È IL REFERENDUM SULLA LEGGE COSTITUZIONALE, L'HANNO TRASFORMATO IN UNA ZUFFA PER LE PROSSIME ELEZIONI POLITICHE

Il testo del quesito del referendum costituzionale che leggeremo sulla scheda elettorale quando andremo a votare il 4 dicembre è il seguente: 
«Approvate il testo della legge costituzionale concernente Disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del CNEL e la revisione del titolo V della parte II della Costituzione?”. 
Questo il link della legge costituzionale così come approvata dal Parlamento (http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2016/04/15/16A03075/sg)

Rispetto a questo quesito il cittadino elettore dovrà rispondere SI o NO. 
Certo, può anche annullare la scheda. La può insozzare. Può riporla nell’urna immacolata. Può fare quello che reputa più giusto secondo il suo giudizio rispetto alla legge costituzionale, ma il quesito referendario è quello che avete letto. Su questo quesito ci si deve confrontare e decidere.  

Detta così sembra una cosa normale, che accade in un Paese normale. 
Invece stiamo assistendo ad una delle tante indegne campagne elettorali (in questo caso referendaria) in cui la classe dirigente di questo Paese usa qualunque arma di distrazione per non farci  capire su che cosa andiamo ad esprimerci, per che cosa votiamo. 
Banalmente se fate zapping per tv in questi giorni vi imbattete nei classici servizi giornalistici in cui si chiede ai cittadini se sanno quando si va a votare, se conoscono il quesito referendario. Le risposte che a qualcuno possono sembrare divertenti perché mostrano l’assoluta ignoranza dell’argomento, sono invece l’essenza stessa del problema. La domanda a questo punto è: perché non sappiamo su che cosa andiamo ad esprimere il nostro No o il nostro SI? Perché molti di noi hanno già deciso di votare SI o di votare NO senza sapere esattamente perché con la matita scriveremo No o Sì sulla scheda elettorale? 
Perché stiamo assistendo alla ennesima campagna elettorale in cui questa classe politica invece di confrontarsi pubblicamente sulla sostanza del quesito referendario, hanno trasformato l’unico momento di democrazia diretta in uno show per promuoversi o se volete per cominciare già ora la prossima campagna elettorale, quella per le politiche. 
Per cui se avete la ventura o la sventura (a me capita spesso per lavoro) di partecipare a comizi di quelli che vogliono che si voti Si o di quelli che ci chiedono di votare NO, scoprirete che il quesito referendario, la domanda alla quale dobbiamo rispondere quando andremo a votare, è parte residuale, quasi insignificante delle argomentazioni. 
L’intera campagna elettorale è incentrata su questioni di propaganda interna. Quelli del No che ci spiegano che i conti pubblici vanno una merda, la sanità è allo sfascio, il debito pubblico è alle stelle, c’è il rischio di un regime, il governo è pieno di indagati, corrotti e di gente che ha rapporti di parentela con banchieri che hanno affamato correntisti, il premier è abusivo perché non è stato eletto, il Parlamento è abusivo perché molti degli eletti sono lì grazie ad una legge elettorale cassata dalla Consulta, la disoccupazione galoppa, non si crea lavoro, si froda il fisco, si continua con i condoni e mille altre cose più o meno verosimili che nulla hanno a che vedere con il quesito referendario.

Quelli del fronte del SI battagliano alla grande su questo stesso terreno, facendo finta di voler discutere con i cittadini solo del quesito referendario e non di becera propaganda politica che avrebbe trasformato il referendum sulla legge costituzionale in referendum sul Governo. Di fatti però chi dice di non voler personalizzare altro non fa che definire quelli del No una accozzaglia, li inquadra tutti sotto la stessa bandiera della cosiddetta Casta e continua a dire che se vince il No l’Italia va a ramengo, se vince il No ci sarà la speculazione, il crollo finanziario e altre cose che non sto manco a ripetere. 
Ma perché le forze politiche usano la demagogia e la propaganda in un referendum costituzionale che, quale che sia la nostra opinione, dovrà solo stabilire se la legge Costituzionale approvata dal Parlamento deve essere confermata o bocciata?
Perché è la classe politica che abbiamo meritato, abbiamo allevato e che ci siamo scelti per farci rappresentare nelle istituzioni di questo Paese malato.
Cari signori, fregatevene di questi comitati di festeggiamenti e leggete il quesito referendario. Rispondete SI o No, No o Si in base a quello che ritenete giusto. Il referendum è sulla legge Costituzionale non su chi deve restare o andare al Governo del Paese. Per quello ci sono le elezioni politiche. E chiunque vincerà non succederà nulla di grave all’Italia. La democrazia (e un referendum è il momento più alto) è una cosa bella. Con un Referendum scegliemmo se essere Monarchia o Repubblica.  




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