CATTURATO IN SPAGNA GIUSEPPE POLVERINO, IL BOSS DELLA CAMORRA CHE CONTROLLA UN IMPERO ECONOMICO DA 1 MILIARDO DI EURO





I carabinieri del Nucleo investigativo di Napoli insieme a personale dell'UCO (Unidad Central Operativa) della Guardia Civil hanno catturato in Spagna un latitante inserito nell'elenco dei ricercati di massima pericolosità: Giuseppe Polverino, 53enne,a capo dell'omonimo clan camorristico che controlla impero da 1 mld.
Quando i militari dell'Arma l'hanno bloccato a Jerez de la Frontera, Polverino, che era insieme a un affiliato di spicco del clan anch'egli ricercato, il 48enne Raffaele Vallefuoco, ha tentato di evitare l'arresto mostrando una carta d'identita' intestata ad altra persona, ma il tentativo e' andato a vuoto. A Polverino e Vallefuoco, che erano ricercati in tutta Europa, i Carabinieri hanno notificato un'ordinanza di custodia cautelare in carcere chiesta dalla Direzione distrettuale antimafia partenopea per associazione di tipo mafioso e associazione finalizzata al traffico e spaccio di stupefacenti aggravata dal metodo mafioso.
Oltre 100 appezzamenti di terreni, 175 appartamenti, 19 ville, 141 tra box auto, negozi e magazzini. E ancora, 43 societa' tra cui alberghi, gioiellerie e aziende agricole oltre a 117 autovetture, 62 autocarri, 23 motocicli. E' il tesoro da circa un miliardo di euro che i carabinieri del Nucleo investigativo di Napoli avevano sequestrato in via preventiva lo scorso maggio a personaggi ritenuti affiliati o prestanome del clan Polverino. La cosca e' egemone nelle citta' di Marano di Napoli, Villaricca, Quarto, Qualiano, Pozzuoli e nel quartiere Camaldoli di Napoli. Sotto il suo controllo attivita' imprenditoriali e commerciali in Italia e in Spagna, in particolare a Barcellona, Alicante e Malaga. Secondo i Carabinieri del comando provinciale di Napoli ''si tratta di attivita' commerciali e imprenditoriali che comprovano la centralita' assunta da Polverino nello scenario criminale campano e la sua pervasiva capacita' di infiltrazione nel mondo economico e imprenditoriale, per il controllo in regime pressoche' monopolistico della produzione e in molti casi la distribuzione in numerose zone della provincia di prodotti alimentari (farine, pane, carni - pollame e bovini-, uova, caffe') nonche' di importanti attivita' nel settore delle costruzioni edili e del calcestruzzo. Tutte attivita' sostenute grazie al riciclaggio del denaro proveniente dal traffico di stupefacenti che vede il gruppo camorristico operare costantemente sull'asse Marano-Spagna meridionale''.

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