mercoledì 29 ottobre 2008

NOMINATO UN AMMINISTRATORE GIUDIZIARIO PER LA GESTIONE DEI BENI CHE LO STATO VUOLE CONFISCARE AL CAMORRISTA LATITANTE GIUSEPPE SETOLA

Dopo un primo provvedimento di chiusura scattato con il sequestro preventivo di esercizi commerciali e di alcune imprese gestite di fatto dai familiari
del latitante dei Casalesi Giuseppe Setola lo scorso 28 settembre, il tribunale di Napoli, in attesa del dibattimento a carico degli imputati, con la nomina di un amministratore ha disposto la riapertura degli esercizi e la gestione degli appartamenti, oltre 20 sul territorio di Casale e San Cipriano d'Aversa. L'unica impresa che non rientra nella gestione giudiziaria dei beni è la cooperativa "Emiba costruzioni" di Emilio Baldascino perchè, secondo quanto si è appreso, ci sarebbero degli utili da versare a terzi. Il sequestro era scattato dopo l'avvio delle indagini patrimoniali eseguite dalla Dia di Napoli, in collaborazione con la Guardia di Finanza, che avevano accertato la presenza di beni nella disponibilita' di Giuseppe Setola, del fratello Pasquale attraverso parenti prestanome, con un valore sproporzionato rispetto ai redditi dichiarati. Le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia Alfonso Diana, Domenico Bidognetti, Gaetano Vassallo, furono sostenute dai risultati dell'indagine.

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