FIAT: POMIGLIANO; SINDACATI, AUMENTANO FIRME PETIZIONE FIP DOCUMENTO CON 1865 SOTTOSCRIZIONI. RSA NEWCO, FIOM FIRMI ACCORDO

 Aumentano le firme per la petizione di un gruppo di lavoratori di Fabbrica Italia Pomigliano, che nei giorni scorsi avevano consegnato alle rsa 1738 sottoscrizioni per la lettera in cui sottolineavano le loro preoccupazioni per il proprio futuro occupazionale a seguito dell'attuazione della sentenza della Corte d'Appello di Roma, che dispone l'assunzione di 145 lavoratori iscritti alla Fiom nella newco.
Lo annunciano gli stessi rappresentanti sindacali aziendali di Fim, Uilm, Fismic e Ugl in fabbrica, che in una nota affermano di aver ricevuto un documento sottoscritto da 1865 tra operai ed impiegati. ''La Rsa - si legge nella nota - si fara' carico di rappresentare le preoccupazioni che vengono espresse e s'impegnera' in tutte le sedi ad evitare che i rischi menzionati dai lavoratori possano concretizzarsi. La Rsa FIP delle Organizzazioni Sindacali firmatarie hanno sempre agito e continueranno ad agire per tutelare l'occupazione di tutti i lavoratori di Pomigliano, sia quelli gia' assunti in FIP che quelli di Fiat Group automobilies in cassa integrazione e attualmente al lavoro''. I delegati sindacali, inoltre, sottolineano che gli accordi sottoscritti a luglio del 2011 presso il Ministero del Lavoro, ''impegnano Fiat alla riassunzione di tutti i dipendenti'', ed invitano la Fiom ad aderire all'accordo separato del giugno 2010, quello sancito dal referendum, ''anche a seguito dell'insistenza della Fiom in merito all'applicazione dello stesso, cosi' come piu' volte richiamato nei loro continui comunicati. Se dovesse realizzarsi quanto sopra citato sicuramente sarebbe un significativo passo avanti per arrivare a sostenere insieme l'applicazione dell'accordo''. E sulla petizione e' intervenuto anche il segretario generale della Fim di Napoli, Giuseppe Terracciano, il quale ha sottolineato che sarebbe ora che la Fiom si ''fermasse e trovasse il coraggio ed il modo di rientrare in gioco''. ''L'unica strada - ha concluso Terracciano - e' quella di firmare gli accordi, una posizione che sarebbe apprezzata. Diamo segnali di coesione e di governabilita' del territorio per incentivare il Lingotto, e gli investitori stranieri, accompagnati, magari, da una politica strutturale per automotive e per l'intero comparto industriale da parte del Governo che consentano di rilanciare e tutelare il lavoro in Italia''.

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