CAMPANIA, CI SONO TUTTI GLI INGREDIENTI PERCHÈ DIVENTI LA LOCOMOTIVA ECONOMICA D'ITALIA


La Campania possiede tutti gli ingredienti per essere la locomotiva economica del Paese. Napoli è il futuro dell'Italia non la palla al piede. Ci sono fattori esterni e interni che frenano lo sviluppo, contribuiscono ad alimentare un clima di incertezza e insicurezza sociale, minano la convivenza civile di una delle metropoli più belle, colte e cosmopolite dell'Europa e dell'Occidente. Ho fatto un po' il sunto di una bellissima relazione del procuratore di Napoli, Giovanni Colangelo, ad un seminario di studi della Federico II. È sempre un privilegio moderare o se volete provocare la discussione su temi come il ritorno del Sud ai suoi antichi splendori e di vedere Napoli restituita al suo ruolo naturale di città guida del sud del Mediterraneo. Ed è successo oggi al seminario di studi organizzato dal professor Roberto Vona, ordinario di Economia e Gestione delle Imprese dell'Ateneo Federico II. A Monte Sant'Angelo, davanti a 150 studenti universitari deliziosi, attenti, intelligenti e curiosi, il procuratore di Napoli Giovanni Colangelo, il comandante provinciale dei Carabinieri Ubaldo del Monaco e il presidente dell'Ordine dei commercialisti Vincenzo Moretta hanno spiegato perché bisogna smetterla di piangersi addosso, riconoscere l'esistenza di fattori positivi per cambiare marcia ed eliminare camorre e altre forme di resistenza che da troppi anni hanno fatto assomigliare il Sud ad una ridotta criminale e non ad una delle più grandi risorse dell'Italia.
E devo dire che è stato un piacere immenso ascoltare il primo magistrato di Napoli parlare di crimine organizzato, corruzione, inefficienza della pubblica amministrazione e altri cancri curabili come freni alla ripresa di Napoli e nel contempo seguire i suoi ragionamenti su come Napoli e la Campania hanno ogni ingrediente per tirarsi fuori da una situazione economica e sociale difficile in cui versano. L'aspetto positivo della giornata che mi piace sottolineare è stata l'attenzione e le domande finali dei ragazzi e, in ultimo ma non per ultimo, il ruolo del professor Vona e dei suoi collaboratori che aprono l'Università alla città, mettono in connessione i luoghi del sapere con il corpo della città, umanizzano persone che ogni giorno rappresentano degnamente le istituzioni e vanno riconosciute come tali. Per me è stata una bella giornata. Ho imparato tanto.

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