GIULIO GIACCIO SPARITO NEL LUGLIO DEL 2000 FU UCCISO PER ERRORE DA KILLER DEL CLAN DEI CASALESI. UN PENTITO HA RIVELATO TUTTO, COMPRESI I NOMI DEGLI ASSASSINI


http://www.chilhavisto.rai.it/dl/clv/Scomparsi/ContentSet-3496b112-3ee7-431e-a0d3-b224a72025ee.html
Se cliccate sul link che vedete sopra, si apre una pagina web del fortunato programma televisivo di Mamma Rai, "Chi l'ha visto?". E potete leggere la storia di Giulio Giaccio. Non l'ha più visto nessuno dal 30 luglio del 2000, quando aveva 26 anni. Quasi 13 anni dopo non ci sono notizie di questo ragazzo. Era un operaio. Un ragazzo perbene. Un grande lavoratore. Così ancora lo descrivono nel quartiere di Pianura, dove nacque e dove sparì inghiottito nel nulla Giulio Giaccio.  
Ecco la scheda di "Chi l'Ha visto?"

Giulio Giaccio


Sesso:MEtà:26 (al momento della scomparsa)Corporatura:robustaStatura:183Occhi:neriCapelli:castaniAbbigliamento:maglietta a righe blu, jeans, scarpe da ginnastica e un giubbottino blu e gialloScomparso da:NapoliEdizione:2000/2001Data della scomparsa:30/07/2000Data pubblicazione:26/09/2000

Giulio Giaccio, giovane operaio che vive nella periferia di Napoli, a Pianura, è stato rapito in una piazzetta vicino a casa sua alle 22:30 del 30 luglio da quattro uomini a bordo di una Fiat Uno bordeaux, che si sono presentati come agenti. Secondo la testimonianza di un suo amico, che si trovava lì al momento del rapimento, tutto si è svolto in pochi istanti. “Polizia! Sei Salvatore?”. “No, sono Giulio”. “E’ lui, è lui!”. A questo punto, gli uomini lo hanno caricato a forza sull'auto. Quella di Giulio Giaccio è una famiglia modesta, e finora nessuna richiesta di riscatto è stata avanzata. Si pensa ad uno scambio di persona, visto che il ragazzo non ha mai avuto contatti con esponenti della camorra, molto radicata in questa zona. A Pianura, quando il ragazzo è stato rapito, si combatteva una guerra tra cosche rivali: in palio gli appalti per le opere di risanamento del quartiere. Dieci giorni dopo il rapimento, due giovani innocenti sono stati assassinati perché scambiati per i guardaspalle di un boss.

Di quella sparizione, oggi, siamo nel marzo del 2013, sappiamo tante cose. Di quella strana sparizione se ne parla  in un’indagine di polizia giudiziaria che riguarda un clan egemone in quella zona di Napoli, Pianura. Parliamo del clan Polverino, alleato con un altro clan della zona, il clan Lago. Ci sono racconti di collaboratori di giustizia che hanno fatto luce su molti aspetti che sembravano oscuri sulla camorra in quella zona e fors'anche sulla scomparsa di Giulio Giaccio. La pista, manco a dirlo, è quella che si sospettava sin dapprincipio: un caso di lupara bianca. Basta andare sul web e leggere qualche articolo di quotidiani napoletani. Un errore di persona commesso da sicari arrivati a Pianura dal casertano per commettere un omicidio commissionato dai clan napoletani. Per essere più precisi entrò in azione - secondo quanto emerge dallo stretto riserbo delle indagini - un commando di sicari del clan dei Casalesi che doveva uccidere e tornarsene poi in territorio di Gomorra. Uno scambio di favori che già in passato si sono fatti clan federati. Io uccido una persona nel tuo territorio con killer che arrivano da fuori e tu domani fai altrettanto per me. Si usa spesso questo metodo tra i clan casertani e napoletani.   
Anche nel caso di Giulio Giaccio assassini  "forestieri" sono arrivati, hanno sequestrato e poi ucciso la persona sbagliata e se ne sono andati. Errore dettato dal fatto che non conoscevano direttamente la vittima. Per capirci, esattamente quello che è accaduto qualche mese fa al povero Lino Romano, il 30enne ucciso in piazza Marianella da assassino strafatti di cocaina che dovevano uccidere un pusher di un clan avversario ma sbagliarono obiettivo.

Che potesse essere lupara bianca lo si era capito. Ma perchè uccidere Giulio? Per errore! Lo avrebbe spiegato un collaboratore di giustizia che avrebbe indicato mandanti e autori del delitto.
Era domenica notte quel 30 luglio del 2000, quando quattro uomini  che si qualificarono poliziotti fermarono il povero Giulio, e dopo avergli detto "sei tu «Salvatore"? e aver ottenuto come risposta "no no, io mi chiamo Salvatore", lo obbligarono comunque a seguirli: "Vieni con noi lo stesso, siamo poliziotti, andiamo in Questura". Giulio non arrivò mai in Questura. Quelli non erano poliziotti. Lui è stato ucciso, dice un pentito. Se è così, se è vero che c'è un collaboratore che ne ha parlato, allora chi sono gli assassini? Chi ha responsabilità in queste indagini si sbrighi a dire alla mamma e al papà di Giulio Giaccio chi ha ucciso il loro figlio, magari dopo averlo messo in galera.  Ci sono tante persone che volevano bene a Giulio Giaccio che aspettano di conoscere la verità. Giaccio è un altro martire di camorristi senza scrupoli che hanno ucciso decine di persone innocenti che niente hanno a che vedere con il loro mondo di morte. 

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