CENTRALE DI SPIONAGGIO NEGLI UFFICI DELLA DIA DI NAPOLI,L TRE INDAGATI. SEQUESTRATI BENI AL CLAN RUOCCO-SOMMA

Una struttura investigativa parallela che avrebbe svolto indagini private su persone non indagate per conto di gente che pagava anche importanti somme di denaro. Spioni in divisa che avrebbero arrotondato lo stipendio dello Stato. Sarebbe accaduto alla Dia di Napoli, dove, secondo la procura, alcuni agenti (ci sono già tre 007 di questi uffici indagati e uno arrestato) avrebbero messo in piedi, usiamo l’espressione utilizzata dai magistrati che indagano “un’associazione per delinquere finalizzata all’investigazione privata abusivamente esercitata”. E’ l’ipotesi di reato contestata agli indagati in questa inchiesta che getta fango sulla più importante struttura antimafia di Napoli che nel 2009 ha sequestrato al solo clan dei casalesi mezzo miliardo di euro in beni… Le indagini sono state affidate agli stessi funzionari della Dia che ieri, su delega della procura hanno perquisito le stanze dei loro colleghi indagati e l’ufficio in procura di un poliziotto impegnato su inchieste delicate che avrebbe fatto parte di questa centrale di spionaggio. Insomma, una brutta storia…
Proprio gli uomini della Dia di Napoli hanno infatti messo le mani sul tesoro del clan Ruocco-Somma, un gruppo criminale del Napoletano legato al clan Fabbrocino…che negli anni ha riciclato milioni di euro servendosi soprattutto di aziende agricole in Campania e Lazio…intestando beni e conti correnti a contadini dalla fedina penale immacolata ma di fatto legati alla cosca…

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