mercoledì 14 ottobre 2009

SCAPPA IL PENTITO CATELLO ROMANO, AVEVA CONFESSATO L'OMICIDIO TOMMASINO E RACCONTATO IL PATTO SCELLERATO TRA POLITICA E CAMORRA NELL'AREA STABIESE


Catello Romano, 19 anni, aveva confessato cinque omicidi. Aveva ammesso di aver fatto parte dello squadrone della morte del clan D’Alessandro che eliminò il consigliere comunale del Pd Luigi Tommasino mentre era in auto con il figlio 15enne. E stava raccontando programmi ed organigrammi criminali della mafia vesuviana, gli intrecci perversi, veri o presunti, tra politica-imprenditoria e camorra nella zona. Insomma da poco era in attesa di diventare ufficialmente un collaboratore di giustizia, aspettava solo che lo Stato gli fornisse un programma di protezione, uno stipendio e una nuova identità… ma era già in località protetta e sorvegliato vista dalla polizia… Epperò è scappato. Fuggito, calandosi dal terzo piano di un albergo pugliese, dove era stato trasferito dalla polizia. La notizia della fuga del giovane aspirante pentito che si era spontaneamente presento alle forze di polizia e stava raccontando i particolari dell’omicidio di un consigliere comunale e del presunti patto scellerato tra Camorra-Imprenditoria e Politica è stata anche confermata dalla procura napoletana che non nasconde l’irritazione per quanto accaduto… Epperò, ha spiegato il procuratore Giovandomenico Lepore, l’aspirante pentito non poteva essere arrestato visto che si era spontaneamente deciso di collaborare. Quello che si cerca di capire è se il 19enne scappa perché teme di essere ucciso dai killer del clan D’Alessandro o se invece la sua fuga è agevolata dalla cosca. Un interrogativo inquietante.

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