sabato 28 giugno 2008

La monnezza di Napoli irrompe nel dibattito politico dell'Italietta del terzo Millennio. Tra un lodo Alfano, un decreto slitta processi e qualche polemicuccia estiva su dibattito sì dibattito no tra maggioranza e opposizione, eccoti servito sul piatto della bilancia il nuovo casus belli: la monnezza. Così anche ripulire Napoli e la Campania, restituire decoro e dignità ad una regione con 5 milioni e 700 mila cittadini, si trasforma in caciara politica. A dare la stura alle polemiche è Walter Veltroni. I rifiuti? "Sono un mezzo di propaganda quando governano gli altri, ma quando governano loro sono un'emergenza" attacca il leader del Pd che accusa Berlusconi e la Lega di aver strumentalizzato la vicenda dei rifiuti come mezzo di propaganda in campagna elettorale, per poi ammettere oggi che si tratta di un problema. Ne è prova, dice Veltroni parlando all'assemblea degli Ecodem, l'appello dei ministri leghisti alle regioni del Nord perché si prendano i rifiuti campani: "Ho visto che Bossi e Calderoli lanciano un appello alle regioni del Nord. Perché oggi? Perché non lo hanno fatto nei mesi passati? Perché non si sono resi disponibili sin dall'inizio a collaborare per alleviare la situazione? Perché la politica ci si è messa di mezzo e i rifiuti sono un mezzo di propaganda quando governano gli altri, ma quando governano loro sono un'emergenza". Difficile dare torto a Veltroni. A dargli ragione, in ogni caso, ci pensa il sottosegretario alle infrastrutture, Roberto Castelli, legista, che ha negato che parte delle 5-6 mila tonnellate di rifiuti di Napoli destinate ad essere smaltite in Lombardia arrivino all'impianto di Dalmine (Bergamo) e ha anche messo in dubbio che all'intera operazione venga dato il via. Gelando così le aspettative di Umberto Bossi. "La notizia che a Dalmine arriveranno i rifiuti di Napoli è destituita di fondamento" ha esordito Castelli in riferimento ad alcuni titoli dei giornali "infatti - ha aggiunto - come già specificato ieri, i rifiuti arriveranno soltanto quando e se nella conferenza Stato-Regioni tutte le Regioni dovessero dare all'unanimità il benestare a farsi carico dei rifiuti campani, cosa che al momento è assolutamente improbabile". "Inoltre - ha precisato - ammesso e non concesso che la Lombardia debba farsi carico delle cinquemila tonnellate previste, nemmeno un chilogrammo arriverebbe a Dalmine, malgrado la presa di posizione del presidente della Provincia Bettoni, al momento meramente propagandistica". "Infatti - ha concluso - gli impianti che dovrebbero farsi carico, lo ripetiamo, in via del tutto ipotetica, dei rifiuti sono già stati individuati a Milano e Brescia. I bergamaschi quindi possono stare tranquilli".
Chi non sta affatto tranquillo è il ministro per la semplificazione, Roberto Calderoli, che se la prende con Veltroni. "Altro che dialogo e senso di responsabilità, Veltroni è uno che si augurerebbe disastri pur di mettere in difficoltà gli avversari. La sua posizione sui rifiuti e le accuse alla Lega sono disgustose": lo afferma, replicando al leader del Pd. "Veltroni dice che la Lega ha cambiato idea? Certo - sostiene Calderoli - perchè all'epoca in cui governava il centrosinistra non era stato fatto nulla e Veltroni dovrebbe pure assumersi le sue responsabilità sulla questione...Adesso il problema della Campania è stato affrontato dal Governo in maniera seria e strutturale e quindi, pur di non far naufragare tutto quando le cose sono state impostate, Bossi, anche a costo di avere delle difficoltà con il nostro elettorato, ha deciso di chiedere alle regioni la disponibilità ad accogliere rifiuti, ponendo tuttavia dei paletti molto precisi". "La posizione della Lega - conclude - è una posizione di responsabilità ed è anche legata al fatto che la cattiva immagine di Napoli che è circolata per il mondo finisce per danneggiate tutto il Paese, comprese le località turistiche del Nord. Perche' se i tedeschi non vengono in Italia la pagano cara tutti, al sud come al nord. Anche per questo abbiamo deciso di fare uno sforzo, l'ultimo, per cercare di risolvere la situazione. Ma Veltroni questo non lo comprende e gioca strumentalmente allo sfascio".

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