BASTA TERRORE MEDIATICO SULL'ERUZIONE DEL VESUVIO, PARLIAMO DI PREVENZIONE

Ogni tanto, più o meno cadenza semestrale, arriva lo scoop del piffero del giornalone inglese o americano che ci informa, udite udite, che c'è l'ennesimo scienziatone del sasiccio che ha scoperto che prima o poi il Vesuvio o Campi Flegrei erutteranno.
Il notizione viene poi rilanciato dal giornalone italiano con perfidia e sadismo terroristico-mediatico. In qualche caso, su qualche foglio di carta padano, il notizione della eruzione viene presentato più che come un rischio come una speranza. Quelle che nutrono gli idioti che affollano certi stadi italiani.
Dieci anni fa con scienziati napoletani feci uno speciale su #SkyTg24 dal titolo "Napoli tra due fuochi". Questi scienziati napoletani, spiegavano, studi alla mano, che Napoli è seduta su una caldera alimentata dal Vesuvio a Sud e da Campi Flegrei a nord Ovest. Il problema, spiegano gli scienziati napoletani, o se volete il dramma, non é SE accadrà ma QUANDO accadrà l'eruzione di uno dei due vulcani. E quando accadrà SE siamo attrezzati per salvare un paio di milioni di napoletani con gli attuali piani di evacuazione della Protezione civile. Di questo forse dovremmo occuparci noi giornalisti in Italia, non di rilanciare le scoperte dell'acqua calda che arrivano dall'estero.
Intanto che erutta, noi napoletani che amiamo la vita e rispettiamo la morte, forse le vogliamo anche un po' bene giá che ci conviviamo, ci godiamo questo Vesuvio (nella foto), simbolo di vita. E non sterminatore.

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