INAUGURAZIONE ANNO GIUDIZIARIO, LA DURA PROTESTA DELAL CLASSE FORENSE NAPOLETANA

Anche gli avvocati napoletani aderiscono in maniera massiccia alla protesta annunciata dalla categoria contro le liberalizzazioni in occasione dell'inaugurazione dell'anno giudiziario. "Provvedimenti iniqui che non apporteranno alcun beneficio all'economia nazionale, non favoriranno l'occupazione giovanile ma serviranno, esclusivamente, a consolidare ulteriormente la forza contrattuale dei poteri forti", giudica il provvedimento Francesco Caia, presidente dell'Ordine degli avvocati di Napoli; e la protesta e' contro "la mortificazione del ruolo del difensore e dei principi dello stato di diritto, a difesa dei diritti dei cittadini". Per Caia ci saranno effetti nefasti, soprattutto al Sud, dalle societa' professionali con il socio di capitale senza limiti di detenzione nella quota. "Cio' significa- spiega - che un imprenditore lecito o purtroppo anche illecito potrebbe avere la quasi totalita' dello svolgimento di diritto di difesa, quindi, con conflitti di interesse e problemi deontologici. Un avvocato socio minoritario di questo tipo di societa' non garantirebbe nulla e nessuno".

"Abbiamo chiesto ai colleghi del distretto regionale di spingerci, se necessario, fino all'astenzione ad oltranza dalle udienze", rimarca Franco Tortorano presidente dell'Unione regionale degli avvocati. Per lui, l'abolizione delel tariffe "fa venir meno qualsiasi oggettivo strumento di valutazione delle prestazioni rese, dando luogo ad una situazione caotica, foriera di abusi, di degrado della funzione difensiva, a danno dei cittadini". Invita alla "serrata, alla chiusura e allo sciopero totale" Gennaro Torrese, presidente dell'ordine degli avvocati di Torre Annunziata. E di "occasione sprecata" per una seria riforma della giustizia, parla Maria Masi, presidente dell'Ordine degli avvocati di Nola. "Il diritto non va sacrificato ai poteri forti", ribadisce Bruno Piazzi, consigliere nazionale dell'Ordine forense, qualificando i provvedimenti governativi "iperliberisti". "Non si puo' trattare i diritti come merce e sottoporre la giustizia alle regole del mercato perche' cosi' si mina all'autonomia dell'avvocatura e ai diritti di tutti i cittadini", aggiunge. "Con i provvedimenti che il governo sta varando scompariranno l'80 per cento degli avvocati. Ma questo non lo consentiremo", conclude Maurizio de Tilla presidente del Comitato unitario delle professioni.

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