NAPOLI VITTIMA DELLA CATTIVA INFORMAZIONE PUÒ LIBERARSI DAI PREGIUDIZI E DALL'IGNORANZA DEI MEDIA GRAZIE AL FACT-CHECKING

Sono contento come giornalista e come napoletano della celebrazione della prima Giornata Internazionale del Fact-Checking. L'obiettivo è quello di coinvolgere il consumatore finale dell'informazione (lettori, internauti, radioascoltatori, telespettatori etc etc) nella battaglia contro la disinformazione e le notizie false, le bufale. Dobbiamo cominciare ad abituarci a capire fino a che punto quella marea di informazioni con cui ci bombardano sono rispondenti al vero.
Dobbiamo capire come difenderci dalla cattiva informazione, non con la controinformazione, che spes

so è peggio della peggiore informazione, ma con serietà nel trattare gli argomenti che interessano  collettività, cioè tutti. Quando leggiamo "Napoli capitale dei furti", "Napoli capitale delle rapine", "Napoli capitale della contraffazione", "Napoli capitale dei reati" o Napoli capitale di qualunque cosa non vada in questo Paese strano che si chiama Italia, occorre capire fino a che punto certe affermazioni sono vere. A quali dati statistici fanno riferimento certi giornalisti che scrivono stupidaggini senza verifcarle, a quali fonti si abbeverano i politici che maneggiano certe informazioni e le manipolano solo per bieche dinamiche elettorali o propagandistiche. E con l'avvento del Fact-Checking in Italia, nelle redazioni dei media italici, vedrete che molte stupidaggini date per notizie vere finalmente finiranno. Insomma, non basterà più andare su google e cercare "napoli furti" per trovare sempre la stessa fandonia e dunque riproporla. Bisognerà lavorare. Chiedere o trovare i dati sui reati commessi al ministero dell'Interno. E così per altre vicende, altri settori, altre notizie.

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