QUALITÀ DELLA VITA, LE CLASSIFICHE DEL PREGIUDIZIO SU NAPOLI E SUL SUD

Siamo a fine anno e dunque dobbiamo sorbirci le solite classifiche stilate sulla qualità della vita in Italia che vedranno Napoli in coda. In questi giorni una ricerca dell'Università La Sapienza per ItaliaOggi ci spiega che la Capitale è passata dal sessantanovesimo posto del 2015 all'ottantottesimo di quest'anno (strano no?). E poi relega Napoli al 108 posto in una classifica di 110.
Quali sono i parametri per misurare la qualità della vita? L'occupazione, la salute e la salubrità dell'ambiente sono i fattori principali per determinare la qualità della vita. Devo spiegare perché queste rispettabilissime classifiche puzzano di pregiudizio e insozzano una città che prova a rialzarsi pur tra centomila difficoltà? A Napoli sappiamo di non essere in Svizzera, che c'è la camorra più violenta, stracciona e sanguinaria.
Ma se non si fa nulla per occupazione e per ambiente (il governo è fermo su lavoro e su bonifiche) le classifiche sulla qualità della vita serviranno solo a sputare sulle aree metropolitane del sud, affamate di lavoro e di pulizia morale e materiale.

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