giovedì 30 luglio 2009

ALLARME SUICIDI IN GIAPPONE, COLPA DELLA CRISI ECONOMICA

Allarme suicidi in Giappone sulla scia della crisi economica: nei primi sei mesi del 2009 le persone che si sono tolte la vita sono state 17.076, +4,7% rispetto allo stesso periodo del 2008. Un dato che, se confermato anche nella seconda parte dell'anno, rischia di superare il record negativo di sempre del 2003, quando furono registrati complessivamente 34.427 casi.
Secondo quanto riferisce a Tokyo la polizia nazionale, ogni singolo mese ha visto aumentare il numero di suicidi rispetto allo scorso anno: 2.660 casi a gennaio, 2.482 a febbraio, 3.084 a marzo (quando si chiude l'anno fiscale per le aziende), 3.048 ad aprile, 2.980 a maggio e 2.822 a giugno.
La maggior parte delle vittime, il 71%, con 12.222 casi (+6,2% sul 2008), è di sesso maschile, mentre per le donne si e' assistito ad un aumento annuo dell'1,2% a 4.854 casi. L'incremento dei suicidi, secondo la polizia, e' da collegare con molta probabilita' alla recessione che ha colpito il Giappone sulla scia della crisi economica mondiale. A possibile conferma di questa lettura e' il picco dei suicidi segnato a marzo, mese in cui le aziende chiudono l'anno fiscale e i contratti a tempo determinato dei lavoratori atipici giungono al termine. L'ulteriore incremento di suicidi che si profila per il 2009 rappresenta il fallimento, fino ad oggi, delle iniziative intraprese dal governo giapponese, che nel giugno del 2007 aveva approvato una serie di misure e indicato linee guida con l'obiettivo di far scendere del 20%, entro il 2016, il numero di persone che ogni anno si tolgono la vita. Nel 2008, tuttavia, i suicidi hanno superato quota 30.000 (con 32.249 casi) per l'undicesimo anno consecutivo.

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