SENZA LAVEZZI E' TUTTO PIU' COMPLICATO. IL NAPOLI PAREGGIA IN CASA COL PALERMO E RESTA AL QUARTO POSTO, IN ZONA CHAMPIONS

Un pareggio che profuma d'Europa. Il Napoli è da solo al quarto posto ed il Palermo è li, a ridosso delle piazze che contano. Mazzarri fa 13 e mantiene la sua personale imbattibilita' in campionato, il sogno Champions continua, anche dopo la temutissima sfida con il Palermo di Delio Rossi. Il Napoli, in uno stadio San Paolo riempito da 60 mila tifosi, tenta la carta dell'aggancio al terzo posto e la sconfitta infrasettimanale in Coppa Italia a Torino con la Juventus e' gia' dimenticata. Ma il Palermo e' una squadra robusta, messa in campo con grande sagacia tattica da Rossi.
Anzi il Palermo recrimina di piu', alla fine, per un rigore fallito da Miccoli (ma forse sarebbe meglio dire parato da De Sanctis); il Napoli, dal canto suo, accusa l'arbitro Orsato di eccessiva severita'. In effetti il fallo di Rinaudo (e la conseguente ammonizione del difensore che fara' scattare la squalifica) non sembra molto chiaro. Nel primo tempo le due squadre si danno battaglia senza esclusione di colpi. Il Palermo, indipendentemente dal rigore fallito, crea due limpidissime occasioni da gol, ma non riesce a concretizzarle. Il Napoli e' intimorito dalla personalita' dell'avversario ed esprime il proprio gioco offensivo a folate. Tuttavia anche gli azzurri riescono a produrre due o tre buone occasioni per passare in vantaggio.
La partita e' intensa e molto tattica, cosi' come ci si attendeva. Nel Napoli Mazzarri sostituisce lo squalificato Campagnaro con Grava e l'infortunato Lavezzi con Denis. Dossena, non ancora in forma, viene inizialmente tenuto in panchina.
Delio Rossi ribatte sostituendo lo squalificato Kjaer con Goian e preferendo Simplicio a Pastore per il ruolo di rifinitore, schierato a ridosso delle punte.
Nel gioco delle marcature, i centrocampisti del Napoli non riescono sempre a prendere il sopravvento sugli avversari e la squadra di casa non mantiene in maniera netta il predominio del gioco. In campo azzurro e' fondamentale il ruolo di Maggio ed Aronica. Il destino della gara e' tatticamente nelle loro mani ed e' determinato proprio dalla capacita' degli esterni partenopei di sostenere da un lato la manovra del centrocampo e di contenere, dall'altro, le azioni di Cavani e Miccoli sulle ripartenze del gioco.
Ma la propulsione di Maggio ed Aronica non riesce ad essere costante ed i padroni di casa ne soffrono in maniera evidente. Nella ripresa gli azzurri fanno segnare un possesso palla maggiore e non a caso il Palermo, nel quale Grava spegne del tutto le velleita' di Miccoli, non si affaccia pericolosamente nell'area di rigore avversaria. Anche il Napoli e' frenato e quando la stanchezza fisica dovuta alla fatica del turno infrasettimanale si fa sentire si capisce che la partita e' destinata a non sbloccarsi piu'. Le speranze e le ambizioni delle due squadre restano comunque intatte.

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