giovedì 31 luglio 2008

TORNA BERLUSCONI A NAPOLI E LANCIA LA FASE DUE DEL PROGRAMMA DI GOVERNO CONTRO IL DISASTRO RIFIUTI. SCELTO IL SITO PER IL TERMOVALORIZZATORE DI NAPOLI


E’ la sesta visita in tre mesi a Napoli quella del premier Silvio Berlusconi. Aperte le discariche e ripulite le strade, con la follia dei rifiuti che sembra un ricordo lontano, il presidente del Consiglio spiegherà la Fase Due del Governo per portare la Campania definitivamente fuori dall’emergenza rifiuti. La raccolta differenziata è uno dei punti di forza del programma del governo per tenere la regione al riparo da altre crisi. Entro pochi giorni, infatti, per far decollare il sistema di raccolta differenziata, arriveranno in Campania un migliaio di volontari della Protezione Civile. Aiuteranno i comuni a mettere in campo una campagna d’informazione a tappeto e a consegnare tutto l’occorrente per avviare la raccolta differenziata. Su questo versante, e sulla necessità di aprire altre discariche ancora, il capo del Governo terrà una riunione con i sindaci della regione.
Il premier, annuncerà poi il sito dove verrà costruito il termovalorizzatore di Napoli. Scartata l’ipotesi di Agnano (area scelta dal sindaco di Napoli Rosa Russo Iervolino ma bocciata dal sottosegretario Guido Bertolaso perché non idonea), la scelta si restringe. Sono quattro i siti individuati di comune accordo tra la Iervolino e Bertolaso, tutti nella zona occidentale della città. Ma l’area che raccoglie maggiori consensi è quella di Poggioreale. Scelta finale che potrebbe essere lo stesso Berlusconi ad annunciare nella conferenza stampa finale della sua visita che si terrà in una sala della stazione marittima del porto di Napoli.

AGGUATO DI CAMORRA ALL'ESTERNO DELLA QUESTURA, PRESO UN 21 ENNE. FORSE VOLEVA VENDICARE IL PESTAGGIO A MORTE DI RITA TOLOMELLI


Gli agenti del commissariato napoletano di Montecalvario e della Squadra mobile della Questura di Napoli hanno fermato Mario Mazzanti, 21 anni, incensurato. Il giovane, secondo quanto si apprende da fonti della polizia, è gravemente indiziato per l'agguato di ieri sera nel centro di Napoli: Mazzanti potrebbe essere uno dei due uomini che, a bordo di una moto, hanno teso un agguato a Carmine Petrillo in via Montoliveto, sparandogli a un braccio e inseguendolo poi fino a via Medina. Mazzanti è accusato di tentato omicidio in concorso, detenzione e porto d'arma da fuoco e spari in luogo pubblico. L'inseguimento di ieri sera in pieno centro è finito con un incidente in via Medina, nei pressi della Questura: lì i due assalitori si sono però dati alla fuga alla vista di un'auto di pattuglia della Guardia di Finanza. Le indagini, fanno sapere dalla Polizia, proseguono comunque ad ampio raggio, prima di tutto per appurare il movente dell'agguato che dovrebbe essere legato a conflitti interni di stampo camorristico. Il nome di Petrillo, infatti, era stato più volte associato ad una ipotesi di pestaggio nei confronti di Rita Tolomelli, ex moglie del boss Guglielmo Giuliano, morta circa due settimane dopo un lungo ricovero all'ospedale Pellegrini di Napoli.

PATTO ANTICAMORRA TRA MARONI E BASSOLINO


E' stato firmato a Casal di Principe (Caserta) tra il ministro dell'Interno Roberto Maroni, il presidente della Regione Campania Antonio Bassolino e il commissario straordinario di governo per la gestione e la destinazione dei beni confiscati Antonio Maruccia un protocollo d'intesa per la destinazione a fini sociali e produttivi dei beni confiscati alla criminalità organizzata. Il protocollo dà vita alla prima esperienza nazionale di riconversione spinta di un numero di beni confiscati considerati fortemente strategici per la coesione sociale e lo sviluppo economico e sociale della Campania. Avranno priorità gli interventi a supporto della diffusione della legalità in aree in cui i fenomeni criminali frenano il potenziale di sviluppo. Ministero dell'Interno e Regione Campania hanno convenuto di promuovere ulteriori intese sugli appalti e la trasparenza nella pubblica amministrazione, la qualificazione tecnologica per il controllo del territorio e la tutela ambientale, l'immigrazione, l'emersione del lavoro irregolare e la sicurezza sul lavoro, la contraffazione, il racket e l'usura, le vittime dei reati, la prevenzione della devianza e la riqualificazione urbana.

CARCERI SOVRAFFOLLATE, IN CAMPANIA STIPATI 6700 DETENUTI IN STRUTTURE CHE NE POSSONO OSPITARE 5400


"In Campania 6.700 detenuti su una capienza di 5.400 posti. E' finito l'effetto indulto", lo denuncia in una nota Dario Stefano Dell'Aquila, portavoce dell'associazione Antigone Campania. "A due anni di distanza - spiega Dell'Aquila - possiamo quindi dire che è finito l'effetto indulto e si torna in una fase di profondo disagio. Va anche aggiunto che da una lettura qualitativa dei dati si vede che oltre il 20% della popolazione detenuta è tossicodipendente", prosegue Dell'Aquila. Secondo i dati forniti da Antigone e dal suo Osservatorio sulle condizioni della detenzione sono presenti ad oggi, in Campania, circa 6.500 detenuti uomini e 280 donne. "Nel 2005, l'anno precedente all'indulto, i detenuti in Campania erano 7.300. Nel 2006 anno di approvazione del provvedimento, si sono ridotti a 5.300, per raggiungere a fine 2007 il numero di 6.164. Con questa progressione possiamo ragionevolmente sostenere che a fine di questo anno supereremo quota 7.000 presenze", spiega Dell'Aquila. In alcuni istituti di pena, poi, la situazione, secondo Antigone, è più critica che in altri: a Poggioreale ci sono 2.200 detenuti circa. Nel 2005, prima dell'indulto, erano 2.174. Anche Santa Maria Capua Vetere (850 presenze circa) e Salerno (430) hanno quasi raggiunto i numeri del 2005.

REPARTI PIENI, TRE GEMELLINI NEONATI COSTRETTI A FARE LA SPOLA TRA DUE OSPEDALI


Un mese a fare la spola quattro volte al giorno tra tre ospedali della Campania per allattare i suoi tre gemellini: è l'odissea che vive sulla sua pelle una mamma napoletana che circa un mese fa ha dato alla luce tre gemelli nell'ospedale dell'Annunziata, al centro della città. I tre bambini sono nati prematuramente, come abbastanza normale per i parti trigemellari che di solito avvengono dopo 24 settimane. All'Annunziata, però, non c'era posto ed allora la donna è stata costretta a far ricoverare i tre bambini in altri due diversi ospedali doversi: uno al Policlinico di Napoli e uno all'Umberto I di Nocera Inferiore, come racconta il professor Roberto Paludetto, direttore della terapia intensiva neonatale e trasporto neonatale di emergenza del Policlinico di Napoli.
L'odissea della donna prosegue, anche perchè in questi casi il ricovero dei piccoli nati prematuramente dura 30-45 giorni, ma può andare avanti anche fino a 5 mesi. Il caso non è isolato negli ospedali della Campania, in cui il numero di posti letto a disposizione per i reparti neonatali è in calo, mentre le richieste di ricovero sono in continuo aumento. Una situazione che, spiega Paludetto, ha due cause principali: "il miglioramento delle terapie sta portando a un aumento dell'aspettativa di vita dei neonati prematuri; anni fa i nati da parti trigemellari che sopravvivevano erano in numero molto inferiore. Sembra paradossale ma questo porta a un affollamento dei reparti neonatali a cui gli ospedali non riescono a far fronte".
Un altro aspetto che Paludetto sottolinea è poi quello legato all'aumento dei parti trigemellari: "Con la legge 40 e l'obbligo di impiantare tre embrioni i casi di parti trigemellari sono aumentati vertiginosamente, e questo è un altro aspetto a cui gli ospedali non sono preparati".
Gia' lo scorso 3 luglio fa il professor Paludetto aveva denunciato la carenza di personale del reparto neonatale dopo il mancato rinnovo del contratto a cinque infermieri e un medico che, poi, sono stati reintegrati in servizio. "Ma restiamo in difficoltà - conclude Paludetto - siamo il centro di neonatologia più grande della Campania e abbiamo 27 posti letto, spesso andiamo avanti anche grazie alla buona volontà di medici e infermieri che si sacrificano per questi bambini".

MAURIZIO DOMIZZI LASCERA' NAPOLI, MA LA CIFRA RICHIESTA E' TROPPO ALTA. LA FIORENTINA E' LA SQUADRA INTERESSATA


Intervenuto ai microfoni di Kiss KissNapoli, Danilo Caravello, l'agente di Maurizio Domizzi e Giampiero Pinzi, ha spiegato quale potrebbe essere il futuro dei suoi assistiti: "Per Domizzi, la cifra che legittimamente chiede il Napoli al momento nessuno la vuole sborsare, forse con la Fiorentina, nell'ambito della trattativa per Pasqual, potrebbe succedere qualcosa, ma è solo un pensiero. Maurizio reintegrato nella rosa del Napoli? Per il momento escluderei quest'ipotesi-haaggiunto il procuratore- stiamo lavorando tutti insieme pertrovare una soluzione che possa accontentare le partiinteressate. Pinzi credo che andrà via da Udine, nei prossimisette giorni accadrà qualcosa: dopo otto anni di lunga militanza lascerà il Friuli".

FALSE FATTURE E FINTE COMPRAVENDITE DI CALCIATORI, SOTTO INCHIESTA PIERPAOLO MARINO QUANDO ERA DIRETTORE GENERALE DELL'UDINESE


Il presidente dell'Udinese, Franco Soldati, l'allora direttore generale Pierpaolo Marino (oggi al Napoli) e il figlio del patron, Gino Pozzo, sono indagati dalla procura della Repubblica di Udine per i bilanci 2003, 2004 e 2005 della società bianconera friulana quando - secondo il pm Luigi Leghissa - l'Udinese emise fatture false per finte compravendite di giocatori con lo scopo di aumentare i costi della società per pagare meno tasse. La Procura friulana ha chiuso l'indagine preliminare e informato gli indagati che ora dovranno rispondere alle accuse. Poi il Pm dovra' decidere se chiedere al giudice l'archiviazione oppure il rinvia a giudizio. Nell'inchiesta, in particolare, sono finite le false compravendite dei giocatori Gonzalo Martinez e Ruben Maldonado (Venezia), Vittorio Micolucci, Valon Behrami e Rodrigue Boisfer (Genoa). In pratica l'Udinese aumentava i costi per l'acquisto di giocatori che poi in realtà vendeva per molto meno in modo da aumentare le poste negative del bilancio. Oltre che per emissione di fatture false i tre dirigenti dell'Udinese devono difendersi anche dall'ipotesi di reato di false comunicazioni sociali.

AGGUATO DI CAMORRA IN VIA MEDINA:FERMATO UN VENTUNENNE INCENSURATO

CAIVANO, FERMATO DAI CARABINIERI UNO DEI RAPINATORI DEL TABACCAIO: E' EDOARDO FATTORE, HA 21 ANNI ED E' INCENSURATO

A conclusione di un'attività diricerca i Carabinieri di Castello di Cisterna, coordinati dal maggiore Fabio Cagnazzo, hanno individuato il responsabiledella rapina ai danni di una tabaccheria di Caivano, nel Napoletano, che si è verificata ieri. Edoardo Fattore, 19enneresidente a Somma Vesuviana, è stato rintracciato a Castelvolturno, nel Casertano, in una struttura ospedaliera. Il giovane era stato ricoverato perchè attinto da un colpo d'arma da fuoco alla gamba sinistra; aveva denunciato di aver subitola lesione a seguito di un diverbio avuto con un cittadino extracomunitario in località Lido Annarella. Ma l'attivita'investigativa ha permesso di accertare che il racconto non era veritiero e che il giovane era stato ferito durante la rapina a Caivano nella quale una guardia giurata era stata attinta allamandibola. Attualmente il vigilantes è ricoverato in un ospedale di Napoli in prognosi riservata, ma non è in pericolodi vita. Fattore, sottoposto a fermo di indiziato di delitto,è piantonato dai Carabinieri presso la clinica 'Pineta Grande'di Castelvolturno.

mercoledì 30 luglio 2008

DURO ATTACCO DI BERTOLASO ALL'INFORMAZIONE CHE COMMETTE "SCORRETTEZZE E FA DANNI" PUBBLICANDO FOTO NON VERE DI RIFIUTI PER LE STRADE DI NAPOLI



Il Dipartimento della Protezione Civile interviene, con una nota, per evidenziare che "in merito alle immagini diffuse in data odierna e riguardanti le condizioni in cui verserebbero alcune strade della città di Napoli e provincia", "ci si aspetterebbe, da chi si occupa di un settore delicato ed importante quale quello dell'informazione una reale rispondenza tra quanto raccontato e lo status effettivo delle notizie e dei luoghi". "In particolare uno dei maggiori quotidiani nazionali pubblica, a corollario di una pagina sui rifiuti, la foto di una delle vie principali del Comune di Marano di Napoli, Via Padreterno, invasa da un cumulo ininterrotto di rifiuti maleodoranti che occupa decine di metri della sede stradale per una altezza superiore al metro e mezzo, con i passanti costretti, per il cattivo odore, a coprire con le mani naso e bocca. Appare evidente -prosegue la Protezione Civile- che la foto di cui trattasi e cui viene dato ampio risalto non possa in alcun modo essere riferita alla situazione odierna nè degli ultimi giorni". "Infatti le condizioni della strada in esame, fotografata da rappresentanti delle Forze dell'Ordine alle ore 10.30 di oggi, 30 luglio 2008, appare, come nell'immagine visionabile sul sito www.protezionecivile.it, del tutto sgombra da rifiuti di alcun genere e con residui, segno evidentemente di un intervento non recentissimo, di polvere di calce utilizzata a scopo disinfettante. L'uso di fotografie scattate in passato e pubblicate come generico accompagnamento ad articoli dedicati al problema rifiuti, senza alcuna indicazione temporale, si configura -lamenta la Protezione Civile- come una scorrettezza e come un danno". "Scorrettezza nei riguardi dei lettori che chiedono al quotidiano notizie e informazioni aggiornate e veritiere, vero e proprio danno, nei confronti di tutti coloro che stanno lavorando su più fronti per fare emergere il vero volto di Napoli oggi, una città pulita, degna di tornare ad essere meta di turismo. E' lo sforzo di un'intera regione, di un'intera città che viene danneggiato -conclude la Protezione Civile- se non si ha la sensibilità di capire che tra le difficolta' di ieri e la realtà di oggi, c'è stato e c'è l'impegno, la determinazione e la dignità recuperata di migliaia di cittadini che progettano e lavorano ad un futuro di rinascita ambientale e culturale".

DISASTRO RIFIUTI: CHIUSI I CONSORZI DI BACINO, CARROZZONI DELLA SPESA PUBBLICA. AL POSTO DELLA PLETORA DI POLITICI TROMBATI SERVITORI DELLO STATO




Il gestore del Consorzio Unico Alberto Stancanelli, nominato dal Sottosegretario di stato Guido Bertolaso, ha provveduto, nei giorni scorsi, a sciogliere i consorzi dei bacini delle province di Napoli e Caserta, e a nominare al posto dei presidenti dei consigli d'amministrazione e dei commissari straordinari, sei responsabili delle articolazioni territoriali del Consorzio Unico. L'organizzazione del Consorzio Unico in ambito territoriale risponde alla logica della razionalizzazione delle risorse e della facilitazione del passaggio alle società provinciali. In virtù dei criteri di efficienza, programmazione e razionalizzazione, che animano l'operato del Consorzio Unico, si provvederà entro sessanta giorni, alla predisposizione del piano industriale per la definizione delle specifiche competenze in materia di raccolta differenziata, con l'obiettivo di una riduzione immediata dei costi di gestione e di una migliore funzionalità. Per l'ambito territoriale degli ex consorzi CE1 e CE3 è stato nominato il Prefetto Domenico Bagnato, Commissario delegato per l'emergenza rifiuti in Calabria fino al settembre 2006; per l'ex consorzio CE2 il Generale di Divisione della Guardia di Finanza Roberto Mantini, già vice direttore operativo D.I.A., e per l'ex consorzio CE4 il Generale di Divisione dell'Arma dei Carabinieri Antonio Reho, già Comandante del Nucleo Operativo Ecologico presso il Ministero dell'Ambiente. Battista Aquino, dirigente dello Stato, Direttore Generale dell'Azienda Sanitaria n°4 della Regione Calabria negli anni 2005-07, è il responsabile per le aree degli ex consorzi Na2 e NA4; il Generale di Corpo d'Armata della Guardia di Finanza Lucio Macchia, già Comandante Servizio Centrale Investigazioni sulla Criminalità Organizzata, si occuperà dell'ex consorzio NA5; mentre il Prefetto Francesco Forleo, già Commissario del consorzio di bacino NA3, operera' sugli ex consorzi NA1 e NA3. Con lo scioglimento dei 9 consorzi sono cessati gli incarichi di 5 presidenti, 16 consiglieri, 4 commissari, 4 subcommissari, 24 componenti del collegio dei revisori, 8 direttori generali. Entro sessanta giorni inoltre, cesseranno automaticamente i rapporti contrattuali di tutti i consulenti dei disciolti consorzi.

CONTRO L'APERTURA DELLA DISCARICA DI CHIAIANO ALTRA INIZIATIVA DEI COMITATI: DOMANI TUTTI IN BICI PER IL CENTRO DI NAPOLI PER PARALIZZARE LA CITTA'


Contro la discarica di Chiaiano si continuia a protestare. In mille modi diversi. Molti anche orginali. Il comitato cittadino antidiscarica, infatti, non si dà per vinto e contro lo sversamento di rifiuti nella cava di Chiaiano mette in campo tutta la fantasia partenopea: dopo il soft walking, arriva la critical mass. Il "Presidio permanente di Chiaiano e Marano" infatti ha annunciato il via, domani, della protesta in bicicletta. L'appuntamento è alle 9.30 a Porta Piccola, Bosco di Capodimonte, per un corteo a due ruote fino al centro di Napoli, "contro la discarica di Chiaiano e Marano, contro l'incenerimento, per difendere il diritto alla salute e all'ambiente". "Porta la bicicletta..." è l'invito, a scendere in strada "per denunciare la verità, mentre Berlusconi si appresta a tornare a Napoli per l'ennesimo spot a favore di megadiscariche e inceneritori col loro business".

CAIVANO, SANGUINOSA RAPINA DAL TABACCAIO. CONFLITTO A FUOCO TRA BALORDI E UN POLIZIOTTO PRIVATO COLPITO DA UN PROIETTILE ALLA MANDIBOLA. E' GRAVE


Ha 32 anni, si chiama Vincenzo Angelino, ed è un dipendente della ditta il Notturno, il poliziotto privato che ha ingaggiato un conflitto a fuoco con i banditi che uscivano armi in pugno da un negozio di tabaccaio a Caivano ed è rimasto gravemente ferito. L'uomo, ricoverato nel reparto di Rianimazione dell'ospedale Cardarelli di Napoli, è stato sottoposto ad un delicato intervento chirurgico per asportargli un proiettile che si è conficcato nella mandibola. I sanitari dopo l'intervento chirurgico non hanno sciolto la prognosi, ma ritengono che l'uomo non sia in pericolo di vita. Intanto i carabinieri del Nucleo Invetsigativo di Castello di Cisterna (agli ordini del tenente colonnello Fabio Cagnazzo) hanno scatenato subito una gigantesca caccia ai balordi che, secondo una prima ricostruzione dei fatti, sono entrati in un tabaccaio armi in pugno per rapinare l'incasso (erano in tre), e sarebbero stati avvertiti dell'arrivo delle guardie giurate da un quarto uomo, il palo, che era rimasto fuori, a bordo di una Ford Focus. I tre, uno dei quali armato di pistola, e tutti muniti di passamontagna, sarebbero stati sorpresi praticamente sul fatto, ma sono riusciti a scappare. Hanno portato via anche il denaro, 700 euro circa. Al momento della rapina, a quanto risulta, nel negozio c'era soltanto il titolare dell'attività. L'uomo sta già meglio, ha superato lo choc per quello che è capitato dopo: il conflitto a fuoco e il ferimento del poliziotto privato. Il tabaccaio di Caivano, infatti, è abituato alle rapine. Ne ha subite 11 negli ultimi sette anni. Un veterano della rapina.

SCARCERATO IL PRESUNTO VIOLENTATORE DELLA 16ENNE BRASILIANA DI FORIO D'ISCHIA: MANCANZA DI GRAVI INDIZI SULLA VIOLENZA SESSUALE



E' stato rimesso in libertà 24 ore dopo l'arresto Raffaele Del Robbio, 37 anni, presunto violentatore a Forio d'Ischia di una ragazzina di 16 anni. Il Gip, Ciro Marotta, non ha convalidato il fermo di polizia giudiziaria e, non accogliendo la richiesta del pubblico ministero di emettere un'ordinanza di custodia cautelare in carcere, lo ha rimesso in libertà per mancanza dei gravi indizi di colpevolezza e l'inesistenza del pericolo di fuga. "Per il Gip il quadro indiziario è risultato irrilevante - ha spiegato l'avvocato dell'indagato, Giuseppe Nicolella -, la ragazza ha asserito di aver subito una violenza sessuale ma non ha esibito ai carabinieri un certificato medico che dimostrasse un'ecchimosi o un'escoriazione, a dimostrazione che non c'è stata una reazione alla presunta violenza". "La ragazza - ha spiegato l'avvocato - non ha emesso un solo urlo che avrebbe attirato l'attenzione dei numerosi ospiti presenti alla festa nella villa di Forio, ed ancora, quando il fratello ha aperto la porta della sauna ed ha visto la scena, la ragazza non solo non ha chiesto aiuto ma gli ha detto di andare via. Andando via dalla festa e incontrando un loro amico, la ragazza per giustificare le lacrime del fratello ha affermato freddamente, che lei era stata vittima di una violenza sessuale". "Tutto questo - conclude l'avvocato Nicolella - ha reso poco plausibile che una violenza sessuale c'è veramente stata mentre è più plausibile che la ragazza per giustificarsi con il fratello abbia inscenato la storia della violenza sessuale".

La vittima dei presunti abusi è una 16enne di origini brasiliane, adottata da una famiglia di Roma che trascorre le vacanze sull'isola d'Ischia, a Forio. E' qui che la minorenne conosce il 37enne Raffaele De Robbio, sposato con quattro figli, di professione parcheggiatore, due condanne passate in giudicato per ricettazione ed una per porto abusivo di armi. Secondo l'accusa, l'uomo si spaccia per proprietario di un noto locale notturno di Forio, e le offre un posto di lavoro, in più la possibilità di fare dei provini come modella, circostanza questa che però De Robbio davanti al gip non ha confermato. Sabato scorso viene organizzata una festa in una villa di Forio. De Robbio invita la 16enne a partecipare. Lei si reca alla festa con il fratello, più grande, anche lui adottato dalla famiglia di Roma. Un bagno in piscina e poi la 16enne accetta l'invito di De Robbio a fare una sauna. E' qui che si sarebbe consumata la violenza sessuale che l'indomani mattina (domenica scorsa) la ragazza, accompagnata dalla mamma, denuncia ai carabinieri di Forio. Viene interrogato anche il fratello della 16enne, che dice di aver aperto la porta della sauna e visto la sorella con l'uomo. Scatta quindi il fermo per Raffaele De Robbio, il quale sostiene che la ragazza era consenziente, versione ripetuta davanti al gip aggiungendo che al termine del rapporto la 16enne gli avrebbe chiesto 400 euro che lui si sarebbe rifiutato di consegnare. Al termine dell'udienza a Poggioreale, il gip non ha convalidato il fermo, non ha accolto la richiesta del pm di un'ordinanza di custodia cautelare in carcere, e lo ha rimesso in libertà.

MASCHIO ITALIANO MANDRILLO, FA SEMPRE PIU' SESSO, E' SEMPRE PIU' DISINIBITO E SODDISFATTO PER IL MODO IN CUI FA L'AMORE COL PARTNER



Anche quest'anno il maschio italiano mantiene alta la sua reputazione di "grande amatore" con una media nazionale di ben 142 rapporti sessuali all'anno. Lo conferma un sondaggio realizzato questo mese dal Club per Single Eliana Monti (www.elianamonti.it), che ha preso in esame un campione di 4 mila persone di entrambi i sessi, di età compresa tra i 25 ed i 45 anni, nelle principali città italiane. I risultati non sempre sono del tutto confortanti. Secondo il sondaggio, infatti, due intervistati su cinque vorrebbero sentirsi meno stressati e vorrebbero una migliore qualità nei loro rapporti sessuali. Il record del piacere sotto le lenzuola vede in pole position i milanesi con un numero di rapporti sessuali superiore alla media nazionale. I milanesi, infatti, dichiarano di fare l'amore mediamente 200 volte all'anno. Un terzo di loro, però, dice di essere sessualmente poco appagato a causa di uno stile di vita troppo stressante. A Napoli, invece, il 48% degli intervistati si dichiara molto soddisfatto e il 45% abbastanza soddisfatto. La città con il maggiore indice di disinibizione risulta però essere Roma, dove l'86% del campione dichiara di gradire "farlo" strano per rendere più intrigante il rapporto di coppia. Nel Nord Italia, invece, il grado di disinibizione scende, e più di un terzo delle persone è poco soddisfatto della propria vita sessuale. Le esigenze lavorative e la mancanza di tempo che oggi affliggono sia gli uomini che le donne, trasformano gli incontri in una specie di missione impossibile.

ARRESTATO IN CIOCIARIA UN LATITANTE DEL CLAN DEGLI SCISSIONISTI DI SCAMPIA


Riccardo Cerullo, 41 anni, appartenete al clan degli scissionisti di Scampia, a Napoli, è stato arrestato su ordine di custodia cautelare emesso dalla Dda di Napoli. L'uomo, di basso profilo di
pericolosità sociale, ma secondo l'accusa, '"ben addentrato" nel traffico di sostanze stupefacenti, era latitante da giugno scorso. A rintraccialo nelle campagne di Pignataro Interamna, piccolo comune a sud della Ciociaria, dove Cerullo è cresciuto, sono stati gli agenti della Squadra Mobile di Frosinone, diretti dal vice questore Carlo Bianchi in collaborazione con la polizia del commissariato di Formia, guidato dal vice questore Cristiano Tatarelli. Per portare a termine l'operazione la polizia ha impiegato circa venti uomini. Gli agenti hanno circondato la zona di campagna dove si nascondeva il latitante. L'uomo quando ha visto gli agenti ha tentato nuovamente di fuggire, ma è stato fermato e ammanettato. Riccardo Cerullo è stato trasferito nel carcere di Cassino (Frosinone) a disposizione dell'autorità giudiziaria.

INCHIESTA RIFIUTI, I PM SIRLEO E NOVIELLO NON FIRMANO LA RICHIESTA DI GIUDIZIO PERCHE' SONO STATE STRALCIATE LE POSIZIONI DI PANSA E CATENACCI


Dopo due mesi dalle accuse e gli arresti, la Procura di Napoli ha firmato i provvedimenti con cui chiede il rinvio a giudizio per 25 dei 33 indagati, nell'ambito dell' inchiesta "Rompiballe" sulla gestione dei rifiuti in Campania. Stralciata la posizione di otto indagati tra cui quelle del prefetto Alessandro Pansa e di Corrado Catenacci, coinvolti in qualità di ex commissari straordinari per l'emergenza. E, soprattutto, Procura divisa. I pm Paolo Sirleo e Giuseppe Noviello, titolari dell'inchiesta, non hanno firmato i provvedimenti. Secondo quanto si è appreso, i pm titolari di tutte le iìnchieste sul ciclo dei rifiuti, non avrebbero condiviso la decisione di non chiedere immediatamente il giudizio anche per gli altri indagati. Dunque, ad apporre la firma è stato solo il procuratore aggiunto Aldo De Chiara, coordinatore della sezione della procura che si occupa delle indagini su reati ambientali. Il procuratore della Repubblica di Napoli, Giovandomenico Lepore ammette che "ci sono state delle divergenze" ma dice anche che "la Procura di Napoli non si è affatto divisa". "Le decisioni sono state prese su mie disposizioni - dice Lepore dalla Grecia dove è in vacanza - Su tre persone, due non hanno condiviso e dunque non hanno firmato: di questo sono dispiaciuto. Tuttavia la Procura va avanti unita".
Era il 27 maggio scorso quando un'operazione dei carabinieri del Noe denominata 'Rompiballe' portò 25 persone agli arresti domiciliari, tra cui funzionari e dipendenti del commissariato per l'emergenza in Campania; una ordinanza notificata a una dei vice di Bertolaso, Marta Di Gennaro; un avviso di garanzia inviato al prefetto di Napoli. Le accuse andavano dal traffico illecito di rifiuti, al falso ideologico e truffa ai danni dello Stato e, soprattutto, l'aver consentito in alcune occasioni che le balle di spazzatura - teoricamente rifiuti trattati e resi cosi' idonei allo smaltimento in un termovalorizzatore - venissero aperte, e il contenuto inviato in discarica.
Dai capi d'accusa emergeva "un sistema imperniato su una attività di lavorazione dei rifiuti assolutamente fittizia". I rifiuti che uscivano imballati dai cdr presentavano, secondo i magistrati, "identiche caratteristiche fisico-chimiche" rispetto alla spazzatura d'origine. Secondo l'inchiesta la frazione umida dei rifiuti non sarebbe stata sottoposta ad alcun trattamento di "stabilizzazione", procedura necessaria a eliminare i cattivi odori e a "igienizzare" la spazzatura. In pratica si sarebbero persi tempo e denaro per produrre "finte" ecoballe, che in realta' sarebbero state solo spazzatura impacchettata.

ALTA TENSIONE A CHIAIANO DOVE I MANIFESTANTI ANTIDISCARICA HANNO RIMOSSO IL FILO SPINATO


Sfida, provocazione o più semplicemente un atto di civile contestazione sul filo della legalità. I manifestanti contro la discarica di Chiaiano rendono noto di "aver eliminato il filo spinato che era stato collocato per allargare ulteriormente il perimetro della zona della cava presidiata dai militari". "L'area dove era stato collocato il filo non era affatto una zona militare, ecco perchè abbiamo deciso di scendere in strada e protestare - racconta Gemma Infantocci, consigliere comunale di Marano - proprio mentre il sindaco di Marano, Salvatore Perrotta, stava parlando con le forze dell'ordine per spiegargli le nostre motivazioni, i cittadini hanno eliminato il filo e così si è potuto arrivare in prossimità della cava, area militare". "Ci sono stati attimi di tensioni ma non scontri - aggiunge - quello che volevamo era solo di arrivare fino alla vera area militare".

SILVIO BERLUSCONI VORREBBE CHE NAPOLI DIVENTASSE LA CITTA' PIU' PULITA D'EUROPA. IL PREMIER IN VISITA VENERDI' E POI RITORNO IL 23 AGOSTO


Napoli tutto sommato è una città pulita. Niente a che vedere con il disastro ambientale degli ultimi 12-16 mesi. Ma dire che è una città modello sotto il profilo della pulizia delle strade, è davvero spararla un po' grossa. Anche perchè c'è una periferia che ancora versa in condizioni disastrose. Epperò, alla luce dell'esperienza di Napoli, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi (che venerdì torna in città sempre per fare il punto sull'emergenza) starebbe pensando ad un concorso per la "città più pulita d'Europa". E' quanto hanno riferito alcuni dei partecipanti all'incontro conviviale, organizzato dai senatori del Pdl e al quale ha partecipato il premier. L'ambizione di Berlusconi, sempre secondo quanto hanno riferito gli stessi partecipanti, è di fare di Napoli una città di modello e, comunque, degna di partecipare al concorso fra le città più pulite del vecchio continente. Il premier. oramai, s'è preso una fissa per la pulizia di Napoli. Lui la vorrebbe più pulita di Tokio, dove non si vede una carta, una cicca di sigaretta a terra. Per carità, sognare è gratis, non costa niente. Magari avrà pensato anche di trasferire i napoletani in giappone e portare all'ombra del Vesuvio un po' di cittadini con gli occhi a mandorle. Giusto il tempo per far funzionare l'esperimento di una Napoli pulita, senza una carta per terra. Ma scherzi a parte, Berlusconi avrebbe in animo di tornare a Napoli, dopo venerdì, il prossimo 23 agosto: questa volta però per restarci qualche giorno in più (2 o 3), magari fare qualche puntatina in Costiera, qualche bagno tra Ischia e Capri e visitare gli Scavi di Pompei.

LA CAMORRA IMPONE IL PIZZO ALLE ASSOCIAZIONI CHE GESTISCONO I BENI CONFISCATI ALLE COSCHE MAFIOSE. DUE ESTORSORI DEL CLAN NUVOLETTA IN MANETTE


Sono due estorsori del clan Nuvoletta di Marano, nel Napoletano, i malviventi arrestati mentre incassavano cinquemila euro da esponenti di un'associazione che gestisce nel comune di Pignataro Mggiore, nel Casertano, terreni confiscati alla camorra. I due sono stati acciuffati in flagranza di reato. Secondo i magistrati della Dda di Napoli le due persone arrestate farebbero parte dello stesso clan camorristico, i "Nuvoletta" di Marano di Napoli, al quale la magistratura ha prima sequestrato e infine confiscato i terreni poi affidati all'associazione vittima dell'estorsione, l'Acli Terra Campania per la Legalità.

martedì 29 luglio 2008

BROOKE LOGAN SBARCA A ISCHIA ALLA SPIAGGIA DEI PESCATORI. LA BELLISSIMA ATTRICE DI HOLLYWOOD FIRMA AUTOGRAFI E SI FA FOTOGRAFARE CON I BARCAROLI



La bellissima Katherine Kelly Lang, la Brooke di "Beautiful" ha scelto Ischia per trascorrere una parte delle vacanze estive. Oggi, intorno alle 14, è arrivata all'imbarcadero della Cooperativa Ischia Barche ad Ischia Ponte, al pontile della spiaggia dei pescatori. Con lei la proprietaria dell'Hotel Terme Manzi di Casamicciola dove la popolarissima attrice ha soggiornato, e alcuni amici americani ed ischitani.
"Quando è arrivata al nostro molo - racconta Gaetano Pilato, uno dei barcaroli della cooperativa- sembrava un'apparizione, ma è invece una persona semplice e gentile: è venuta a salutare tutti noi prima di salire sul Tornado blu che ha preso a noleggio per fare un bagno in tranquillità nelle nostre acque". Ed effettivamente "Brooke", arrivata in taxi con tutti i suoi bagagli, ha fatto portare tutto a bordo della veloce imbarcazione a noleggio e dopo una serie di fotografie che si è fatta fare scegliendo il Castello come sfondo, è salita a bordo. Al timone del motoscafo Ciro Malfitano, altro esponente della Cooperativa Barche: tutta la comitiva- 6 persone- si è diretta verso la prima insenatura di San Pancrazio. Per chi non lo sapesse nella baietta le acque sono cristalline, i fondali bellissimi, pieni di ricci, patelle e occhiate. Ed è lì che li abbiamo intercettati noi: Ciro ha tentato di farci paura facendo finta di voler finire con il Tornado sul nostro gommone ma, visto che il comandante era lui, abbiamo subito capito che stava giocando. E così abbiamo fatto un bagno tutti insieme: abbiamo chiacchierato e scherzato spiaccicando qualche parole di inglese e qualcuna di italiano ma non l'avevamo neppure riconosciuta. Quella bella donna bionda, dai modi gentili, pronta a fare amicizia, era una vera star americana e noi lo abbiamo scoperto solo dopo averla salutata!




SCHEDA BIOGRAFICA DELL'ATTRICA TRATTA DA WIKIPEDIA


Katherine Kelly Lang è nata a Hollywood. Suo padre, Keith Wegeman, era un campione olimpionico di sci; sua madre, Judith Lang, era un'attrice.
La prima apparizione accreditata di Katherine in un film per il cinema è stata in Skatetown U.S.A. (1979) con Scott Baio, Mark Hamill e Patrick Swayze. Per tutti gli anni '80, ha recitato soprattutto in B-movie con giovani attori emergenti come Tom Eplin, David Faustino e Mariska Hargitay.
Nel 1987 le viene offerta la parte di Brooke Logan nella soap opera Beautiful, anche se lei si era presentata per sostenere il provino per il ruolo di Caroline. Brooke, il suo personaggio, è uno dei centrali dell'intera serie; la sua storia d'amore con Ridge Forrester (Ronn Moss) cattura l'attenzione dei telespettatori da oltre 20 anni.
L'attrice si è sposata due volte e ha tre figli. Dal primo matrimonio con Skott Snider, celebrato nel 1989 e dal quale ha divorziato nel 1995, sono nati Jeremy Skott (nel 1990) e Julian (1992): entrambi hanno recitato in Beautiful da piccoli, il primo nel ruolo di Rick Forrester e la seconda nel ruolo di Bridget, quando questi personaggi erano, nella finzione, appena nati. A maggio 1997 Katherine Kelly Lang ha avuto una terza figlia, Zoe Katrina, dall'allora compagno Alex D'Andrea, regista italiano, che ha poi sposato nel luglio dello stesso anno.
Estratto da "http://it.wikipedia.org/wiki/Katherine_Kelly_Lang"

LA COMMISSIONE DIFESA DELLA CAMERA DEI DEPUTATI IN VISITA AL CONTIGENTE MILITARE IN LIBANO



Una rappresentanza della IV Commissione Difesa della Camera dei Deputati, composta dagli Onorevoli Edmondo Cirielli, Giovanni Fava, Maria Rosaria Villecco Calipari, Antonio Rugghia e Gianfranco Paglia, ha effettuato una visita di due giorni al contingente italiano impegnato nell’operazione Leonte 4, nell’ambito della forza multinazionale di Unifil, in Libano La Commissione è stata ricevuta nella base di Tibnin, che ospita il Comando della Joint Task Force Lebanon su base Brigata Bersaglieri Garibaldi, dal Comandante del Contingente, Gen. B. Vincenzo Iannuccelli. Presenti anche il Gen.D. Claudio Graziano, Comandante di Unifil e l’Ambasciatore Italiano in Libano, dott. Gabriele Checchia.
Nel corso di un briefing il Gen. Iannuccelli ha illustrato ai componenti della Commissione le attività operative e Cimic( cooperazione civile militare) che vedono impegnati i soldati italiani, soffermandosi, tra l’altro, sugli ottimi rapporti intercorrenti con la popolazione locale.
Successivamente la Commissione ha assistito all’opera di bonifica del territorio dalle temibili cluster bomb, che gli esperti artificieri del 21° reggimento genio stanno portando avanti un un’area di circa 35000 mq, nella zona di responsabilità del Contingente Italiano. La Commissione ha, quindi, visitato la base UN 1-32, che si trova lungo la Blu Line, sul confine israelo-libanese ed è presidiata da personale della Task Force Italbatt2, su base reggimento cavalleggeri Guide.
Incontrando, infine, i militari italiani, il Presidente della Commissione On. Cirielli ha avuto parole di apprezzamento per l’impegno e la professionalità di tutto il personale del contingente: “questo è uno scenario importante per la delicatezza delle missione che state assolvendo. Il lavoro che state portando avanti è particolarmente sentito dagli Italiani e la nostra presenza qui serve a ribadirlo. Il Parlamento vi è vicino e vi è grato per i sacrifici che fate a favore della pace”.

OCCUPAZIONE DEL DUOMO DI NAPOLI, ANCORA UNA VOLTA PROFONATO UN LUOGO DI CULTO. SOLIDARIETA' AL CARDINALE CRESCENZIO SEPE


"La cattedrale di Napoli, patrimonio della fede e della cultura cattolica, è stata nuovamente occupata e profanata per una protesta politica. Dentro la chiesa, trasformata in sezione di partito, estremisti di sinistra, sindacalisti ed assessori della giunta Iervolino, non hanno risparmiato offese alla Chiesa, al cardinale di Napoli ed alla religione". E' detto in una nota firmata da "Fraternità Cattolica". "Solo 15 giorni fa -prosegue la nota- la cattedrale era stata teatro di un'altra protesta dell'estrema sinistra e di un'altra occupazione. E' intollerabile che il Duomo di Napoli sia preso in ostaggio da queste persone, sostenute ed incoraggiate dagli amministratori locali". Fraternità Cattolica ha poi sostenuto che "la cattedrale è un luogo di preghiera per i napoletani e per i cattolici che la visitano da tutto il mondo ed a nessuno deve essere consentito di farne un'arena politica". Fraternità Cattolica ha poi espresso "solidarietà al cardinale Crescenzio Sepe". ed ha poi sottolineato "la latitanza dei politici che affermano di richiamarsi ai valori cattolici nella propria azione". Infine, l'organizzazione cattolica ha segnalato ai napoletani "il comportamento vergognoso della giunta Iervolino pronta a sostenere ogni protesta estremista ma incapace di difendere i diritti della Chiesa e l'inerzia del governo che dovrebbe impedire che una minoranza di estremisti e prevaricatori si impadronisca delle nostre chiese".

IN CELLA I DUE DELINQUENTI CHE VOLEVANO IMPORRE IL PIZZO AL GESTORE DEL LIDO LA FIORENTE, POI UCCISO DA KILLER ANCORA IN LIBERTA'

Due giorni prima che fosse ucciso dai sicari mentre si trovava sul lido balneare che gestiva a Castelvolturno "La Fiorente", Raffaele Granata, 71 anni, padre del sindaco di Calvizzano (Napoli), aveva ricevuto la "visita" di due estortori che gli avevano imposto il pagamento di una tangente "a favore degli amici di Castelvolturno". Le incessanti indagini dei carabinieri del Comando provinciale di Caserta e delle compagnie di Castelvolturno e Mondragone hanno portato all'identificazione dei due estortori. Il primo dei due, Luigi Ferrillo si era costituito presso i carabinieri di Mondragone. In serata si è costituito anche l'altro ricercato, Giuseppe Gagliardi. L'indagato si è presentato con il suo avvocato presso la caserma dei militari del Comando provinciale di Caserta.

SILVIO BERLUSCONI SCHIERA L'ESERCITO NELLE CITTA' PER IL PRESIDIO DEL TERRITORIO. A NAPOLI PIU' UOMINI ANCHE PER SORVEGLIARE LE DISCARICHE


Sarà firmato oggi il decreto sull'utilizzo di tremila militari per la sicurezza nelle città. Di questi, ha spiegato il ministro della Difesa Ignazio La Russa, circa un terzo andrà nei centri di identificazione ed espulsione (ex cpt), un terzo a controllare il luoghi sensibili come le ambasciate e il resto sarà impiegato a pattugliare le città unitamente alle altre forze dell'ordine. "C'è nel decreto: lo confermo e lo preciso - ha detto il ministro -. Saranno insieme ai giovani in divisa delle forze dell'ordine". I militari pattuglieranno rigorosamente a piedi e avranno compiti non di polizia giudiziaria, ma di agenti di pubblica sicurezza, con possibilità di eseguire arresti solo in flagranza di reato, ma essendo accompagnati dalle normali forze dell'ordine.
"Ho insistito molto sulle pattuglie a piedi - ha detto La Russa -. Così c'è maggiore visibilità". "Con Maroni - ha aggiunto - abbiamo lavorato spalla a spalla e in assoluta sintonia, e non gli sarebbe mai scappata la frase che voglio correggere al giovane dirigente della Lega Nord, Salvini. Lui ha detto che non ci saranno in piazza inesperti giovani militari, che saranno solo nei luoghi sensibili. Ma i giovani militari sono molto esperti, fanno anche missioni di pace e affrontano problematiche ancora piu' complicate del pattugliamento nelle nostre città".

I militari saranno dislocati a Napoli, Milano, Roma e altre città. A Napoli arriverà un numero maggiore di uomini in divisa che andrà ad aggiungersi ai tanti già presenti per la difesa delle discariche e degli altri impianti per il trattamento dei rifiuti. In ciascuna città dovrebbero infatti andare tra i 200 e i 300 militari. Che si muoveranno rigorosamente a piedi. I militari arriveranno nelle città di destinazione tra il 4 e l'8 agosto.

BERLUSCONI TORNA IN UNA NAPOLI IL PRIMO AGOSTO. INCONTRERA' BASSOLINO E I SINDACI E LANCERA' LA CAMPAGNA D'AUTUNNO SULLA RACCOLTA DIFFERENZIATA


Il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi incontrerà venerdì 1 agosto a Napoli, presso la sala Galatea della Stazione Marittima del Porto, insieme al sottosegretario Guido Bertolaso, il presidente della Regione Campania Antonio Bassolino, il presidente dell'Anci Leonardo Domenici, i sindaci dei comuni della Campania, i presidenti delle cinque provincie e i rispettivi Prefetti per un'analisi delle attività in corso per il superamento dell'emergenza rifiuti. In particolare, durante la riunione, verrà svolta una riflessione congiunta che valga a rafforzare il rapporto di collaborazione con riferimento specifico alle attività connesse alla esigenza di un deciso miglioramento del livello di raccolta differenziata anche nella prospettiva di un sollecito ritorno ad un sistema ordinario di gestione del ciclo dei rifiuti. La riunione avrà luogo alle ore 16.00.

lunedì 28 luglio 2008

SCONTRI TRA IMMIGRATI AFRICANI CHE AVEVANO OCCUPATO IL DUOMO DI NAPOLI E LA POLIZIA. I MIGRANTI, MOLTI SENZA PERMESSO, ERANO SENZA CASA DA GIORNI

Diverse decine di immigrati africani hanno occupato oggi il Duomo di Napoli per alcune ore, chiedendo un tetto sotto il quale dormire, e si sono anche scontrati con la polizia. Sette le persone refertate, secondo quanto riferito da fonti sindacali. Si tratta di quattro poliziotti e tre immigrati, condotti in Questura per essere identificati. Gli immigrati sono rimasti senza casa in seguito all'incendio di una palazzina in cui abitavano a Pianura, che avrebbero dovuto già abbandonare nei giorni scorsi perché fatiscente. Alla terza notte in strada e non essendo stato trovato loro un alloggio dalle autorità comunali come in casi analoghi, gli immigrati hanno deciso di protestare occupando il Duomo, che hanno poi lasciato nel pomeriggio, diretti in Comune per un incontro con il sindaco Rosa Russo Iervolino. Al termine dell'incontro, parlando coi giornalisti Iervolino ha detto che è stata trovata una soluzione, ma non ha voluto fornire altri dettagli "per una questione di ordine pubblico". Durante la protesta, all'esterno della chiesa un immigrato ivoriano ha opposto resistenza alle forze dell'ordine, che lo hanno trascinato su una camionetta, dove - secondo altri immigrati - l'uomo sarebbe stato malmenato. I manifestanti all'interno del Duomo hanno pensato che gli agenti avessero caricato i compagni sul sagrato, e sono nati i tafferugli. La scorsa settimana il Consiglio dei ministri ha esteso all'intero territorio nazionale lo stato di emergenza per l'arrivo di cittadini extracomunitari -- con il conferimento di poteri straordinari alle autorità competenti -- che era in vigore in Sicilia, Calabria e Puglia.

ANZIANO PUGNALATO A MORTE A PIAZZOLLA DI NOLA. E' LO ZIO DI UNA BOSS DELLA CAMORRA

E' stato ucciso con sei coltellate all'addome e una alla gola, inferte da un uomo già identificato e ricercato. E' morto così, dissanguato, Carmine Somma, 73 anni, a Piazzolla di Nola, nel Napoletano. E' successo alle 18.30 circa all'interno del bar Abate; l'anziano, zio di Salvatore Somma considerato vicino al clan Ruocco, mentre si trovava nel bar è stato raggiunto da una persona armata di coltello a serramanico che l'ha pugnalato a morte.

FORIO D'ISCHIA, 37ENNE FERMATO E RINCHIUSO IN CELLA PER AVER VIOLENTATO UNA 16ENNE IN UNA FESTA


Ora c'è anche un testimone. Avrebbe confermato agli inquirenti che un rapporto sessuale si è consumato nella notte tra sabato e domenica scorsa nella sauna di una villa di Forio, dove si stava svolgendo una festa, tra una minore di 16 anni ed il 37enne R. D. R. (di Forio d'Ischia), fermato e rinchiuso a Poggioreale con l'accusa di violenza sessuale a carico di una minore. Le accuse della ragazza, che domenica mattina in compagnia della mamma si è presentata nella caserma dei carabinieri di Forio per denunciare lo stupro, avrebbero quindi trovato un riscontro.

AMADEUS SPOSA UNA BELLISSIMA NAPOLETANA A ISCHIA. IL LUOGO DELLE NOZZE? E' TOP SECRET. MA ACCADRA' A SETTEMBRE NELLA BAIA DI CARTAROMANA



La notizia è riservatissima. Amadeus, popolare conduttore televisivo prima Rai oggi Mediaset, mette la testa a posto e si sposa. Con una napoletana. Dove? Non a Milano. A Ischia. Dove? In un luogo incantato dove già altre coppie della televisione hanno coronato il loro sogno d'amore. Dove? E' un segreto ancora. Quello che posso dirvi è che accadrà a settembre. Dove? Okay, non vi dico esattamente dove ma il luogo posso rivelarlo. La baia fatata di Cartaromana, col castello Aragonese sullo sfondo. Qualcuno l'ha visto Amadeus il giorno di Sant'Anna mano nella mano con la sua doce metà? Ebbene, indaghi pure dove è andato a cenare e da dove ha assistito allo spettacolo dei fuochi d'artificio.

A NAPOLI E' UEF..oriA TRA I TIFOSI PER IL RITORNO IN EUROPA. MA PER REJA ARRIVA LA PRIMA MAZZATA: PER BOGLIACINO FRATTURA AL PIEDE DESTRO


Brutte notizie dall'infermeria per il Napoli. All'indomani della conquista del preliminare di Uefa ottenuto dopo l'1-0 al Panionios, Edy Reja deve incassare la notizia dell'infortunio di Mariano Bogliacino. Il centrocampista uruguaiano, sostituito al 13' della ripresa da Pià, ha infatti rimediato la sospetta frattura composta del quinto metatarso del piede destro. Oggi Bogliacino si sottoporrà in Spagna a una visita specialistica per capire se sarà necessario un intervento chirurgico. Ancora
incerti i tempi di recupero.

ITALIA BATTUTA DAL BRASILE AI MONDIALI DI BEACH SOCCER, NONOSTANE UN GOL DI DIEGO MARADONA JUNIOR. E DIEGUITO AL TELEFONO PARLA DEL PADRE ARGENTINO




Non basta un gol di Diego Armando Maradona junior all'Italia per evitare la sconfitta nella finale dei Mondiali di beach soccer tenutisi a Marsiglia. La squadra azzurra è stata infatti battuta 5-3 dal Brasile, e per la Selecao si tratta del terzo titolo consecutivo. Per il Brasile hanno segnato Bruno (2), Sidney (2) ed Andre', mentre per l'Italia, oltre a Maradona, sono andati in gol Palmacci e Pasquali. "Erano più in palla di noi, messi bene fisicamente, spingevano come ossessi. Hanno meritato la vittoria. Erano i più forti i brasiliani" ha detto a fine partita Diego Armando Maradona Junior in collegamento telefonico con Forio d'Ischia, con Anna Maria Chiariello, giornalista del tg5 che presentava il libro "Maradona Mio Padre" edito da Tullio Pironti. Dieguito, subito dopo la partita, alle 100 e passa persone che assistevano alla presentazione del libro ( organizzata dall'associazione culturale Terra e Pietratorcia della famiglia Iacono, nel piazzale davanti all'Antica Libreria Mattera), al telefono ha prima parlato del mondiale del beach soccer e poi, ad una precisa domanda di Ciccio Marolda (inviato speciale dello Sport per il Mattino) sui suoi rapporti col padre, ha risposto: "Io amo mia mamma perchè mi ha dato tutto il suo amore, mio padre mi ha dato solo il cognome, non gli porto rancore ma spero sempre che un giorno ci si possa rivedere".

domenica 27 luglio 2008

DIEGO MARADONA JUNIOR TRASCINA L'ITALIA DI BEACH SOCCER IN FINALE BATTENDO LE FURIE ROSSE DELLA SPAGNA. AD ATTENDERE GLI AZZURRI C'E' IL BRASILE



Diego Armando Maradona porta l'Italia nella finale dei mondiali di beach soccer. Certo, non parliamo del fuoriclasse argentino, non si tratta del rettangolo verde ma di beach soccer, ed a giocare sarà suo figlio Diego junior, che indossa la maglia dell'Italia. Per la squadra azzurra è un risultato storico, quello della prima finale iridata ottenuta a spese della Spagna. Domani c'è la possibilità di fare la storia affrontando i maestri di questo sport, ovvero la Sele‡ao del Brasile, paese che ha inventato questo particolare tipo di calcio. Contro la Spagna c'è stata oltre un'ora di battaglia, combattuta per contenere gli assalti delle furie rosse, ma sempre con la lucidità e la consapevolezza di chi sa di poter resistere, per provare poi a contrattaccare, a gettarsi oltre le linee avversarie per sfondare, aprire varchi e far crollare le certezze altrui. A parte il primo tempo, chiuso in vantaggio 2-1, l'Italia ha dovuto mettersi l'elmetto in questa semifinale contro la Spagna, che sembrava sempre sul momento di chiudere la contesa, di uscire dal campo con lo scalpo degli azzurri (in maglia bianca). Ma i ragazzi italiani, tutti straordinari per intensità, spirito di sacrificio, grinta e coraggio, hanno chiesto aiuto al "guerriero", ovvero capitan Roberto Pasquali, che, quando tutto sembrava finito, per due volte con il suo destro micidiale per i portieri avversari ha rimesso le cose posto. Raggiunto il 4-4, e dopo le paure infinite di un supplementare nel quale qualche duna di sabbia ha allontanato la fine anticipata del match, è toccato ai tiri dal dischetto assegnare il posto nella finale mondiale. Il primo duello è tra Spada, portiere azzurro, ed Amarelle: lo spagnolo, spettacolo puro del puro del beach soccer, ha angolato, ma il palo ha respinto la sua conclusione. E allora il secondo duello: in porta va lo spagnolo Roberto e dal dischetto c'è Max Esposito, di solito molto freddo. Sembra fatta, invece l'attaccante spara sul corpo del portiere spagnolo: i rossi si abbracciano ma l'arbitro giapponese Tasuku Onodera dice che Roberto si e' mosso prima del tiro e che quindi il rigore dell'Italia è da ripetere. Esposito riprende la palla, e stavolta il destro del bomber napoletano stavolta e' preciso, la palla finisce in rete, ed esplode la gioia di chi, da anni, fatica per far decollare il beach soccer. Ora c'è il Brasile, e servirà un miracolo ma l'Italia da spiaggia fa sognare.

GOL DI HAMSIK, LIQUIDATA LA PRATICA PANIONIOS. NAPOLI IN COPPA UEFA DOPO 14 ANNI. FESTA AZZURRA DAVANTI A 65 MILA TIFOSI IN DELIRIO



Al Napoli basta un gol al ritorno, dopo quello segnato in Grecia, per toccare finalmente con mano il ritorno nell'Europa che conta dopo 14 anni di assenza. Davanti ai 62.000 del San Paolo è Hamsik a firmare la rete che chiude le speranze del Panionios e porta la squadra azzurra al secondo turno preliminare di Coppa Uefa: venerdì 1 agosto ci sarà il sorteggio, il 14 e il 28 agosto il doppio confronto estivo per avvicinarsi alla fase a gironi. Ma per il San Paolo è già tempo di vestirsi a festa, dimenticando finalmente il lungo calvario della risalita dalla serie C. Il Napoli che dà il via alla festa non è brillante nè veloce, ma ordinato e concreto come lo voleva Reja, ben concentrato nonostante l'enorme pressione di un'intera città pronta a brindare. Il tecnico friulano punta sullo stesso Napoli che aveva vinto in Grecia, con Grava al posto dello squalificato Rinaudo. Reja predicava calma ed infatti è un Napoli senza nessuna fretta quello che affronta il primo tempo: Vitale e Maggio cercano spazi sulle fasce, mentre Gargano è molto concentrato sulla fase difensiva e frena bene la partenza dell'organizzazione di gioco greca. Il centrocampista azzurro, però, perde un po' di vista il suo ruolo di cervello di centrocampo e la manovra del Napoli ne risente, stentando un po'.
Poco male, il Panionios non parte infatti con l'attesa foga e appare quasi casuale che i greci mettano in avvio paura a Iezzo con la botta di D'Acol. Poi il Panionios si lascia un po' cullare da un Napoli che ha tutto l'interesse a tenere il ritmo basso, addormentando la gara. Davanti si nota ancora un po' di ruggine nell'intesa tra Bogliacino e Denis, ma il primo sussulto azzurro arriva proprio dopo un liscio dell'argentino che regala un'inattesa palla a Bogliacino, ma la scivolata va in angolo. I pericoli greci, invece, vengono dalle accelerazioni improvvise di D'Acol e di Kumordzi, che sa trovare buoni spazi all'altezza della trequarti azzurra, e da Choutos che agisce larghissimo a sinistra ma dimostra, quando servito, di saper mettere in affanno Grava. Ed è proprio l'ex di Roma ed Inter a far trattenere il fiato al San Paolo alla mezz'ora, quando su angolo manda in scivolata il pallone a prendere in pieno il primo palo.
La ripresa ripropone il copione del primo tempo con un Napoli che aspetta, ma che sa di poter chiudere definitivamente i conti. Si spiega cosi' la mossa di Reja che prova a mettere dentro Pià per Bogliacino per sfruttare spazi che si dovrebbero aprire in contropiede col passare dei minuti.
Il cambio del tecnico friulano si rivela pero' subito azzeccato: al 19' è proprio Pià infatti che si beve due difensori greci e butta dentro un bell'assist per la testa di Denis che vede Hamsik libero e gli appoggia la palla del facile vantaggio azzurro. Il San Paolo si sveglia ed esplode, la Uefa è vicinissima. Adesso il Panionios è costretto a provarci fino in fondo: Reja si cautela con Pazienza per Hamsik, ma è la difesa azzurra non trema praticamente mai. Intanto il tecnico dei greci Lienen ha tirato fuori Choutos per Delura che non inciderà mai. E così l'unico brivido arriva al 42' con la botta di Kondis, che Iezzo para. La festa azzurra, però, è già cominciata.

L'INAFFERABILE BOSS DI QUINDICI ADRIANO GRAZIANO ACCIUFFATO ASSIEME AD UN IMPRENDITORE MENTRE FACEVA LA SPESA A VALMONTONE


I carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando provinciale di Avellino, agli ordini del maggiore Marco Morganti, l'hanno bloccato all'uscita di un negozio di abbigliamento di lusso a Valmontone, in provincia di Roma, l'Outlet Fashio District. Adriano Graziano, 41 anni, esponente di spicco dell'omonimo clan di Quindici (Avellino), operante nelle province di Avellino, Salerno e Napoli e da decenni protagonista della faida con la famiglia rivale dei Cava, è stato arrestato dai carabinieri del Comando provinciale di Avellino, dopo mesi di ricerche e intercettazioni. L'uomo non ha opposto resistenza. E' stato bloccato mentre stava salendo in auto insieme a un insospettabile imprenditore del Vallo di Lauro, a sua volta arrestato per favoreggiamento. Avevano acquistato un po' di merce (abbigliamento griffato per un valore di 15 mila euro).
Adriano Graziano, sfuggito alla cattura nel blitz dei carabinieri che il 5 maggio scorso portò alla cattura di ventitre affiliati al clan, stava ricostruendo l'organizzazione criminale decimata dagli arresti e dalle prime confessioni di un pentito. Il capoclan, oltre a molteplici appoggi e coperture, disponeva di notevoli disponibilità economiche che gli consentivano di spostarsi in numerose città del centro Italia con documenti contraffatti e la disponibilità di numerose schede telefoniche.
La figura di Graziano, soprannominato 'o' professore', stesso nomignolo appioppato negli anni Ottanta a Raffaele Cutolo, emerse con tutto il suo peso nella "strage delle donne" del maggio 2002 quando un gruppo di fuoco della famiglia Graziano uccise in un regolamento di conti tre donne della famiglia Cava e ridusse su una sedia a rotelle, per un colpo di pistola alla schiena, la giovane figlia del boss rivale Biagio Cava.
Con l'operazione portata a termine l'Arma di Avellino, diretta dal colonnello Giammarco Sottili, è stata posta fine alla latitanza di uno dei più pericolosi capi del clan di Quindici, che per anni era riuscito a sfuggire alla cattura.

sabato 26 luglio 2008

PRODUTTORI DI HOLLYWOOD PRONTI A GIRARE IN CAMPANIA UN COLOSSAL SULLA VITA DI FRANCESCO FORGIONE, IL FRATE DELLE STIMMATE DIVENTATO SANTO


Si concretizza il progetto di un film statunitense, girato nelle aree interne della Campania, sulla vita di San Pio. A confermare le voci che circolano da alcune settimane è la parlamentare Nunzia De Girolamo (Pdl), dando notizia di un incontro a Roma del ministro per i Beni e le Attività Culturali Sandro Bondi con Bill Erfurth e Ron Stone, rispettivamente produttore esecutivo e regista della "Modern City Entertainment", società Usa di produzioni cinematografiche che ha intenzione di girare nelle province di Benevento ed Avellino un kolossal cinematografico dedicato alla vita del "frate delle stimmate". "Ringrazio la sensibilità e disponibilità del ministro Bondi - continua De Girolamo - che ha concesso il patrocinio al progetto cinematografico delegando la Regione Campania a seguire da vicino l'iniziativa. Il mio interessamento alla realizzazione del film in Campania rientra nella volontà del governo Berlusconi di rilanciare l'immagine e l'economia della regione e del Paese. Sono certa che lo stesso presidente Bassolino trovi valida tale iniziativa che rappresenta la dimostrazione di come il mondo hollywoodiano stia guardando con interesse alle bellezze paesaggistiche della nostra regione che può vantare dei set naturali".
De Girolamo ha quindi convocato a Benevento i rappresentanti dei Comuni di Pietrelcina, Morcone, Apice (provincia di Benevento), Gesualdo, Frigento, Villamaina e Sturno (provincia di Avellino), individuati come set cinematografici, i quali - spiega la parlamentare - si sono detti entusiasti della iniziativa. Al termine della riunione i rappresentanti dei sette Comuni, insieme alla parlamentare De Girolamo, hanno deciso di chiedere un incontro a breve con il presidente Bassolino al fine di ottenere "anche da parte della Regione Campania il sostegno alla realizzazione del progetto cinematografico che porterà nelle aree interne della Campania un investimento statunitense di oltre dieci milioni di dollari".

IL 19 OTTOBRE PAPA RATZINGER TORNA IN CAMPANIA. VISITERA' IL SANTUARIO DELLA BEATA VERGINE DEL ROSARIO DI POMPEI



Il prossimo 19 ottobre il Papa visiterà il santuario di Pompei. Lo ha detto all'Osservatore romano il direttore della sala stampa vaticana padre Federico Lombardi. Papa Ratzinger era già stato in Campania nell'ottobre del 2007, per la visita pastorale all'arcidiocesi di Napoli e l'apertura del meeting interreligioso promosso dalla Comunità di Sant'Egidio. Quindi, esattamente un anno dopo ritorna in Campania. Una manna dal cielo per una regione che esce con le ossa rotte dalla più lunga, drammatica e difficile emergenza rifiuti. Il Papa può avere un effetto mediatico eccezionale per la regione. Sempre a Pompei ci fu l'ultima visita pastorale in Italia del Papa Santo, Karol Wojtyla.

CONTROLLI BLANDI, UNA BANDA DI DONNE TEPPISTE AGGREDISCONO TRE TURISTE A BORDO DI UN BUS A MERGELLINA


Una banda, tutta al femminile, in azione su un autobus del trasporto urbano di Napoli. Insulti, grida, dappertutto scritte con pennarelli: un "assalto" lo definiscono il presidente della I Municipalità, Fabio Chiosi, e il presidente della Commissione Attività produttive, Diego D'Alessio, testimoni della vicenda, che ha preso di mira anche tre turiste. E' avvenuto stamattina sul bus R3 dell'Anm, raccontano Chiosi e D'Alessio. "Abbiamo assistito ad un vero e proprio assalto di una gang di ragazze, che è meglio definire teppiste, durante il percorso da piazza Trieste e Trento a Mergellina - dicono - il gruppo di adolescenti ha costretto alcune persone ad alzarsi, lanciando grida ed insulti, ha imbrattato il mezzo con pennarelli minacciando chiunque tentava di riprenderle. La cosa più grave, inoltre, si è verificata quando queste criminali hanno preso di mira tre turiste deridendole e minacciandole". "Anche noi - continuano - siamo intervenuti per evitare che si arrivasse alle mani con le turiste. Solo allora le balorde sono scese dal bus. Abbiamo cercato qualche vigile o poliziotto ma a Mergellina non vi erano pattuglie in giro in quel momento". "Quanto accaduto - concludono - dimostra che sui bus di linea è necessario il presidio delle forze dell'ordine".

UCCISE UN UOMO 12 ANNI FA, ARRESTATO GIUSEPPE ESPOSITO

Dodici anni fa uccise un uomo: oggi, Giuseppe Esposito, considerato vicino al clan camorristico Sarno, è stato arrestato. Le manette, per Esposito, sono scattate dopo una serie di accertamenti messi in atto dal Nucleo investigativo dei carabinieri di Castello di Cisterna, con il coordinamento della Dda di Napoli, per contrastare il "cartello" criminale dei "Sarno-De Sena-Di Grazia-Piscopo-Messina", clan operanti nei comuni di Acerra, Casalnuovo di Napoli e Carinaro (Caserta), ritenuti dagli inquirenti responsabili dell'aumento di agguati e omicidi nella faida con i clan Di Buono-Castaldo, supportati dai Casalesi. Esposito, detto "o schizz", è ritenuto responsabile dell'omicidio di Salvatore Gaglione, avvenuto a Carinaro (Caserta) il 12 aprile del 1996.

BRUNO CONTRADA, EX FUNZIONARIO DEL SISDE ACCUSATO DI MAFIA: QUERELERA' SALVATORE BORSELLINO PER DIFFAMAZIONE A MEZZO STAMPA


Bruno Contrada presenterà nei prossimi giorni contro Salvatore Borsellino "formale querela per
diffamazione continuata e aggravata a mezzo stampa" e copia degli articoli che riportano "le infamanti e farneticanti accuse di Salvatore Borsellino saranno trasmesse alla Procura della Repubblica competente per i reati ravvisabili d'ufficio", cioè minacce aggravate. Lo annuncia il legale dell'ex funzionario del Sisde, Giuseppe Lipera, comunicando che Contrada, dopo la sua seconda notte ai domiciliari in casa della sorella Anna, a Napoli, "è sembrato più sereno e sembrerebbe abbia assorbito lo stress emotivo degli ultimi giorni". Facendo poi un bilancio dei sette mesi durante i quali ha rappresentato Contrada, Lipera ringrazia "in via eccezionale" i giudici che il 23 luglio scorso hanno accolto per il suo assistito la richiesta dei domiciliari "scontendandoci perchè stabiliti a Napoli dalla sorella Anna anzichè a Palermo dalla moglie Adriana: ci hanno scontentato - dice Lipera - e però noi li ringraziamo perchè siamo certo che Anna, molto più giovane del fratello e della cognata, accudirà l'anziano e ammalato fratello con lo stesso massimo amore ma con le energie che soltanto una donna giovane potrà dare". Infine, un ringraziamento da parte del legale a tutti i medici che hanno svolto attività di consulenza medico-legale in favore di Contrada "prestando la loro opera senza percepire alcun compenso".

INCHIESTA SUL CLAN BELFORTE, MOLTI IMPRENDITORI ERANO COLLUSI CON LA CAMORRA


Il provvedimento di arresto di Pasquale Belforte è stato emesso dal Gip del tribunale di Napoli. Secondo quanto accertato dall'indagine condotta dalla Dda, l'imprenditore, è ritenuto responsabile di tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso. In almeno due occasioni, nel 2002 e nel 2005, avrebbe intimato a un altro titolare di una impresa edile di non lavorare né a Marcianise né a Caserta, territori, questi, monopolizzati da imprese riconducibili al clan. Sconfortante il quadro di relazioni tra imprenditori e camorristi che emerge dall'inchiesta. La stragrande maggioranza di lavori edili si concentrano su alcune imprese della nelle zone controllate dal clan con la conseguente estromissione delle altre. A Marcianise e paesi limitrofi, infatti, molti imprenditori pur di accaparrarsi lavori anche di notevole valore, avevano contatti con la criminalità organizzata del luogo e attraverso l'intervento dei soggetti più rappresentativi delle organizzazioni criminali riuscivano ad ottenere commesse per rilevanti importi, battendo la concorrenza di tutte le altre ditte che non erano dentro il sistema. La vicenda che ha portato all'arresto di Belforte, apparentemente isolata, rappresenta in realtà soltanto uno degli episodi di
un'attività estorsiva di maggiore e più grave entità. Tutti elementi che emergono anche dalle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia Michele Froncillo, Giacomo Nocera e Antonio Gerardi. Poche imprese, in costanza, riuscivano a monopolizzare determinati territori. Belforte è stato condotto in carcere a Santa Maria Capua Vetere.

INDAGANO SUL CLAN BELFORTE, MINACCIATI GLI INQUIRENTI. RAFFORZATA LA SCORTA AL PM FALCONE, TRASFERITI ALCUNI CARABINIERI: RISCHIANO LA VITA


Lettere anonime. Minacce esplicite. Veleni messi in giro ad arte. Ed altri segnali inquietanti. E' in atto quella che gli inquirenti definiscono "strategia della tensione" nei confronti di magistrati e esponenti delle forze dell’ordine da parte del clan dei “mazzacane”. I Belforte, una cosca potentissima. Con capacità di condizionamento delle istituzioni e di altri apparati dello Stato che nemmeno i Casalesi conoscono. A riferire questa strategia, un articolo a firma di Maria Rosaria Capacchione su “Il Mattino” di Domenica 13 Luglio. “Nelle stesse ore in cui la Dda e gli investigatori facevano il punto sull’omicidio di Marina di Varcaturo, negli uffici dell’antimafia scattava un nuovo allarme. Questa volta riguarda magistrati, carabinieri e poliziotti che hanno lavorato sul clan Belforte. Meglio, sulle estorsioni fatte da Salvatore Belforte con la complicità della cognata, Maria Buttone e della moglie, Concetta Zarrillo. Fatti denunciati un anno e mezzo fa dagli imprenditori orafi di Oromare, parti offese in un processo già concluso con le condanne. Segnali concreti di pericolo, arrivati negli uffici della Dda e preceduti, nelle ultime settimane, da visibili manifestazioni di insofferenza da parte dei boss di Marcianise. Spiegano gli investigatori: la strategie di Giuseppe Setola, Alessandro Cirillo, Giuseppe Vargas, Emilio Di Caterino, sta riconducendo imprenditori e commercianti sulla strada dell’acquiescenza e della soggiacenza; quindi, nella logica di camorra, è una strategia vincente, tanto da aver indotto, nelle passate settimane, al versamento «volontario» delle quote di tangente non ancora pagate”. Insomma il clan, nonostante gli arresti (persino quest'ultimo di uno dei fratelli Belforte), non è stato azzerato. Anzi. Sarebbe vivo e vegeto. A rischiare, soprattutto un magistrato: Raffaello Falcone. E' lui l'autore delle inchieste più importanti contro la cosca, alla quale ha fatto sequestrare beni mobili e immobili per decine di milioni di euro. Alcuni esponenti delle forze del'ordine, per ragioni di sicurezza (rischiano la vita), sono stati addirittura trasferiti altrove. Troppo pericoloso continuare a lavorare a Marcianise

PRESO DAI CARABINIERI BOSS DEL CLAN MARCIANISANO DEI BELFORTE

Arrestato dai carabinieri di Santa Maria Capua Vetere, Pasquale Belforte, 49 anni, elemento di vertice dell'omonimo clan di Marcianise, nel Casertano. E' accusato di estorsione nei confronti di imprenditori.

NUOVI TESORI EMERGONO DALLE VISCERE DELLA TERRA DI NAPOLI DURANTE GLI SCAVI DELLA METROPOLITANA. SONO RESTI DI UNA FORTIFICAZIONE BIZANTINA


I resti di una fortificazione bizantina, realizzata con elementi architettonici provenienti da un monumento pubblico di età imperiale (II secolo d.C.), tra i quali due rare lastre figurate rappresentanti scene di sacrifici, sono emersi dalle indagini archeologiche preliminari per la realizzazione della stazione Università della Linea 1 della Metropolitana, in corso sul versante nord di piazza Bovio a Napoli. La fortificazione può essere identificata con quella, ricordata dalle fonti storiche, costruita dal generale Narsete, dopo la fine della guerra greco gotica, poco lontana dal porto. Lo scavo rientra nell'ambito del programma di intervento congiunto della Soprintendenza speciale per i Beni archeologici di Napoli e Pompei con l' Amministrazione comunale e la Società Metropolitana Napoli. "La scoperta è di eccezionale interesse scientifico e, come già quelle precedenti, aumenta la nostra conoscenza della Napoli in età romana, tardo antica e alto medievale" ha spiegato il soprintendente archeologo di Napoli e Pompei prof. Pietro Giovanni Guzzo.

APPELLI AL QUOTIDIANO IL GOLFO E AL CORRIERE DEL MEZZOGIORNO: ISCHIA PONTE NON DEVE MORIRE




Quelle che leggete di seguito sono due lettere che mia moglie ed io abbiamo inviato al quotidiano Il Golfo e al Corriere del Mezzogiorno. Il mio appello a preservare la bellezza sempre più compromessa del borgo di Ischia Ponte è stato pubblicato ieri, venerdì 25 luglio, dal quotidiano il Golfo, diretto da Domenico Di Meglio. Le riflessioni di mia moglie, invece, sono oggi in prima pagina sul Corriere del Mezzogiorno diretto da Marco De Marco. Non è un atto di accusa ma un atto d'amore verso un'isola che è da tempo nel nostro cuore


dal Corriere del Mezzogiorno del 26 luglio 2008



Gentile direttore, quello di Franco Iacono mi è sembrato un condivisibile grido di dolore. Vengo sull’isola da quando avevo cinque anni, e mi sembra di esserci da sempre, tanto che ormai da una decina di anni sono ischitana anche ai fini fiscali. Franco Iacono parla dell’isola con l’amore di un fidanzato un po’ disilluso, un po’ speranzoso di recuperare un filo interrotto. È questa la passione che ci accomuna, anche se il mio è l’amore di chi arriva a Ischia da turista e scopre di volerci restare per sempre pur dovendo fare i conti con la quotidianità che ti spinge sulla terraferma. Credo che il vero nodo sia quello di rendere per qualche anno Ischia invisibile a quel turismo che finora si è in larga parte meritato: maleducato, becero, chiassoso e purtroppo anche camorrista. Anche se da ischitana mi costa dirlo ci vorrebbe un po’ di “capresitudine”, ovvero quel po’ di selezione dei i turisti da fare a monte, magari evitando le tante corse notturne dei traghetti. Aiuterei, invece, chi investe su se stesso in termini di qualità da offrire, di gentilezza, di idee vere e di servizi da vendere. Iacono parla della identità dell’isola, della sua cultura: ma di quale identità vogliamo parlare se persino il simbolo dell’isola, il Castello Aragonese - per carità di privati e tenuto benissimo- è illuminato solo se c’è un evento e a spese dei proprietari?Come si può pensare che un lungomare tra i più belli ch’io abbia visto, quello Aragonese, che affaccia contemporaneamente su Procida e sul Castello, sia ridotto alla stregua di un retrobottega, un orinatoio pubblico, deturpato con palchi e palchetti per sagre paesane da strapazzo, un luogo dove si possono portare i cani a spasso e dove c’è solo un ristorante che ha un’identità e uno stile ma si deve difendere dall’assalto delle auto che gli parcheggiano davanti e orde di giovinastri che danno fastidio? E di che identità parliamo se chi viene sull’isola neppure sa che ci sono le case di pietra che rappresentano un unicum o il tufo verde? O che le passeggiate su per i sentieri fanno scoprire macchie di verde che nascondono segreti che pochi botanici conoscono? Da un lato ci vorrebbero maggiori controlli per evitare che anche i posti più belli vengano insozzati o deturpati. Dall’altro ci vorrebbe la consapevolezza di chi offre il prodotto Ischia, che si vende un’isola che è mille posti, mille bellezze, un luogo dell’anima. A volte ho l’impressione che Ischia appaia in tutta la sua bellezza solo a quei pochi turisti tedeschi che la battono in lungo e largo, ne conoscono i più remoti anfratti meglio degli stessi ischitani. Quei tedeschi che non tornano perché non ne possono più del chiasso, della cafonaggine e della protervia di chi Ischia se la sta mangiando, divorando, pezzo a pezzo. Anna Maria Chiariello


dal quotidiano il Golfo del 25 luglio 2008


Caro direttore, tralascio ogni superflua e melensa dichiarazione d’amore per l’isola d’Ischia ed Ischia Ponte in particolar modo)e risparmio ai tuoi lettori (oltre che a te)la banalità che quest’isola mi è entrata nel sangue e nel cuore, che non riesco più a farne a meno, che non posso più vivere senza vedere il Castello Aragonese. E spesso mi costa soldi e fatica rientrare a Ischia da qualche parte dell’Italia e del mondo dove mi trovo per ragioni di lavoro. Quello che non ti risparmio, però, è una richiesta di aiuto: da ischitano d’adozione ancora non sono riuscito a comprendere alcune cose e dunque ti prego di farmele comprendere, se ti è facile. Secondo te, perché mai il lungomare Aragonese di Ischia Ponte è ridotto nelle condizioni in cui siamo costretti a vederlo ogni giorno che iddio ci fa vivere su questa terra? Perchè un lungomare meraviglioso come quello Aragonese deve essere “usato” come retrobottega, parcheggio selvaggio di auto, pisciatoio pubblico per bipedi, cagatoio per quadrupedi, scogli trasformati in depositi di masserizie, località di campeggio per una notte di bancarellari, zona franca notturna per balordi d’ogni risma, giostre e giostrai e ora anche palco a mare con tanto di camerini per qualunque tipo di concerto, concertino, bande, teatro, teatrino, balli, balletti e chi più ne ha ne metta? Roba da far perdere la pace persino a Gesù Cristo, che di pazienza, notoriamente, ne ha avuta tanta verso gli umani e gli ignavi in particolare. Caro direttore, non da turista, ma da ischitano, (perdonami la banalità, ma ogni mese il sindaco della città di Ischia prende dalla mia busta paga senza ch’io lo autorizzi ben 89 euro solo di addizionale ente locale)perché tutto questo? Perché non esiste un amministratore di questo comune capace di comprendere le potenzialità di questo lungomare, del Castello, degli Scogli a Mare, dell’incantevole Borgo, della fatata baia di Cartaromana? Perché non si può godere di un progetto per questa zona che ne preservi lo splendore, ne incrementi l’attrattiva turistica, la tenga al riparo da speculazioni d’ogni tipo? Perché nessuno si accorge (anzi fa finta di non accorgersi) che il Borgo sta morendo, lo stanno snaturando, si sta trasformando in un surrogato dei vicoli di Napoli? Possibile che il sindaco in carica che ha messo fiori dappertutto, prato verde ovunque, ancora non ha trovato il tempo di venire a prendere un caffè a Ischia Ponte, di farsi una passeggiata sul lungomare Aragonese per rendersi conto dei delitti che quotidianamente si consumano? Possibile che non si riesce a capire che non si può prostituire un borgo così bello per ogni sorta di spettacolino che toglie la pace a chi pensava di averla trovata in questo paradiso? Ecco, io non auguro al sindaco di Ischia di trovarsi di fronte al pastore inviperito del comune di Vallemaio che stufo delle sagre l’ha bastonato, ma gli dico di fare presto perché è tardi e rischia di essere preso all’amo da qualche pescatore che non ce la fa più a vivere in quello che prima era il suo paradiso. Ed io, con tutto il rispetto che si deve ad un primo cittadino, non sono così sicuro di poter dare torto a chi dice basta, basta basta. Salviamo Ischia Ponte. Paolo Chiariello






Ultimissime

IL TESORO DEI CASALESI TROVATO DALL’ANTIMAFIA IN TRANSILVANIA

Sono due fratelli. Sono  originari di Aversa, bellissima città che conobbe i suoi fasti in epoca di dominazione normanna. Si chiamano Nìcola...