mercoledì 28 gennaio 2009

OPERAZIONE GIOTTO, 100 ARRESTI ORDINATI DALLA PROCURA DI COSENZA. 50 FERMI A NAPOLI CON STAMPERIE DI SOLDI A CARINOLA, AFRAGOLA E GRUMO NEVANO

Le misure cautelari in carcere del Gip del tribunale di Reggio Calabria, emesse nel contesto dell'operazione "Giotto", sono 90. Lo stesso ufficio ha spiccato anche 19 ordinanze di custodia domiciliare, mentre l'attività di polizia giudiziaria, coordinata dalla procura della Repubblica reggina, tra l'altro, ha fatto registrare ben 164 perquisizioni domiciliari. Nel corso dell'indagine, avviata nell'aprile del 2004 in seguito alla scoperta di una stamperia di euro falsi a Melito Porto Salvo a Reggio Calabria, una cinquantina di persone sono state arrestate in flagranza di reato. Oltre al sequestro di banconote false per un totale di un milione 242.070 euro, l'attività d'indagine ha scoperto una stamperia clandestina a Caerinola (Caserta), una zecca clandestina ad Afragola (Napoli), un laboratorio serigrafico a Grumo Nevano ( Napoli) e la tipografia clandestina per la stampa di marche da bollo false a Melito Porto Salvo ( Reggio Calabria). L'operazione "Giotto", secondo quanto è stato reso noto nel corso di una conferenza stampa, ha individuato 11 distinte associazioni per delinquere tra loro collegate al punto da formare un network di falsari, denominato "cartello del falso", attivo in tutto il territorio nazionale ed anche all'estero. Gli associati dei vari cartelli non si conoscevano tra loro ed i contatti e l'interscambio, tra le varie maglie di questa rete criminale, avvenivano tramite i vertici dei singoli sottogruppi. A capo di questi ultimi vi erano Carmelo Araniti (29 i sodali) con "giurisdizione" su Reggio Calabria e con proiezioni in Sicilia; Antonino Toscano, coadiuvato da nove persone, con competenze sulla citta' dello Stretto e Cosenza; Pasquale Franco che godeva della collaborazione di undici complici che agivano su Napoli e Reggio Calabria; Antonio Esposito, nel cui sottogruppo vengono indicate 22 persone di Napoli e Reggio Calabria con proiezioni a Roma, Catanzaro e in Belgio; Davide Grimaldi ed Enrico Di Donato, aiutati rispettivamente da 16 e 24 complici con competenze su Napoli e provincia; Giovanni De Fabbio, con i suoi otto complici, con competenza su Afragola; Errico Prezioso e Giuseppe Lampitelli, con 8 e 5 sodali, il cui campo d'azione erano Napoli e Provincia. Due sottogruppi, composti da 11 persone, avevano come punto di riferimento Enrico Cante di Carinola (Caserta). A Napoli e provincia, complessivamente operavano oltre 5 persone, con proiezioni in Spagna, Germania e Lituania.

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