ULTIMI AFFARI DI CAMORRA: FURTI MILIONARI DI FARMACI ANTITUMORALI

Altro giorno alla Lumsa, Università di Roma, dove ho tenuto due ore di lezione alla scuola di giornalismo, uno studente mi ha chiesto quali sono gli affari più redditizi della mafia.
Domanda più o meno facile. Ci sono gli affari classici della economia del vizio: droga, prostituzione, azzardo e contrabbando. C'è poi la parte tradizionale, quella normale, quella secolare confusione, infiltrazione e commistione con gli apparati dello Stato che fingiamo di non vedere più e che raccontiamo come se fosse normale: corruzione, manipolazione e turbativa di appalti, tangenti, fondi europei e di governo rubati o truccati o truffati etc etc. Insomma spiego quello che reputo giusto raccontare ai ragazzi evidenziando anche cose che pochi storici (Isaia Sales è uno dei pochi che lo fa con onestà) fanno: spiegare l'Italia e la sua storia anche attraverso i suoi rapporti con le mafie. Un ragazzo poi mi fa una domanda più diretta. E mi chiede: dopo il traffico dei rifiuti quale è l'affare del momento della camorra? E io dico: furto e commercializzazione di farmaci tumorali. Brusio in aula. È così. Ci sto lavorando. Ci sono furti per milioni di euro di questi farmaci. Facile portarli via dalle farmacie ospedaliere. Facile rivenderli.

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