giovedì 30 ottobre 2008

PRESO DALLA SEZIONE OMICIDI DELLA QUESTURA CIRO PRISCO, IL PRESUNTO ASSASSINO DEI FRATELLI CAPASSO A BARRA

Gli agenti della sezione Omicidi della Squadra Mobile della Questura di Napoli hanno arrestato Ciro Prisco, di 36 anni, latitante dallo scorso mese di aprile, accusato del duplice omicidio dei fratelli Vincenzo e Mariano Capasso, avvenuto nel quartiere Barra lo scorso 4 aprile. Prisco è cognato dei fratelli Aprea, capi dell'omonimo clan camorristico attivo nella zona orientale della città. L'uomo è strato rintracciato nella propria abitazione in via Serino dove si era recato per incontrare la moglie con la quale stava facendo colazione. In via Serino, fu trovato riverso sul selciato il corpo di Vincenzo Capasso, di 20 anni, con diversi colpi d'arma da fuoco al torace e al capo mentre poco distante si trovava il fratello Mariano, di anni 17, ferito da due colpi d'arma da fuoco al fianco e alla spalla. Il giovane fu trasportato all'ospedale Loreto Mare dove poco dopo morì. L'attivita' investigativa svolta dagli agenti della Squadra Mobile ha consentito di delineare sin da subito le responsabilita' di Ciro Prisco, arrestato oggi, e di Giuseppe Manco, 43enne, arrestato il 27 maggio, sempre dagli agenti della sezione Omicidi, in quanto destinatario di un decreto di fermo emesso dalla Procura Distrettuale Antimafia di Napoli.
Lena Aprea, la moglie di Ciro Prisco (il latitante di 36 anni ricercato per il duplice omicidio dello scorso aprile dei fratelli Capasso) con la quale l'uomo stava facendo colazione prima di essere stanato dalla polizia, è la sorella dei fratelli Aprea, capi dell'omonimo clan camorristico che opera nella zona orientale della città. Secondo quanto ricostruito dalla Squadra Mobile, la sera del delitto, Mariano Capasso, appena 17 anni, una delle vittime, con il proprio cellulare contattò il 113 e riferì di essere rimasto ferito gravemente in un agguato. Soccorso e sottoposto a intervento presso l'ospedale Loreto Mare, morì poco dopo. In base a un sopralluogo effettuato a casa di Ciro Aprea emerse che l'esecuzione camorristica avvenne nel suo appartamento. A Prisco sono contestati i delitti di omicidio aggravato e di detenzione illegale di una pistola.

Nessun commento: