CANTA NAPOLI ANCHE ALL'OLIMPICO. 500 TIFOSI AZZURRI SONO RIUSCITI AD ENTRARE ALLO STADIO NONOSTANTE I DIVIETI DI TRASFERTA E FARE UN TIFO SFRENATO

Cantano nel lato destro della tribuna Monte Mario i tifosi del Napoli (saranno almeno 500, in barba ai divieti di trasferta) e ne hanno ben diritto. La loro squadra sbanca l'Olimpico - anche se grazie all'autorete di Siviglia nella ripresa - e con 17 punti è in testa alla classifica insieme a Inter e Udinese. L'ultimo successo a Roma con la Lazio (1-2) risaliva al gennaio 2001. Una gioia che ormai dall'inizio del mese di ottobre hanno dimenticato i ragazzi di Delio Rossi. La macchina biancoceleste s'è inceppata: un punto nelle ultime tre partite è media da retrocessione, altro che sogni di gloria. Spenta e imprecisa nelle prime linee (Zarate ha smarrito la via del gol, Pandev ci mette tanta foga a scapito della precisione), con poco fosforo in mezzo al campo, la Lazio ha innestato la retromarcia e mercoledì l'attende una difficile trasferta a Verona. In un primo tempo avaro di spunti le (scarse) emozioni si concentrano negli ultimi 10 minuti. Al 36' l'ennesima discesa di Zarate innesca Pandev che si libera della marcatura di Aronica e serve Mauri. Tiro ravvicinato, ma Iezzo ci arriva con la suola dello scarpino. La risposta del Napoli arriva al 44', con la punizione di Gargano che centra la traversa sopra le testa di un Carrizo immobile. Altrettanto statico il portiere laziale in pieno recupero, su un rasoterra di Lavezzi che sfiora il palo.
Per il resto la quarta e quinta della classifica di A fanno ben poco per giustificare le rispettive posizioni. Nei primi minuti l'iniziativa è dei padroni di casa. Zarate, sulla fascia destra, si presenta per due volte alla porta di Iezzo, ma il piede non è più quello delle prime giornate ed il pallone sibila alto. Il Napoli, nonostante la superiorità a centrocampo, è molto prudente. Delio Rossi ha preferito Manfredini a Dabo per limitare le iniziative di Maggio. Mossa buona per interdire, ma che toglie molto alla costruzione del gioco. Comunque, Hamsik e compagni aspettano, badando soprattutto a tenere le linee vicine.
Così la Lazio ha l'iniziativa, ma con scarsi risultati. Al 18' un lancio di Ledesma dà il via a Zarate. Iezzo è bravo ad anticiparlo in uscita. Poi ci prova Mauri. Tiro 'stoppato' da un difensore. Al 26' altra sgroppata di Zarate, Santacroce cade da solo, Rinaudo si fa saltare, ma la conclusione è sbilenca.
Nell'intervallo Lavezzi e compagni intuiscono che la partita si può anche vincere. Al 6' proteste per una spallata in area di Santacroce su Zarate, ma l'arbitro lascia proseguire. La pressione napoletana si fa piu' convinta ed al 12' Carrizo respinge il tiro ravvicinato di Denis su cross di Lavezzi. Che si ripete quattro munti dopo, con una passaggio quasi dalla linea di fondo. Siviglia ci mette la coscia e la deviazione si trasforma in un pallonetto imprendibile per Carrizo.
Passato in vantaggio, Reja toglie Mannini per Contini. Rossi risponde con Foggia al posto di Manfredini. Poco dopo deve uscire anche il portiere Iezzo per un problema alla schiena. Entra Navarro, altro argentino. Per dare peso all'attacco fuori anche Brocchi e dentro Simone Inzaghi. Ma e' ancora il Napoli a tenere l'iniziativa con le ripartenze di Lavezzi e Gargano a tenere sulle spine la retroguardia avversaria. La Lazio tenta di reagire fino alla fine, con Pandev (41') il cui tiro viene deviato prima da Rinaudo e poi da Navarro contro la traversa. Sul rimpallo Inzaghi manda alto. L'ultima occasione, però, è del Napoli, ancora con Lavezzi. Il suo diagonale è deviato da Siviglia ed esce di un nulla. Dopo 5' di recupero, al fischio finale canta Napoli e festeggia il suo primato.

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