ROMA AFFOGA NELLA MONNEZZA, LA POLITICA CHIACCHIERA E LE MAFIE INGRASSANO

La questioni dei rifiuti a Roma è questione politica, morale e criminale nazionale che una classe dirigente seria e onesta affronta assieme e organicamente senza divisioni e scaricabarile. Roma è l'Italia. Possibile che non ricordate come le mafie e pezzi dello Stato hanno ridotto Napoli e la Campania con l'affare dei rifiuti? Chi pensa di sbolognarla questa tragedia alla sola sindaca Virginia Raggi per becere ragioni propagandistiche commette due errori.

Primo: si consente alle aziende che puzzano di mafia di continuare a fare affari sulla pelle dei romani. Anzi questi affari diventeranno più redditizi perché con le emergenze occorreranno procedure di urgenza e soldi, per rimuovere e far viaggiare la Monnezza, che finiranno nelle solite tasche.
Secondo: Roma, il Lazio come la Campania hanno necessità di una filiera industriale dei rifiuti (quale che sia la scelta politica) che renda indipendente queste comunità da affaristi senza scrupoli e proprietari di discariche o suoli o cave per realizzarle.
Ridurre l'emergenza rifiuti di Roma ad una squallida disputa di bottega politica tra Pd e M5S significa voler restituire all'Italia (non a Roma, ai romani, alla Raggi o a Grillo) quella immagine indecorosa di paese di Monnezza che peraltro sarà costretto a pagare multe salate, milionarie alla Unione Europea per incapacità di gestire il ciclo dei rifiuti e assicurare condizioni decenti di vita ai propri cittadini. Abbiamo già procedure di infrazione in corso e multe che paghiamo per quel che è accaduto e accade in Campania, Calabria, SicilIa, Lazio. Questi comportamenti della politica sulla questione dei rifiuti a Roma sono, a seconda di come la si vuole vedere, criminali e criminogeni. Roma non merita questo schifo. Roma e i romani meritano rispetto.

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