venerdì 27 giugno 2008

GIUGLIANO, CITTA' DISTRUTTA DALLA CAMORRA DEI RIFIUTI E ABBANDONATA DALLO STATO CON ALTRE 70MILA TONNELLATE DI MONNEZZA DA METTERE A TAVERNA DEL RE




E' da quando faccio il giornalista che separo i fatti dalle mie opinioni. Quando ne ho qualcuna. In questo caso, chi mi conosce e chi non mi apprezza mi consentiranno per una volta di esprimere un giudizio personale senza dolersene. Il sito di Taverna del Re a Giugliano verrà "chiuso per sempre". Sembra una bella notizia ma ne nasconde un'altra che, a mio avviso, è una vergogna indicibile che ancora una volta si consuma sull'altare dell'emergenza rifiuti. Taverna del Re, infatti, chiuderà solo dopo lo stoccaggio - a partire da oggi - di altre 70 mila tonnellate di ecoballe su un'ultima (Sarà vero? Chi crede più in questo Stato rappresentato nel Giuglianese da nani, ballerine e in qualche caso anche da camorristi travestiti da persone perbene?) piazzola libera. Insomma la città della monnezza che ha già accolto circa 4 milioni di tonnellate di rifiuti impacchettati e incellofanati si arricchisce di un'altra piccola quantità di ecoballe, o eco-truffe come le hanno definite i magistrati napoletani Giuseppe Noviello e Paolo Sirleo. Questo accade perchè è stato raggiunto un accordo tra la struttura del Sottosegretariato ai Rifiuti, il sindaco di Giugliano in Campania Giovanni Pianese e persino rappresentanti di comitati civici. L'intesa verrà sottoscritta oggi. "Almeno, per la prima volta, - si compiace il sindaco Pianese -, otteniamo in cambio degli impegni sul fronte delle bonifiche. Sarà aperto un tavolo tecnico entro 30 giorni per analizzare le nostre esigenze: sistema fognario, idrico e bonifica dei siti inquinati". Insomma il sindaco si fida. L'ha già fatto in altre occasioni in passato. Evidentemente s'è trovato bene. E se va bene per lui va bene anche per i suoi amministrati? Le regole della democrazia ci inducono a dire "sì". Ma a Giugliano, nel comprensorio giuglianese, nell'area nord di Napoli, questo benedetto Stato italiano quando mai ci ha fatto assaggiare la gioia di essere parte integrante di una democrazia? Abbiamo forse dimenticato quanti comuni sono stati sciolti (e per quante volte) in quanto infiltrati da camorristi? Abbiamo dimenticato le centinaia di discariche aperte dai camorristi (Casalesi e loro addentellati anche istituzionali a Nord di Napoli e nella zona flegrea) su sollecitazioni (vi parlo di economia, mercato, domanda e offerta) di imprenditori del Nord Italia che avevano esigenza di smaltire rifiuti tossici, scorie e fanghi industriali a prezzi da saldo nelle terre a nord di Napoli? Abbiamo forse dimenticato che cos'era il comprensorio giuglianese prima che aprissero le discariche dei camorristi, prima che lo Stato italiano (a proposito, sto cercando ancora qualcuno che mi spieghi la differenza di comportamento tra Stato e camorra nell'area nord di Napoli) aprisse Taverna del Re e riducesse quella zona nell'epicentro di un disastro ambientale di proporzioni inimmaginabili? Vogliamo forse parlare della scelta industriale delle aziende del gruppo Impregilo (tutte avallate dai commissari straordinari all'emergenza rifiuti) di allocare nel giuglianese discariche e impianti per il trattamento dei rifiuti sempre vicino a Taverna del Re? E' per questo motivo, non per altri, che mi prendo la libertà (è uno sfogo di cui vi chiedo scusa) di dire che queste 70mila tonnellate di eco-balle che ancora una volta verranno smaltite a Giugliano sono uno schifo, è un modo indegno per lo Stato italiano (anche quando agisce con la faccia pulita e la rettitudine di un generale come Franco Giannini o di un prefetto-sottosegretario come Guido Bertolaso) di andarsene finalmente da Giugliano dopo averla distrutta, devastata. Ripeto: distrutta nel cuore e nella mente. Sarà difficile per qualche centinaia di migliaia di cittadini perbene ricostruire un rapporto di fiducia con lo Stato pur avendo in odio e disprezzo i camorristi. Certo, questo Stato, dovrebbe aiutare questi cittadini, riconquistarli. Con una bonifica seria. Con servizi. Con progetti di riqualificazioni che partano dall'entroterra e arrivino fin sulla costa. Quella costa che venti anni fa era luogo di villeggiatura mentre oggi è zona di prostituzione e spaccio di droga. Auguri, caro Stato Italiano. Io che sono nato a Sant'Antimo, ho studiato a Giugliano e poi me ne sono andato schifato per il modo in cui facevi finta di non vedere la metastasi camorra (quando non ci andavi a braccetto), non ho un granchè fiducia in te. Ma spero di sbagliarmi.

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