ORGANICI AL CLAN CAMORRISTICO GIUGLIANO, LA DIA ARRESTA SALVATORE DE ROSA E MICHELE CAPOZZI


Personale del Centro Operativo della Direzione Investigativa Antimafia di Napoli ha dato esecuzione all’ordinanza applicativa della custodia cautelare in carcere emessa dalla V Sezione della Corte di Appello di Napoli a seguito della sentenza di condanna  nei confronti di DE ROSA Salvatore, cl.’64, di Pompei, sorvegliato speciale con obbligo di soggiorno nel Comune di Poggiomarino (NA), condannato a cinque anni e quattro mesi di reclusione e CAPOZZI Michele, cl. ’79, di Trecase (NA), condannato a cinque anni e dieci mesi di reclusione, perché riconosciuti organici al clan GIUGLIANO, operante nei comuni vesuviani di Poggiomarino, Terzigno e Trecase (NA) e nel contiguo comune di Scafati (SA).

Nell’aprile del 2009  il De Rosa ed il Capozzi vennero arrestati, unitamente ad altre 17 persone, tra le quali il capoclan GIUGLIANO Antonio - all’epoca latitante - nell’ambito dell’operazione denominata GUSTO condotta dalla DIA di Napoli e coordinata dalla locale DDA, ed assolti in primo grado nel giugno del 2011.

Le indagini, nate a seguito del sequestro dell’assessore pro-tempore ai lavori pubblici del Comune di Poggiomarino, finalizzato, come veniva accertato nel corso delle stesse, ad ottenere informazioni sulle ditte impegnate negli appalti in corso in quel Comune, consentivano di documentare l’esistenza e l’operatività del clan principalmente dedito all’attività estorsiva in danno delle ditte appaltatrici, alle quali veniva anche imposta la fornitura di materiali da costruzione, ma anche a rapine ad Istituti di Credito siti fuori regione, in particolare in provincia di Potenza, nonché a spaccio di stupefacenti.
Il processo di secondo grado ha consentito di ribaltare la assoluzione avuta in primo giudizio facendo emergere il ruolo rilevante della partecipazione all’associazione mafiosa riconducibile al clan Fabbrocino nella sua articolazione di Poggiomarino condotta da Giugliano Antonio e la partecipazione a varie vicende estorsive.
I due condannati sono stati trasferiti presso la struttura penitenziaria di Secondigliano.

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