SEQUESTRATO DALLA DIA DI NAPOLI UNA PARTE DEL PATRIMONIO DEL CLAN FABBROCINO

La Direzione Investigativa Antimafia sta eseguendo un decreto di sequestro di beni ai sensi della normativa antimafia emesso dal Tribunale di Napoli, Sezione Misure di Prevenzione, su richiesta dei magistrati della DDA napoletana, nei confronti del pregiudicato:

CESARANO Domenico, nato a Ottaviano (NA) il 4/7/1955.

Il 14 marzo 2013, CESARANO Domenico era già stato destinatario di analogo provvedimento; nella circostanza gli furono sequestrati beni per un valore di oltre 5 milioni di euro. Tale provvedimento era stato adottato dal Tribunale di Napoli - Sez. Misure di Prevenzione a seguito di proposte formulate dal Direttore della D.I.A., dal P.M. di Nola e dal P.M. della D.D.A. di Napoli riunificate in unica procedura.

Durante la fase esecutiva del citato decreto, a seguito di mirate attività d'indagine eseguite dal Centro Operativo D.I.A. di Napoli e trasmesse al Tribunale dalla DDA partenopea, sono emersi ulteriori beni in capo allo stesso che hanno consentito di emettere un ulteriore provvedimento di sequestro da parte dell'A.G.

L'operazione ha consentito di sottrarre alla disponibilità del predetto CESARANO beni del valore stimato di 2 milioni di euro, localizzati in provincia di Napoli e consistenti in:

2 immobili di cui una villa di 11 vani ubicata in Palma Campania ;
rapporti finanziari il cui saldo complessivo è di 200.000€.

intestati al CESARANO o a suoi prossimi congiunti.

Il Collegio partenopeo presieduto dalla dott.ssa Beatrice SASSO ha ritenuto il CESARANO, noto come mimì 'o pezzaro, legato al clan criminale "FABBROCINO" in una posizione di preminenza nell'ambito criminale locale.
La storia criminale del CESARANO è risalente nel tempo: già nel 2000 il suo inserimento nel sodalizio veniva accertato con una sentenza - corroborata da concordi dichiarazioni di collaboratori di giustizia - emessa nei confronti del clan FABBROCINO dal Tribunale di Nola. Più di recente egli era stato colpito da un'ordinanza di custodia cautelare emessa lo scorso dicembre dal G.I.P. di Napoli nell'ambito dell'operazione "FULCRO" eseguita dal Centro Operativo della D.I.A. di Napoli e diretta dalla locale D.D.A.: in quest'ultimo contesto giudiziario al CESARANO era stato nuovamente contestato, fra l'altro, il reato di associazione camorristica ribadendosi, in tal modo, la sua caratura criminale e la sua costante appartenenza al gruppo camorristico vesuviano.

La villa in Palma Campania, di recente realizzazione, finemente rifinita, ha, da sola, un valore di circa 1,5 milioni di euro, mentre i rapporti finanziari ammontanti ad oltre 200.000 euro in contanti, sono il frutto di un disinvestimento di titoli effettuato dopo il primo sequestro rendendo disponibile l'ingente somma di denaro per un immediato prelievo da parte della famiglia Cesarano che è stato bloccato d'urgenza dagli investigatori della DIA e dal tempestivo provvedimento del Tribunale di Napoli.

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