PIEDIMONTE ALIFE, GRAVI ATTI DI BULLISMO SU UN COMPAGNO DI CLASSE. CINQUE AVVISI DI GARANZIA NEI CONFRONTI DI STUDENTI DI UN ISTITUTO TECNICO

Una indagine coordinata dalla Compagnia Carabinieri di Piedimonte Matese e condotta dai militari della Stazione di Alife, ha portato alla emissione di un avviso di garanzia nei confronti di cinque studenti di un noto istituto tecnico professionale di Alife, resisi responsabili di una serie di gravi atti di “bullismo” ai danni di un loro compagno di scuola. I cinque colpiti dal provvedimento emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Napoli e notificato anche agli esercenti la loro podestà genitoriale, sono un diciassettenne, due sedicenni e due quindicenni, residenti tra i comuni di Alife, Piedimonte Matese e Baia e Latina, mentre la vittima è un quindicenne di Alvignano. Gli uomini dell’Arma hanno accertato attraverso testimonianze e attività investigative, anche di natura tecnica, che nei primi mesi dell’anno scolastico, la giovane vittima è stata in più occasioni oggetto di gravi atti di bullismo da parte di cinque ragazzi, che frequentano il suo stesso istituto scolastico. Intimidazioni, molestie, minacce, percosse e aggressioni di ogni tipo, avvenivano da parte della piccola banda all’interno della scuola. Il ragazzo preso letteralmente di mira veniva colpito con schiaffi, pugni, calci e umiliato davanti all’indifferenza degli altri compagni di classe. In una circostanza, ha addirittura rischiato di perdere un occhio, venendo colpito con la punta di un ombrello che gli provocava un trauma all’occhio destro. Alcune delle sequenze più cruenti di questi gravi atti di bullismo venivano inoltre video registrate con un telefonino cellulare e i relativi filmati immessi sul sito internet “You Tube”, successivamente oscurati grazie al tempestivo intervento dell’Arma. L’informativa di reato che ha portato ai provvedimenti emessi dall’Autorità Giudiziaria, fu redatta dai Carabinieri nello scorso mese di dicembre, a seguito della denuncia sporta dai genitori della vittima che dopo quei gravi episodi ha deciso di abbandonare gli studi e si trova tuttora in cura per un forte stato depressivo.
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