giovedì 1 marzo 2018

LA LISTA DEI MINISTRI APPASSIONA PIÙ DELLA LISTA DELLA SPESA

Se Luigi Di Maio avesse annunciato una lista di possibili ministri in caso di vittoria alle elezioni e non avesse reso noti questi nomi prima del voto gli avrebbero dato del pagliaccio.
Invece l’ha detto e l’ha fatto. Se Di Maio avesse fatto i nomi dei possibili ministri in caso di vittoria elettorale e non avesse in qualche modo pubblicamente fatto sapere che ovviamente quella di scegliere i responsabili dei dicasteri é prerogativa costituzionale del Presidente della Repubblica, caterve di esperti costituzionalisti gli avrebbero impartito lezioni di Costituzione e buone maniere istituzionali oltre a spiegargli la irrilevanza giuridica di quella lista dei ministri. E invece quei nomi Di Maio li ha fatti, li ha resi noti dopo averli fatti sapere informalmente al Quirinale e ha pubblicamente sempre fatto notare che poi a scegliere sarà il presidente Mattarella come Costituzione impone. 

Ora il problema qual è ? Non sarebbe forse bello che quando uno va a votare sapesse in anticipo per chi vota? Qual è il programma di Governo che le persone scelte dovranno poi attuare e soprattutto su quali gambe e attraverso quali teste quel governo si reggerà? A me sembrerebbe (fermo restando la sacralità della Costituzione) una Bella democrazia quella che non delega in bianco ogni scelta a persone che col Rosatellum sono in minima parte scelte dagli elettori (1/3) e in massima parte scelte con casting e altre pratiche di dubbio gusto dai boss dei partiti. Pertanto, che noia questa campagna elettorale basata sul chiacchiericcio politichese piuttosto che sui problemi del Paese.

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