lunedì 27 ottobre 2008

TERZIGNO, SCAVI ABUSIVI NEL CUORE DEL PARCO NAZIONALE DEL VESUVIO. ESTRATTO MATERIALE PER UN VALORE DI 5 MLN DI EURO

Non potendo usare esplosivi, che avrebbero richiamato l'attenzione, procuravano artificialmente delle frane - scavando in punti nevralgici - mettendo così anche a rischio la vita degli operai. E' uno degli elementi emersi dalle indagini della Forestale che ha scoperto una cava abusiva di pietra lavica a Terzigno, nel parco del Vesuvio: in due-tre anni sono stati asportati illegalmente 150mila metri cubi di materiale, per un valore commerciale di cinque milioni di euro, distruggendo 10mila metri quadri di territorio. L'attività estrattiva era stata autorizzata dalla Regione Campania fino al 2005, anno in cui ne era stato disposto lo stop per carenza dei requisiti antimafia. Successivamente gli scavi erano però proseguiti, in maniera abusiva, come è stato accertato dagli uomini della Forestale anche ricorrendo a foto satellitari. Stamane sono stati eseguiti i provvedimenti di sequestro del fronte di cava e dei macchinari, firmati dal gip su richiesta della procura della Repubblica di Nola; denunciati i due fratelli gestori della cava. Tra le testimonianze del danno ambientale prodotto in zona, una sorta di foresta sospesa sul ciglio della cava: le attività di scavo hanno eroso un vasto fronte roccia sotto una zona alberata, rendendo visibili le radici sotto un piccolo strato di terreno ad evidente rischio di crollo.

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