LE MAFIE CAPITALI CHE FANNO AFFARI SUI CADAVERI DEI MIGRANTI CHE AFFOGANO NEL MEDITERRANEO E SI ARRICCHISCONO GESTENDO MAFIOSAMENTE LA LORO ACCOGLIENZA

La questione non è salvare i migranti in mare. Quello è un dovere. La questione è il traffico di carne umana. L'uso di questa tragedia, di questo esodo biblico come occasione di guadagno è un fatto, un dato oggettivo, criminale che si riscontra quotidianamente nella realtà malata italiana.
La gestione della accoglienza dei migranti ha partorito "Mafia Capitale" ovvero una inchiesta che evidenzia rapporti di affari tra politica, burocrazia e organizzazioni criminali che avevano la forma giuridica di società cooperative o peggio onlus. E non è un metodo criminale isolato. Ci sono tante altre piccole mafie capitali in giro per l'Italia che lucrano sulla pelle dei disperati che attraversano il Meciterraneo. Qualcuno in questi mesi si è affannato a dire o a scrivere che Mafia Capitale non esiste. In primo grado i magistrati inquirenti hanno richiesto per Buzzi, Carminati e soci di Mafia Capitale oltre cinque secoli di carcere. Non male per essere una inchiesta inventata o che poggia sul nulla come qualcuno va sostenendo per ragioni che sfuggono a tanti.
Non so se la questione ONG nel Mediterraneo è realtà o solo una doverosa indagine che speriamo accerti la inesistenza di collegamenti tra trafficanti di uomini e qualche volontario che sbaglia. Ma se fosse vero quello che dice il procuratore di Catania Carmelo Zuccaro non mi scandalizzerei. Perché la questione non è salvare i migranti in mare  (quello è dovere morale prima ancora che obbligo internazionale) ma evitare che il loro arrivo in italia sia un affare di mafia come lo è la loro accoglienza. Tutta la polemica spicciola politica che gira intorno a questa vicenda drammatica è tipicamente italiana. Il più classico "facimme ammuina". E in questo i leghisti del nord sono maestri in quel vaudeville di quarto ordine disgustoso. 

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