SEQUESTRO PETROLIERA ITALIANA AL LARGO DELLE COSTE DELL'OMAN, PARLANO I DUE ARMATORI DELLA MARNAVI,I FRATELLI ATTILIO E GENNARO IEVOLI

Domenico Ievoli, il presidente della Marnavi, compagnia armatrice della Petroliera “Enrico Ievoli” è a Roma, alla Farnesina, per capire il da farsi con i funzionari del ministero degli Affari Esteri. I suoi due figli, Attilio e Gennaro, vicepresidenti operativi della società, sono a Napoli, in via Santa Brigida,sulla tolda di comando. Tocca a loro anche l’ingrato e difficile compito di veicolare le notizie, quelle che si possono dare, sulle modalità dell’attacco alla nave, le condizioni dell’equipaggio e gli sviluppi di questo sequestro.
Attilio Ievoli spiega di aver “appreso la notizia intorno alle 4 ora locale, quando il comandante ha avvisato le autorità competenti, e in tempo reale ha dunque consentito anche a noi di apprendere la notizia. Ci ha in pratica avvisato – spiega Attilio Ievoli - che avrebbero dovuto spegnere tutte le comunicazioni della petroliera, ci ha spiegato che erano stati attaccati dai pirati e che avrebbe interrotto ogni comunicazione come di consuetudine in questi casi. I pirati sono gente abituata a questo tipo di crimine”.
“Il nostro equipaggio non ci ha dato informazioni circostanziate sull’attacco, sappiamo solo che ipirati erano in normale assetto da guerra e che tutto è accaduto alle 4 ora locale lontano dalle coste somale, anzi vicino a quelle dello Yemen” ha raccontanto Gennaro Ievoli, secondo vicepresidente della Marnavi.

Ma quello che in questo maggiormente importa ad Attlio Ievoli è “sapere che l’equipaggio sta bene. A bordo ci sono 18 persone, nostri dipendenti e amici, 6 sono siciliani. Il comandante è Musumeci, persona di rande esperienza che stimiamo tanto e che ha doti e caratteristiche per tenere calmi tutti e governare questa difficile situazione. Ci sono marinai indiani e ucraini ai quali siamo affezionati. Abbiamo già avvisati tutti i familiari dell’equipaggio e speriamo si chiuda presto questa vicenda”.
Alla domanda su come sia diventato difficile, se non impossibile lavorare in quella zona del mondo esposta ad attacchi dei prati, nonostante le navi da guerra Nato stazionino in quell’area, Attilio Ievoli non ha esitazione a dire che è “difficile rispondere, visto che per esperienza personale abbiamo una flotta di 40 unità e lavoriamo ovunque e subiamo difficoltà e attacchi ovunque. In questa area è più difficile, perché nonostante le precauzioni e nonostante tutte le operazioni vengano fatte secondo i crismi, questa volta siamo stati sfortunati. Spesso siamo attaccati, ma non sempre sono capaci di salire a bordo i pirati, grazie a nostre manovre diversive. Questa volta non è andata come avremmo voluto e come sempre speriamo”.

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