sabato 31 ottobre 2009

ARRESTATO SALVATORE RUSSO, ERA UNO DEI CAPI DELLA CUPOLA DELLA CAMORRA. SI NASCONDEVA IN CAMPAGNA A SOMMA VESUVIANA


Era armato fino ai denti, con mitra e pistole. E non avrebbe esitato a sparare contro i poliziotti per sfuggire alla cattura. Così gli uomini della squadra mobile della questura di Napoli che l’avevano individuato in questo casolare di Campagna alle pendici del Vesuvio, hanno fatto irruzione alle prime luci dell’alba contando sull’effetto sorpresa. Salvatore Russo, 51 anni, uno dei 30 latitanti più pericolosi ancora in circolazione, da 15 anni uccel di bosco, è finito così in carcere. L’hanno cercato in mezzo mondo, spagna, Romania, Argentina, Uruguay, e invece come tutti i boss che si rispettino era a poca distanza dalla sua casa e si era nascosto in un bunker ricavato dietro la cucina. Insomma Salvatore Russo non è più un fantasma. Ora dovrà rispondere di associazione mafiosa, omicidi, occultamento di cadaveri, estorsioni ed altri reati.
Quando gli hanno messo le manette ai polsi ha tentato di aggredire un poliziotto… Così come alcune donne che risiedevano tra quelle casette di campagna hanno urlato contro gli agenti. Il proprietario della casa che ospitava il Boss, Luigi Perna, un 58enne, è stato arrestato per favoreggiamento.
All'uscita dalla Questura, come potete vedere in queste immagini girate dal nostro cameraman, Russo si è divincolato ed ha mollato persino un calcio a un fotoreporter. D’ora in poi’ però, non potrà più nuocere. Resterà in una cella, isolato al 41 bis, il carcere duro per i boss.
Ora è caccia aperta al fratello Pasquale, 62 anni. Anche lui nella lista dei 30 superlatitanti… Sono sempee stati assieme… è probabile che sia sfuggito alla cattura ma che il suo arresto sia solo questione di tempo…

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