giovedì 1 marzo 2018

ITALIANI BRAVA GENTE....DEI NAPOLETANI NON SAPREI!

Ci sono tre napoletani quasi certamente sequestrati da quattro agenti della «Policia municipal» di Tecalitlan (arrestati) che per soldi li avrebbero poi “venduti” a qualche banda che controlla ogni traffico criminale nello Stato Federale di Jalisco, sud del Messico.
É dal 31 gennaio, dunque da un mese, che questi tre uomini (Raffaele Russo, suo figlio Antonio e il nipote Vincenzo Cimmino) sono a tutti gli effetti desaparecidos ovvero scomparsi. Il dibattito più importante che si è svolto sui media italiani (ho il passaporto italiano anche io) é se questi tre napoletani (dunque anche loro italiani) fossero magliari, camorristi o narcos. Interessa poco sapere che fine hanno fatto, cercarli, comprendere se sono vivi, se li hanno uccisi, se qualcuno chiede un riscatto. Ci si vergogna quasi di questi tre napoletani (italiani) e del dolore delle loro famiglie. Perché questi hanno delle famiglie, come tutti noi.

Allora, e lo dico con rispetto per chiunque: mettiamo che questi tre napoletani sono dei poco di buono. E Raffaele Russo aveva dei conti con la giustizia sicuro da scontare in Italia. Questa considerazione inutile che ho letto e ascoltato in tv le poche volte in cui si é parlato di questi tre desaparecidos napoletani, dunque italiani, cambia forse qualcosa? Intendo dire: se un italiano va in Messico deve mettere in conto di essere rapito dalla polizia, venduto a clan criminali e forse uccisi senza che nessuno in Italia se ne fotta? O questa regola vale solo per gli italiani provenienti da Napoli?

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