COSIMO DI LAURO PAGA 300MILA EURO ALLA FAMIGLIA DI MINA VERDE PER LA SUA UCCISIONE. MA NON HA AMMESSO DI ESSERE MANDANTE DELL'ESECUZIONE

300 mila euro. Tanto costa la vita di Gelsomina Verde, 21 anni, sequestrata a Secondigliano, quartiere di Napooli, la sera del 22 novembre del 2004 da un commando di camorristi del clan Di Lauro. Fu portata in una cascina, interrogata e seviziata a lungo per farle svelare il nascondiglio del suo fidanzato, boss degli scissionisti, poi uccisa e bruciata nella sua vettura…e abbandonata qui… poco lontano da casa sua… le immagini sono relative proprio a quella barbara esecuzione. A pagare i 300 mila euro, come forma di risarcimento per quella vita spezzata è stato Cosimo Di Lauro, il capo dell’ominimo clan assieme,oggi in cella e già condannato in primo grado all’ergastolo perché riconosciuto colpevole di essere stato il mandante dell’omicidio di Gelsomina. La famiglia della ragazza ha accettato i soldi e in cambio non si costituirà parte civile nel processo di appello partirà nei prossimi giorni. Cosimo Di Lauro, dal canto suo, pur pagando non ha mai ammesso le sue responsabilità in ordine a quell’omicidio, anzi ha sempre rigettato le accuse. Per quell’omicidio, al killer, tal Ugo De Lucia, è stato già inflitta la pena definitiva dell’ergastolo Ma da dove vengono fuori tutti quei soldi visto che il boss Cosimo Di Lauro è ufficialmente nullatente? Negli accordi tra i legali del Di Lauro e della famiglia della ragazza uccisa emerge che la somma verrà prelevata da un libretto di risparmio del boss risarcito da una compagnia d’assicurazioni per un grave incidente quand’era ragazzino.

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