BOTTI DI CAPODANNO, IL QUESTORE DI NAPOLI PARLA DI TRADIZIONE CHE SPESSO DIVENTA DRAMMA

Quella dei botti di Capodanno a Napoli "e' da sempre una tradizione espressione della citta'", ma poiche' ogni anno si trasforma in un "dramma", e' bene che i napoletani scelgano "di mettere da parte una tradizione che non sa di civilita'". A ribadirlo, durante il tradizionale brindisi con l'Unione cronisti nella sala stampa della Questura, il questore di Napoli Luigi Merolla. "Il dramma che si consuma ogni anno - spiega Merolla - e' quello di un numero di feriti incredibile, tanto che un'ospedale antico quale il Pellegrini ha sviluppato tecniche chirurgiche per il braccio e la mano di eccellenza proprio per questa 'guerra' dei botti che rende Napoli una sorta di Afghanistan. Una contraddizione eccessiva in una citta' che vuole essere moderna". Anche i fuochi d'artificio legali, ricorda il questore, "non sono innocui, specie se utilizzati da bambini o al chiuso. Vanno usati con precauzione". I controlli sulla vendita illegale sono stati "serrati nella parte centrale della citta', dove ci sono festeggiamenti e concerti organizzati dal Comune". Merolla chiede ancora la collaborazione dei cittadini: "Fondamentale e' partecipare tutti alla sicurezza generale, desistendo da comportamenti scorretti, invitando a tenere quelli corretti". A suo giudizio, "prima o poi, sull'esempio di altri, anche a Napoli saranno vietati i botti. Forse e' risultato prematuro adottare questo provvedimento. E occorre una forte educazione". Ultimo invito, "a quei pazzi che sparano colpi d'arma da fuoco. Sappiano che li perseguiremo anche ad anni di distanza".

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