INCHIESTA DELL'ANTIMAFIA, COSI' LA CAMORRA SUCCHIA IL SANGUE DELLE PERSONE PERBENE DEL SUD E LO USA PER FARE AFFARI PULITI AL NORD: ARRESTI E SEQUESTRI PER 120 MILIONI


Investivano nelle ricche e prosperose città del Nord fiumi di denaro che incassavano con attività criminali in Campania e in Calabria. E lo facevano con l’intermediazioni di colletti bianchi dell’alta finanza e infedeli servitori dello Stato. Di recente si erano specializzati nel partecipare ad aste immobiliari dove con metodi criminali si accaparravano i beni che lo Stato aveva sequestrato e confiscato ai camorristi grazie alle norme antimafia. Riciclaggio, associazione mafiosa e altre pesanti accuse fanno da sfondo ad una illuminante inchiesta antimafia della procura di Napoli. Ancora una volta il nuovo capo degli uffici giudiziari, Giovanni Colangelo, grazie al lavoro dei suoi sostituti della Dda dimostra quanto sia estesa la piovra camorra e come questo cancro succhia risorse in maniera predatoria al Sud per poi metterle a frutto nell’economia legale del nord Italia. All’alba tra Milano, Bergamo, Brescia, Roma, Napoli e altre città centinaia di agenti della Direzione investigativa antimafia di Napoli con l’ausilio di carabinieri, polizia e gdf stanno eseguendo decine di arresti. Non solo rapaci camorristi di clan come i Fabbrocino della zona Vesuviana ma anche mafiosi dalla faccia pulita, quelli che al Nord si occupavano di occultare in attività commerciali e imprenditoriali il denaro sporco, oppure investendolo a piazza Affari, la Borsa Italiana, il tempio dei mercati… che non c’entra niente con l’inchiesta ma è li che pure, attraverso vie legali, arrivavano e arrivano fiumi di denaro. 

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