N'ALBERO DI NATALE E LA RIVOLUZIONE DEGLI INTELLETTUALI DELLA REPUBBLICA PARTENOPEA

Dicono gli intellettuali napoletani che N'Albero di Natale, quello che il Comune installerà sul lungomare di Napoli per le festività natalizie, è, sintetizzo per rendere le critiche accessibili a tutti, una porcheria immonda, uno sturcio, una fetenzia che farà a pezzi addirittura la bellezza paesaggistica di Napoli.
Nell'appello firmato dagli intellettuali napoletani contro il sindaco e la sua amministrazione certo si fa uso di parole più forbite delle mie, più intellettuali, si chiama in causa persino la Costituzione italiana violata da N'Albero di Natale. Il senso però è che N'Albero non piace e dunque gli intellettuali scrivono l'appello per denunciare la bruttezza e il danno di questo totem che sarà visibile persino dalle isole del golfo tant è alto e tanto sarà illuminata questa luminosa torre di babele del terzo millennio. Una porcheria quella denunciata dagli intellettuali che consentirà al Comune l'allestimento a costo zero di un paraustiello natalizio, pare una tassa per la occupazione del suolo pubblico alla modica cifra di 100mila euro e poi una percentuale sugli incassi del biglietto (5 euro?) che i turisti pagheranno per salire in cima a fare una foto ricordo.





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