GIORNO DELLA MEMORIA, LA CITTA' DI COSENZA RICORDA IL SACRIFICIO DI SERGIO DE SIMONE, BIMBO NAPOLETANO DEPORTATO AD AUSCHWITZ

Circa cinquanta ragazzi, in rappresentanza dell'Istituto alberghiero ''Mancini'' e del liceo scientifico ''Fermi'', hanno partecipato stamani alla manifestazione promossa, in occasione della giornata della memoria, per ricordare il sacrificio di Sergio De Simone, un bambino napoletano, nato nel 1937 e deportato ad Auschwitz nel '44, insieme a sua madre (una donna ebrea nata in Jugoslavia e sposata ad un napoletano imbarcato in Marina) e finito, insieme ad altri 19 bambini di varia nazionalita', nelle mani di Joseph Mengele. Il medico tedesco utilizzo' i bambini per i suoi esperimenti sulla tubercolosi, culminati con la eliminazione fisica dei ragazzi nella notte tra il 20 e il 21 aprile del '45 in quello che viene comunemente ricordato come il massacro di Bullenhuser Damm, dal nome della scuola di Amburgo dove furono impiccati e cremati. Questa pagina storica dolorosissima e' stata presa ad esempio dall'Istituto Mancini e, soprattutto, dalla docente Francesca Valentini dopo aver letto in classe ai suoi allievi il libro, edito da Laterza e scritto da una giornalista del Mattino di Napoli, Titti Marrone, dal titolo ''Meglio non saperlo''. Di qui l'idea di rinverdire il ricordo di quella storia atroce e della sorte toccata all'unico bambino italiano di quel gruppo di ragazzi sfortunati, Sergio De Simone.

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