I CRIMINALI, SCAMPIA, I GIORNALISTI E LA MORTE DELLO STATO NELLE BANALITA' DEI COMMENTI SULLA BARBARA UCCISIONE DI PASQUALE ROMANO, UNA PERSONA PERBENE

Su una sola cosa, grave e seria perchè ci chiama in causa, concordo rispetto all'analisi di Roberto Saviano sulla faida di Scampia e sull'omicidio di Pasquale Romano: i media, tutti i media di questo Paese, continuano a relegare fatti cruenti, raccapriccianti, indegni di una
comunità che vuole dirsi civile in coda a tutte le altre notizia importanti. Chi come noi giornalisti racconta realtà dure, fatte di lacrime e sangue, sudore e orrore, dovremmo metterci un supplemento di coscienza, un pizzico di intelligenza e anche di onestà in più nel riferire senza superficialità vicende orribili come l'uccisione di un uomo. Pasquale Romano era una persona perbene. E' stato giustiziato con 14 colpi di pistola, in una imboscata mafiosa come quelle che si riservano ai boss, ma non era un boss. Questa sgradevole, orripilante alea di sospetto che certi articoli e servizi televisivi hanno lasciato su un cadavere, quasi a volerlo tenere nel purgatorio di una terra di camorra in attesa poi di nobilitarlo nel pantheon delle vittime innocenti, se e quando sarebbero arrivate le opportune verifiche, è responsabilità dei media, non di chi corre sul luogo di un omicidio e prova a cristallizzare ogni cosa pur di riuscire a trovare una traccia, una firma che possa condurre agli assassini e a chi queste belve le ha armate. E' successo cosi anche con Pasquale Romano. I carabinieri hanno sempre e solo detto che la vittima si chiamava Pasquale Romano, che aveva la fedina penale immacolata e che dalle modalita' dell'esecuzione si poteva desumere che i sicari avessero proprio lui come obiettivo. Queste bestie hanno scaricato addosso a Romano quattordici colpi di pistola.
Allora cominciamo da qui. Dalle colpe dei media. Dalle nostre colpe. Poi pero' mi pare un esercizio di indubbia banalita', oramai non so più fino a che punto disinteressata, ridurre la questione criminalita' alla oleografia romanzata di Gomorra per poter dire che lo Stato e' morto, la democrazia e' stata sepolta assieme all'ultima vittima innocente della camorra oggi, della mafia domani, della 'ndrangheta un altro giorno. Lo Stato a Scampia non e' morto con Pasquale Romano. Lo Stato a Scampia c'e' ed ha il volto non solo degli uomini in divisa, della magistratura, che pur dando l'impressione di voler svuotare il mare con un secchiello, fanno un lavoro eccellente per reprimere le consorterie criminali del narcotraffico che si scannano per il controllo del business della cocaina. Lo Stato ha il volto dei parroci che si sostituiscono agli enti locali squattrinati, indebitati, diventati carrozzoni e stipendifici. Lo Stato ha il volto degli insegnanti della scuola pubblica, missionari ed evangelizzatori di migliaia di bambini, spesso figli di camorristi, ai quali fanno capire il significato profondo della parola legalita', una parola che esprime un concetto che facciamo di tutto per svuotare di significato, mortificare. Lo Stato ha il volto di tante associazioni, compresa Libera, che fanno sforzi sovrumani, senza l'aiuto di nessuno o se volete senza nessun aiuto economico, per tenere unita una societa' civile sempre più sfilacciata. Lo Stato c'e'. E se qualcuno insiste a dire che lo Stato non c'e' vuol dire che ha ragione ma deve spiegare con onesta' che siccome lo Stato siamo noi tutti, vuole dire che lo Stato non c'e', lo Stato e' morto perche' noi, i cittadini di questo Stato, siamo degli zombie. Siamo morti anche noi.

Commenti

Abate di Thélème ha detto…
Lo Stato è morto eccome. Altrettanto dicasi dei cittadini. Ma molto più dei prefetti. Delle forze di polizia. Dei magistrati. Perchè il lavoro dei cittadini non è il controllo del territorio, ma il loro sì.
Se vi fosse anche uno solo "vivo" là in mezzo, ma davvero, così come si sequestra una fabbrica del calibro ILVA in un anno stentato, si seguirebbe e si catturerebbe chi brucia ogni giorno nella "terra dei fuochi"; si approfondirebbe il "caso Romano", magari abbandonando ogni altro rivolo, almeno per il momento. Inclusa, soprattutto, l'inutile, costosa, criminogena caccia a stupefacenti e stupefatti.
Si porrebbe un limite allo strapotere delle cosche che, invece, è palesemente ingranaggio di un meccanismo di potere nazionale che data almeno 60 anni, ma io direi anche qualche secolo.
E che tanti rifiuti incenerisce tanti voti clientelari genera.

No, Paolo Chiariello, no.
Il discorso che fai qui in Italia, purtroppo, non si può fare più.
Questo paese è ogni giorno maggiormente accostabile ad un narcostato sudamericano, a guida alternata clericalfascista o cattocomunista.
E credo tu lo sappia tanto bene quanto me.
Basta dare un'occhiata al genere di risposta che propongono le forze dell'ordine a chi chiama, negli innumerevoli filmati amatoriali di youtube, per segnalare roghi ogni ora nei medesimi luoghicampani...
Di che parliamo ancora? Forget about it...
Quanto è utile, poi, indignarsi per il caso del parroco di Caivano e del prefetto, se la popolazione piega il capo alla giogaia e chi viene pagato per difenderla gliela infila? Ovvio che esiste una presunzione di servaggio, ingeneratasi anche ai livelli intermedi del potere, la quale avalla la loro certezza di impunità e l'intolleranza, palpabile nelle rare occasioni in cui vengono, in qualche modo, chiamati a dar conto...

P.s. a quattr'occhi, se vuoi:
Non mi risento nel caso in cui non riterrai di pubblicare il mio commento, lo capisco. E' umano.
La verità libera, ma è così antiestetica e potenzialmente incontrollabile...
Come puoi leggere in apertura del sito "terra dei fuochi", che ti vorrei far notare essere classificato da Firefox come "pericoloso" (e Dio sa perchè), "Sfortunato quel popolo che ha bisogno di eroi".
Bene, noi siamo molto sfortunati, abbiamo bisogno di eroi che compensino l'immane maggioranza di "morti".
E' inutile raccontarsela diversamente, magari perchè si ha famiglia. O non si è nati per essere eroi. Tutti validi motivi per non fare i martiri, ma non per obliare la realtà delle cose.
Ricorda le parole con cui chiudi il servizio sulla "Terra dei fuochi"... è anche "la terra dei cachi". Esatto.
Non dimenticare mai di ricordarcelo :) .
Grazie per l'attenzione.

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