"VIENI A VIVERE A NAPOLI" E... CAPISCI QUANTO È DIFFICILE FARE CINEMA A NAPOLI

"Vieni a vivere a Napoli” è un bel film, una bella commedia in tre episodi, pensati a Napoli, girati a Napoli, montati a Napoli, prodotti a Napoli e diretti da tre registi napoletani di Napoli: Guido Lombardi, Francesco Prisco, Edoardo De Angelis. Che vuol dire napoletani di Napoli? Avete ragione, pare una cazzata quello che ho scritto! Napoletani di Napoli vuol dire che vivono a Napoli, conoscono Napoli, li incontri a Napoli al bar o al ristorante o a correre sul lungomare
di Napoli per smaltire tossine o panza. E se ci parli, hanno anche l’inflessione napoletana. Vuol dire anche che per fare un film devono faticare dieci volte di più rispetto ai loro colleghi e amici che fanno i registi napoletani da Roma o da Milano. Chiaro? 

Napoli in questo film non viene usata come se fosse una puttana, non è stereotipo retrivo, cartolina abusata o romanzo biblico criminale ma è una metropoli piena di storia che, da ogni sua angolazione, con ogni sua contraddizione,  fa da sfondo a tre storie minime di una umanità dolente e divertente. Nei tre episodi i registi analizzano il rapporto dei napoletani con gli immigrati arrivati a Napoli, inghiottiti da Napoli e dalla napoletanità. Il primo episodio diretto da Lombardi è "Nina e Yoyo; il secondo episodio è "Luba" diretto da Prisco; il terzo è "Magnifico Shock" di De Angelis. 
Il film non vincerà l’Oscar, forse manco i David di Donatello (De Angelis li ha vinti già) ma vincerà la stima di quanti si godranno un’ora e mezza di buon cinema fatto a Napoli. A guardare il film e a ricordare i luoghi in cui è stato girato, ho immaginato anche il dramma dei registi e dei produttori (Alessandro e Andrea Cannavale) che avranno faticato chissà quanto (altro schifo di questo Belpaese) per valicare la barriera della mafia della distribuzione per arrivare nelle sale, sul grande schermo. 

Non sono un esperto, non sono un critico televisivo o cinematografico, amo il cinema e amo il cinema fatto e prodotto dai napoletani.  Devo dire che ho visto un Massimiliano Gallo attore superlativo in un ruolo che è stato sempre usato per denigrare una certa categoria umana e manageriale napoletana. Il manager della cantante neomelodica interpretato da Gallo viene invece non nobilitato ma rappresentato in forma non caricaturale. E mi è piaciuto Gianfelice Imparato nel ruolo del portiere di un condominio. Devo dire come sempre riesce a calarsi in ogni personaggio con una naturalezza impressionante. Non ho una opinione di Myriam Candurro. E dunque non ne scrivo. 

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