sabato 27 settembre 2008

LETTERA DI BERTOLASO: NAPOLI E LA CAMPANIA SONO QUASI DEL TUTTO PULITE, MA DOBBIAMO ANCORA LAVORARE PERCHE' NON TORNI LA FOLLIA DEI RIFIUTI

"Non possiamo deludere le aspettative degli onesti cittadini campani. Restiamo a Napoli, continuiamo a lavorare, anche se ci costa tanti sacrifici perchè per Napoli, per la Campania, per tutti noi e per il nostro futuro proprio non possiamo, non possiamo proprio andarcene". E' questo il passaggio saliente di una lettera aperta, diffusa a tutti i giornali che escono in Campania, dal sottosegretario per l'emergenza rifiuti Guido Bertolaso, che, a chi lo contesta con il "jatevenne day", risponde ancora "spiacenti, ma nun ce n'e' putimmo i'". "Napoli oggi è pulita - spiega Bertolaso nell'incipit della sua lettera aperta - e tutta la regione è abbastanza pulita. Non ci sono più montagne di sacchetti gettati ovunque. La gente respira senza tossire, sono spenti mille roghi di monnezza, non si produce più diossina agli angoli delle strade". Napoli "oggi è più sana", con la salute di cittadini e turisti "difesa dalle insidie dei rifiuti sparsi ovunque e dagli effetti degli incendi selvaggi", e persino la raccolta dell'immondizia "sta tornando ad essere attività quotidiana, normale, organizzata". C'è una Napoli dunque simile a qualsiasi altra città italiana ed europea che sta cancellando "le vergognose immagini trasmesse quotidianamente dalle televisioni di tutto il mondo, infangando la fama di una delle più belle città del mondo e la reputazione dell'Italia tutta". C'è una "ripresa di una vita normale" perchè chi è stato costretto a vivere "in mezzo a un rivoltante marciume" e si costruiscono a Napoli e in Campania "impianti e discariche a norma, sicure, controllate e protette" che consentiranno di uscire "per sempre dalla favola brutta di una emergenza che ha distribuito per decenni danni per tutti e vantaggi per pochi". Un buon inizio, ma spiega Bertolaso, "prima di poter dire che il nostro lavoro è finito" e che in Campania funziona un ciclo di smaltimento "legale, solido e strutturato, autonomo, capace di produrre ricchezza e lavoro anzichè spese folli, rendendo ricchi i bilanci di imprese straniere (e non solo) c'è ancora molto lavoro da fare". Il sistema "è ancora fragile" con impianti da finire, da mettere insicurezza, da proteggere e "basta una disattenzione, un minimo intoppo perchè tornino vecchie abitudine che vogliamo sconfitte per sempre". Il sottosegretario elenca quanto ancora resta da fare, sottolineando soprattutto il concreto avvio della raccolta differenziata e la soluzione del "vergognoso" problema dei consorzi di bacino, nonchè la costruzione di termovalorizzatori e discariche necessari. "Abbiamo promesso ai cittadini di Napoli e della Campania la fine di un incubo e non possiamo deludere le loro aspettative", conclude.

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