELMO, che ha condiviso gli elementi raccolti nel corso delle indagini dai Carabinieri, nei confronti di 5 elementi di primissimo piano del Clan CAVA-GENOVESE.
A finire in manette anche il figlio di Genovese Modestino, capo indiscusso dell’omonimo Clan, che, essendo minorenne all’epoca dei fatti, è stato oggetto di un decreto di fermo di persona sottoposta ad indagini emesso dal dott. Nicola CICCARELLI della Procura della Repubblica presso il Tribunale dei Minorenni di Napoli. Genovese Marco Antonio deve anche rispondere di minaccia nei confronti di giovani del luogo e del titolare di una ditta che si era rifiutato di assumere un suo protetto.
Il gruppo, oltre a pretendere parte della vincita del superenalotto, deve rispondere di alcune estorsioni in danno di esercenti e piccoli imprenditori dell’area del Partenio, storicamente area d’influenza del Clan Genovese. Per dare maggiore sostegno alle richieste estorsive alcuni degli arrestati, forti della collaborazione di esponenti del clan Cava, disponevano anche di armi, munizioni ed esplosivo, utilizzate per intimorire le vittime.
Per la prima volta viene acclarata la confluenza e la convergenza di interessi del Clan GENOVESE, operante nella zona del Partenio, con il più famoso Clan CAVA, protagonista da anni di una sanguinosa faida con il Clan GRAZIANO di Quindici.

mercoledì 19 maggio 2010

FIUMI DI DROGA SULL'ASSE NAPOLI -RIMINI, IN CELLA OTTO COMPONENTI DEL CLAN GRIMALDI

Otto presunti appartenenti al clan Grimaldi attivo a Napoli sono stati arrestati dai carabinieri in base ad un'ordinanza di custodia cautelare emessa dai giudici del tribunale di Riesame che li accusa di associazione mafiosa, associazione per delinquere finalizzata al traffico della droga e detenzione illegale di armi. L'indagine dei carabinieri e' stata coordinata dai pm della direzione distrettuale antimafia. Secondo quanto si e' appreso il traffico di droga viaggiava lungo la linea Napoli-Rimini, nei locali della localita' turistica si spacciava ai turisti in visita nella citta' romagnola.

CACCIA AL COCCODRILLO NEL LAGO DI FALCIANO CON GLI SCIENZIATI DELL'ACQUARIO DI NAPOLI

Vigili del Fuoco, personale del Corpo Forestale di Caserta e Roma, scienziati dell’Acquario di Napoli da 24 ore stanno ispezionando a bordo di imbarcazioni il lago di Falciano del Massico, nel Casertano, alla ricerca di un coccodrillo, lungo almeno due metri, che un pescatore sostiene di avere avvistato alcune settimane fa nel corso di una battuta di pesca… Tra le fauci il coccodrillo aveva una enorme trota…
In queste settimane il lago è stato interdetto alle dei visite di turisti per ordine del sindaco a scopi precauzionali… perché se fosse vera la presenza del grosso rettile anfibio, il timore è quello di possibili attacchi…
Finora nessuna traccia dell’esistenza del coccodrillo è stata trovata dai ricercatori… Anzi, le uniche tracce restano queste…… presunte impronte sul terreno fatte rilevare da alcuni ragazzi.. e poi queste immagini girate con un telefonino… che mostrerebbero una enorme scia d’acqua in lontananza dietro un qualcosa che solca il lago…
Insomma finora molte ricerche, tanta suggestione ma del coccodrillo finora, a parte il pescatore, nessuno ha avuto il piacere o la sventura di incontrarlo. Certo, il piccolo paesino di Falciano, ieri sconosciuto ai più, oggi è meta di tanti turisti… alla ricerca del mostro di loch ness in salsa casertana

MONTEMARANO, AGRICOLTORE 80ENNE UCCISO TRAVOLTO DA UN TRATTORE

Travolto dal trattore mentre lavorava i campi, nell'Avellinese ha perso la vita un 80enne di Montemarano. Secondo quanto ricostruito dai carabinieri della compagnia di Montella, sembrerebbe esclusa l'ipotesi di un malore: l'incidente e' stato causato probabilmente da una manovra errata dell'anziano agricoltore che, mentre era intento a raggiungere il proprio fondo agricolo con il suo trattore, giunto all'altezza della localita' Lagari di Montemerano ha perso il controllo del pesante mezzo ed è uscito fuoristrada. Intervenuti sul posto sia il personale dei Vigili del fuoco che personale medico del 118, e' stato possibile solo accertare il decesso. Le indagini sono state condotte in stretta collaborazione con i magistrati della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Avellino, coordinati dal Procuratore Capo Mario Aristide Romano.

RIFIUTI, I DIPENDENTI DELL'EX IMPIANTO CDR PROTESTANO. GLI HANNO TOLTO 30 EURO DAL SALARIO

Seconda giornata di protesta per i lavoratori dell'ex impianto Cdr della zona Asi di Giugliano in Campania (Napoli). Anche oggi, infatti, alcuni operai sono saliti sui tetti dell'impianto e minacciano di lanciarsi nel vuoto. La protesta dei 68 lavoratori è motivata dalla richiesta di ripristino delle condizioni economiche garantite negli anni scorsi oggi venute a mancare: gli operai lamentano una decurtazione dei salari che va dai 300 ai 400 euro mensili. Sul posto i vigili del fuoco che hanno steso un tendone per contenere eventuali gesti estremi.

martedì 18 maggio 2010

LAGO DI FALCIANO, RICOMINCIA LA CACCIA AL COCCODRILLO. SEMPRE CHE NON SIA UNA BUFALA

Vigili del Fuoco, personale del Corpo Forestale dello Stato di Caserta e Roma, esperti del settore di Roma e Napoli, ispezioneranno nelle prossime ore a bordo di imbarcazioni il lago di Falciano del Massico, nel Casertano, alla ricerca del coccodrillo che un pescatore sostiene di avere avvistato alcune settimane fa nel corso di una battuta di pesca. "Dopo le piogge ed anche l'abbassamento delle temperature dei giorni scorsi - spiega il comandante provinciale del Corpo Forestale di Caserta, Nicola Costantino - riteniamo che se l'animale e' davvero presente nel bacino lacustre, dovrebbe 'farsi vivo"'. Le ricerche del coccodrillo o dell'alligatore, avvistato per la prima volta da un pescatore del luogo, in passato dipendente di un circo e addetto proprio alla cura dei coccodrilli, non hanno dato fino ad ora alcun esito e la zona continua ad essere interdetta alla pesca ed anche al turismo, sulla base di un'ordinanza del sindaco del piccolo centro del Massico.

SECONDIGLIANO, I FAMILIARI DELLE VITTIME INNOCENTI DELLA CAMORRA INCONTRANO GLI STUDENTI DEL "VITTORIO VENETO"

Domani 19 maggio alle ore 10 presso l'Istituto "Vittorio Veneto" (via dei Pianeti - Secondigliano) gli studenti incontreranno il coordinamento campano familiari vittime innocenti della criminalità.
Alla manifestazione interverranno: Annamaria Carrieri, Dirigente scolastico V.
Veneto, Vincenzo Mancini, Consigliere alla Legalità VII Municipalità, Lorenzo Clemente Presidente del Coordinamento Campano familiari vittime innocenti della criminalità, P. Giuseppe Provitera, Parroco S.M. della Natività, Giuseppe Esposito, Presidente VII Municipalità.

GOLFO DI SALERNO, MAXI SEQUESTRO DI RETI DA PESCA VIETATE DALLA GUARDIA COSTIERA

Si è conclusa nella giornata di ieri la maxi operazione condotta dagli uomini della Guardia Costiera di Salerno nell’ambito del contrasto della pesca illegale con attrezzi non consentiti. Preceduta da un'intensa attivita' investigativa, effettuata d’intesa con il 4° Centro Controllo Area Pesca della Direzione Marittima - Guardia Costiera di Napoli, l'operazione si e' svolta sul litorale e nelle acque del compartimento marittimo di Salerno nel tratto compreso tra i comuni di Sapri ed Agropoli ed ha avuto ad oggetto la prevenzione di impiego delle così dette “ferrettare”. Tali reti possono raggiungere anche la lunghezza di diversi chilometri e l’altezza di circa 20 metri costituendo, in considerazione delle caratteristiche maglie molto strette (fino ad un massimo di 180 mm di diametro), una vera e propria barriera fisica per tutte le specie ittiche, compreso il tonno rosso, che, imbattutesi durante il loro cammino in dette reti, trovano sicura morte.
Gli uomini della Guardia Costiera di Salerno hanno operato nella circostanza in collaborazione con il Nucleo d’Intervento Speciale del Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto.
Nei porti di Sapri, Marina di Camerota, Palinuro e Policastro, sono stati controllati, nel corso della notte, 20 pescherecci, dei quali 6 aventi a bordo reti ed attrezzi non consentiti e, pertanto, i militari della Guardia Costiera hanno sequestrato 30 chilometri di reti derivanti; elevate 8 sanzioni amministrative per più di 16 mila euro ed effettuata una comunicazione di reato alla competente Autorità Giudiziaria. Sempre più intenso è l’impegno del Corpo e del Comando della Capitaneria di Porto di Salerno nella lotta all’utilizzo di strumenti da pesca non consentiti dalla vigente normativa nazionale e comunitaria e pericolosi per la fauna marina ed, in particolare, per delfini e cetacei.

SEQUESTRATI DAI CARABINIERI DEL NAS 25 FORNI PER IL PANE NEL CASERTANO

I carabinieri del Nas di Napoli, a conclusione di una vasta operazione effettuata in collaborazione con quelli di Salerno e Campobasso e con militari del comando provinciale di Caserta, hanno disposto la chiusura di 25 panifici e di un deposito di materie prime in 10 comuni del casertano e sequestrato 30 tonnellate tra pane ed alimenti vari.
I provvedimenti - e' spiegato in una nota del comandante dei Nas di Napoli, tenente colonnello Ernesto De Gregorio - sono stati adottati perche "e' stato riscontrato il mancato rispetto degli standard previsti dalla specifica normativa sanitaria, in locali fatiscenti dal punto di vista igienico, caratterizzati da sporcizia diffusa, con pavimentazioni irregolari, pareti scrostate con segni di umidita', attrezzature e suppellettili vetuste ed intrise di sporco". In alcuni casi l'attivita' di panificazione era svolta senza le previste autorizzazioni. L'operazione a salvaguardia della salute pubblica e' stata disposta e coordinata dalla Procura della Repubblica di S.Maria Capua Vetere. I controlli hanno interessato i comuni di Trentola Ducenta, Casapesenna, San Cipriano d'Aversa, Casaluce, Villa Literno, Lusciano, Parete, Carinola, Castel Volturno ed Aversa.

DE MAGISTRIS E VENDOLA, LA ROAD MAP DI UNA NUOVA SINISTRA. SI PARTE IL 21 MAGGIO DA NAPOLI

"Mettere da parte le alchimie partitiche e i calcoli fra segreterie. Scegliere il percorso dei contenuti e delle idee per delineare un sistema di valori ed un progetto politico che partano dalla societa' civile e dai movimenti. Ridare senso e ruolo ai valori della Sinistra, oggi priva di radicamento sociale, orfana di contenuti alternativi che siano altrettanto forti nel confronto con il berlusconismo. Arrivare preparati alla possibile sfida di governo, sul piano locale oltre che nazionale". Lo scrive oggi in un editoriale pubblicato sul quotidiano ecologista Terra, in edicola, l'eurodeputato dell'Italia dei Valori Luigi De Magistris. "L'appuntamento di venerdi' 21 maggio a Napoli, presso Citta' della Scienza - scrive il parlamentare europeo - nasce da queste ragioni e con questo scopo. Parteciperanno i movimenti che lottano contro le discariche e contro il nucleare sostenendo l'energia alternativa; quelli che sostengono il diritto alla casa e il referendum per difendere l'acqua come bene pubblico; le associazioni a sostegno dei migranti e l'integrazione, oltre a quelle del terzo settore e dell'informazione libera, insieme a tutta la galassia in movimento per legalita'. Con loro, anche Nichi Vendola ed io. Una prima stazione delle tante che dovranno essere attraversate da questo cantiere per il futuro che non casualmente si e' dato appuntamento a Napoli, cuore sofferente del Sud che rispecchia, amplificandole, tutte le contraddizioni socio-economico-politiche dell'intero Paese". "E proprio per questo suo essere spazio di contraddizioni molteplici dal sapore globale - conclude De Magistris su Terra - Napoli puo' trasformarsi nel luogo di partenza di una possibile 'rinascita'.

VIDEO ARRESTO DEL BOSS DEI CASALESI NICOLA PANARO

E' PARTITO IL MAXI-CONCORSO PER ASSUMERE 534 DIPENDENTI DEL COMUNE DI NAPOLI. PARTECIPANO OLTRE 110 MILA CANDIDATI. ATTENTI AGLI IMBROGLI

A Napoli lo chiamano ‘o concorsone… e cioè il maxi concorso. L’ha bandito il comune per assumere 534 dipendenti… Posti fissi tra vigili urbani, assistenti sociali,ragionieri e funzionari vari. E volete sapere quanti sono i concorrenti? 112.572… quasi tutti provenienti da Napoli e provincia…. Tra questi ben 2152 si chiamano Esposito di cognome… Ma c’è anche qualche Brambilla di Milano, giovani che arrivano dall’Alto Adige e dal Friuli Venezia Giulia… Le prove sono iniziate questa mattina all’alba… In un padiglione della Fiera. Con una prima selezione di 4761 concorrenti… Si andrà avanti ogni giorno, mattina e pomeriggio, esclusi sabato e domenica, fino a quattro giugno… Tutti hanno un sogno… il posto fisso… in molti si presentano disillusi all’ennesimo concorso…
Sono in gran parte giovani alla ricerca del primo impiego… ma c’è anche chi, nonostante l’età, espulso dal mondo del lavoro, prova a rientrarci con questa prova
Ebbene, questo esercito di aspiranti dipendenti del comune di Napoli dovranno rispondere a 70 domande in 40 minuti.. Una corsa contro il tempo… Vince chi è più preparato… O almeno così dovrebbe essere…

MAXI-SEQUESTRO DI COCAINA SULL'ASSE MEDIANO, ARRESTATI UNO SPAGNOLO E UNA RUMENA CHE TRASPORTAVANO 50 CHILI DI DROGA

Uno spagnolo Jose' Carmona Rodriguez, 42 anni e una romena Loana Neagu, 43 anni sono stati arrestati dai carabinieri con l'accusa di traffico di droga. I due sono stati bloccati lungo il tratto autostradale Roma-Napoli all'altezza dello svincolo di Afragola mentre si trovavano a bordo di un'auto. All'interno della vettura gli investigatori hanno trovato 18 panetti di cocaina, per un peso di 20 chilogrammi. Secondo gli esperti la droga avrebbe un valore di circa unmilione e mezzo di euro. La romena e' stata rinchiusa nel carcere di Pozzuoli, Rodriguez nel carcere di Poggioreale.

SOTTO SEQUESTRO IL TESORO DEL CLAN GIULIANO DI FORCELLA. LA POLIZIA SEQUESTRA BENI PER OLTRE 1 MILIONE E MEZZO DI EURO

La Polizia di Stato ha effettuato un sequestro di beni ei confronti di Vincenzo Colucci. Il valore del patrimonio, posto sotto sequestro complessivamente ammonta a circa 1,5 milioni di euro.
Sono stati posti sotto sequestro beni ubicati nel pieno centro storico di Napoli , fra la zona del Duomo e di Porta Capuana:
1. Appartamento ubicato al vico Zuroli
2. Appartamento ubicato alla via Capuana
3. Società denominata "Sun & Charme di Colucci Anna & C.", operante nel settore dei trattamenti di bellezza, con elegante centro estetico su due livelli in via Tribunali.

Nell'ambito di complessa attività di indagine di natura patrimoniale, tesa all'aggressione dei patrimoni di mafia, la sezione Misure di Prevenzione Patrimoniali della Divisione Anticrimine della Questura di Napoli ha dato esecuzione, in collaborazione nella fase operativa con il Commissariato P.S. "Vicaria-Mercato",al decreto di sequestro emesso,ai sensi della normativa antimafia,dal locale Tribunale Sezione Misure di Prevenzione (presidente dr. Mario Cozzi, giudice relatore dr. Michele Mazzeo, giudice dr. Paola Faillace) nei confronti di COLUCCI Vincenzo, 59ene napoletano, ,con pregiudizi per associazione per delinquere di tipo mafioso,violazione legge armi e droga, tentato omicidio ed altro.
Il Colucci è elemento di elevata pericolosità sociale ed è stato in data 27 ottobre 2008
condannato dall'Ufficio 18" del GIP presso il locale Tribunale alla pesante pena detentiva di anni 16 e mesi 8 di reclusione nell'ambito del procedimento giudiziario
ALLAGRANTE Giovanni + 114, istruito dalla Direzione Distrettuale Antimafia della
Procura della Repubblica di Napoli a carico di capi ed affiliati alla storica Organizzazione camorristica denominata "clan GIULIANO", operante nel territorio
del centro storico della città di Napoli. In particolare,il Colucci (cugino dei fratelli Giuliano) è stato condannato per aver fatto parte,con ruolo apicale ed essendo titolare
di una piazza di cocaina, dell'associazione armata promossa e diretta dai fratelli Giuliano e finalizzata alla commissione di una pluralità di delitti di importazione, trasporto,illecita detenzione, distribuzione e messa in vendita di sostanze stupefacenti
di tipo cocaina, eroina, hashish e marijuana.
Il decreto di sequestro è stato emesso in accoglimento di articolata proposta del
Questore di Napoli, formulata a seguito di intensa e prolungata attività di indagine svolta dalla Sezione Misure di Prevenzione Patrimoniali,che ha consentito di svelare l’esistenza di un ingente patrimonio immobiliare e societario, formalmente intestato a
moglie e figli del Colucci, ma di fatto nella disponibilità mediata di questi,in quanto frutto della sua illecita attività

ARRESTATO A SANT'ANTONIO ABATE GIUSEPPE PESCETTO. E' ACCUSATO DI SPACCIO DI STUPEFACENTI


A Sant'Antonio Abate i carabinieri della locale stazione hanno tratto in arresto Giuseppe Pescetto, 36enne, residente a boscoreale commerciante, resosi responsabile di detenzione di stupefacente a fini di spaccio. In dettaglio: i militari dell’arma hanno proceduto a sottoporre l’uomo a controllo mentre era alla guida della sua renault twingo a bordo della quale, nel corso di perquisizione, hanno rinvenuto nel bagagliaio 3 involucri di cellophane contenenti 343 grammi di cocaina, un involucro di cellophane contenente 20 grammi di sostanza da taglio e 2 bilancini elettronici di precisione. A Giuseppe Pescetto sono stati sequestrati anche ben 3.670 euro in denaro contante ritenuti provento di attività illecita.
l’arrestato è tradotto nella casa circondariale di poggioreale

PRESO LATITANTE DI SPICCO DEL CLAN LO RUSSO, FRANCESCO RAFFONE




Questa mattina i carabinieri del nucleo investigativo di castello di cisterna hanno localizzato nel quartiere napoletano di miano, traendolo in arresto, il ricercato Francesco Raffone, 48enne, elemento di rilievo del clan camorristico dei “lo russo” (è genero di mario lo russo, uno dei capi del clan). Raffone era in fuga dal novembre 2009 perché destinatario di un ordine di consegna emesso della procura di napoli. Dopo aver scontato reclusione inflittagli per associazione per delinquere di tipo camorristico, dovrà espiare la misura di sicurezza di 2 anni in casa di lavoro.

lunedì 10 maggio 2010

PATTO MAFIA-CASALESI PER FARE AFFARI CON IL TRAFFICO DI ARMI E IL TRASPORTO DI FRUTTA E VERDURA DAI MERCATI OROFRUTTICOLI, 74 ARRESTI E SEQUESTRO BENI





















Armi da guerra nei camion con frutta e verdura, tutti i trasporti su gomma nei mercati agroalimentari più importanti del centro-sud gestiti in regime di monopolio da aziende in cui mafia e camorra erano gli azionisti di riferimento. Sono gli affari che cementano l’alleanza tra i clan camorristici campani dei Casalesi, Mallardo, Alleanza di Secondigliano e le cosche mafiose vincenti dei Santapaola-Ercolano, Riina, Messina Denaro e Rinzivillo.
La procura distrettuale antimafia di Napoli per la prima volta disegna in
E’ un’inchiesta delicata dagli scenari inquietanti che svela anche una sorta di patto di mutua assistenza in ogni campo tra mafiosi e camorristi… Dagli atti del’inchiesta, dalle intercettazioni telefoniche e ambientali, emerge che i boss dei casalesi o della mafia siciliana si scambiavano armi acquistate in Bosnia, killer siciliani che entravano in azione in Campania e quelli casalesi in Sicilia, padrini che in carcere discutevano di affari da fare assieme nel settore dei trasporti.
Sono 74 gli arresti eseguiti in Sicilia, Campania e altre regioni d’Italia nel corso della retata notturna che abbiamo seguito con le nostre telecamere…
In cella sono finiti pezzi da novanta come il boss Ercolano, cognato di Nitto Santapaola, familiari del boss Francesco Schiavone (un nipote è stato ammanettato su una nave da crociera, dov’era in viaggio di nozze, attraccata in mattinata nel Porto di Napoli. Non solo arresti ma anche sequestri di beni per circa 100 milioni di euro…

sabato 8 maggio 2010

NEONATO MUORE IN OSPEDALE PER DIFFICOLTA' RESPIRATORIE. IL PADRE DENUNCIA. SOCCORSI IN RITARDO PER COLPA DI ASCENSORE GUASTO?

Un neonato è morto a Napoli dopo aver presentato difficoltà respiratorie post parto, probabilmente anche perchè i soccorsi sono rimasti bloccati in ascensore. Il fatto è accaduto a mezzogiorno di ieri, tra gli ospedali Incurabili, dove è avvenuto il parto, e il Monaldi dove il piccolo è spirato. Il padre, trentenne, ha presentato denuncia alla polizia. La madre ha partorito agli Incurabili ma ostetriche e ginecologo hanno subito accertato le difficoltà respiratorie del neonato e chiesto un'ambulanza e sanitari al Monaldi. I soccorsi sono arrivati ma l'ascensore che doveva trasportarli sono rimasti bloccati per un quarto d'ora che si rivelato fatale.

FINTI CARABINIERI MA VERI LADRI RUBAVANO A CASA DI POVERI CRISTI NAPOLETANI ARRESTATI DA VERI POLIZIOTTI







Ladri travestiti da guardie. Succede anche questo a Napoli. Che una banda riusciva ad intrufolarsi nelle abitazioni delle vittime indossando divise da carabinieri. Una mossa astuta per farsi aprire le porte di casa… Entrare, esibendo un falso mandato di perquisizione, poi fare razzia di gioielli o denaro contante e andare via. L’ultima impresa della banda a casa di un gioielliere del Vomero, quartiere bene di Napoli. Dopo aver lasciata la casa, il povero gioielliere si è accorto che dai cassetti rovistati dai furfanti mancavano orologi, rubini, denaro contante e altri oggetti di valore… Ma è stata solo una delle tante imprese… almeno questo è quello che pensa il capo della Mobile della questura di Napoli che lancia un appello …
Per ora solo tre componenti della banda sono stati arrestati… un quarto è latitante. Uno di loro lo è stato davvero carabinieri ma dall’arma fu espulso due anni fa per indegnità… Nelle case degli arrestati, durante le perquisizioni eseguite questa volta da veri poliziotti, sono state trovate tessere contraffatte della Guardia di Finanza, placche dei carabinieri e pistole giocattolo simili alle armi in dotazione alle forze dell’ordine. I nomi degli arrestati: Francesco Cangiano, 43 anni, Pasquale Di Palma, 53 anni, e Leonardo Sportiello, 37 anni.

NO ALLE DISCARICHE NEL PARCO DEL VESUVIO, PROTESTE DEI CITTADINI: E' UNO SCEMPIO AMBIENTALE, UN'OFFESA ALLA TERRA

Una discarica nel parco del Vesuvio è già in funzione. Eppure in tanti non si vogliono rassegnare all’idea che in una zona di particolare pregio ambientale, si possano sversare rifiuti solidi urbani…. ma non è finita, perché c’è una seconda discarica in procinto di essere allestita sempre in zona. E così Legambiente e Wwf, comitati civici spontanei ed associazioni, da mesi, in questa zona del Napoletano, provano in tutti i modi a fermare quello che definiscono uno scempio ambientale questa volta eseguito dallo Stato…
Sarà un altro week end di proteste (civili) quelle che vedono nelle piazze e nelle strade dei comuni vesuviani centinaia di cittadini che sfilano in corteo per sensibilizzare le istituzioni a porre fine alla realizzazione della seconda discarica e a chiudere quella già in funzione… Cortei che nascono in ogni comune della zona vesuviana e che vedono delegazioni dei cittadini antidiscarica fermarsi davanti ad ogni municipio per consegnare quello che ironicamente e provocatoriamente chiamano il loro papello… un foglio con le richieste della gente ai sindaci: La prima è quella più importante! No allo scempio delle discariche anche nel parco del vesuvio…

ARMI NASCOSTE TRA I GIOCHI DEI BAMBINI, TRE ARRESTI A NAPOLI

I Carabinieri del nucleo investigativo di Napoli, con la collaborazione dei colleghi della sezione operativa del comando antifalsificazione monetaria di Roma, hanno arrestato due uomini e una donna per detenzione illegali di armi e munizioni. Si tratta di S.A. 29enne, S.D. 18enne e M.G. 24enne. Nella casa della donna i Carabinieri hanno ritrovato, nella camera dei bambini in una cesta per giocattoli, una pistola calibro 7.65 con caricatore inserito, 7 colpi dello stesso calibro e gia' predisposta per l'aggiunta del silenziatore.
L'arma e' stata sequestrata ed inviata per accertamenti balistici al raggruppamento Carabinieri in investigazioni scentifiche. I tre malviventi, invece, sono stati arrestati e condotti nelle case circondariali di Poggioreale e di Pozzuoli.

mercoledì 5 maggio 2010

VIDEO DI BOSTI ARRESTATO. TORNA IN CELLA IL BOSS CHE PER I MAGISTRATI FECE UCCIDERE IL 17ENNE CIRO FONTANAROSA PERCHE' NON VOLLE AFFILIARSI AL CLAN

Era stato arrestato perchè accusato di essere il mandante ed esecutore dell'omicidio di Ciro Fontanarosa, di 17 anni, avvenuto il 24 aprile dello scorso anno. Ma fu scarcerato il 30 marzo scorso. Ieri sera, Ettore Bosti, 30 anni, è stato fermato dai carabinieri all'aeroporto di Capodichino, dove stava facendo rientro dalla Spagna. Bosti, figlio del boss Patrizio Bosti, avrebbe ucciso Fontanarosa perche' il 17enne si sarebbe rifiuto di affiliarsi alla camorra. Per far luce sulla scarcerazione di Bosti il ministro Alfano inviò gli ispettori. NBosti si era recato in Spagna nei giorni successivi al provvedimento di scarcerazione.

CAMORRA, RETATA DEI CARABINIERI CONTRO IL CLAN LO RUSSO. IN 17 IN CARCERE. LE ALLEANZE CON GLI SCISSIONISTI NELLA GUERRA AI DI LAURO

All’alba, a Napoli, è scattata una retata dei carabinieri che hanno arrestato 17 esponenti del clan Lo Russo. Si tratta di narcotrafficanti alleati agli scissionisti nella gestione di una piazza dello spaccio di droga. Nel corso del blitz, sono finiti in cella anche alcuni latitanti ed è stata sequestrata una grossa quantità di cocaina. Per tutti l'accusa è di associazione mafiosa e traffico di droga. I Lorusso si sarebbero alleati con la fazione degli scissionisti dopo la guerra sanguinosa con i Di Lauro.

PIEDIMONTE ALIFE, GRAVI ATTI DI BULLISMO SU UN COMPAGNO DI CLASSE. CINQUE AVVISI DI GARANZIA NEI CONFRONTI DI STUDENTI DI UN ISTITUTO TECNICO

Una indagine coordinata dalla Compagnia Carabinieri di Piedimonte Matese e condotta dai militari della Stazione di Alife, ha portato alla emissione di un avviso di garanzia nei confronti di cinque studenti di un noto istituto tecnico professionale di Alife, resisi responsabili di una serie di gravi atti di “bullismo” ai danni di un loro compagno di scuola. I cinque colpiti dal provvedimento emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Napoli e notificato anche agli esercenti la loro podestà genitoriale, sono un diciassettenne, due sedicenni e due quindicenni, residenti tra i comuni di Alife, Piedimonte Matese e Baia e Latina, mentre la vittima è un quindicenne di Alvignano. Gli uomini dell’Arma hanno accertato attraverso testimonianze e attività investigative, anche di natura tecnica, che nei primi mesi dell’anno scolastico, la giovane vittima è stata in più occasioni oggetto di gravi atti di bullismo da parte di cinque ragazzi, che frequentano il suo stesso istituto scolastico. Intimidazioni, molestie, minacce, percosse e aggressioni di ogni tipo, avvenivano da parte della piccola banda all’interno della scuola. Il ragazzo preso letteralmente di mira veniva colpito con schiaffi, pugni, calci e umiliato davanti all’indifferenza degli altri compagni di classe. In una circostanza, ha addirittura rischiato di perdere un occhio, venendo colpito con la punta di un ombrello che gli provocava un trauma all’occhio destro. Alcune delle sequenze più cruenti di questi gravi atti di bullismo venivano inoltre video registrate con un telefonino cellulare e i relativi filmati immessi sul sito internet “You Tube”, successivamente oscurati grazie al tempestivo intervento dell’Arma. L’informativa di reato che ha portato ai provvedimenti emessi dall’Autorità Giudiziaria, fu redatta dai Carabinieri nello scorso mese di dicembre, a seguito della denuncia sporta dai genitori della vittima che dopo quei gravi episodi ha deciso di abbandonare gli studi e si trova tuttora in cura per un forte stato depressivo.

MONTEFORTE IRPINO, CASALINGA DENUNCIATA A PIEDE LIBERO PER FURTO. AVEVA RUBATO UNA PIANTA E UN VASO

I Carabinieri della Stazione di Monteforte Irpino hanno denunciato a piede libero una casalinga 50enne del luogo, ritenuta responsabile di essersi impossessata di una pianta ornamentale contenuta in vaso di terracotta posta all'interno del piazzale recintato di un esercizio commerciale del posto. In particolare, verso le 13,00 di ieri il titolare di un'attività commerciale di Monteforte Irpino si accorgeva che dal piazzale antistante il locale era stata asportata una pianta ornamentale e il relativo vaso di terracotta.
A seguito di ciò sporgeva denuncia presso i Carabinieri della locale Stazione i quali giunti sul posto, attraverso una serie di accertamenti, riuscivano ad identificare l'autrice del furto e a recuperare la refurtiva, che veniva poi restituirla all'avente diritto. La donna, casalinga, incensurata, nell'ammettere le proprie responsabilità riferiva che il gesto era solo il frutto di una "prova di coraggio" finalizzato a movimentare la noiosa routine quotidiana.
La stessa è stata deferita a piede libero per furto e di tale reato dovrà rispondere innanzi all'A.G. alla quale sono stati inviati gli atti per gli adempimenti consequenziali.

martedì 4 maggio 2010

SANDRA LONARDO MASTELLA NON E' PIU' IN ESILIO A ROMA. REVOCATO IL DIVIETO DI DIMORA IN CAMPANIA. RESTA INDAGATA

Sandra Lonardo, presidente uscente del Consiglio regionale della Campania e moglie dell'ex ministro e leader dell'Udeur Clemente Mastella, potrà tornare a risiedere nella sua regione, dopo che oggi il giudice per l'udienza preliminare di Napoli ha accolto il ricorso della sua difesa. Lo riferisce una fonte legale. "Il gup ha accolto oggi l'istanza presentata dalla difesa di Lonardo", ha detto la fonte. A fine ottobre i magistrati napoletani avevano infatti disposto il divieto di dimora in Campania e nelle province confinanti con la regione nell'ambito di un'inchiesta sun un presunto giro di favori e assunzioni pilotate, nell'ambito della quale era stato anche arrestato l'ex direttore generale dell'Agenzia regionale per l'ambiente. L'inchiesta napoletana è uno stralcio di un altro dossier aperto dalla procura di Santa Maria Capua Vetere, che coinvolge Lonardo e lo stesso Mastella, oggi parlamentare europeo, nonché altri esponenti dell'Udeur. Per quel filone d'inchiesta Lonardo è stata rinviata a giudizio con l'accusa di tentata concussione.

TORNA IN CARCERE ETTORE BOSTI,IL BOSS SCARCERATO PER UN CAVILLO E ACCUSATO DELL'OMICIDIO DI UN 17ENNE

Era stato arrestato perchè accusato di essere il mandante ed esecutore dell'omicidio di Ciro Fontanarosa, di 17 anni, avvenuto il 24 aprile dello scorso anno. Ma fu scarcerato il 30 marzo scorso. Ieri sera, Ettore Bosti, 30 anni, è stato fermato dai carabinieri all'aeroporto di Capodichino, dove stava facendo rientro dalla Spagna. Bosti, figlio del boss Patrizio Bosti, avrebbe ucciso Fontanarosa perchè il 17enne si sarebbe rifiuto di affiliarsi alla camorra. Per far luce sulla scarcerazione di Bosti il ministro Alfano inviò gli ispettori. Bosti si era recato in Spagna nei giorni successivi al provvedimento di scarcerazione.

ARRESTATO NICOLA LOFFREDO, LATITANTE DEL CLAN FARINA-AMOROSO DI MADDALONI. SI NASCONDEVA AD AVEZZANO

Agenti del commissariato di Maddaloni (Caserta) hanno arrestato ad Avezzano (L'Aquila) Nicola Loffredo, di 42 anni, di Maddaloni, ricercato da alcuni mesi perchè destinatario di un provvedimento restrittivo del tribunale di Napoli, dovendo scontare 4 anni di reclusione.
Considerato dagli investigatori elemento di spicco del clan camorristico Farina-Amoroso, operante nel maddalonese, Loffredo è accusato di detenzione abusiva di armi e munizioni ed estorsioni aggravate dal metodo mafioso. Il latitante è stato rintracciato in un'abitazione di Avezzano e non ha opposto resistenza.

BOSSI, CALDEROLI, L'UNITA' D'ITALIA E LE MAFIE DEL SUD

Dice il sciur Roberto Calderoli, ministro padano della bistrattata Italica Repubblica delle Banane, che non sa se andrà alle celebrazioni per l'Italia unita. Il suo capo, il carroccione Umbertone Bossi, anche lui a capo di un dicastero italico, pur essendo il comandante in capo della fantomatica repubblica transcisalpina della Padania dice che se ne frega di certe inutili manifestazioni (l'unità d'Italia?) ma che potrebbe anche andarci se glielo chiedesse il presidente Giorgio Napolitano "perchè mi sta simpatico". Ma questo Peppino o Peppone Garibaldi siamo sicuri che fece una cosa buona ad unire il Nord con il Sud? Certo, se potesse leggere i giornali altro che sbarco dei mille...
Certo non occorre essere particolarmente svegli o intelligenti per capire che il leghismo del nord è semplicemente la risposta sbagliata ad un problema vero: il parassitismo secolare della burocrazia e della politica del sud che alimenta le mafie....

VA A FARE UNA TAC E MUORE DOPO UNA SIRINGA, INCHIESTA SUL DECESSO DI CARLO SANSIVIERO, 69ENNE EX FABBRO

Ha avvertito un malore ed è morto quasi sul colpo dopo che i medici gli hanno iniettato nelle vene una sostanza che serve ad evidenziare eventuali patologie con la tac…
Carlo Sansiviero, 69 anni, era un fabbro in pensione… e stava eseguendo una serie di controlli clinici per presunti problemi alla prostata. A nulla sono serviti i soccorsi immediati del personale del 118 e dell’anestesista che hanno tentato inutilmente di rianimarlo. L’anziano è morto…forse per uno choc anafilattico. Sulla cartella clinica c’è scritto decesso per arresto cardiocircolatorio… ma il magistrato che ha aperto un’inchiesta ha disposto l’autopsia sulla salma per capire se è stato fatto tutto il possibile affinché una tragedia del genere non si verificasse…
La moglie e le tre figlie dell’uomo sono sconvolte e si sono rivolte ad un legale per chiedere che si faccia chiarezza sulle cause del decesso … L’unica cosa certa che allo stato possono dire del loro congiunto è che era un uomo sano che stava eseguendo una serie di accertamenti clinici di routine a quell’età.

FALCIANO DEL MASSICO, E' ANCORA CACCIA AL COCCODRILLO CHE SI NASCONDEREBBE NEL LAGO. CORPO FORESTALE IN ALLARME

Continua il monitoraggio da parte del Corpo forestale dello Stato del Lago di Falciano, nel territorio del Comune di Falciano del Massico (Caserta), all' interno del quale è stato avvistato nei giorni scorsi un coccodrillo mentre divorava una grossa carpa. La segnalazione, arrivata nella Sala Operativa 1515 di Napoli del Corpo forestale dello Stato, era stata fatta il 24 aprile scorso da un pescatore del posto che, durante la sua attività, aveva trovato nel lago i resti di un pesce dal peso di circa 2 chilogrammi, quasi completamente sbranato. L'uomo, che conosce bene questo tipo di animale perche' in passato ha lavorato in un circo in cui accudiva tra gli altri animali proprio un coccodrillo, ha dichiarato di essere riuscito a vedere perfettamente l'animale, un esemplare di circa un metro e mezzo di lunghezza, mentre si avvicinava alla riva. In base all'attenta descrizione fornita dal pescatore circa le dimensioni e la conformazione del capo dell'esemplare, gli agenti hanno però ipotizzato che l'animale avvistato non sia in realtà un coccodrillo, bensi' un alligatore. Considerando comunque la presunta attendibilità dell'uomo che ha dichiarato di essere assolutamente certo di ciò che ha visto, i Forestali del Comando Stazione di Castel Volturno hanno provveduto ad avvisare della segnalazione l'Asl competente, l' Ente Riserva Naturale "Foce Volturno" ed il Comune di Falciano del Massico. Il sindaco ha quindi subito emanato, per ragioni di sicurezza pubblica, un'ordinanza che vieta la balneazione, lo stazionamento, la pesca e l'utilizzo di imbarcazioni nel lago.
Il Corpo forestale dello Stato, che ha poi informato dell' accaduto anche la Prefettura, dopo diverse perlustrazioni dell' area, non ha rilevato alcuna presenza nelle acque dell' alligatore, ma sta continuando comunque a monitorare con elevata frequenza il lago e a raccogliere altre eventuali notizie o segnalazioni in merito alla vicenda.

IN GALERA PERCHE' AVREBBERO RUBATO PROSCIUTTI DA UN TIR RECUPERATO, GLI 11 FALCHI SI DICONO INNOCENTI. MA DUE COLLEGHI:ABBIAMO RAZZIATO ASSIEME

Respingono le accuse gli undici poliziotti dei Falchi arrestati con l'accusa di peculato e falso. Avrebbero saccheggiato un camion di generi alimentari (prosciutti e provoloni) dopo aver sventato una rapina. Ieri nel carcere di Santa Maria Capua Vetere si sono svolti gli interrogatori di garanzia davanti al gip di Napoli Claudia Picciotti. Agli interrogatori hanno partecipato i pm Paolo Sirleo e Maria Sepe. Gli elementi di accusa nei confronti degli agenti - che si sarebbero impossessati di circa una tonnellata di prosciutti, salumi e altri prodotti alimentari, sono costituiti soprattutto dalle dichiarazioni di due colleghi pentiti- entrambi indagati in stato di libertà - e da intercettazioni telefoniche. Al termine degli interrogatori, che si sono protratti per diverse ore, il gip si è riservato la decisione. Gli avvocati del collegio di difesa (gli avvocati Claudio Ippolito, Leopoldo Perone, Sergio Rastrelli e Gennaro Razzino) hanno formulato al giudice - che è in attesa del parere dei pm - richieste di revoca della misura cautelare o, in subordine, di adozione di misure alternative al carcere.

RETATA DEI CARABINIERI TRA CASORIA E NAPOLI, 20 ARRESTI PER TRAFFICO DI DROGA.I PUSHER RICICLAVANO I SOLDI ACQUISTANDO SCHEDINE VINCENTI DELLA SISAL

Spacciavano per strada o fuori i locali notturni, ma consegnavano cocaina anche a domicilio ai loro clienti più fidati. E per giustificare i troppi soldi che spesso avevano in tasca, durante i controlli delle forze dell’ordine sostenevano di aver vinto al superenalotto o al bingo o altri giochi. I carabinieri di Casoria li seguivano però da un bel po' di tempo: così nella notte è stata decapitata una banda di narcotrafficanti che agiva alla periferia di Napoli e in molti comuni della provincia.
In manette sono finite 20 persone, e tra loro anche cinque donne… Questo signore è il presunto capo del gruppo, Leopoldo Aprea, accusato come gli altri di associazione per delinquere e spaccio di droga.
Insomma i pusher della banda, con questo meodo, pensavano di non destare i sospetti delle forze dell'ordine e di giustificare così il fatto di avere sempre molti soldi in tasca.

Ultimissime

IL TESORO DEI CASALESI TROVATO DALL’ANTIMAFIA IN TRANSILVANIA

Sono due fratelli. Sono  originari di Aversa, bellissima città che conobbe i suoi fasti in epoca di dominazione normanna. Si chiamano Nìcola...